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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

giovedì 23 ottobre 2025

mad ed interpello

Domanda MAD (Messa a Disposizione) -
​ Candidatura per Supplenza - Classi di Concorso A018 e A019

​Spettabile Dirigente Scolastico,
​Mi chiamo Salice Vittoria, nata a Foggia il 17 febbraio 1974 e residente in Via Grecia 18, Foggia 71122. Sono laureata magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) e sono iscritta nelle GPS di seconda fascia per le classi di concorso A018 (Filosofia e Scienze Umane) e A019 (Filosofia e Storia) nella provincia di Foggia.
​Sono venuta a conoscenza della vostra scuola e sono rimasta molto colpita dal vostro progetto educativo, che mette al centro lo sviluppo integrale dello studente, sia a livello cognitivo che personale. Credo che la mia passione per la filosofia, le scienze umane e la storia, unita alla mia esperienza come docente per gli Operatori Socio-Sanitari (OSS), possa essere di valore per i vostri studenti.
​Sono una persona dinamica, motivata e con ottime capacità comunicative. Mi piace lavorare in team e sono sempre disponibile ad apprendere nuove metodologie didattiche. Sono convinta che la mia flessibilità e adattabilità mi permetterebbero di integrarmi rapidamente nel vostro contesto scolastico e di dare un contributo positivo.
​Sarei davvero grata se mi deste l'opportunità di dimostrare il mio valore. Vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un vostro gentile riscontro.
​Cordiali saluti,

Salice Vittoria
+39 320 904 88 88
vittoriana74@gmail.com
PEC: vittoriasalice@pec.it

​  Risposta all'Interpello [Codice Interpello della scuola/ e ad es"Rif. ns. interpello del 15/10/2025."]

​Spettabile Dirigente Scolastico,
​In riferimento all'interpello da voi pubblicato in data [Data Interpello], la sottoscritta Salice Vittoria, nata a Foggia il 17 febbraio 1974 e residente in Via Grecia 18, Foggia 71122, laureata magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) e iscritta nelle GPS di seconda fascia per le classi di concorso A018 (Filosofia e Scienze Umane) e A019 (Filosofia e Storia) nella provincia di Foggia, intende presentare la propria candidatura per la posizione di docente cdc A18 filosofia e scienze umane oppure docente cdc A19 filosofia e storia.
​Allego alla presente il mio curriculum vitae, dal quale si evince la mia esperienza come docente per Operatori Socio-Sanitari (OSS), e resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
​Cordiali saluti,

Salice Vittoria
+39 320 904 88 88
vittoriana74@gmail.com
PEC: vittoriasalice@pec.it

sabato 4 ottobre 2025

il modello sistemico relazionale o familiare di Betson

Il modello sistemico-relazionale è stato sviluppato da diversi autori, ma il precursore principale e figura chiave è l'antropologo Gregory Bateson.
​Il modello si è evoluto grazie al lavoro del Gruppo di Palo Alto (composto da Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, Paul Watzlawick e altri), che ha applicato la Teoria dei Sistemi (di Ludwig von Bertalanffy) e la cibernetica allo studio della comunicazione e delle relazioni, in particolare familiari.
​In Italia, un contributo fondamentale è stato dato dalla Scuola di Milano con Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin e Giuliana Prata.

Il modello sistemico relazionale di Betson si concentra sulle dinamiche relazionali tra le persone, piuttosto che sui singoli individui.  Bateson lo vedeva come un insieme di individui interconnessi, dove le azioni di uno influenzano tutti gli altri.
Nel sistema familiare Betson vedeva che, ogni membro ha un ruolo e le loro interazioni creano modelli che si ripetono. Questi modelli possono essere positivi, come il supporto reciproco, o negativi, come la tendenza a incolparsi a vicenda. Ti faccio un esempio: se un genitore è stressato, potrebbe essere più irritabile, e questo influenzerebbe il comportamento dei figli, creando un circolo vizioso.

