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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

sabato 4 gennaio 2020

le emozioni primarie e secondarie

Paul Ekman nel 2008 stilo le emozioni primarie ossia quelle innate ed a livello mondiale esse sono:


1. Le emozioni primarie  o di base sono 7:

1. rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;

2. paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;

3. tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;

4. gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;

5. sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;

6. disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;

7. disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.

Le emozioni secondarie che originano dalle primarie e nascono dall'interazione sociale esse sono 12:

– allegria, sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo;

– invidia, stato emozionale in cui un soggetto sente un forte desiderio di avere ciò che l’altro possiede;

– vergogna, reazione emotiva che si prova in conseguenza alla trasgressione di regole sociali;

– ansia, reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante;

– rassegnazione, disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sfortuna;

– gelosia, stato emotivo che deriva dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto;

– speranza, tendenza a ritenere che fenomeni o eventi siano gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esiti sperati come migliori;

– perdono, sostituzione delle emozioni negative che seguono un’offesa percepita (es. rabbia, paura) con delle emozioni positive (es. empatia, compassione);

– offesa, danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole;

– nostalgia, stato di malessere causato da un acuto desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere;

– rimorso, stato di pena o turbamento psicologico sperimentato da chi ritiene di aver tenuto comportamenti o azioni contrari al proprio codice morale;

– delusione, stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

Quindi, le seconde sono delle emozioni più complesse e hanno bisogno di più elementi esterni o pensieri eterogenei per essere attivate.


mercoledì 1 gennaio 2020

i vari tipi di narcisismo: narciso, antisociale, istrionico, borderline, psicopatico

Iniziamo con l’antisociale, in cui rientra la psicopatia. Per poterlo diagnosticare, occorre che l’individuo abbia almeno 18 anni, che sia presente un disturbo della condotta con esordio prima dei 15 anni di età, e che siano presenti tre o più dei seguenti elementi:

  • incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di atti passibili di arresto;
  • disonestà, come indicato dal mentire ripetutamente, usare falsi nomi o truffare gli altri, per profitto o per piacere personale;
  • impulsività o incapacità di pianificare;
  • irritabilità ed aggressività, come indicato da scontri e aggressioni fisiche;
  • noncuranza sconsiderata della sicurezza di sé o degli altri;
  • irresponsabilità abituale, come indicato da ripetuta incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa o far fronte a obblighi finanziari;
  • mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o dal razionalizzare dopo aver danneggiato, maltrattato o derubato un altro.

Secondo il DSM, gli individui con disturbo antisociale di personalità frequentemente mancano di empatia e tendono a essere indifferenti, cinici e sprezzanti nei confronti dei sentimenti, dei diritti e delle sofferenze degli altri. Possono avere un’autostima ipertrofica e arrogante e possono essere eccessivamente testardi, sicuri di sé o presuntosi. Possono avere un fascino disinvolto, superficiale, essere piuttosto volubili e verbalmente brillanti. Questi individui possono essere anche irresponsabili e profittatori nelle relazioni sessuali, avere nella loro storia numerose partner sessuali e non aver mai sostenuto una relazione monogama. Spesso hanno caratteristiche che soddisfano i criteri per altri disturbi di personalità, particolarmente i disturbi borderline, istrionico e narcisistico:

  • con il narcisistico condividono la tendenza ad essere brutali, disinvolti, superficiali profittatori e non empatici. Tuttavia, il disturbo narcisistico non include caratteristiche di impulsività, aggressività e disonestà. Inoltre, gli individui con disturbo antisociale possono non essere così bisognosi dell’ammirazione e dell’invidia degli altri e gli individui con disturbo narcisistico di solito non hanno un’anamnesi di disturbo di condotta nell’infanzia o di comportamento criminale nell’età adulta;
  • con l’istrionico condividono la tendenza a essere impulsivi, superficiali, alla ricerca di situazioni eccitanti, avventati, seduttivi e manipolativi, ma gli individui con disturbo istrionico tendono ad essere emotivamente più esagerati e caratteristicamente non mettono in atto comportamenti antisociali;
  • con il borderline condividono la tendenza ad essere manipolativi ma lo fanno per profitto, potere o altre gratificazioni materiali mentre i borderline lo fanno per ottenere considerazione.

