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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

venerdì 15 novembre 2019

test finale per oss

Per misurare il QI quoziente intellettivo si possono usare le scale:
dalla nascita fino ai 3 anni e mezzo di età la scala Bayley.
Dai 3 anni e mezzo ai 6 anni si usa la scala Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence, o WPPSI.
Dai 6 anni ai 16 anni e 11 mesi si usa la Wechsler Intelligence Scale for Children, o WISC V. 
Dai 16 anni e 11 mesi fino ai 90 anni si usa la Scala Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS-IV).

1. Quanti sono gli assiomi della comunicazione? Risp. Gli assiomi sono cinque.

2. Il primo assioma afferma che è impossibile non comunicare cosa vuol dire?
Risp.  Il primo afferma che noi comunichiamo con tutto il corpo anche stando fermi o in silenzio o con lo sguardo.


3. Quali sono gli aspetti fondamentali della comunicazione secondo il secondo assioma della comunicazione?  
Risp. Gli aspetti fondamentali sono: Contenuto e Relazione
Ma è la relazione che classifica il contenuto quindi è metacomunicazione.

4. Il terzo assioma parla dell' importanza della punteggiatura nella comunicazione, invece, 

5. il quarto assioma a cosa si riferisce quando parla di numerico e analogico? quando abbiamo il doppio messaggio?
Risp. Il numerico al verbale e l'analogico al non verbale. Abbiamo il doppio messaggio quando ciò che diciamo col verbale può venir contraddetto col non verbale.


6. Il quinto assioma parla di comunicazione simmetrica e complementare. Quando la comunicazione è simmetrica e quando è complementare?
Risp. La comunicazione simmetrica si ha con i propri pari ad es. colleghi. La comunicazione complementare o asimmetrica si ha con i superiori o i sottoposti ad es tra OSS ed infermiera o medico oppure tra madre e figlio.

6. La comunicazione come si divide? 
Risp. Si divide in tre: 
1. verbale la parola,
2. paraverbale il tono della voce,
3. non verbale postura gesti e comportamenti.

7. Cos'è il paraverbale?
Risp. Il tono di voce, il volume della voce, il ritmo.

8. Che tipo di sistema di comunicazione conosci? Quali sono gli elementi importanti nel sistema della comunicazione?
Risp. La comunicazione è circolare, gli elementi sono: 1.emittente, 2. messaggio, 3. ricevente, 4. referente o tema, 5. contesto, 6. canale, 7. codice, 8. feedback.  Bisogna tenere presente anche: 9. il rumore, 10. la ridondanza e 11. l'entropia.

9. Quali sono le funzioni della comunicazione? 
Risp. 
1. Emittente ha una funzione espressiva.
2. Ricevente ha una funzione imperativa.
3. Messaggio ha una funzione 
poetica.
4. Referente ha una funzione informativa.
5. Codice ha una funzione metalinguistica. 
6. Canale ha una funzione di contatto.
7. Contesto ha una funzione di situazione.

10. Cos'è il feedback?
 Risp.  Il feedback è un meccanismo di retroazione ossia mi aspetto che l'altro mi dia conferma di aver compreso il messaggio esso è importante per la circolarità della comunicazione.

11. Che differenza passa tra entropia e rindondanza? 
 Risp. Entropia contiene poca informazione, rindondanza contiene molta informazione.

12. Quando entri in relazione con qualcuno quali sono le 4 modalità di relazione e contenuto? 
Risp.
1. Conferma: esisti la penso come te, io sono ok tu sei ok assertivo.
2. Rifiuto: esisti ma non la penso come te, tu non sei ok io sono ok, Aggressivo.
3. Squalifica: non esisti non la penso come te, io non sono ok tu non sei ok. passivo.
4. Disconferma: non esisti proprio, Io sono ok tu non sei ok, Manipolativo.

13. Quali sono le tipologie di persone? 
Risp. Sono tre: 
1. i tipi somiglianza vanno per somiglianze,
2. i tipi differenza vanno per differenza, 
3. i tipi entrambi vanno per uno e l'altra indifferentemente.
Se non si coglie questo gancio si finisce per fare un dialogo tra sordi. 

14. Sintetizza i 3 stili rappresentazionali:
  Risp.
1.  Visivo: accusatore o indicatore, asta, padre, assertivo, tende a dire sempre no.
2. Auditivo: superlogico, cerchio,  io ego, manipolativo, obiettivo e aggressivo,   tende a dire sempre se, forse, etc.
3. Cinestetico: propiziatore,  triangolo, madre, passivo, tende a dire sempre si.


