pedagogista

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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

lunedì 20 gennaio 2025

carnevale

Carnevale é la festa piú colorata e pazza del mondo, festeggiata in tantissime localita, da Rio de Janeiro a Venezia, ed é considerato il momento in cui tutti i freni vengono meno e ci si puó divertire senza limiti.
Non conosciamo esattamente le origini del termine Carnevale. L’ipotesi piú accreditata é quella che parola derivi dal latino carnem levare, con riferimento alla tradizione di origine medioevale che bandiva il consumo della carne dalla dieta duante la Quaresima. Il Martedì Grasso veniva festeggiato con un ricco banchetto durante in quale ci si ingozzava prima del Mercoledí delle ceneri e in vista dei digiuni quaresimali

Secondo un’altra teoria, invece, la parola derivava da“carrus navalis”, carri a forma di nave usati a Roma nelle processioni di purificazione.
ORIGINI DEL CARNEVALE

Sebbene il Carnevale abbia acquisito una valenza religiosa nella tradizione cristiana, le sue origini sono ancora più lontane.

Il Carnevale deriverebbe da antiche festivitá pagane quali le feste greche dionisiache, celebrate in onore di Dionisio, dio greco del vino e caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione; i lupercali roman,riti di purificazione e propoziatori della fertilitá celebrati il 15 (https://leviedelmistero.wordpress.com/2021/02/14/dai-lupercalia-a-san-valentino/) e i saturnali feste popolare dell’antica Roma in onore del dio Saturno che avevano luogo tra il 17 e il 23 dicembre, durante le quali veniva sovvertito l’ordine sociale, dato che gli schavi si travestivano da padroni e questi ultimi da schiavi. (https://leviedelmistero.wordpress.com/2020/12/18/i-saturnalia/).
Durante i sette giorni di festeggiamenti, si conducevano per la città carri festosi, tirati da animali bizzarramente bardati ed il popolo si riuniva in grandi tavolate e sontuosi banchetti e veniva eletto un re. La baldoria e il divertimento sfrenato era il mezzo usato per favorire un raccolto abbondante ed un periodo di benessere e felicità. 

Questa usanza rimase anche quando il Carnevale venne “assorbito” dalla tradizione cristiana, mutando il suo nome in Festa dei Pazzi, durante la quale veniva invece eletto un finto Papa che girava a cavallo per le strade della città, mentre uomini e donne e ricchi e poveri si scambiavano gli auguri di buon anno.

Ma le origini del carnevale vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra, nel periodo in cui i lavori della terra subivano un arresto e la vita sociale si intensificava.

Le prime manifestazioni del carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa. Gli Egizi furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca poi importata dai romani, con feste, riti in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita. Ancor prima, secondo alcuni studiosi, in certi rituali agresti dell’antichità, 10.000 anni a.C., uomini e donne usavano dipingersi il viso e il corpo, lasciandosi trasportare dalla danza e dai festeggiamenti.
Nonostante questa festa non fosse ben vista dalla Chiesa, la tradizione non si è mai interrotta. Il Carnevale moderno inizia a delinearsi durante il Rinascimento, con l’introduzione delle sfilate dei carri in maschera, chiamate Trionfi (sbeffeggiando i Trionfi dell’antica Roma, ossia i cortei che si tenevano al ritorno a Roma di un generale dopo una grande vittoria). Questi coloratissimi cortei furono introdotti a Firenze da Lorenzo de’ Medici, e venivano accompagnati da balli e canti detti carnascialeschi, di cui anche lo stesso Lorenzo fu autore.
Durante il ‘600, compaiono a teatro nella Commedia dell’Arte le maschere regionali italiane, ognuna che incarnava un carattere preciso dell’uomo che veniva ridicolizzato attraverso le loro buffe vicende (Arlecchino-servitore, Pantalone-padrone, Balanzone-saccente, ecc.).

L’uso della maschera spesso sorridente era un’antica usanza legatola alla credenza che la risata, anche se non reale, allontanasse gli spiriti maligni e che con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, potesse lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati.
La sera del martedì grasso veniva bruciato un fantoccio come vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto buoni auspici. Le ceneri ottenute per mezzo del rogo erano poi seppellite, come fecondo concime sacro per la terra. In altri luoghi il rogo era sostituito da un processo, condanna, morte e funerale del fantoccio del Carnevale che rappresentava allo stesso tempo sia il sovrano di un auspicato mondo di “cuccagna”, sia il capro espiatorio dei mali dell’anno passato. La morte del fantoccio poneva termine al periodo degli sfrenati festeggiamenti e costituiva un augurio per il nuovo anno in corso.

La chiesa ha trasferito tutto ciò nel simbolo del Mercoledì delle Ceneri dove la cenere dell’ulivo pasquale dell’anno precedente, cosparso sulla fronte del fedele, lo accompagna nel percorso di rinnovamento e di rinascita della Quaresima.