Gli elementi necessari affinchè possa essere diagnosticato il disturbo borderline, che è caratterizzato oltre che da impulsività, anche dall’instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore, sono cinque o più tra i seguenti:

  • sforzi disperati per evitare un reale o immaginario abbandono;
  • un pattern di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzato dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione;
  • alterazione dell’identità con un’immagine o percezione di sé marcatamente e persistentemente instabile;
  • impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente pericolose per il soggetto (es. spese sconsiderate, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate);
  • ricorrenti comportamenti, gesti o minacce suicidari, o comportamento automutilante;
  • instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (es. episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore o soltanto raramente più di pochi giorni);
  • sentimenti cronici di vuoto;
  • rabbia inappropriata, intensa, o difficoltà a controllare la rabbia;
  • ideazione paranoide transitoria, associata allo stress, o gravi sintomi dissociativi.

Ciò che caratterizza questo disturbo è un pattern di boicottaggio di se stessi nel momento in cui l’obiettivo sembra essere realizzato, come distruggere una buona relazione proprio quando è chiaro che potrebbe durare. L’alternanza tra idealizzazione e svalutazione del partner è tipica del disturbo borderline più che degli altri.  Con il disturbo istrionico condivide la ricerca di attenzione, il comportamento manipolativo e l’emotività rapidamente variabile. Tuttavia, il borderline si distingue per l’autodistruttività, la rottura con rabbia di relazioni e sentimenti cronici di profondo vuoto e solitudine. Con il disturbo narcisistico condivide le reazioni di rabbia per stimoli minori, ma nel narcisismo sono assenti l’autodistruttività, l’impulsività e i timori di abbandono.

Affinchè possa essere diagnosticato il disturbo istrionico, caratterizzato da un pattern pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, devono essere presenti cinque o più dei seguenti elementi:

  • disagio in situazioni nelle quali non si è al centro dell’attenzione;
  • interazione con gli altri spesso caratterizzata da inappropriato comportamento sessualmente seduttivo o provocante;
  • espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale;
  • utilizzo dell’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé;
  • stile dell’eloquio eccessivamente impressionistico e privo di dettagli;
  • autodrammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni;
  • suggestionabilità ed influenzabilità;
  • considerazione delle relazioni più intime di quanto non siano realmente.

Con il disturbo narcisistico condivide il desiderio per l’attenzione degli altri. Tuttavia, mentre i narcisisti pretendono lodi per la loro superiorità, gli istrionici sono disposti ad apparire fragili o dipendenti se questo serve a ottenere l’ammirazione.

E infine, affinchè possa essere diagnosticato il disturbo narcisistico, caratterizzato da un pattern pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia, devono essere presenti cinque o più dei seguenti elementi:

  • senso grandioso di importanza;
  • fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati o di amore ideale;
  • crede di essere speciale e unico/a e di poter essere capito/a solo da, o di dover frequentare altre persone speciali o di classe sociale elevata;
  • richiede eccessiva ammirazione;
  • ha un senso di diritto, cioè l’irragionevole aspettativa di speciali trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative;
  • sfrutta i rapporti interpersonali, cioè approfitta delle persone per i propri scopi;
  • manca di empatia: è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri;
  • è spesso invidioso/a degli altri o crede che gli altri lo/la invidino;
  • mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti, presuntuosi.

E’ davvero difficile distinguere un disturbo dall’altro. Spesso sono tutti e quattro concomitanti e il DSM lo dice chiaramente: se un individuo presenta caratteristiche di personalità che soddisfano i criteri per uno o più disturbi, possono essere tutti diagnosticati

narciso dal mito alla patologia

Il mito di Narciso è sicuramente il più conosciuto della mitologia greca. Talmente famoso da diventare una parola di uso comune per indicare una specifica caratteristica dell’uomo: l’amore smisurato per se stessi. Il mito di Narciso, infatti, narra la storia di un giovane bellissimo che perde la vita perché si innamora perdutamente del suo riflesso.
Esistono molte versioni del mito ed è difficile destreggiarsi tra esse. La fonte più autorevole è Ovidio poeta romano con le sue Metamorfosi di Narciso ed Eco L’opera è punto di riferimento per la diffusione della mitologia greca perché racchiude tutte le storie metamorfosi.

Per quanto riguarda il mondo greco, la prima fonte in assoluto sarebbe quella proveniente dai papiri di Ossirinco, forse opera dello scrittore Partenio. La fonte greca più autorevole sarebbe però l’opera di PausaniaPeriegesi della Grecia (II secolo d.C.). Le differenze tra la versione greca e quella romana sono abbastanza evidenti.