15. Come si dividono le posizioni oculari? 
Risp. 
1. A sx ricordato,
2. A dx costruito ossia menzogna o fantasia.
Essi si suddividono in:
1. In alto Visivi, al centro Auditivi, 
2. in basso Cinestetici o dialogo interno digitali.
 3. dritti non a fuoco immaginazione, direttamente e in lontananza quando si pensa essi sono visivi.

Questo schema è per i destrosi (eccetto i mancini e gli ambidestri per cui si realizza solitamente lo schema contrario di uno o più processi).

Per approfondire:

Se si intende riprodurre un processo uditivo digitale (quindi il dialogo interiore) in basso a sinistra si chiede al soggetto di pensare alle cose che più spesso si dice quando parla a se stesso. Volendo rievocare una sensazione tattile (processo cinestesico ricordato), in basso a destra si può domandare l’ultima volta in cui ci si è bagnati in spiaggia, o le sensazioni nel toccare la neve o il pane caldo.

Per suscitare una sensazione interiore (non tattile) si domanda ad esempio, l’ultima volta in cui ci si è sentiti davvero soddisfatti o impazienti.


16. Cos'è lo stile assertivo?          
 Risp.  Atteggiamento positivo verso se stessi e verso gli altri, esso è lo stile più adatto per comunicare.
 
17. Cos'è la prossemica? Quali sono le 4 zone principali?
    Risp.  La prossemica riguarda lo spazio nella CNV e può essere diviso in 4 zone: 1. intima, 2. personale, 3. sociale, 4. pubblica.

18. Cos'è il setting?
Risp. il luogo fisico dove si svolge la comunicazione tra due o più persone.

19. Cosa intendiamo per ascolto attivo? 
 Risp.    Vuol dire: dare un feedback all'altro, sospendere i giudizi (epoke), mettersi nei suoi panni (empatia), ascoltare attentamente, rispettare il silenzio, fare domande aperte e incoraggiare il mittente.

20. Cosa dice la legge dell'attrazione? 
Risp. È una legge della fisica quantistica. Essa dice che ci sono i quanti che viaggiano nell'aria facendo in modo che i pensieri influiscano anche a distanza ecco perché i pensieri bisogna formularli sempre in positivo mai in negativo.

21. Qual'e la differenza tra chimica ed alchimia?
La chimica è  sessuale e passionale corrisponde al primo periodo del rapporto di coppia; l'alchimia è  il rapporto affettivo vasto sul rispetto reciproco verso la stima reciproca.

22. Cos'è l'entaglment quantistico? 
Risp. È l' equazione di Dirac che dice: Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati non possiamo più descriverli come due sistemi separati ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema ossia quello che accade ad uno di loro continua ad influenzare l'altro anche a chilometri di distanza.

23. Cosa dice la prima legge universale, legge della conservazione di massa, ossia il principio di sincronicità, famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier? 
Risp. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

24. La seconda legge universale ossia qual'e' il principio di causa effetto?
Risp. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.


25. Cosa significa mantenere un profilo alto o uno basso? 
Risp. Mantenere un profilo basso o alto: rispettivamente, di scarso o   insignificante valore;  di alto o importante valore.

26. Cos'è la PNL?
   Risp.  La PNL è la Programmazione Neuro Linguistica.

27. Che cos'è l'ancoraggio in PNL?
Risp. è uno stimolo capace di influenzare lo stato mentale ed emotivo di una persona. La tecnica consiste nel produrre uno stimolo in risposta ad uno stato d'animo proprio di un'esperienza passata. Come risultato, quello stato d'animo viene "ancorato" e portato al presente. Ad esempio, se viene ricercato lo stato della motivazione, è possibile richiamare (pensare) a tempi passati in cui ci si è sentiti molto motivati, e "ancorare" quello stato portando ad influenzare lo stato emotivo presente. È possibile anche rimuovere gli stati emotivi negativi trasformandoli all'interno del processo che porta allo stato positivo, una modalità chiamata collasso d'ancora. Normalmente ogni persona è influenzata dalle ancore nella vita quotidiana. Molte di queste sono applicate accidentalmente, così è possibile adottare uno stato d'animo positivo o negativo in risposta ad uno stimolo inconscio automatico.