Oggi il Carnevale ha perso il suo carattere di rito sacro, mantenendo invece tutte le usanze legate alla tradizione più puramente ludica (feste colorate, scherzi, maschere, atteggiamento satirico verso il potere). Nelle varie manifestazioni carnevalesche è possibile individuare un denominatore comune: la propiziazione e il rinnovamento della fecondità, in particolare della terra, attraverso l’esorcismo della morte.

venerdì 17 gennaio 2025

nilo







L'Egitto 

Il monte sinai

Il Monte Sinai è una montagna dell'Egitto che è  la "Montagna di Mosè"), e si trova nella parte meridionale della penisola del Sinai.

La penisola del Sinai, pur essendo politicamente appartenente all'Egitto, fa parte geograficamente del continente asiatico. È delimitata a est oriente dal deserto israeliano del Negev e dal golfo di Aqaba, verso l'Asia, a nord dal mare Mediterraneo, a ovest occidente ovest dal golfo e dal canale di Suez verso il deserto orientale d'egitto in Africa e a sud dal mar Rosso.

Il deserto del Sahara orientale levante, est. d'Egitto 

Il deserto orientale d'Egitto detto Sahara inizia a sud-est del delta del Nilo, si estende ad oriente della valle del Nilo fino al Sudan nord-orientale, e ad est fino al Golfo di Suez e al Mar Rosso, coprendo una superficie di circa 222.000 km².

Il deserto del Sahara occidentale ovest, ponente d'egitto 

Il deserto libico-nubiano  costituisce la parte nord-orientale del deserto del Sahara compresa fra la Libia, l'Egitto e il Sudan, delimitato a nord dal Mediterraneo, a est dal fiume Nilo e a sud dalle rocce del Tibesti in Ciad e dal massiccio del Darfur e la piana di Khartoum in Sudan. A partire dalla seconda guerra mondiale, la parte nord orientale del deserto libico che si trova in Egitto, è solitamente denominata deserto occidentale del Sahara in quanto a occidente del Nilo.


Il Nilo è  un fiume africano che attraversa 8 stati: Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Etiopia, Sudan del Sud, Sudan, Egitto


Il Nilo Bianco  o Nilo Superiore, ricco di sodio,  è  il piu lungo e nasce nel lago vittoria ( tra la Tanzania, il Kenia e l'Uganda) in Uganda inizia il Nilo che l'attraversa tutto insieme al Sudan del Sud e sfocia nel Sudan. 

Il Nilo Azzurro o Nilo inferiore  ricco di limo  è il piu corto e nasce nel lago tana in Etiopia e sfocia in sudan. 

Il nilo bianco si fonde con il Nilo Azzurro a Khartoum  in Sudan   in questo momento inizia la sezione centrale del Nilo e scorre verso nord attraversando il resto del Sudan e tutto l'Egitto  fino ad Assuan in Alto Egitto meridionale a sud da qui grazie alle inondazioni del Nilo porta la presenza di limo ( granuli di sabbia e argilla) che rendono il terreno fertile e continua per tutto l'Egitto fino al Cairo in basso egitto settentrionale a nord dell' Egitto da qui comincia ad allargarsi e a suddividersi in numerosi rami che formano il suo immenso delta, sboccando così nel Mediterraneo. I rami del delta del Nilo sono numerosi, ma soltanto due sono navigabili: il ramo orientale a EST o levante SI CHIAMA CANALE di Damietta, SI TROVA presso il canale di Suez  verso il monte Sinai tra il mediterraneo ed il mar rosso ed il canale di Rosetta occidentale a OVEST o ponente presso Alessandria d'Egitto verso la Libia.

 e sfocia nel Mar Mediterraneo orientale o il sud del mar di levante che si trova in Egitto attraverso i suoi affluenti, formando il delta del fiume Nilo, che è uno dei più grandi delta del mondo. 

martedì 7 gennaio 2025

date nascita scuole ed università

1. NASCITA SCUOLE:
1850 Nidi d'infanzia.
2006 Sezione primavera.
1828 Scuola d'infanzia.
1788 Scuola primaria.
1844 Scuola media.
1896 Scuole superiori.

2. NASCITA UNIVERSITA' E FACOLTÀ UNIVERSITARIE E DIPARTIMENTI UNIVERSITARI:
1088 Università.
1220 Facoltà di Medicina.
1862 Istituto di Magistero.
1936 Facoltà di Magistero.
1995 Facoltà di scienze della formazione.
2010 Dipartimento di studi umanistici.
2010 Dipartimento di medicina.

3. CORSI VARI  PRESENTI C/O ALTRE FACOLTÀ 1845/1862 e C/O L'ISTITUTO DI MAGISTERO 1862/1936 e C/O LA FACOLTÀ DI MAGISTERO 1936/1992:
1845 Corso di perfezionamento di metodica pedagogica durata 8 mesi per tutti i tipi di insegnanti.
1940/1992 Corso di puericultrice 500 ore.
1940/1992 Diplomi Universitario DU triennale  in vigilatrice d'infanzia, equiparata all'infermiera e ostetrica L SNT/1.