Il mito di Narciso: la storia e le versioni

In generale, la storia ha dei punti in comune in tutte le versioni. Narciso è il figlio di Cefiso, una divinità fluviale, e di Liriope, una ninfa. La madre era però molto preoccupata perché aveva dato alla luce questo bambino bellissimo. Si recò così dall’oracolo Tiresia, che le consigliò di non fargli mai conoscere se stesso. Il bambino crebbe e divenne un adolescente bellissimo, del quale tutti si innamoravano. Narciso, però, respingeva tutti, forse per orgoglio o per forte personalità.

Secondo la versione romana, Eco, una ninfa che non poteva parlare per prima perché punita da Giunone, si innamorò follemente di lui. Ella, però, non poteva dichiararsi in quanto con la sua voce poteva soltanto fare eco a quella di Narciso, che la rifiutò bruscamente. La fanciulla così trascorse il resto della sua esistenza a vagare nelle valli, fino a diventare soltanto una voce.

La dea della vendetta, Nemesi, decise di punire il giovane Narciso per il suo rifiuto alla ninfa. Lo condannò così a specchiarsi in un laghetto per bere. Quando lui si calò per bere l’acqua, vide il suo riflesso e se ne innamorò perdutamente. Dopo poco, capì di essere lui stesso il bellissimo ragazzo e realizzò che il suo era un amore impossibile.

Ovidio afferma che Narciso morì consumato dal fuoco di quell’amore irrealizzabile. Altre fonti invece riportano che egli si gettò nel fiume, nell’estremo tentativo di raggiungere l’amore. Quando le ninfe accorsero per seppellire il suo corpo, al suo posto trovarono dei fiori bellissimi. Si trattava di fiori bianchi e gialli, quelli conosciuti oggi come fiori del narciso. Questo termine deriva proprio dalla parola greca narke, che significa stupore (lo stupore di Narciso che vide per la prima volta la propria immagine).

La versione greca

Secondo la versione greca, contenuta nei papiri di Ossirinco, Narciso venne punito e costretto a specchiarsi perché aveva spinto un giovane ragazzo di nome Aminia ad uccidersi pur di non ricambiare il suo amore. Pausania, invece, modificò  una parte importante della storia. Secondo lui, Narciso non si innamorò del suo riflesso ma della sorella gemella Bucaneve ( dall' omonimo fiore) defunta. Specchiandosi, rivide in se stesso il volto dell’amata sorella e trovò così consolazione al suo dolore annegando e morendo per ricongiursi all' amata sorella.



Narciso nella cultura

Ad ogni modo, a qualunque versione ci si riferisca, il mito di Narciso ha affascinato centinaia di generazioni di tutte le epoche storiche. 

Adone e Venere è una scultura neoclassica di Antonio Canova, completata nel 1794 ed esposta al Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra.

Nella pittura, ha ispirato i più grandi artisti: si ricordi in particolare il Narciso di Caravaggio (1600); Narciso ed Eco di William Turner (1804) e la Metamorfosi di Narciso di Salvador Dalì (1937).

È impossibile non ricordare l’influenza che il mito ha avuto nella letteratura di tutti i tempi, in particolare soprattutto dall’Ottocento in poi. Basti pensare che il famoso romanzo di Oscar WildeIl ritratto di Dorian Gray, è fortemente ispirato alla figura di Narciso. I riferimenti potrebbero continuare, passando per la musica e per il cinema.

Per comprendere a pieno la celebrità del mito, si può vedere che le parole narcisismo e narcisista sono ormai entrate nel nostro vocabolario comune proprio per indicare una persona che prova troppo amore per se stesso. Questo ci aiuta a comprendere quanto i miti greci siano ormai parte del nostro patrimonio culturale e quanto abbiano influenzato la nostra civiltà fin dalle origini.

L’aggettivo “narcisista” , inteso come il narcisista sano, molto spesso viene utilizzato per indicare una persona molto vanitosa, che ama la propria immagine o la propria personalità e che ama essere al centro dell’attenzione. Si tratta di un aggettivo, dunque, che descrive semplicemente un tratto della personalità, che non definisce – almeno apparentemente – una situazione o una condizione grave. 