Le scoperte chiave nella psicologia sistemico-relazionale si concentrano sull'importanza del contesto relazionale e del sistema (soprattutto la famiglia) per la comprensione del comportamento e del disagio individuale.
​I principali contributi e sviluppi includono:
​Teoria Generale dei Sistemi e Cibernetica: Questi fondamenti concettuali hanno introdotto l'idea che un individuo è parte di un sistema in cui il cambiamento in una parte influenza l'intero sistema e che i sistemi tendono all'autoregolazione (omeostasi). La teoria dei sistemi generali è stata sviluppata dal biologo austriaco Ludwig von Bertalanffy negli anni '20. ma la teoria ha preso davvero forma negli anni '50 e '60. Idem per la cibernetica.Bertalanffy è stato il pioniere di questa teoria, ma è importante ricordare che non ha lavorato da solo. Ha collaborato con molti altri studiosi, come Ross Ashby e Margaret Mead, che hanno contribuito a plasmare la teoria dei sistemi e la cibernetica.
L'idea di base è che i sistemi complessi, come quelli biologici, sociali o tecnologici, hanno proprietà che vanno oltre la somma delle loro parti. 
​Scuola di Palo Alto e Pragmatica della Comunicazione Umana:La Scuola di Palo Alto e la pragmatica della comunicazione sono nate negli anni '50. Un gruppo di ricercatori, guidati da Gregory Bateson, ha iniziato a studiare come la comunicazione influenza il comportamento umano. Tra i membri più noti c'erano Don Jackson, Virginia Satir e Paul Watzlawick. Hanno evidenziato l'importanza della comunicazione (verbale e non verbale) nelle dinamiche relazionali e patologiche, formulando concetti come il doppio legame e la comprensione dei paradossi.Il concetto di "doppio legame" è stato introdotto da Gregory Bateson e il suo team negli anni '50. Hanno notato che in alcune famiglie con membri schizofrenici, la comunicazione era piena di messaggi contraddittori, creando un paradosso senza via d'uscita.
​Teoria dei Sistemi Familiari di M. Bowen: La teoria dei sistemi familiari di Bowen è stata sviluppata negli anni '50 e '60. Il dottor Murray Bowen, uno psichiatra, ha iniziato a osservare le dinamiche familiari e come queste influenzano la salute mentale. La sua teoria si basa sull'idea che la famiglia è un sistema emotivo in cui ogni membro influenza gli altri. Sottolinea l'importanza della prospettiva trigenerazionale e del processo di differenziazione del Sé dalla famiglia d'origine.
​Approccio Strutturale di S. Minuchin:L'approccio strutturale di Minuchin si è sviluppato negli anni '60 e '70. Minuchin ha collaborato con altri terapeuti familiari, come Jay Haley, per sviluppare questo modello. Si è concentrato sull'importanza della struttura familiare, sui confini, le gerarchie e i sottosistemi. Si concentra sull'importanza della struttura familiare (confini, gerarchie, sottosistemi) e sulle dinamiche disfunzionali come la triangolazione.
La triangolazione è un concetto chiave sviluppato da Bowen all'interno della sua teoria dei sistemi familiari, negli anni '60. Descrive come, in situazioni di stress, una coppia può coinvolgere un terzo membro della famiglia per stabilizzare la relazione, creando un triangolo emotivo.
​Sviluppo del Modello Milanese (Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin, Prata): Ha introdotto tecniche fondamentali per la terapia familiare come l'Ipotizzazione, la Circolarità e la Neutralità.è stato sviluppato negli anni '70 e '80.
​Seconda Cibernetica e Costruttivismo: Hanno spostato il focus sull'autoriflessività del terapeuta, riconoscendo che l'osservatore è parte del sistema osservato e la conoscenza è relativa e costruita congiuntamente.
La seconda cibernetica e il costruttivismo hanno iniziato a influenzare la terapia familiare negli anni '80. Questi approcci hanno spostato l'attenzione sull'auto-riflessività del terapeuta, riconoscendo che l'osservatore è parte del sistema osservato e che la conoscenza è relativa e co-costruita.
I principali sviluppi nella psicologia sistemico-relazionale dal 1992 a oggi si sono concentrati su:
​Riscoperta dell'Individuo: Un'evoluzione cruciale è l'enfasi sull'accoglienza della sofferenza e della richiesta di aiuto del singolo, non solo della famiglia come sistema (ad esempio, il "nuovo gruppo di Milano"). L'individuo non "sparisce" più in una lettura esclusivamente sistemica del disagio.
​Integrazione e Modelli Collaborativi: C'è stata una tendenza verso l'integrazione con altri approcci, come la Terapia Focalizzata sulla Soluzione (TCS), la Multisystemic Therapy (TMS) e il modello dei Sistemi Familiari Interni (IFS) di Schwartz.La tendenza all'integrazione con altri approcci è iniziata a farsi strada soprattutto negli anni '90. In quel periodo, molti terapeuti familiari hanno iniziato a incorporare tecniche e idee da altri modelli, come la terapia focalizzata sulla soluzione, la terapia multisistemica e il modello dei sistemi familiari interni di Schwartz, per rendere la terapia familiare ancora più efficace e flessibile.
​Focus sul Ciclo Vitale e le Nuove Forme Familiari: Si è data maggiore attenzione all'evoluzione della famiglia contemporanea, con l'analisi delle dinamiche in famiglie plurigenitoriali, ricomposte o post-separazione, e l'impatto dei cambiamenti socio-culturali sui ruoli e sui legami affettivi.L'attenzione al ciclo di vita e alle nuove forme familiari è cresciuta soprattutto negli anni '80 e '90. In quel periodo, i terapeuti familiari hanno iniziato a riconoscere l'importanza di considerare le diverse fasi della vita familiare e le nuove strutture familiari, come quelle plurigenitoriali, ricomposte o post-separazione.
​Rivalutazione del Coinvolgimento Familiare nella Terapia Individuale: È stata rilanciata e sistematizzata la pratica di coinvolgere attivamente i familiari significativi (spesso la famiglia d'origine) anche nelle psicoterapie inizialmente richieste dall'individuo (terapia individuale sistemica).È stato un processo graduale, iniziato negli anni '80, con terapeuti come Monica McGoldrick e Betty Carter che hanno iniziato a sottolineare l'importanza del contesto familiare. Poi, negli anni '90, Michael White e David Epston hanno sviluppato la terapia narrativa, che ha ulteriormente integrato il lavoro con le famiglie nella terapia individuale.
Il sociologo che ha sottolineato la fluidità del contesto familiare è Zygmunt Bauman, nel 2003 con il suo concetto di "amore liquido".
Dopo Bauman, il focus si è spostato sulla diversità e inclusione delle famiglie, con un'attenzione particolare alle famiglie LGBTQ+, interculturali e con disabilità.Il focus sulla diversità e l'inclusione delle famiglie, includendo le tematiche LGBTQ+, interculturale e disabilità, si è intensificato nel periodo post-Bauman (deceduto nel 2017), specialmente nell'ultimo decennio (anni 2010 e 2020).