4. DAI DIPLOMI UNIVERSITARI TRIENNALI ALLE LAUREE TRIENNALI IN EDUCATORI PROFESSIONALI SOCIOPEDAGOGICI:
1882/1922 Diploma Universitario DU triennale di pedagogia equipollente all'educatore professionale sociopedagogico L 19 c/o L'istituto di magistero esistente dal 1862/1936.
1960/1998 Diploma Universitario DU triennale in educatore   equipollente all'educatore professionale sociopedagogico L 19, nato c/o la Facoltà di Magistero esistente dal 1936/1995 dopo tale data trasferito c/o la Facoltà di Scienze della Formazione esistente dal 1995/2010.
1990/98 - 7 Diplomi universitari DU  triennali in educatore equipollente all'educatore professionale socio pedagogico L 19 nati c/o la Facoltà di Magistero esistenti dal 1936/1995 dopo tale data trasferiti c/o la Facoltà di Scienze della Formazione esistente dal 1995/2010.
1999/2004 laurea triennale C18 educatore professionale socio pedagogico equiparata alla L 19 nata c/o la Facoltà di scienze della formazione esistente dal 1995/2010.
2004/2025 laurea triennale L 19 in educatore professionale sociopedagogico nata c/o la Facoltà di scienze della formazione esistente dal 1995/2010 e trasferita c/o il Dipartimento Universitario di studi umanistici dal 2010/2025.
2017/2025 laurea triennale L 19 in educatore professionale sociopedagogico indirizzo prima infanzia nata c/o il Dipartimento Universitario di studi umanistici.
2021/2025 possibilista per i laureati triennali in educatore professionale sociopedagogico indirizzo prima infanzia L 19,  che possono già educare nei nidi d'infanzia e nelle sezioni primavera, di iscriversi al terzo anno del corso  completando il corso fino al quinto anno (per un totale di 6 anni) e poter prendere la laurea magistrale a ciclo unico in scienze della formazione primaria LM 85 BIS così da poter insegnare anche nelle scuole d'infanzia e nelle scuole primarie entrambe c/o il Dipartimento Universitario di studi umanistici esitente dal 2010/2025.

5. DALLE SCUOLE DIRETTE A FINI SPECIALI TRIENNALI SDFS ALLE LAUREE TRIENNALI IN EDUCATORI PROFESSIONALI SOCIOSANITARI:
1982/1998 Scuola diretta a fini speciali SDFS in educatore  trennali (equipollente all'educatore professionale socio sanitario L SNT/2) nata c/o LA FACOLTÀ DI MEDICINA esistente dal 1220/2010. 
1990/1998- 11 Scuole dirette a fini speciali  SDFS  in educatore triennali  equipollenti all'educatore professionale socio sanitario L SNT/2, nate c/o LA FACOLTÀ DI MEDICINA 1220/2010. 
1999/2004 laurea triennale SNT/2 in educatore professionale socio sanitario, equiparata alla L SNT/2 nata c/o LA FACOLTÀ DI MEDICINA esistente dal 1220/2010. 
2004/2025 laurea triennale L SNT/2 in educatore professionale socio sanitario, nata C/O LA FACOLTÀ DI MEDICINA esistente dal 1220/2010, trasferita dal 2010/2025 c/o il Dipartimento Universitario di Medicina.

5. DAI DIPLOMI DI LAUREA QUADRIENNALI ALLE LAUREE MAGISTRALI 5 ANNI A CICLO UNICO IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA C/O LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE DAL 1995/2010 E C/O IL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI DAL 2010/2025: 
1995/1998 DIPLOMA DI Laurea quadriennale in scienze della formazione primaria c/o la Facoltà di scienze della formazione nata nel 1995/2010.
1999/2004 Laurea specialistica a ciclo unico 5 anni in scienze della formazione primaria indirizzo infanzia L 19 SI è indirizzo primaria L 19 S c/o la Facoltà di Scienze della Formazione nata nel 1995/2010.
2004/2025 Laurea magistrale a ciclo unico 5 anni in scienze della formazione primaria LM 85 BIS nata c/o la Facoltà di Scienze della Formazione dal 1995/2010 e trasferita nel Dipartimento di studi umanistici dal 2010/2025.
2021/25 possibilità per i laureati magistrali a ciclo unico in scienze della formazione primaria LM 85 BIS che già insegnano nelle scuole d'infanzia e nelle scuole primarie,  di poter prendere con un solo anno di corso di laurea (il terzo anno, per un totale di sei anni), in educatore professionale sociopedagogico indirizzo prima infanzia L 19 di poter educare anche nei nidi d'infanzia e nelle sezioni primavera entrambe c/o il Dipartimento di studi umanistici esistente dal 2010/2025.