28. Qual'e' la differenza tra empatia ed entropatia?
Risp.   L'empatia è il mettersi nei panni dell'altro, ma esistono tre tipi di empatia:
1. empatia emotivo affettiva: mettersi nei panni di,
2. Empatia cognitiva: entrare nella mente dell' altro,
3. Empatia motivazionale: capire la motivazione dell' altro e darsi da fare per risolvere la situazione.
. L' entropatia è un con - sentire ed un vedere con gli occhi dell'altro cosa sarebbe stato lui se fosse stato al suo posto.  Questo si ottiene  senza perdere di vista la qualità del come se, riuscendo a sentire l'odio, il turbamento, il rancore, etc , con l'epoche la sospensione di giudizio, e mettendo da parte il suo mondo atteggiamento mondano, il mio giudizio verrà ripreso più tardi, facendo attenzione alle 5 trappole: pregiudizi, superficialità, proiezioni, aspettative, punti di vista. Così facendo ottengo una rigenerazione integrale

29. Cos'è il ricalco? 
Risp. è il rispecchiamento, intervengono i neuroni a specchio, empatia dove è possibile utilizzare lo stesso atteggiamento ma in modo opposto tale da creare un effetto ipnotico.

30. Cos'è la resilienza?
 Risp. Significa riprendersi da una situazione difficile.

31. Cos'è l'insight?
Risp.  È un vedere dentro una situazione difficile, un idea improvvisa che permette di visualizzare la soluzione cercata.


32. Cos'è il PAI? 
Risp. Il PAI è uno strumento ossia un piano di assistenza individualizzato per avere un monitoraggio e delle informazioni necessarie a tutti i titoli sul paziente.

33. Quali sono le differenze tra: stress, mobbing e burnout?
 Risp.
Lo stress è generato da qualsiasi evento quotidiano. 
Il mobbing è generato da persone ed è legato a secondi fini.
Il burnout è generato da obiettivi personali e carenze organizzative.

34. Come si divide il cervello?
Risp. 
Secondo Maclean dice (M.G. Contini in per una pedagogia delle emozioni) il cervello (più correttamente encefalo “) dell’uomo/donna 
sono diversi ma complementari. 
Il cervello maschile pesa 1,35 kg ed ha un volume di 1300 cm³,
 contro, il cervello femminile che pesa 1,21 Kg, ed ha un volume di 1100 cm³
 Il cervello è formato dalla materia grigia che è il corpo dei neuroni  nostro sistema nervoso è costituito da due tipi di cellule, i neuroni e le cellule della glia. I neuroni hanno la funzione di raccogliere e trasmettere informazioni ad altre parti del corpo. Ogni neurone è dotato di un corpo cellulare e si serve di diversi sottili prolungamenti come gli assoni. Quest’ultimi si uniscono in fasci a formare le fibre nervose e consentono di trasportare gli impulsi da una parte all’altra del cervello degli uomini e delle donne. I ricercatori americani hanno scoperto che nell’uomo le informazioni viaggiano avanti e indietro all’interno dello stesso emisfero, nella donna invece compiono un percorso a zig-zag tra i due emisferi.
 “Quanti neuroni abbiamo nel nostro cervello?”  86 miliardi di neuroni (più negli uomini), Sono presenti in media 5 cellule gliali per ogni neurone,
e dalla corteccia celebrale e  dalle sinapsi (più nelle donne) che sono le connessioni Ma quante sinapsi sono presenti nel cervello? È impossibile stabilirlo con esattezza: le sinapsi possono essere definite elementi dinamici poiché aumentano ogni qualvolta apprendiamo compiti o informazioni nuove. Una stima numerica del numero di sinapsi può essere determinata sul singolo neurone: si calcola che siano presenti 100 mila sinapsi per ogni cellula nervosa. Un numero impressionante.
 e dalla materia bianca data dai fasci di fibre nervose (sia ascendenti che discendenti) che uniscono l'encefalo e il midollo spinale.

 Ancor più impressionante è la velocità di trasmissione dell'impulso elettrico: l'informazione nel cervello può raggiungere i 430 km orari determinando la formazione di oltre 70mila pensieri al giorno.


Confrontando la distanza sinaptica, il numero di sinapsi e il livello di output delle informazioni, gli esperti sono stati in grado di dare una buona stima della capacità di calcolo del nostro cervello: 10 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Una cifra incredibile ma documentata e riferita da Raph C. Merkle, membro della Singularity University (USA).