​Più che essere attribuito a un singolo sociologo, questo spostamento è il risultato di un'evoluzione del dibattito sociologico e di un'attenzione accademica crescente verso l'intersezionalità delle identità e l'analisi delle "famiglie contemporanee" e delle "cittadinanze fragili," come evidenziato da diversi studi e pubblicazioni recenti (ad esempio, studi su cohousing per persone LGBT+, saggi su diseguaglianze e inclusione dal 2020 e ricerche sulla genitorialità "liquida" in linea con Bauman ma che ne estendono la riflessione).

​I sociologi e ricercatori che si occupano di sociologia della famiglia, del genere, delle migrazioni e della disabilità a livello internazionale e italiano contribuiscono a questo cambiamento di prospettiva.

 Poi, c'è stato un rinnovato interesse per il trauma familiare e la resilienza, con lo sviluppo di approcci come la terapia sensibile al trauma.L'interesse per il trauma familiare e la resilienza è cresciuto dagli anni '80 e '90, con pionieri come Froma Walsh che ha introdotto il concetto di "Resilienza Familiare" e Boris Cyrulnik che ha studiato la resilienza nei traumi infantili, entrambi focalizzandosi sulla dimensione relazionale e sistemica della famiglia. Altri importanti ricercatori includono George Bonanno e M. Rutter.
 Infine, la tecnologia e i social media hanno portato a nuove sfide e opportunità per le famiglie, con la terapia familiare che si è adattata per affrontare questi cambiamenti.Nella Terapia Familiare, l'interesse per la tecnologia, internet, social media e Intelligenza Artificiale (IA) è diffuso e crescente, in quanto questi elementi influenzano profondamente le dinamiche familiari.
​I terapisti familiari si interessano a diversi aspetti:
​Terapia Online (Teleterapia): Molti professionisti, come la Dott.ssa Laura Princivalli e i terapeuti di piattaforme come Serenis o Aepsy, offrono sedute di terapia familiare, di coppia o individuale a distanza (es. Dott.ssa Angela Pellegrino, Chiara Gozellino e Alessandro Mascherpa), per ragioni logistiche o di accessibilità.
​Impatto sulle Relazioni (Technoference): La ricerca e i professionisti si focalizzano sugli effetti dei dispositivi digitali e dei social media sulle interazioni familiari (fenomeno noto come "Technoference"), sul calo della comunicazione e sulla qualità delle relazioni genitore-figlio.
​Benessere Digitale: Esistono iniziative e specialisti che offrono consulenza genitoriale e strumenti concreti (come su tecnologiafamiliare.it) per aiutare le famiglie a stabilire un uso consapevole ed equilibrato della tecnologia (es. gestione dello screen time, prevenzione della dipendenza da internet).
​Utilizzo Strumentale dell'IA e VR: Sebbene l'IA sia più usata per il supporto individuale (chatbot) o per la diagnostica, la Realtà Virtuale (VR) viene impiegata per l'esposizione o il rilassamento, e l'IA è vista come un potenziale supporto futuro, ad esempio per l'analisi e il riepilogo delle sessioni.

venerdì 3 ottobre 2025

i 4 modelli di attaccamento nell'adulto di Bartholomew e Horowitz e l'AAI

I 4 modelli di attaccamento nell'adulto, derivati dalla teoria di Bowlby e misurati, ad esempio, con l'Adult Attachment Interview (AAI) o il modello di Bartholomew e Horowitz, sono tipicamente quattro:
Sicuro (o Autonomo): Valorizza l'attaccamento, ha un'immagine positiva di sé e degli altri, ed è a suo agio con l'intimità e l'indipendenza.
Distanziante (o Svalutante): Tende a minimizzare le relazioni di attaccamento, valorizza l'indipendenza e ha un'immagine positiva di sé ma negativa degli altri.
Preoccupato (o Invischiato/Ambivalente): Cerca alti livelli di intimità e approvazione, ma teme il rifiuto; ha un'immagine negativa di sé ma positiva degli altri, risultando spesso dipendente.
Irrisolto/Disorganizzato (o Timoroso-Evitante): Mostra traumi irrisolti (perdite o abusi); presenta rappresentazioni caotiche e contrastanti di sé e degli altri, desiderando intimità ma temendola e tendendo a evitarla.