6. DAI DIPLOMI DI LAUREA QUADRIENNALI, ALLE LAUREE SPECIALISTICHE 3+2=5 ANNI ALLE LAUREE MAGISTRALI 3+2 =5 ANNI IN SCIENZE PEDAGOGICHE:
1923/38 Diploma di laurea DL quadriennale 4 anni in pedagogia, con 22 indirizzi: 
L072, L073 e da L224 a L244. 
Esse sono nate c/o l'Istituto di Magistero esistente dal 1862/1936 e trasferita nella facoltà di Magistero esistente dal 1936/1995.
1992/1998 Diploma di Laurea DL in scienze dell'educazione  
quadriennale (4 anni)  tre indirizzi L083:
 1. Insegnanti scienze dell'educazione, 
2. Educatore professionale extrascolastico ( erroneamente chiamato), 
3. Formatore continuo; 
Esse sono nate c/o la Facoltà di magistero esistente dal 1936/1995 dopo tale data trasferita c/o la Facoltà di Scienze della Formazione nata nel 1995/2010.
1999/2004 lauree specialistiche (3+2=5 anni), tre indirizzi: 
LS 56 Programmazione e gestione dei servizi educativi".
LS 65 Scienze dell'Educazione degli Adulti e della Formazione Continua.
LS 87 in scienze pedagogiche nate c/o la facolta di scienze della formazione esistente dal 1995/2010.
2004/2025 lauree magistrali (3+2=5 anni), 4 indirizzi: 
LM 50 Programmazione e gestione dei servizi educativi", 
LM 57 Scienze dell'Educazione degli Adulti e della Formazione Continua, LM 85 in scienze pedagogiche, 
LM 93 Teorie e metodologie dell'e-learning e della media education, nate c/o la Facoltà di scienze della formazione esitente dal 1995/2010 e dopo tale data trasferita al Dipartimento Universitario di studi umanistici dal 2010/2025.

7. DALLE LAUREE SPECIALISTICHE 3+2 =5 ANNI ALLE LAUREE MAGISTRALI 3+2=5 ANNI IN  SCIENZE RIABILITATIVE DELLE PROFESSIONI SANITARIE E C/O IL DIPARTIMENTO DI MEDICINA 2010/2025:
1999/2004 laurea specialistica (3+2=5 anni) LS SNT2 in scienze riabilitative delle professioni sanitarie  C/O LA FACOLTÀ DI MEDICINA esistente dal 1220/2010.
2004/2025 lauree magistrali (3+2=5 anni) LM SNT2 in scienze riabilitative delle professioni sanitarie  C/O LA FACOLTÀ DI MEDICINA esistente dal 1220/2010 trasferita dal 2010/2025 c/o il Dipartimento Universitario di Medicina.

8. ORDINI, ALBI, ELENCHI SPECIALI E LAUREE MAGISTRALI ABILITANTI: 

La Legge 163/21 art 1 bis in vigore dal 2025 istituisce la laurea magistrale abilitante all'esercizio della professione di pedagogista per LM 50, LM 57, LM 85, LM 93, che consiste nello svolgere un tpv tirocinio formativo attivo interno
di 6 cfu =150 ore con materie pratiche e codice deontologico c/o l'università con docenti iscritti all'ordine dei Pedagogisti durante il 1 anno della magistrale con elaborati finali.
 + 14 cfu=350 ore di TPV esterno 
c/o un ente durante il 2 anno di corso di laurea magistrale per un totale di 500 ore= 20 cfu. Questi ultimi si sommano ai 10 cfu = 250 di tpv esterno fatti durante la laurea triennale.  
In totale fa 30 cfu = 750 ore di TPV.
In ultimo la PPV Prova Pratico Valutativa di tirocinio che consiste nel discutere il tirocinio pratico valutativo tpv esterno svolto ed il codice deontologico davanti ad un membro dell'ordine dei Pedagogisti poco prima della discussione della Tesi di Laurea Magistrale, infine con la laurea magistrale abilitante in mano bisogna iscriversi all'Albo ordinario dei Pedagogisti dell'Ordine dei Pedagogisti e degli educatori professionali sociopedagogici così da essere abilitati all'esercizio della professione di Pedagogista.

La Legge 3/18 istituisce l'Ordine FNO-TSRM e PSTRP dei laureati triennali in educatori professionali sociosanitari L SNT/2 e di Lauree magistrali in scienze riabilitative delle professioni sanitarie LM SNT2:

La legge 3/18 istituisce   l' ordine FNO-TSRM-PSTRP
Albo A: lauree magistrali in scienze riabilitative delle professioni sanitarie LM SNT2.
La legge 3/18 istituisce l'Albo B: laureati triennali in educatori professionali sociosanitari L SNT/2.