 

Un'ultima curiosità: l'impressionante numero di impulsi elettrici che viaggiano continuamente attraverso il cervello generano 25 watt di energia, l'equivalente necessario ad accendere una lampadina. Sarà per questo che l'intuizione è spesso rappresentata graficamente con una lampadina accesa?

Il cervello è  diviso in tre questa distinzione è funzionale e non anatomica:

• il paleoencefalo o 
cervello rettiliano, l'istinto, si trova vicino al midollo spinale e nella parte centrale, come l’ipotalamo, che controlla il sistema endocrino e regola i bisogni alimentari, sessuali, l’emotività ecc. presiede forme ripetitive di comportamento
presiede attività istintive e rappresenti la sede di comportamenti emotivi (per es., il comportamento sessuale, la fame, la sete, la cura della prole, ecc.).

• il cervello paleomammifero o sistema limbico parte centrale ossia le emozioni: ove si elaborano le emozioni in particolare quelle che presiedono all’autoconservazione e alla conservazione della specie. Esso funziona come selettore di valori, regola la nostra identità personale. Qui è situata, secondo Laborit sia la memoria remota sia quella affettiva.
 La memoria remota è strettamente legata all’ambito esperienziale, secondo meccanismi che implicano contatti fra i neuroni (le sinapsi). L’esperienza di una situazione positiva o negativa per il soggetto, suscita in lui un vissuto di piacevolezza o di dispiacere che si ripresenterà in seguito, ogni volta che verrà riconosciuto lo stesso tipo di situazione, una sorta di “coazione a ripetere”.
 La memoria affettiva permette all'individuo di provare emozioni dai quali scaturiscono bisogni acquisiti, e non istintivi. Tali bisogni sono radicati nella storia personale di ciascuno e possono entrare in collisione con quelli degli altri (norme sociali o contesto in cui si vive). Questo provoca conflittualità, spesso inconscia, che Laborit definisce “patologia dell’inibizione comportamentale”.

• Il cervello neo-mammifero o neocorteccia parte esterna, la ragione: dove hanno sede le funzioni dell’intelligenza e del linguaggio.
 Alla neocorteccia corrispondono, secondo Morrini due emisferi del cervello, messi in comunicazione dal corpo calloso, che svolgono dei compiti unici.
 Il loro funzionamento è incrociato e comunicano tra loro, l’emisfero sinistro a controllare la parte destra del corpo e viceversa.

Emisfero dx irrazionale emotivo ed inconscio.
Emisfero sx razionale e conscio.



 • L'emisfero sinistro, essendo quello razionale, è sede del conscio ed elabora quindi le informazioni vitali a breve termine Esso presiede a specifiche attività quali: pensiero analitico, astratto, spiegazione, focalizzazione su oggetti, linearità, sequenzialità, serialità, razionalità/calcolo, controllo/dominanza sociale, maschile, tecnico, cultura/educazione occidentale 
 Due  sono le funzioni del cervello responsabili del pensiero e del linguaggio entrambi nell'emisfero sinistro: l'area di wernike controlla la comprensione di significati, l'area di broka la produzione del linguaggio e l'elaborazione della sintassi.

• L'emisfero destro, invece, è quello irrazionale-emotivo ed è sede dell'inconscio(per definirlo come diceva Freud “è quella parte di cervello che fa cose di cui non mi accorgo”). Esso elabora informazioni a medio e lungo termine e presiede alle attività di: pensiero intuitivo, concreto, comprensione, focalizzazione su persone, simultaneità, sintesi, globalità, estetica/arte, comunicazione psicoaffettiva, femminile, artista, cultura/educazione orientale.

Tutti noi, usiamo entrambi gli emisferi, ma alcuni di noi sono razionali e altri più emotivi. Di solito noi usiamo di più l'emisfero sinistro che, a incrocio ci fa usare più la parte destra del nostro corpo pensiamo ad es. a quanto scriviamo, esso è più razionale, articola la parola, la matematica ed è sequenziale. L'emisfero destro invece è irrazionale dove è posizionato l'inconscio, il sogno, la creatività, l'irrazionalità, il nostro programma mentale. 