Dal QI quoziente intellettivo: Binet/Simon a Stanford/Binet a Weshler, Raven, Sperman intelligenza Generale G, inteligenze multiple di Gardner al QE quoziente emotivo di Salovey/Mayer a Goleman

Il QI quoziente intellettivo

ll metodo originale di  Alfred Binet (con Théodore Simon) nel 1905
che usava il rapporto tra Età Mentale ed Età Cronologica, soprattutto nei bambini è stato largamente sostituito dalle Weschler, perché il metodo Binet/Simon era meno efficace per gli adulti e per i bambini con età molto diverse dalla media. Anche le scale Stanford-Binet 1916 esistono ancora, ma usano anche loro un metodo di calcolo del QI di deviazione ed oggi sono state largamente sostituite dalle scale Wechsler.
I test psicologici d'intelligenza di Wechsler nacquero nel 1939 con la pubblicazione della Wechsler-Bellevue Intelligence Scale - Form I,  nate inizialmente per misurare l'intelligenza verbale e non verbale degli adulti.
Difatti i fattori di QI Quoziente Intellettivo si misurano con i test o scale verbale e non verbale di Weshler, che si dividono oggi per fasce età: 
WAIS per adulti dai 16 ai 90 anni;  
WISC per i bambini e i ragazzi dai 6 ai 16 anni; 
 WPPSI per bambini per i più piccoli, dai 2 anni e mezzo ai 7 anni e mezzo). 

I test Weshler: WAIS, WISC, WPPSI, in modo diverso, a seconda dell'età, includono le categorie:

1. Comprensione Verbale (abilità linguistiche, conoscenze acquisite). ​
2. Ragionamento Visuo-Percettivo. 
3. Ragionamento Fluido (problem-solving non verbale, logica). ​
 4. Memoria di Lavoro (mantenere e manipolare informazioni a breve termine). ​
5. Velocità di Elaborazione (velocità ed efficienza nell'esecuzione dei compiti).

Le medie ottenute da ogni categoria delle Weshler (WAIS, WISC, WPPSI), vengono poi misurate in punteggi unici, divisi come segue:

​70-79: Intelligenza Limite
​80-89: Media Bassa
​90-109: Media (La maggior parte della popolazione rientra qui)
​110-119: Media Alta (Superiore alla media)
​120-129: Superiore (Dotazione superiore)
​130+: Molto Superiore (Gifted)

 La Teoria CHC (Cattell-Horn-Carroll)
​Oggi è il modello scientifico di riferimento su cui si basano le versioni più recenti delle scale Wechsler (come la WAIS-IV).
​Non considera solo l'intelligenza Fluida (Gf) e Cristallizzata (Gc), ma identifica oltre 80 abilità cognitive ristrette raggruppate in circa 10 abilità ampie (come la memoria a breve termine, l'elaborazione visiva, ecc.).
Le Scale Wechsler sono più sensibili nel rilevare deficit specifici (es. dislessia o disturbi della memoria) proprio perché scompongono l'intelligenza in più indici.

​ L'effetto Flynn
​È un fenomeno statistico fondamentale: il valore medio del QI della popolazione tende ad aumentare nel tempo (circa 3 punti ogni decennio).
​Perché è importante: Spiega perché i test devono essere ricalibrati ("rinormati") ogni 10-15 anni, altrimenti tutti risulterebbero "geni" rispetto ai parametri del 1950.

Test individuali: Le Wechsler e le scale Gardner (osservative) richiedono un rapporto 1:1 e un ambiente controllato.