La Legge 163/21 art 1 istituisce le lauree magistrali abilitanti all'esercizio della professione di odontoiatra LM 46, farmacista LM 13, veterinario LM 42  e psicologo LM 51 a queste è  stato aggiunto nel 2025 l'art 1 bis per la laurea magistrale abilitante all'esercizio della professione di pedagogista  LM 50, LM 57, LM 85, LM 93, che, per tutte, consiste nello svolgere un tpv tirocinio formativo attivo interno
di 6 cfu =150 ore con materie pratiche e codice deontologico c/o l'università con docenti iscritti all'ordine dei Pedagogisti durante il 1 anno della magistrale con elaborati finali.
 + 14 cfu=350 ore di TPV esterno 
c/o un ente durante il 2 anno di corso di laurea magistrale per un totale di 500 ore= 20 cfu. Questi ultimi si sommano ai 10 cfu = 250 di tpv esterno fatti durante la laurea triennale.  In totale fa 30 cfu = 750 ore di TPV.
In ultimo la PPV Prova Pratico Valutativa di tirocinio che consiste nel discutere il tirocinio pratico valutativo tpv esterno svolto ed il codice deontologico davanti ad un membro dell'ordine dei Pedagogisti poco prima della discussione della Tesi di Laurea Magistrale, infine con la laurea magistrale abilitante in mano bisogna iscriversi all'Albo ordinario dei Pedagogisti dell'Ordine dei Pedagogisti e degli educatori professionali sociopedagogici così da essere abilitati all'esercizio della professione di Pedagogista.

La legge 3/18 istituisce gli Elenchi speciali c/o l' ordine FNO-TSRM-PSTRP: per educatori professionali sociopedagogici laureati triennali.

La Legge 55/24 istituisce l'Ordine dei laureati magistrali Pedagogisti e dei laureati triennali educatori professionali sociopedagogici 
La legge 55/24 istituisce l'Albo dei laureati magistrali Pedagogisti LM50, LM57, LM85, LM93.
La legge 55/24 istituisce l'Albo dei laureati triennali in educatori professionali sociopedagogici L19, e di educatore professionale sociopedagogico indirizzo prima infanzia L19.

domenica 5 gennaio 2025

liceo classico

 1859 Casati ginnasio liceo 8 ANNI ( 5 GINNASIO + 3 LICEO) campi letterario umanistico.
1896 GIANTURCO GLI ULTIMI TRE ANNI di Liceo  sono considerati SONO CONSIDERATI SCUOLA SUPERIORE.
1923 Gentile viene chiamato ginnasio i 5 anni scuola media e liceo classico scuola superiore
1940 Bottai i primi 3 anni di ginnasio scuola media
4 e 5 ginnasio come un 1 e 2 liceo classico + 1 e 2  e 3 liceo classico come 3 e 4 e 5 liceo classico.
2014 Giannini liceo classico dalla prima alla 5 classe.


lunedì 23 dicembre 2024

1. Supereone precambriano

1.1. durante l'eone adeano  tra i 4,6 milardi di anni fa ( nascita del sistema solare) ed i 4 milardi di anni fa, a seguito del big ben, il nostro pianeta era una massa di fuoco.

1.2. l'eone archeano   si divide in 4 ere:
1.2.1. nell' era eoarcheana che va da 4 a 3,6 miliardi di anni fa il pianeta terra pian piano raffreddandosi e con reazioni chimiche ha dato vita ad un grande oceano ed a poco a poco sono nate le prime rocce ora del tutto scomparse se non in Groenlandia occidentale datati a 3,8 miliardi di anni fa.
1.2.2. Durante L'era Paleoarcheana 
3,46 miliardi di anni fa nacque il Cratone Pilbara in Australia occidentale ed il cratone kaapvaal in sudafrica 
che, unendosi, diedero vita al 
 primo supercontinente Vaalbaara 
nata 3,3 miliardi di anni fa.

1.2.3. Durante l'era Mesoarcheana 
 Il primo supercontinente, il Vaalbara, si frammentò proprio alla fine di questa era, attorno ai 2,8 miliardi di anni fa mentre 3 miliardi di anni fa nasce il 
secondo super-continente UR  


Nell' era Neoarcheana nasce il terzo supercontinente Kenorlandia tra 2,7 e 2,1 miliardi di anni fa, 


L'eone Proterozoico 
Durante L'era Paleoproterozoica 
Nasce il quarto super-continente Columbia o Nuna: circa 1,8 miliardi di anni fa, 

L'era mesoproterozoica 
Circa 1,1 miliardi di anni fa, i continenti si uniscono per formare e nascere:
  il quinto supercontinente Rodinia 

L'era Neoproterozoica 
In tal periodo Rodinia iniziò a frantumarsi in otto continenti più piccoli all'incirca 750 milioni di anni fa. 
Circa 660 milioni di anni fa sempre nell'era neoproterozoica,   
si forma un 6 supercontinente Pannotia si formo dal cratone del congo,


 nel supereone farenozoico:
 che inizia 542 milioni di anni fa ad oggi
Esso è diviso in 3 ere:
 era paleozoica o primaria 
 tra l'era neoproterozica e l'era paleozoica del periodo cambriano si sono formati i subcontinenti (570- 510 milioni di anni fa: Gondwana esteso verso il Polo Sud e Laurasia esteso verso il Polo nord.

