Non conosciamo esattamente le origini del termine Carnevale. L’ipotesi piú accreditata é quella che parola derivi dal latino carnem levare, con riferimento alla tradizione di origine medioevale che bandiva il consumo della carne dalla dieta duante la Quaresima. Il Martedì Grasso veniva festeggiato con un ricco banchetto durante in quale ci si ingozzava prima del Mercoledí delle ceneri e in vista dei digiuni quaresimali
Secondo un’altra teoria, invece, la parola derivava da“carrus navalis”, carri a forma di nave usati a Roma nelle processioni di purificazione.
ORIGINI DEL CARNEVALE
Sebbene il Carnevale abbia acquisito una valenza religiosa nella tradizione cristiana, le sue origini sono ancora più lontane.
Il Carnevale deriverebbe da antiche festivitá pagane quali le feste greche dionisiache, celebrate in onore di Dionisio, dio greco del vino e caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione; i lupercali roman,riti di purificazione e propoziatori della fertilitá celebrati il 15 (https://leviedelmistero.wordpress.com/2021/02/14/dai-lupercalia-a-san-valentino/) e i saturnali feste popolare dell’antica Roma in onore del dio Saturno che avevano luogo tra il 17 e il 23 dicembre, durante le quali veniva sovvertito l’ordine sociale, dato che gli schavi si travestivano da padroni e questi ultimi da schiavi. (https://leviedelmistero.wordpress.com/2020/12/18/i-saturnalia/).
Durante i sette giorni di festeggiamenti, si conducevano per la città carri festosi, tirati da animali bizzarramente bardati ed il popolo si riuniva in grandi tavolate e sontuosi banchetti e veniva eletto un re. La baldoria e il divertimento sfrenato era il mezzo usato per favorire un raccolto abbondante ed un periodo di benessere e felicità.
Questa usanza rimase anche quando il Carnevale venne “assorbito” dalla tradizione cristiana, mutando il suo nome in Festa dei Pazzi, durante la quale veniva invece eletto un finto Papa che girava a cavallo per le strade della città, mentre uomini e donne e ricchi e poveri si scambiavano gli auguri di buon anno.
Ma le origini del carnevale vanno ricercate ancora più indietro, in antichi riti legati al rapporto tra uomo e terra, nel periodo in cui i lavori della terra subivano un arresto e la vita sociale si intensificava.
Le prime manifestazioni del carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa. Gli Egizi furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca poi importata dai romani, con feste, riti in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita. Ancor prima, secondo alcuni studiosi, in certi rituali agresti dell’antichità, 10.000 anni a.C., uomini e donne usavano dipingersi il viso e il corpo, lasciandosi trasportare dalla danza e dai festeggiamenti.
Nonostante questa festa non fosse ben vista dalla Chiesa, la tradizione non si è mai interrotta. Il Carnevale moderno inizia a delinearsi durante il Rinascimento, con l’introduzione delle sfilate dei carri in maschera, chiamate Trionfi (sbeffeggiando i Trionfi dell’antica Roma, ossia i cortei che si tenevano al ritorno a Roma di un generale dopo una grande vittoria). Questi coloratissimi cortei furono introdotti a Firenze da Lorenzo de’ Medici, e venivano accompagnati da balli e canti detti carnascialeschi, di cui anche lo stesso Lorenzo fu autore.
Durante il ‘600, compaiono a teatro nella Commedia dell’Arte le maschere regionali italiane, ognuna che incarnava un carattere preciso dell’uomo che veniva ridicolizzato attraverso le loro buffe vicende (Arlecchino-servitore, Pantalone-padrone, Balanzone-saccente, ecc.).
L’uso della maschera spesso sorridente era un’antica usanza legatola alla credenza che la risata, anche se non reale, allontanasse gli spiriti maligni e che con il volto coperto l’uomo, non più legato alla propria umanità, potesse lasciarsi andare ad atti e comportamenti solitamente inusuali o mal tollerati.
La sera del martedì grasso veniva bruciato un fantoccio come vittima designata che morendo purificava la comunità, di modo che si potesse intraprendere un nuovo anno sotto buoni auspici. Le ceneri ottenute per mezzo del rogo erano poi seppellite, come fecondo concime sacro per la terra. In altri luoghi il rogo era sostituito da un processo, condanna, morte e funerale del fantoccio del Carnevale che rappresentava allo stesso tempo sia il sovrano di un auspicato mondo di “cuccagna”, sia il capro espiatorio dei mali dell’anno passato. La morte del fantoccio poneva termine al periodo degli sfrenati festeggiamenti e costituiva un augurio per il nuovo anno in corso.
La chiesa ha trasferito tutto ciò nel simbolo del Mercoledì delle Ceneri dove la cenere dell’ulivo pasquale dell’anno precedente, cosparso sulla fronte del fedele, lo accompagna nel percorso di rinnovamento e di rinascita della Quaresima.
Oggi il Carnevale ha perso il suo carattere di rito sacro, mantenendo invece tutte le usanze legate alla tradizione più puramente ludica (feste colorate, scherzi, maschere, atteggiamento satirico verso il potere). Nelle varie manifestazioni carnevalesche è possibile individuare un denominatore comune: la propiziazione e il rinnovamento della fecondità, in particolare della terra, attraverso l’esorcismo della morte.
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