Un altro test sono le matrici di Raven

Le Matrici Progressive di Raven (spesso chiamate semplicemente Scale di Raven) sono un test psicologico non verbale
 ideate dallo psicologo inglese John C. Raven nel 1938.
 Le Scale di Raven  sono nate  per  misurare il fattore "g", o intelligenza generale, teorizzato da Spearman nel 1904/1927 che ha sviluppato la teoria dell'intelligenza generale, che rappresenta un'abilità mentale generale che influenza le prestazioni in vari compiti cognitivi.
Le scale di Raven sono ampiamente utilizzate per misurare l'intelligenza generale fattore g e la capacità di ragionamento astratto di una persona difatti misura l'intelligenza fluida, ovvero la capacità di risolvere problemi nuovi senza conoscenze pregresse. ​Ecco cosa sono e a cosa servono: ​Cosa Sono ​Le Matrici di Raven sono un test composto da una serie di problemi visivi a scelta multipla (o item), presentati in ordine di difficoltà crescente. ​Formato: Ogni problema è una figura geometrica (una "matrice") con un elemento mancante. Al soggetto viene chiesto di individuare, tra diverse opzioni, l'elemento che completa correttamente il pattern o il sistema di relazioni della matrice. ​Contenuto Non Verbale: Il test è interamente composto da figure geometriche e simboli, non richiede l'uso della lingua parlata o scritta. Questo lo rende ideale per la somministrazione a persone di diverse culture, lingue o livelli di istruzione, o a chi ha difficoltà di comunicazione verbale. ​Misurazione: Misurano principalmente l'intelligenza fluida (G_f), cioè la capacità di ragionare, risolvere problemi nuovi, e cogliere relazioni senza ricorrere a conoscenze acquisite in precedenza (che è invece l'intelligenza cristallizzata, G_c). ​​3. Il "Floor" e il "Ceiling" (Pavimento e Soffitto) dei test
​Nelle valutazioni pedagogiche e cliniche, è utile sapere che:
​Le Matrici di Raven sono eccellenti per evitare bias culturali, ma possono avere un "effetto soffitto" (diventano poco discriminanti per persone con QI molto alto, a meno che non si usino le APM).
Esistono diverse versioni adattate a fasce d'età e abilità differenti: ​Matrici Progressive Standard (SPM): La versione originale e più comune, per adolescenti e adulti. ​Matrici Progressive Colorate (CPM): Progettate per bambini piccoli (dai 5 anni) e per persone anziane o con capacità intellettive ridotte, utilizzando uno sfondo colorato per renderle più coinvolgenti. ​Matrici Progressive Avanzate (APM): Per soggetti con un'abilità intellettiva superiore alla media. ​A Cosa Servono ​Le Scale di Raven sono utilizzate per una varietà di scopi, soprattutto in ambito psicologico, educativo e lavorativo: ​Valutazione del Quoziente Intellettivo (Q.I.) Non Verbale: Forniscono una stima del livello di intelligenza e della capacità di ragionamento di un individuo, in modo indipendente dal suo background culturale e dalle sue conoscenze specifiche. ​Diagnosi Clinica: Sono impiegate per la valutazione delle capacità cognitive in persone con: ​Deficit cognitivi o ritardo mentale. ​Difficoltà di comprensione e produzione verbale. ​Disturbi del neurosviluppo (come il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività - ADHD). ​Ambito Educativo: Possono aiutare a identificare studenti che potrebbero avere bisogno di supporto speciale o, al contrario, quelli con abilità superiori. ​Selezione del Personale: Sono usate nei processi di selezione per valutare l'abilità di un candidato di ragionare, risolvere problemi complessi e apprendere rapidamente, che sono competenze chiave in molti ruoli professionali. ​Ricerca: Sono uno strumento fondamentale nella ricerca psicologica per studiare l'intelligenza, la sua natura e il suo sviluppo. ​In sintesi, le Matrici di Raven sono uno strumento molto solido e affidabile per misurare in modo efficiente e "culture-fair" (ossia equo tra le culture) l'abilità di una persona di dare un senso alla complessità e di ragionare logicamente su nuove informazioni.

Il calcolo del punteggio delle Matrici Progressive di Raven si basa sul numero totale di risposte corrette (punteggio grezzo).

  1. Punteggio Grezzo: Si assegna 1 punto per ogni risposta esatta e 0 per ogni risposta errata o omessa. La somma di questi punti è il punteggio grezzo totale.
  2. Punteggio Standardizzato/Percentile: Il punteggio grezzo viene poi convertito in un punteggio standardizzato, come il rango percentile (o in alcuni casi, un quoziente intellettivo, QI, o punteggio tipico), utilizzando le tabelle di norme appropriate per l'età e/o il livello di scolarità del soggetto.
  3. Interpretazione: Il rango percentile indica la percentuale di individui nel campione normativo che ha ottenuto un punteggio inferiore a quello del soggetto, permettendo così di classificare la sua capacità intellettiva (ad esempio, media, superiore alla media, ecc.). ​È fondamentale consultare il manuale specifico della versione del test utilizzata (Standard, Coloured, Advanced) per le norme e le procedure di scoring esatte.
Test collettivi: Le Raven possono essere somministrate a gruppi, il che le rende molto usate negli screening scolastici o aziendali massivi.

La differenza tra le Weshler e le Raven:

 le  Weshler e le Matrici di Raven non si usano insieme,  sono due test diversi che valutano aspetti differenti dell'intelligenza. Le Weschler sono  test completi verbali e non verbali che misurano diverse abilità cognitive, mentre le Matrici di Raven non verbali si concentrano sull'intelligenza fluida, cioè la capacità di ragionare e risolvere problemi nuovi quindi il ragionamento astratto. ​Questi test mirano a stimare il fattore di intelligenza generale (fattore g).

Le Inteligenze multiple di Gardner

 Sebbene la moderna teoria delle intelligenze multiple dello psicologo statunitense Howard Gardner 1983 suggerisce che l'intelligenza abbia molteplici dimensioni non completamente catturate dal solo QI.
I test sulle intelligenze multiple non sono standardizzati e strutturati come i test di intelligenza tradizionali di Weshler e di Raven. Si tratta piuttosto di strumenti aperti domande aperte di valutazione informali, come griglie di osservazione e attività pratiche, che aiutano a individuare i punti di forza di una persona nelle diverse aree dell'intelligenza. Invece di una sola risposta giusta, questi esercizi cercano di capire come pensi e come risolvi i problemi in modi diversi. 
​Invece di un singolo valore numerico, il risultato di un test sulle intelligenze multiple (come questionari o strumenti di valutazione specifici) si traduce in un profilo che evidenzia il livello di sviluppo relativo (o l'inclinazione) in ciascuna delle 
otto (o nove) intelligenze identificate da Gardner:
1. ​Linguistica
2. ​Logico-Matematica
3. ​Visuo-Spaziale
4. ​Corporea-Cinestetica
5. ​Musicale
6. ​Interpersonale
7. ​Intrapersonale
8. ​Naturalistica
9. ​(A volte viene inclusa l'Esistenziale)