Carbonifero (362 - 290 milioni di anni fa): si sono formati tre continenti: Laurentia, Angara e Gondwana.

 Nell era paleozoica primaria periodo carbonifero i tre continenti si sono uniti formando il 7 supercontinente Pangea 300 milioni di anni fa,   intorno c'era un unico Oceano nominato pantalassa.


  la Pangea comincia a dividersi separati dall'oceano tetide, circa 180 inferiore  milioni di anni fa nell'era mesozoica del periodo giurassico inferiore piano toarciano, formando due continenti: la Laurasia altrimenti noto come "Continente delle Arenarie Rosse Antiche") (supercontinente del nord) Europa, Asia e America del Nord;
e la Gondwana (supercontinente del sud)Sudamerica, Africa, India, Antartide, Australia).
Proprio lungo la linea di separazione della Pangea iniziò la storia della futura Italia. E' qui che si trovava la placca Adria, una propaggine del Nord Africa occupata interamente dall'oceano Tetide che sarà teatro della nascita del mediteranno e della penisola italiana.

Dalla frammentazione della Laurasia e della Gondwana 130 milioni di anni fa era mesozoica o secondaria  nel periodo cretacico inferiore piano hauteriviano   si sarebbero delineati gli attuali 7 continenti: polo nord, americhe del nord e del sud, europa, asia, africa, australia o oceania, polo sud. 
Il processo di separazione è attualmente ancora in corso.
 
Era Cenozoica o terziaria ha avuto inizio 65,5 fino a 3 milioni di anni fa esso si divide in periodo Paleogene da 65 a 23 suddivisa in tre epoche: paleocene, eocene ed oligocene;
Durante la rapida deriva verso nord del continente indiano, il fondo della Tetide veniva via via inghiottito al di sotto del margine asiatico, mentre l'oceano a poco a poco si restringeva. L'inevitabile scontro tra i due margini continentali avvenne circa 55 milioni di anni fa, nel periodo del paleogene tra le epoche del paleocene e l'eocene, le montagne dell'l'Himalaya cominciò a 

Storia dell'uomo
Gli australopitechi o scimmia del sud o scimpanze apparvero all'incirca 4,2 milioni di anni fa nel era Cenozoica o terziaria periodo del neogene epoca del pliocene piano zancleano ed ebbero un certo successo evolutivo divenendo assai diffusi in Africa, fino ad estinguersi circa 2 milioni di anni fa.

Homo abilis apparsa nel era neozoica o quaternaria  epoca Pleistocene, piano Gelasiano, e vissuta da circa 240 a 144 milioni di anni fa vissuto in Tanzania.



homo erectus, originariamente denominato Pitecanthropus erectus e Uomo di Giava, è una specie di ominide estinta del genere Homo.lunga presenza sul pianeta: da 1,7 milioni a 70000 anni fa durante il Piano calabriano 1806 a 781 mila. Un'ipotesi sostiene che sia la medesima specie di Homo ergaster, mentre un'altra che sia una specie prettamente asiatica evolutasi da H. ergaster. Tra 1,7 e 1,3 milioni di anni fa Homo erectus (o H. ergaster) migrò dall'Africa orientale, colonizzando altre parti del vecchio mondo. Vi è anche chi sostiene che fosse una specie autoctona asiatica, poi migrata in Africa.

 

homo di neandertal,Homo neanderthalensis (King, 1864), comunemente detto uomo di Neandertal, è un ominide strettamente affine a Homo sapiens che visse nel periodo Paleolitico medio, compreso tra i 200 000 e i 30 000 anni fa ioniano 781 a 126 mila; .
Prende il nome dalla valle di Neander (Neandertal in tedesco) presso Düsseldorf in Germania, 
Convissuto nell'ultimo periodo della sua esistenza con lo stesso Homo sapiens.

Homo sapiens appartiene al genere Homo, di cui è l'unica specie vivente, alla famiglia degli ominidi e all'ordine dei primati.
Nel periodo neogene  epoca pliocene piano piacenziano circa 300 000 anni fa, vide la comparsa in Africa orientale della specie Homo sapiens. 

uomo di cro-magnon L'uomo di Cro-Magnon è un'antica forma di Homo sapiens, ascrivibile a popolazioni umane moderne, largamente diffusa nel paleolitico superiore in Europa.
Dalle moderne indagini genetiche sembra potersi affermare che i cromagnonoidi entrarono in Europa dall'Asia centrale verso il 30000 a.C.,  nel periodo quaternario dell' epoca Pleistocene nel piano gelasiano.



  l'olocene piu recente da 11700 anni fa ad oggi diviso in L’Olocene può essere suddiviso in cinque cronozone basate sulle fluttuazioni climatiche:
Preboreale (ca. 10 ka – 9 ka a.C.), (ka= 1 000 anni)
Boreale (ca. 9 ka – 7 ka),
Atlantica (ca. 7 ka – 3,7 ka),
Subboreale (ca. 3700 – 450 a.C.) e
Subatlantica (450 a.C. – presente).