Il problema sorge quando il narcisismo è patologico 

La differenza sta nel fatto che non amano perché incapaci di amare ma adottano comportamenti di grandiosità come se fossero unici per nascondere la loro fragilità inoltre mancano di empatia ossia sono incapaci di mettersi nei panni degli altri perché troppo concentrati su se stessi.

venerdì 27 dicembre 2019

come aprire uno studio di consulenza pedagogica

Per prima cosa bisogna rivolgersi ad un bravo commercialista aprire la partita iva 

Ad es. La mia è:

p. iva 04209060716

Codice destinatario per fatture elettroniche è: M5UXCR1

 con regime forfettario del 15% start ap con flat tax del 5% con il codice ATECO:

88.99.00

attività di assistenza sociale non residenziale nca

DESCRIZIONE:

  • servizi sociali, di counselling, di assistenza sociale, di aiuto ai profughi ed immigrati, di orientamento e simili, svolti a favore di individui o famiglie, presso il loro domicilio od altrove, ed erogati da enti pubblici o da organizzazioni private, da organizzazioni di soccorso alle vittime di calamità e da organismi nazionali o locali di autosostegno, nonché da specialisti che forniscono servizi di consulenza
  • attività di tutela e di orientamento per bambini ed adolescenti
  • attività finalizzate all’adozione e alla prevenzione di maltrattamenti a danno di minori e donne
  • consulenza in materia di bilanci familiari, attività dei consultori matrimoniali e familiari
  • assistenza alle vittime di calamità, profughi, immigrati eccetera, incluso l’allestimento di strutture di rifugio temporanee
  • accertamento del diritto al ricevimento di aiuti, sotto forma di sussidi per l’affitto o di buoni per generi alimentari
  • strutture di accoglienza diurna per senzatetto ed altri gruppi socialmente svantaggiati
  • attività di beneficenza, raccolta di fondi o altre attività di supporto, finalizzate ad opere di assistenza sociale
    Dalla classe 88.99 è esclusa:
  • attività simili a quelle incluse in questa classe, ma residenziali, cfr. 87.90

SOGLIA PER IL REGIME FORFETTARIO:

Possono accedere al Regime Forfettario con aliquota al 15% le attività che non superano la soglia di ricavi annuale pari a

65000€

CATEGORIA DI RISCHIO

La categoria di rischio viene utilizzata per la valutazione degli adempimenti obbligatori nell’ambito della sicurezza del lavoro. La sottocategoria "Altre attività di assistenza sociale non residenziale nca" è classificata a

RISCHIO MEDIO.
Il consulente pedagogico è:

L’inquadramento corretto dell’attività del Pedagogista è possibile ritrovarlo nella circolare 3/E al punto 1.2 del 2 marzo 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

è necessario trasmettere tramite commercialista o tramite CAF la dichiarazione dei redditi tramite il modello AA9/12.
Al momento, come regime agevolato abbiamo il *regime forfetario

In ogni caso, il regime forfettario e il regime ordinario comportano:
1. apertura p. Iva,  2. tenuta della contabilità ogni 3 mesi da inviare al commercialista con il libro delle entrate e delle uscite e
3. *dichiarazione annuale dei redditi professionali* .  

1. iscritto alla gestione separata INPS:
 professioni intellettuali senza cassa integrazione e senza Albo L. 4/13.      tenuta della contabilità ogni 3 mesi da inviare al commercialista con il libro delle entrate e delle uscite e

3. *dichiarazione annuale dei redditi professionali* . a regime forfettario che si calcola in misura percentuale sul reddito professionale netto ai fini IRPEF con un’aliquota del 25%  secondo di ciò che guadagnano; 

Oppure come ditta individuale: commercianti ed artigiani che sono tassati dalla gestione separata Inps come ditta indipendentemente dal guadagno o no.

2. Apre la partita IVA di cui Il *codice ateco*
che trova corrispondenza fra i codici IVA e quelli della gestione separata Inps per i pedagogisti è:
1. *Cod. Ateco 889900 'altre attività di assistenza sociale non residenziale NCA', come persona fisica, soggetto: lavoratore autonomo* , questo non ha riferimenti come: studi di settore,  Gerico 2013, Ine, o Isa ma ha i *parametri* *ossia tutto ciò che* *non rientra nei Studi di Settore ed a il codice G generico per tutte le professioni, a cui ci si deve attenere dopo 5 anni di attività pur rimanendo nel regime forfettario.
Se aprite uno studio di consulenza pedagogica mettetegli un nome ad es: crescere, evolversi, mente fresca, rinnovare le relazioni,   Etc.