Ecco le 9 domande dell'inteligenza multipla:
1. "In che modo il linguaggio che usiamo influenza il nostro modo di pensare e di vedere il mondo?"
2. Come usi le parole per descrivere un problema di matematica e come questo ti aiuta a risolverlo?"
3. Come ti orienti in un luogo nuovo usando solo la tua percezione visiva?" oppure "Come descriveresti a parole un oggetto tridimensionale che hai in mente?"
4. In che modo il movimento e la coordinazione del tuo corpo ti aiutano ad imparare una nuova abilità, come andare in bicicletta o ballare?"
5. "In che modo il ritmo e la melodia di una canzone ti aiutano a ricordare le parole o le informazioni?"
6. "Come ti relazioni con gli altri e come usi questa capacità per raggiungere un obiettivo comune?"
7. Come ti poni degli obiettivi personali e come ti motivi per raggiungerli?"
8. "Come ti relazioni con la natura e come usi questa capacità per capire meglio il mondo che ti circonda?"
9. "Quale è il significato della vita per te e come influisce sulle tue scelte?"


​Come si Ottiene il Punteggio (Profilo) dell'intelligenza multipla di Gardner
​Il meccanismo di punteggio dipende dal tipo specifico di test utilizzato, ma in generale:
​Risposte ai Quesiti: Al soggetto vengono poste domande, affermazioni o attività (a seconda del formato del test) relative a ciascuna delle aree di intelligenza.
​Punteggio Parziale: Per ogni area di intelligenza, le risposte vengono sommate o valutate per generare un punteggio parziale (spesso espresso in percentuale o su una scala).
​Profilo Finale: L'insieme di questi punteggi parziali costituisce il profilo di intelligenza multipla dell'individuo, mostrando quali intelligenze sono percepite o dimostrate come maggiormente sviluppate o preferite rispetto alle altre.
L'obiettivo di questi test non è stabilire un "livello generale" di intelligenza, ma piuttosto identificare i punti di forza e le diverse potenzialità intellettive di una persona per scopi formativi, di orientamento o di auto-consapevolezza.

Il Q.E. Quoziente Emotivo 

La teoria dell'intelligenza emotiva fu sviluppata originariamente dagli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer nel 1990.
 Salovey e Mayer la definiscono come "la capacità di monitorare le sensazioni o sentimenti e le emozioni proprie e altrui, di discriminarle e di utilizzare queste informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni".
In pratica ​si concentrarono principalmente sulla capacità di percepire, comprendere e regolare le emozioni.
Successivamente, divenne popolare a livello mondiale grazie al libro scritto nel 1995 dello psicologo Daniel Goleman, che ha ampliato e divulgato il concetto.
Daniel Goleman ha incluso anche la capacità di utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero e l'azione e 
ha dato maggiore enfasi al ruolo dell'intelligenza emotiva nel successo personale e professionale. Goleman ha esplicitamente collegato l'IE alle prestazioni eccezionali in ambito professionale e alla leadership, sostenendo che il Quoziente Emotivo (QE) può essere un predittore di successo più importante del Quoziente Intellettivo (QI). I suoi lavori hanno avuto un impatto significativo nel mondo aziendale e della formazione manageriale.
​Modello: Il suo modello è spesso orientato alle competenze (un modello misto), che possono essere apprese e migliorate per raggiungere obiettivi.
​Ha suddiviso l'intelligenza emotiva in cinque componenti chiave:
1. ​Autoconsapevolezza (conoscere le proprie emozioni).
2. ​Autoregolazione (gestire le proprie emozioni).
3. ​Motivazione (usare le emozioni per raggiungere obiettivi).
4. ​Empatia (riconoscere e comprendere le emozioni altrui).
5. ​Abilità sociali (gestire efficacemente le relazioni interpersonali).
​Inoltre, Goleman ha sottolineato come queste competenze non siano innate ma possano essere apprese e sviluppate nel tempo.
Peter Salovey e John D. Mayer nel 1997 hanno ampliato questa definizione includendo la capacità di percepire valutare ed esprimere le emozioni, integrandole nel proprio pensiero, comprendendole e ragionando su di esse, e infine regolandole in se stessi e negli altri.
Il modello a quattro rami è stato introdotto da Salovey e Mayer nel 1997. Questo modello descrive l'intelligenza emotiva come una serie di abilità organizzate gerarchicamente in quattro rami, ossia il "Modello di Abilità" dell'Intelligenza Emotiva, che la struttura in quattro aree gerarchiche e interconnesse:
1. ​Percezione delle emozioni: identificare le emozioni in sé stessi e negli altri.
2. ​Uso delle emozioni per facilitare il pensiero: utilizzare le emozioni per dare priorità, ragionare e risolvere problemi.
3. ​Comprensione delle emozioni: analizzare e comprendere le cause, i significati e l'evoluzione degli stati emotivi.
4. ​Gestione/Regolazione delle emozioni: saper gestire le proprie e altrui emozioni in modo costruttivo per promuovere la crescita personale e intellettiva.
Le 5 Componenti di Goleman vs Salovey-Mayer
​Il modello di Goleman è un modello misto (include tratti della personalità come la motivazione).
​Il modello di Salovey-Mayer è un modello di abilità puro (tratta l'emozione come un set di competenze cognitive misurabili, come il test MSCEIT).