 






  




 

lunedì 16 dicembre 2024

cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: persona loquace ma priva di capacita effettive che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…

uomini 5 attributi non vogliono sentirsi privilegiati e cercano di competere alla pari con gli altri. Sono di quelli che non devono chiedere mai e a cui puoi chiedere tutto (come il dopobarba....per intenderci).

Mezzi uomini 4 attributi decidendo con sofferenza ma consapevoli del fatto che se non prendono posizione ci saranno sempre Uomini che sceglieranno per loro. Alle volte lasciar decidere altri per loro è cosa che non disdegnano.

Ominicchi 3 attributi turno,vivono nell'ombra e non si espongono. Lasciano agli altri le decisioni importanti e decidono per sè solo in presenza di un'unica alternativa.Sono quelli che dicono:non avevo scelta.

Piglianculo 2 attributi Spesso preferiscono farsi domare, danno agli altri il bastone del comando. Vivrebbero volentieri nel cono d'ombra degli Uomini, ma il loro vero compagno di merende è un mezzo uomo.

Quaquaraquà, 1 attributo. Che sale e scende dalla gola. Ignorano il significato del termine dignità, vivono starnazzando tra la folla e quando attirano l'attenzione, loro malgrado, rispondono: chi, io? Barattono il proprio essere con il vivere altrui. I quaquaraqua non trovano apprezzamenti da nessuno oltre che da altri quaquaraqua. Spesso sono oggetto di ludibrio da parte di ominicchi.

lunedì 2 dicembre 2024

le caratteristiche tipiche dei disturbi di personalita

Nel 400 a.C. la teoria dei quattro umori di Ippocrate  identificava quattro tipologie di temperamento, tante quanti erano gli umori circolanti all’interno dell’organismo umano: 
1. sangue sanguigno, 
2. flegma (linfa) flemmatico,
3. bile gialla malinconico,
4. bile nera collerico.
Noi  li abbiamo tutti e 4 ma, 1 di questi eccede sempre e ne definisce il temperamento. 
Il temperamento è un costrutto influenzato da fattori genetici ed ereditari per questo immodificabile quindi non vi è  un margine di intervento sui propri atteggiamenti e sulle proprie modalità di reazione agli eventi, l'unica strada è l'autoconsapevolezza.
 Il temperamento si distingue  dal carattere perche quest'ultimo  è acquisito da fattori ambientali familiare, scolastico, lavorativo, amicale, di coppia e quindi esso è modificabile. Esso descrive le motivazioni del comportamento di un essere umano. Dalla combinazione dei due 
TEMPERAMENTO + CARATTERE = PERSONALITÀ 
abbiamo una personalità identificabile con  i TRATTI DI PERSONALITÀ che rendono ogni persona un preciso individuo diverso da un altro.

Temperamento innato sanguigno, flemmatico, malinconico e collerico + carattere acquisito da fattori ambientali e sociali famiglia, scuola amicizie, amori, lavoro = danno luogo ad una personalità suddivisa in tratti di personalità identificati da McCrae e Costa che postulano cinque grandi dimensioni (Big Five) di personalità che sono ai poli opposti positivo vs negativo: 

1. estroversione-introversione, 
2. gradevolezza-sgradevolezza, 
3. coscienziosità-negligenza, 
4. nevroticismo-stabilità emotiva,
5. apertura mentale-chiusura mentale.