3. Ha un assicurazione del professionista e terzi polizza RCP professionale.. Un assicurazione che protegge il professionista in casi di denuncia da parte dei pazienti/ utenti. Esso si aggira tra i 70 € ed i 150 € all' anno per non incorrere in spese legali: D. Leg. vo 206/2000 - Legge 14 gennaio 2013 n. 4

4. Iscritto all' Associazione di categoria nell' Albo privato di tipo A per Laureati Magistrali.

5. Una possibilità in più è data a chi non vuole aprire la partita Iva è lavorare come *lavoratore autonomo occasionale* dove in un anno solare *non deve superare i 5000 € appunto deve essere occasionale,* *e si fa la ricevuta fiscale con ritenuta d'acconto.*

6. Le fatture: Non rientrando tra le attività sanitarie sia le fatture cartacee sia digitali   del pedagogista non possono essere scaricate dall'utente per l’esenzione dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/72.
. Il professionista è tenuto a versare ai fini IRPEF il 4% sul volume d'affari ai fini IVA che può essere addebitato al cliente a titolo di rivalsa nella fattura.
Bisogna richiedere all'agenzia dell'entrata il pin per il cassetto fiscale INPS, INAIL ciò serve ad avere la propria situazione fiscale sempre sotto controllo. 
*La dicitura sulla fattura è:
Imposta di bollo assolta ai sensi dell'art. 13 della tariffa allegata al DPR 26.10.72 n. 642.
Operazione fuori campo IVA ai sensi dell'art. 1, Co. 54-89, L. 23/12/04 n. 190.
Prestazione non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi del co. 5.2 del provvedimento Agenzia delle Entrate del 22.12.2011 n. 185820.*

7. Altri strumenti del pedagogista sono: il logo della pedagogia, la carta intestata, le fatture/ricevute fiscali sia digitale(non obbligatoria per il forfettario) sia cartacea, la PEC, la firma digitale, il timbro, i bigliettini da visita, l'Europass, lettera di presentazione,  lettera di trasmissione via pec/mail, le targhe fuori al portone, dietro la porta, al campanello, alla posta, Pen Drive, PC, Wi-Fi, stampante scanner e fotocopiatrice, possibilmente il Fax, POS (non obbligatorio), n. Cell., mail, quadro con la pergamena di laurea magistrale attaccata alla parete, l'attestato di laurea magistrale tra i propri documenti  ed altri attestati importanti come il tirocinio, l'appartenenza ad un Associazione di Categoria legalmente riconosciuta, l'attestato di pedagogista qualificato o UNIEN ISO 9001 che dimostra di essere iscritto all'albo privato di tipo A (non obbligatorio) , master, etc.

Cos'è è il consenso informato e la legge sulla privacy di cui si avvale anche il consulente pedagogico?
Il consenso informato per adulti e bambini è un documento dove il professionista dirà: i tempi, i modi, le tecniche, strategie, test, i metodi e gli strumenti che utilizzerà col paziente /utente e la tutela sulla privacy e delle informazioni fornite dal paziente al professionista legge italiana  196/03 art. 7 e  Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (in inglese General Data Protection Regulation), ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 in sigla RGPD[1] (più noto con la sigla inglese GDPR)[2], è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy, adottato il 27 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 24 maggio dello stesso anno ed operativo a partire dal 25 maggio 2018 d.lgs 101/18.
Essi saranno firmati entrambi sia dal professionista sia dal paziente/ utente.

Il consulente pedagogico può usare strumenti come i test? Il pedagogista può utilizzare nella sua professione, per togliersi alcuni dubbi, anche strumenti come la testistica pedagogica delle case editrici della Giunti OS nei livelli A2 e A1, per i pedagogisti Clinici anche del livello B1, e i test della Erikson e della Hogrefe senza livelli.
l pedagogista può insegnare nelle scuole superiori  classe di concorso A 18 filosofia e scienze umane
 e classe di concorso A 19 filosofia  e storia.
 Nella sua carriera accademica pregressa ha già i 24 CFU per l' abilitazione all' insegnamento ma se li deve far convalidare dalla sua Università di appartenenza.

PEDAGOGISTA CONSULENTE ONLINE*
il pedagogista per fare consulenza online deve:
fare pubblicità sui social e sul proprio sito, 
L'utente deve prendere appuntamento tramite email, 
L'utente deve pagare la consulenza tramite PayPal con la propria mail o bonifico della tariffa di 40 €... La PayPal funziona anche con circuito visa e mastercard e si appoggia anche alla postepay  e alla postepay evolution del consulente. 
Tramite email verrà mandato all'utente il consenso informato con la legge sulla privacy europea che verrà compilata firmata e girata di nuovo al consulente inoltre il consulente vi manderà sempre tramite email la fattura digitale. 
La consulenza pedagogica avverrà via video su skipe della  durata di 50 min.




domenica 22 dicembre 2019

narcisisti si nasce o si diventa

Il disturbo narcisistico di personalità è il risultato di una combinazione di fattori genetici innati (temperamento) ed ambientali appresi, sia relazionali (familiari-affettivi), che socio-culturali (media, scuola,..etc..). Un/una “narcisista” è in primis una persona “immatura” e “ripiegata su se stessa” (egocentrica), che non ha sviluppato (nonostante l’apparente sensibilità), la capacità di investire affettivamente sugli altri, poiché tutta l’energia che questo processo richiederebbe gli è necessaria per mantenere in equilibrio se stesso/a.