Analisi transazionale: Da Berne gli stati dell'io ed il copione di vita e gli script di vita ad Harris le posizioni esistenziali

Analisi transazionale: Da Berne gli stati dell'io ed il copione di vita ad Harris le posizioni esistenziali 


Mentre Berne ha fondato l'analisi transazionale alla fine degli anni 50, e si fondava sulle interazioni tra le persone e su come queste influenzano il nostro modo di pensare, sentire e comportarci.


 I concetti chiave di Berne includono per primi  gli stati dell'io - Genitore, Adulto e Bambino - e poi il copione di vita e gli script di vita, ovvero il modello di comportamento che seguiamo inconsciamente. Sul concetto di Berne del copione di vita, Harris nel 1969 li ha applicati  per sviluppare le 4 posizioni esistenziali io+ tu+, io + tu -, io - tu +, io - tu - . In pratica, ha preso le idee di Berne del modello del copione di vita e le ha trasformate  per capire come le persone si relazionano tra loro.


Gli Stati dell'io genitore-adulto- bambino 

Berne dice che: dentro di noi convivono  tre "voci" diverse, un po' come tre personaggi che influenzano il nostro modo di essere. Questi tre stati dell'io interagiscono tra loro e influenzano il nostro modo di comunicare e relazionarci con gli altri:

Il Genitore è quella voce che ci dice cosa è giusto e sbagliato, un po' come i nostri genitori o figure di autorità, ha identificato 2 sottocategorie:

​Il Genitore si divide in:

​Genitore Normativo: detta le regole e i divieti.

​Genitore Affettivo: si prende cura e protegge.

L'Adulto è la parte razionale, che analizza le situazioni in modo oggettivo. 

 l'Adulto non ha sottocategorie.

 Il Bambino rappresenta le nostre emozioni e i nostri bisogni più spontanei. Ha individuato 3 sottocategorie:

Bambino Libero o naturale: è spontaneo e creativo.

​Bambino Adattato: si adegua alle regole.

​Bambino Ribelle: si oppone alle regole.

Il copione di vita e lo script di vita

Il copione di vita è un concetto centrale nell'Analisi Transazionale (sviluppata da Eric Berne), che descrive un piano di vita inconscio stabilito nell'infanzia.

Berne ha notato che le persone tendono a ripetere schemi di comportamento, come se seguissero un copione teatrale. Questo copione di vita si forma nell'infanzia, basandosi sulle decisioni che prendiamo su noi stessi e sugli altri.​Si basa su decisioni prese dal bambino in risposta alle influenze familiari e sociali (soprattutto i messaggi dei genitori, come ingiunzioni e permessi) e viene rafforzato dalle esperienze successive. Questo "copione" agisce come una sorta di sceneggiatura interiore che guida inconsciamente le scelte, i comportamenti e le relazioni nella vita adulta, limitando la spontaneità e la flessibilità.

Lo "script di vita", invece, è un insieme di credenze e decisioni che prendiamo consapevolmente, spesso basate su quel copione. In pratica, il copione è il "cosa", lo script è il "come" lo mettiamo in pratica. 

​Riconoscerlo e diventarne consapevoli è il primo passo per modificarlo e intraprendere un percorso verso una vita più autonoma e soddisfacente.


Le posizioni esistenziali 

La teoria delle posizioni esistenziali di Harris del 1969, che si basa sul copione di vita di Berne. Descrivono come ci sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri. 

 Descrive quattro modi di base in cui le persone si relazionano con se stesse e con gli altri. 

​"Io sono OK - Tu sei OK": questa è la posizione più sana e costruttiva. Indica accettazione di sé e degli altri, promuovendo relazioni positive e collaborazione.

​"Io sono OK - Tu non sei OK": questa posizione è tipica di chi si sente superiore agli altri, portando ad atteggiamenti di superiorità e critica.

​"Io non sono OK - Tu sei OK": questa posizione riflette una bassa autostima e una tendenza a svalutarsi, idealizzando gli altri.

​"Io non sono OK - Tu non sei OK": questa è la posizione più negativa, caratterizzata da sfiducia, pessimismo e mancanza di speranza.

Quindi, il copione di vita influenza la posizione esistenziale che assumiamo, e questa a sua volta rafforza il copione.

Il narcisista overt tende ad adottare la posizione "io sono ok, tu non sei ok". Si sente superiore e svaluta gli altri per mantenere alta la propria autostima.


La posizione esistenziale adottata dal narcisista covert è quella del "Io non sono OK, tu non sei OK".