La nevrosi in particolare non è  più considerato un disturbo bensì una dimensione di un tratto di nevroticismo e che punteggi alti non permettono alla persona di fronteggiare lo stress e sono quindi incapace di stabilità emotiva.
La linea sottile che divide la nevrosi da una normale ansia è, l’intensità. Infatti, i pensieri e i comportamenti nevrotici, per definizione, sono così estremi da interferire con la qualità della vita, con i rapporti professionali e con le relazioni. Inoltre, l’ansia tende a insorgere quasi come una risposta predefinita, anche nel caso di problemi minori. Infatti, le persone nevrotiche tendono ad andare in crisi di fronte alle sfide quotidiane più di frequente e, spesso, in modo sproporzionato rispetto alle reali circostanze. In psicologia e psichiatria, ad oggi, i sintomi che assomigliano a quelli della nevrosi vengono collocati all’interno della categoria dei disturbi depressivi o dell’ansia. Possono essere identificati diversi tipi di nevrosi, vediamo quali.
  • Nevrosi ansiosa: caratterizzata da ansia, timore e preoccupazione, con la comparsa di attacchi di panico e sintomi fisici, come tremori e sudorazione.
  • Nevrosi depressiva: consiste in una tristezza continua e profonda, spesso accompagnata dalla perdita di interesse per le attività che un tempo fornivano piacere.
  • Nevrosi ossessiva: comporta la ripetizione di pensieri, comportamenti o atti mentali intrusivi (compulsioni), la cui ripetizione o privazione possono causare angoscia. Oppure, comporta paure irrazionali verso oggetti, animali, azioni o persone (nevrosi fobica).
  • Disturbo post-traumatico da stress (chiamato anche nevrosi da guerra o da combatti-mento): questo tipo di nevrosi comporta uno stress eccessivo e l’incapacità di affrontare la vita di tutti i giorni, dopo aver vissuto esperienze traumatiche.
  • Somatizzazione (precedentemente chiamata nevrosi isterica): caratterizzata dalla presenza di sintomi fisici reali e significativi, che non possono essere spiegati da un problema medico, ma sono invece manifestazioni di ansia o altro disagio mentale.
  • Compensazione: non è una vera nevrosi, ma una forma di simulazione o finzione di sintomi psicologici, a scopo di guadagno personale o monetario.

Quando questi tratti di personalità vanno al polo negativo si verifica un disturbo psicologico di personalità.  


I 10 Disturbi tipici della personalità 

Cluster A: - 3 disturbi caratterizzato da comportamenti considerati "strani" o "paranoici" e dalla tendenza del soggetto all'isolamento e alla diffidenza:

Gli schizoidi: sono freddi non mostrano emozioni e sono socialmente distanti ed introversi.
 I paranoici: sono sempre sospettosi e diffidenti.
 Gli schizotipici: fanno riferimento al pensiero magico cioè temono che il loro pensiero possa influenzare gli eventi.

Cluster B: - 4 disturbi caratterizzato da comportamenti "emotivi" o "drammatici", oltre che da scarsa empatia e poco altruismo da parte del soggetto, il quale è egocentrico, narcisista e incentrato perciò eccessivamente su di sé:

I narcisisti: sono caratterizzati da vittimismo,  manipolazione e  grandiosità. 
Il narcisista covert: più subdolo e strisciante.
Il narcisista  overt: è più spocchioso.
Il narcisista maligno o perverso: è 
 più cattivo  manipolatore affettivo ed egoico. 
Il borderline: vuole mostrare una personalità alfa mentre è un beta e il conseguente vittimismo, inoltre, vedono tutto o bianco o nero.
L'istrionico: si mette costantemente si mette in mostra, mostra un emozionalità esagerata e comportamenti volti alla ricerca di attenzioni, seduttivi, manipolatori, impulsivi.  
L'antisociale o sociopatico:  danneggia l'altro con un minimo di rimorsi o sensi di colpa. 

Cluster C: - 3 disturbi caratterizzato da comportamenti "ansiosi" o "paurosi" e da una bassa autostima del soggetto:

Gli evitanti:  evitano la critica e l'umiliazione.
Gli ossessivo-compulsivi: sono perfezionisti e controllano tutto. 
I dipendenti: che hanno il timore della separazione e si sottomettono a tutti. 

CASI PARTICOLARI di non di personalita ma Disturbo dell'Umore è il
Disturbo Bipolare: si caratterizza per gravi alterazioni delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un momento e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale( tono dell'Umore elevato fino all'euforia senza motivo per almeno 1 settimana) o ipomaniacale (di breve durata e intensità almeno 4 giorni) all’inferno della fase depressiva anche molto frequentemente.
Bipolare 1: episodio maniacale simile alla schizofrenia.
Bipolare 2: un episodio ipomaniacale ed uno depressivo maggiore.
Ciclotimico: per almeno due anni numerosi periodi di 2 mesi di episodi ipomaniacali e numerosi episodi depressivi.

Casi particolari non disturbi di personalità ma malattie psichiatriche sono:
Gli psicopatici: che non hanno moralità caratterizzati da deficit emotivi e comportamenti antisociali.
Gli schizofrenici: hanno psicosi, allucinazioni, deliri, linguaggio e comportamento disorganizzati, appiattimento dell'affettività, deficit cognitivi e malfunzionamento occupazionale e sociale.
Gli psicotici: mostrano allucinazioni, cioè percezioni sensoriali irreali; udire voci o vedere cose che non esistono; deliri, ovvero convinzioni errate come pensare di essere spiati o seguiti; disorganizzati, cioè una alterazione della capacità di strutturare un pensiero logico. manifestano comportamenti bizzarri o inappropriati; hanno un linguaggio confuso e una difficoltà nelle attività quotidiane e isolamento sociale.