Difendersi dal narcisista

E’ proprio a causa di questa struttura carente e fragile, che i narcisisti non tollerano i legami e le responsabilità ad essi annesse, a meno che in questo legame non intravedano inconsciamente un vantaggio egoico e cioè la possibilità di ripetere all’infinito il simbiotico legame idealizzato madre-figlio. Essi desiderano più o meno consciamente che qualcuno si occupi di loro, che prosegua a svolgere per loro la funzione riflessiva che in genere la madre svolge con il figlio/la figlia picolo/a (2-6 anni), permettendo quindi loro di restare eterni/e peter pan/Trilly.

Il narcisismo è quindi una fase naturale dello sviluppo psico-affettivo, che tutti attraversiamo durante l’infanzia e che diviene patologica solo se si verifica un arresto della maturazione del soggetto a tale stadio. Freud parla a tal riguardo di “Narcisismo primario” per definire il processo attraverso il quale l’investimento libidico del soggetto passa da se stesso (Io) all’altro (Tu). Con il passare degli anni cioè –  l’ investimento libidico narcisistico (energetico) da intrapsichico diviene “oggettuale”, si muove cioè dall’interno verso l’esterno. Non significa che il bambino sia un alieno egocentrico, anzi come scoprirono i post freudiani l’essere umano è innatamente “sociale”, la libido/energia psichica è precocemente indirizzata sugli altri (libido relazionale), ma la motivazione (i sistemi motivazionali) cambiano, perché cambia il modo di relazionarsi all’altro (madre/mondo esterno).

Nell’infanzia il rapporto con l’altro è finalizzato alla sopravvivenza è asimmetrico e la sua funzione è permettere al bambino di sviluppare fiducia verso il mondo esterno: “io bambino dipendo totalmente da te non posso nulla, mentre tu genitore puoi tutto e il tuo premio sono io

 a illusione di onnipotenza del genitore, considerato una mera estensione del proprio Io, si perde man mano che il bambino scopre che il genitore non è sempre disponibile, magari con l' aiuto di un oggetto transizionale che rassicuri il bambino quando la madre o il caregiver non è disponibile ad es la sua coperta preferita, che la simbiosi tra madre e bambino non può essere eterna e costante, che subisce delle “rotture”, seguite (ci si augura) da altrettante “riparazioni”. Winnicott parla a tal riguardo – di madre sufficientemente buona ossia non perfetta ma buona capace di esserci ma anche di dare le ali per volare da solo e permettere al bambino di integrarsi socialmente perché siamo esseri sociali. Il bambino vive in uno stato di “onnipotenza soggettiva” nel quale è convinto di essere la causa di tutto e di poter creare e distruggere le cose come nella sua fantasia. Anche la madre/padre, in questo spazio, vengono percepiti dal bambino (in misura diversa) come onnipotenti.

Pian piano, se lo sviluppo avviene in modo naturale, il bambino abbandonerà questa visione per capire che i genitori sono qualcosa di diverso da se stesso (l’altro fuori da me) e che vivono indipendentemente da lui e dai suoi bisogni.

Per questo si dice che l’oggetto a cui la libido infantile si riferisce è “parziale”, perché con la crescita il soggetto dovrebbe divenire capace di dare e prendere, (non solo di pretendere) e tollerare l’ambivalenza dell’oggetto, mantenendo la fiducia verso l’altro che è presente anche se non immediatamente disponibile. Se lo sviluppo si arresta alla fase narcisistica si parla di narcisismo “secondario” o nevrosi narcisistica, perché la libido oggettuale viene ritirata dall’oggetto e nuovamente indirizzata sul se.

Ma perché la capacità di investire sulle relazioni e sul mondo esterno si blocca?

La risposta la troviamo nella precoce disillusione narcisistica e cioè nella rottura della FIDUCIA verso le figure di attaccamento oppure nella mancata disillusione narcisistica e cioè nel mantenimento della visione del genitore come onnipotente.

Il passaggio all’investimento oggettuale non avviene automaticamente con la crescita , ma richiede che il bambino si senta amato in modo adeguatamente sano e che quindi –  abbia una “madre/padre/genitore/care giver sufficientemente buona/o e non cattiva”.

Cosa significa “adeguatamente sano”? né troppo, né poco.