Spiegazioni:


I narcisisti maligni, secondo la teoria delle posizioni esistenziali di Eric Berne, adottano in modo estremo la posizione del "io sono ok, tu non sei ok" ("I'm OK, you're not OK"). Questa posizione si manifesta con:


​Senso di superiorità: Il narcisista maligno si percepisce come speciale e superiore agli altri, spesso con un senso di grandiosità patologica. Questo gli conferisce il diritto di giudicare, svalutare e sfruttare gli altri.

​Mancanza di empatia: L'altra persona viene vista come un oggetto, un mezzo per raggiungere i propri scopi. Il narcisista maligno non riconosce i bisogni e i sentimenti altrui, rendendosi incapace di provare rimorso o senso di colpa per le azioni compiute.

​Aggressività e sadismo: A differenza del narcisista "overt" che si limita a svalutare per mantenere la propria autostima, il narcisista maligno prova un piacere sadico nel danneggiare e umiliare gli altri. Questo comportamento aggressivo e manipolatorio lo porta a controllare e a dominare chiunque si trovi sul suo cammino.

​Paranoia: Il narcisista maligno ha una visione del mondo come un luogo ostile, dove gli altri sono una minaccia e possono cospirare contro di lui. Questo alimenta il suo bisogno di controllo e di vendetta, portandolo a comportamenti sempre più distruttivi.

Un borderline adotta la posizione esistenziale "Io non sono ok, tu non sei ok".


Secondo l'analisi transazionale di Eric Berne, un individuo con un disturbo antisociale della personalità adotta la posizione esistenziale "Io sono OK, tu non sei OK". Questo atteggiamento porta a considerare sé stessi superiori e gli altri come inferiori, manifestando aggressività e mancanza di rispetto per i diritti altrui.


In termini di Analisi Transazionale, il disturbo istrionico di personalità è associato a una posizione esistenziale del tipo "Io sono Ok, tu non sei Ok" ("Io+ Tu-"), caratterizzata da comportamenti aggressivi e dalla tendenza a svalutare gli altri. Questo può derivare da un profondo senso di inferiorità e da un bisogno di approvazione esterna.


giovedì 2 ottobre 2025

teoria dell'intelligenza emotiva da Salovey, Mayer, Goleman

La teoria dell'intelligenza emotiva IE fu sviluppata originariamente dagli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer nel 1990.
 Salovey e Mayer la definiscono come "la capacità di monitorare le sensazioni o sentimenti e le emozioni proprie e altrui, di discriminarle e di utilizzare queste informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni".
In pratica ​si concentrarono principalmente sulla capacità di percepire, comprendere e regolare le emozioni.
Successivamente, divenne popolare a livello mondiale grazie al libro scritto nel 1995 dello psicologo Daniel Goleman, che ha ampliato e divulgato il concetto.
Daniel Goleman   ha incluso anche la capacità di utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero e l'azione e
ha dato maggiore enfasi al ruolo dell'intelligenza emotiva nel successo personale e professionale. Goleman ha esplicitamente collegato l'IE alle prestazioni eccezionali in ambito professionale e alla leadership, sostenendo che il Quoziente Emotivo (QE) può essere un predittore di successo più importante del Quoziente Intellettivo (QI). I suoi lavori hanno avuto un impatto significativo nel mondo aziendale e della formazione manageriale.
​Modello: Il suo modello è spesso orientato alle competenze (un modello misto), che possono essere apprese e migliorate per raggiungere obiettivi.
​Ha suddiviso l'intelligenza emotiva in cinque componenti chiave:
1. ​Autoconsapevolezza (conoscere le proprie emozioni).
2. ​Autoregolazione (gestire le proprie emozioni).
3. ​Motivazione (usare le emozioni per raggiungere obiettivi).
4. ​Empatia (riconoscere e comprendere le emozioni altrui).
5. ​Abilità sociali (gestire efficacemente le relazioni interpersonali).
​Inoltre, Goleman ha sottolineato come queste competenze non siano innate ma possano essere apprese e sviluppate nel tempo.
Peter Salovey e John D. Mayer nel 1997 hanno ampliato questa definizione includendo la capacità di percepire valutare ed esprimere le emozioni, integrandole nel proprio pensiero, comprendendole e ragionando su di esse, e infine regolandole in se stessi e negli altri.
Il modello a quattro rami è stato introdotto da Salovey e Mayer nel 1997. Questo modello descrive l'intelligenza emotiva come una serie di abilità organizzate gerarchicamente in quattro rami,  ossia il  "Modello di Abilità" dell'Intelligenza Emotiva, che la struttura in quattro aree gerarchiche e interconnesse:
1. ​Percezione delle emozioni: identificare le emozioni in sé stessi e negli altri.
2. ​Uso delle emozioni per facilitare il pensiero: utilizzare le emozioni per dare priorità, ragionare e risolvere problemi.
3. ​Comprensione delle emozioni: analizzare e comprendere le cause, i significati e l'evoluzione degli stati emotivi.
4. ​Gestione/Regolazione delle emozioni: saper gestire le proprie e altrui emozioni in modo costruttivo per promuovere la crescita personale e intellettiva.