La nostra mente può essere paragonata a un dischetto vergine, che, vien scritto, man mano che i genitori, i docenti, il gruppo dei pari, la società, il mondo intero, ci forniscono informazioni. Il potere dell'inconscio: è ad es. se mia madre, mi ha sempre detto, che sono un imbecille questo concetto si imprimerà nell'inconscio, in modo da farmi comportare da imbecille, e porterà nella mia vita disgrazie a cui io stesso darò un’altra giustificazione ad es. distrazione etc.... Il messaggio inoltre va sempre dato in positivo per la legge dell'attrazione (F. Marchesi), infatti, ciò che ci succede di negativo si attua in quanto, le energie si spostano sui pensieri negativi, ovvero, siamo noi con i nostri pensieri negativi che smuoviamo delle energie, che si materializzano, ad es. se un padre non vuole che il proprio figlio prenda l’aereo, darà la spiegazione, della sua paura, che l’aereo possa cadere, tale pensiero negativo si potrebbe materializzare, difatti, non bisognerebbe mai pensare in negativo e comunque formulare il proprio pensiero in positivo . La parte irrazionale ovvero l'inconscio ha il potere sulla nostra vita che arriva ad occupare il 90% rispetto al 10% della parte razionale.


Il cervello enterico
 I due cervelli, il cranico e l'enterico, sono connessi dal nervo vago dove si racchiudono emozioni e sensazioni. Anche l'intestino si emoziona, soffre, gioisce. E' la scoperta di Mintsai Liu e Michael Gershon della Columbia University di New York. Ciò che la scienza ha battezzato come «secondo cervello» vive sì nel ventre di ciascuno di noi ma è una sorta di chiave che regola stress, ansia e tensione. La natura ha previsto di investirlo di proprietà legate alle funzioni derivanti dalle emozioni, dai sentimenti ed all'inconscio del soggetto. Il cervello enterico, dunque, può pensare, prendere decisioni e provare sensazioni autonomamente da quello cranico, come insegna la neuro-gastroenterologia (vedi la colite, l'ulcera, i bruciori di stomaco, ecc., malattie causate dallo stress).

35. Quali sono i bisogni di Maslow? 
Risp.
Sono:
 1. fisiologici;      
2. salute e sicurezza; 
3. intimità ed emozioni; 
4. amicizia e famiglia; 
5. progettualità;           
6. autorealizzazione;     
7. spiritualità.

36. Cos'è è il PEI? 
Il PEI è il Piano Educativo Individualizzato teso dal Giudice con l' aiuto del CTU e dei CTP nei casi di responsabilità genitoriale in casi di affidamento condiviso con separazioni/divorzi consensuali.
In tali casi il giudice incidera pertanto concretamente  nella misura in cui egli, per realizzare la bigenitorialità o parigenitorialita', ricorrerà alla distribuzione quantitativa ore o giorni e qualitativa dell’esercizio della responsabilità genitoriale considerando il fatto di essere genitore collocatario e genitore non collocatario nell' esercizio della parigenitorialita è che il figlio ha una casa collocataria preferenziale e non deve essere considerato un pacco postale. Per realizzare ciò il genitore che in quel momento sta con il bambino è responsabile in toto e non deve alcuna spiegazione all' altro genitore in quanto il genitore deve tutelare la propria privacy e libertà ..stessa cosa vale per l' altro genitore quando il figlio è con lui.

37. Cos'è è il consenso informato e la legge sulla privacy?
Il consenso informato per adulti e bambini è un documento dove il professionista dirà: i tempi i modi le tecniche, strategie, i test, i metodi e gli strumenti che utilizzerà col paziente /utente/cliente e la tutela sulla privacy e delle informazioni fornite dal paziente al professionista legge italiana  196/03 art. 7 e  Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (in inglese General Data Protection Regulation), ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 in sigla RGPD[1] (più noto con la sigla inglese GDPR)[2], è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei dati personali e di privacy, adottato il 27 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 24 maggio dello stesso anno ed operativo a partire dal 25 maggio 2018.
Essi saranno firmati entrambi sia dal professionista sia dal paziente/ utente.

38. Cos'è l' assicurazione del professionista e terzi? È un assicurazione che protegge il professionista in casi di denuncia da parte dei pazienti/ utenti.