Quando l’amore dei genitori è eccessivo o assente il bambino non apprende come relazionarsi e la carenza di stimoli adeguati a livello relazionale non permette al cervello di sviluppare le aree correlate all’empatia.

La capacità empatica richiede cioè un “modeling” da parte dei genitori che dovrebbero dare in primis il BUON ESEMPIO di “come si ama” e “cosa significa essere amati”.

Se l’amore manca, il bambino non sa cosa significhi amare ed essere amato, se l’amore donatogli è eccessivo e a senso unico, da grande, gli sembrerà ovvio che gli altri amino lui/lei, ma ciò non implica che lui/lei debba sentirsi in grado o in dovere di ricambiare, anzi, quando per qualche motivo mancherete nel garantire un certo livello di energia gratuita, invece di aiutarvi, i  narcisisti/le narcisiste vi faranno sentire in colpa come i bambini/bambine viziati/e fanno quando mamma/papà ha la febbre, ma loro sono ancora molto piccoli per capirlo e gli urlano “cattiva mamma/papà” se la minestrina non è pronta.

Da queste due differenti situazioni (incuria/discuria o ipercura) derivano i due principali atteggiamenti dei narcisisti:

La compensazione del vuoto: la fame e la carenza di amore causano una sensazione di vuoto e fame di affetto cronica, per questo il/la narcisista diviene avido/a di attenzioni e riconoscimenti, nel tentativo di ritrovare quell’amore che non ha mai ricevuto, nell’illusione di riempire questo vuoto cosmico.

Le petit Prince/la petite Princesse: l’esaltazione del bambino è la causa dell’egocentrismo nell’adulto; il narcisista egocentrico è convinto che tutto gli sia dovuto, che gli altri gli siano inferiori, che non abbiano mai ragione a meno che non concordino con lui e che solo lui/lei sia onesto, mentre gli altri siano tutti ingiusti e cattivi con lui/lei.

In tutti e due i casi l’individuo è ripiegato su se stesso; nel primo caso, il soggetto vive in una sorta di senso di ingiustizia perenne per cui deve pretendere l’amore che non ha mai avuto al fine di  colmare il vuoto affettivo alla base di esso e per questo si verificano le cosiddette “alte pretese” riguardo agli altri, che devono ammirarlo/a, ed essere sempre a sua disposizione. Nel secondo caso, il soggetto abituato ad essere idolatrato/idolatrata come un Dio/Dea da uno o entrambe i genitori pretenderà di riprodurre questo schema di relazione altamente dipendente e sbilanciato anche nella vita adulta. L’atteggiamento condiviso è di grande arroganza, superbia, rigidità e volubilità.

Il/la narcisista è incapace di riconoscimento e gratitudine (caratteristiche essenziali per accedere a quella che la Klein chiamava fase depressiva dello sviluppo, nella quale si considera l’altro non più solo un oggetto, ma un SOGGETTO) ed è incapace di provare empatia, perché è cresciuto/a nell’illusione di poter replicare la simbiosi madre/figlio perché l’ha vissuta fino all’età adulta o di rimpiazzarla dato che non l’ha potuta vivere al momento giusto. I diversi livelli di gravità della nevrosi narcisistica, determinano poi l’instaurarsi o meno della personalità narcisistica patologica i cui differenti livelli di funzionamento ne determinano la gravità e l’intensità/rigidità delle difese.

venerdì 13 dicembre 2019

la scelta dei partner nelle relazioni tossiche

 
Phatos è la Capacità di suscitare un'intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico o affettivo, è anche una delle due forze che regolano l'animo umano secondo il pensiero greco. 
Il Pathos infatti corrisponde alla parte irrazionale dell'animo. Esso può avere sia connotazione positiva, sia negativa a seconda del contesto.

Esso si oppone al Logosche è la parte razionale.

Quando parliamo di sedurre un iperlogico, logos, dobbiamo fare i conti con una persona che è completamente diversa da una emotiva phatos. La grossa differenza tra un iperlogico e un emotivo, è che la persona emotiva si innamorerà molto facilmente, ma allo stesso tempo perderà l’innamoramento con la stessa facilità. Un iperlogico invece, per innamorarsi, necessita di condizioni ben precise.

Uno dei problemi più grandi che incontrano le donne o gli uomini che si trovano a dover far innamorare o sedurre una persona iperlogica, è fare i conti con la loro sfera razionale, questo perché, una persona iperlogica difficilmente accetterà situazioni che non sono perfettamente adese al suo standard mentale.

Voglio fare un esempio pratico, una donna con figli, per un uomo iperlogico potrebbe rappresentare un problema, mentre per un uomo emotivo non è assolutamente un problema. Questo è un esempio molto banale, ma serve un attimino a far capire la differenza di pensiero tra i due soggetti.