39. Che differenza passa tra lingua e linguaggio?
Risp. La lingua è quella di un popolo ad es. L'italiano che nasce nel 1834 quando l'insegnamento fu diffuso nelle ex scuole elementari oggi scuole primarie ad opera del re Carlo Alberto di Savoia e la diffusione nel 1842 dell'opera i promessi sposi del Manzoni che segna il passaggio dal latino all'italiano e riteneva che l'italiano perfetto fosse il fiorentino.
L'italiano proveniva dal latino che si divideva in:
1. volgare che poi divenne il dialetto locale ossia la lingua parlata dal popolo e
2.  latino classico o dotto  lingua parlata dal clero della Chiesa e dalle classi medio alte che poi divenne l'italiano scritto.
 Esso avvenne ad opera di Dante con l'opera: De Vulgari Eloquentia 1303/05 che la scrisse in latino classico scrivendo le bellezze del volgare di tutte le popolazioni italiane. E successivamente nel 1321 scrisse: la Divina Commedia in volgare fiorentino ritenuto perfetto che poi divenne l'italiano..da riferire anche che in alcune parti dell'italia del sud si parlava anche il greco antico. La lingua italiana viene definita neolatina o neoromanza con altre lingue quali: il francese lo spagnolo il portoghese per le invasioni avute in passato, le stesse, avevano un unico ceppo di discendenza ossia quello indoeuropeo anche se qualcuno lo definisce africano. Inoltre bisogna dire la differenza tra idioma che è la lingua parlata e particolare di un popolo di una nazione ad es. l' italiano o un dialetto regionale o di una grande città e il vernacolo che è il dialetto ristretto di una piccola città, paese o borgo.
Il linguaggio invece è rivolto al tipo di comunicazione ad es. Il linguaggio verbale o non verbale fatto di gesti e di posture o non verbale fatto di tono di voce. 

40. Quali sono le istituzioni a livello Mondiale e dell'Europa fisica?
Risp. 
Fu Montesqieu che in "spirito e leggi" del 1748 elaborò la teoria della separazione dei poteri: ogni funzione pubblica deve essere attribuita ad un potere distinto:
(legislativo: elabora leggi; 
esecutivo: applica leggi; 
giudiziario: applica le leggi e dirime le controversie).

Le istituzioni

Istituzioni Mondiali:

1. Chiesa Cristiana Cattolica ha sede nello Stato del Vaticano vicino Roma Italia Unione Europea attuale Papa Francesco.

2. Vicariato della città del Vaticano: La cura spirituale nello Stato della Città del Vaticano e delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo fu così affidata all'Arciprete "pro tempore" della Basilica Vaticana ossia di San Pietro, cattedrale della città del Vaticano, quale Vicario Generale per la Città del Vaticano attuale Cardinale Vicario della città del Vaticano Angelo Comastri. 

3. Vicariato di Roma: La giurisdizione sul Palazzo Pontificio Lateranense fu invece trasferita al Cardinale Vicario per la diocesi di Roma in piazza San Giovanni in Laterano il Cardinale Vicario di Roma attuale è Angelo De Donatis, arciprete della basilica di San Giovanni in Laterano Cattedrale di Roma e gran cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

4.  Tribunale della Rota Romana (in latino Tribunal Rotae Romanae, noto anche come Tribunale della Sacra Rota), è un dicastero della Curia romana ed è il  terzo grado del tribunale ordinario della Santa Sede. Esso è situato al Palazzo della Cancelleria.
Essa si occupa di due diritti:
Diritto canonico: rapporti tra la Chiesa Cattolica e le altre confessioni.
Diritto ecclesiastico: sancisce i diritti tra:
 il clero della chiesa cattolica,
I fedeli,
Il matrimonio canonico con altre chiese,
Il matrimonio concordatario tra Stato e Chiesa Cattolica il nostro dei fedeli da ambo i lati,
La famiglia,
Nullità di matrimonio canonico e concordatario.
Esso viene fatto dal tribunale della Sacra Rota in III grado, giudici di legittimità e dagli avvocati roteali.
Dai tribunali eclesiastici in II grado d' appello con avvocati ecclesiastici, ad es. la TER di Benevento al quale fa parte la città di Foggia con gli avvocati ecclesiastici e dal arcivescovo ed eventualmente i periti ( CTU e CTP) iscritti nell' albo della Ter;
Dai tribunali ecclesiastici regionali ad es pugliesi di Bari in I GRADO a cui fa parte l'Arcidiocesi delle città, ad es. Arcidiocesi di Foggia - Bovino in essi lavorano gli avvocati eclesiastici e il vescovo o arcivescovo ed eventuali CTU e CTP.

2. Assemblea Generale e Segretariato Nazioni Unite ONU nata nel  24 ottobre 1945 l' Italia entra nel 1955  sede in Europa a Ginevra in Svizzera; la sede centrale, invece, si trova a New York USA  (America).