A questo dobbiamo quindi aggiungere il fatto che un iperlogico, per potersi innamorare, necessita, di perdere, veramente la testa, e fargli perdere veramente la testa non è assolutamente facile.

Questo non è che sia un’impresa impossibile, ma a differenza di una persona emotiva che la possiamo coinvolgere, con le semplici emozioni, e tensioni emotive, una persona iperlogica necessità di motivazioni valide per essere coinvolta.


Questo ci fa capire, che avere a che fare con una persona di questo tipo che sia uomo o che sia donna, può risultare complicato se siamo persone estremamente emotive, perché potremmo fraintendere i loro comportamenti, e pensare che non abbiano alcun interesse per noi, quando magari l’interesse c’è ma non è scattato quel meccanismo quid in più  che permette loro di coinvolgersi al 100%.

Quindi sia l’uomo che la donna iperlogica, vengono agganciati con la motivazione, una volta che siamo riusciti ad entrare con una motivazione all’interno dei loro pensieri o meglio dire sentimenti, per un certo periodo di tempo dobbiamo mantenere ugualmente una relazione di tipo logico razionale.

Se non facciamo questa cosa la prima cosa che accadrà, sarà farli scappare, perchè sia l’uomo che la donna con questo genere di forma mentis se non viene mantenuta una certa dose di razionalità fino a quando non sono coinvolti al 100%, la prima cosa che fanno è  scappare via da relazioni troppo emotive.

Tuttavia, è bene ricordare che una persona è iperlogica quando è veramente coinvolta e capace davvero di perdere la testa di fare qualunque pazzia per amore, ma solo quando è veramente coinvolta.

Quindi se in un primo momento, per sedurre una persona di questo tipo, dobbiamo essere estremamente razionali e logici, nel fornire loro delle motivazioni valide, e comportarsi di conseguenza, quando capiamo che questa fase passata, possiamo iniziare introdurre delle emozioni, e nutrire il rapporto di emozioni come faremmo con un altro tipo di persone o con un emotivo.

Quindi, se ancora non fosse chiaro, se partite subito generando tensioni da emozioni perderete la persona nel più breve tempo possibile perche metterà una barriera emotiva tra voi e lui.


Ovviamente esistono dei limiti, perché dovete considerare che non esistono persone al 100% iperlogiche e al 100% emotive, o meglio magari ci saranno anche, ma sono comunque rare, questo ci fa capire che non possiamo ragionare in maniera troppo schematica.

Queste linee guida serviranno a non farvi commettere dei grossi errori all’inizio del vostro processo di seduzione. o di conquista dell’altra persona, permettendovi poi di analizzare con chi avete a che fare per gestire al meglio il rapporto.

Egocentrico  è la persona che ha l'atteggiamento e comportamento del soggetto che pone se stesso e la propria problematica al centro di ogni esperienza, trascurando la presenza e gli interessi degli altri. La parola deriva dal termine greco ἐγώ (egò) che significa "Io".




Esistono tre tipologie di incapacità di amare che hanno più o meno la stessa radice:

1. Il/la narcisista, è un manipolatore affettivo, che ama solo se stesso/a, è così non cambierà mai definito/a con la neotenia psicologica Sindrome da Peter Pan o Puer Aeternus ossia eterno bambino/a;

2. L'anaffettivo/a  non ama nemmeno se stesso/a;

3. Il/la philofobo/a che ha paura di amare ed essere amato/a.

Chi scelgono i narcisisti, anaffettivi, philofobi? La scelta dei partner è di tre tipi:

1. Il/la persona empatica, che si mette nei suoi panni ma non il contrario, chiamata anche con la neotenia psicologica sindrome da crocerossina o madre salvifica;

2. Il/la dipendente affetivo/a che ha bisogno di essere amato/a;

3. Il/la coodipendente affettivo/a ossia entrambi hanno bisogno l'uno/a dell' altro/a.


2. seconda fase il gaslighting  che significa confondere/manipolare. È la fase in cui il narciso manipolatore affettivo carnefice, ha osservato il comportamento della sua preda la vittima durante il love Bombing, fa innamorare  e la mette alla prova esercitando il controllo deprivandola della sua libertà e dandole colpe 
Lo fa per due motivi:
1. perché non riesce a sostenere un livello di amore così alto, e quindi ha bisogno di tempo per ritirarsi in sé;
2. perché ha bisogno di sapere fino a che punto si spingerà la sua preda per rimanere con lui;