3. Palazzo della Pace di Giustizia civile Mondiale situato a Den Haag, Aia, Olanda, Paesi Bassi, in Unione Europea.

4. Palazzo della Guerra Mondiale penale situato a Den Haag, Aia, Olanda, Paesi Bassi, in Unione Europea.

Istituzioni Europa fisica nata il 28 gennaio 1949.

1. Consiglio d'Europa ha sede al Palazzo d'Europa a Strasburgo in Francia Unione Europea.

2. Corte Europea dei Diritti dell'Uomo CEDU o Corte EDU ha sede a Strasburgo in Francia Unione Europea.



41. Quali sono le istituzioni dell'Unione Europea e dell'Italia?
Risp. 
Istituzioni dell'Unione Europea
Fondata il 25 marzo 1957 a Roma col trattato di Roma CEE divenuto Unione Europea UE col trattato di Maastricht il 7 febbraio 1992 sovranità sovranazionale dei paesi membri dell' U.E..

La presidenza è il:
1. Consiglio Europeo riunisce i capi di stato e di governo dell’Ue per decidere le strategie di fondo della politica dell'U.E. il Presidente è Donald Tusk. Esso ha sede al Palazzo d'Europa a Bruxelles in Belgio Unione Europea.

La parte legislativa dell' Unione Europea è un bicameralismo imperfetto formato dal Consiglio dell' Unione Europea e dal Parlamento Europeo:

2. Consiglio dell’Unione Europea è composto dai 28 ministri di ciascuno stato, che si riuniscono in base alla materia in discussione. È uno dei due rami legislativi dell’Ue, è la camera alta, che rappresenta gli interessi dei governi dei singoli stati membri ed insieme al parlamento modifica e vota sulle proposte della commissione. Esso è situato a   a palazzo Justus  Lipsus a Bruxelles in Belgio Unione Europea.

3.  il Parlamento Europeo è uno dei due rami legislativi dell’Ue, esso è la camera bassa (quella che rappresenta tutti i cittadini), ed insieme al consiglio dell'Unione Europea modifica e vota sulle proposte della commissione europea. Esso è situato a Bruxelles in Belgio Unione Europea. Una seconda sede è situata a Strasburgo in Francia, Unione Europea.

La parte esecutiva è la:
4.  Commissione Europea è la parte esecutiva dell'U.E. È l'unico organo cui compete redigere le proposte di nuovi atti legislativi europei. Inoltre, attua le decisioni del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'UE. La sua sede è a Bruxelles in Belgio Unione Europea. 
Oltre a questa hanno i servizi ( simili ai ministeri italiani) ognuno con una competenza diversa ad es. Scuola e Università, lavoro, affari esteri, educativo, sociale, sanitario, etc. Essi si trovano dislocati a Bruxelles.

5. Coorte di Giustizia dell'Unione Europea CGUE Curia è la più alta istituzione di giustizia esso dirime le controversie degli e tra gli Stati dell'U.E.  e si trova a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

6. Il Tribunale dell'Unione Europea é la seconda istituzione di giustizia  esso dirime le controversie dei cittadini dell'U.E. si trova a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

Il diritto dell'UE si divide in primario e derivato. I trattati (diritto primario) costituiscono le basi e contengono le norme fondamentali per tutte le azioni dell'UE.

Il diritto derivato, che comprende i regolamenti, le direttive e le decisioni, è fondato sui principi e sugli obiettivi fissati nei trattati.


7. La Corte dei Conti Europea è l'istituzione dell' Unione Europea preposta all'esame dei conti di tutte le entrate e le uscite dell'Unione e dei suoi vari organi, accertandone la sana gestione finanziaria. Ha sede a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

7. La Banca Centrale Europea BCE tratta l'Euro dell'Unione Europea si trova a Francoforte in Germania Unione Europea.

Le istituzioni Italiane

Ricordo che l'Italia nata nel 1948 è un paese laico ossia libero di professare qualunque fede religiosa ma con maggioranza di cristiani cattolici.

1. Presidenza della Repubblica italiana con sede al Quirinale a Roma Italia Unione Europea, nata il 1 gennaio del 1948.
L'attuale presidente è Sergio Mattarella la legge è dalla costituzione. 

2. Il Parlamento Italiano è un bicameralismo perfetto formato da:
     1. Senato della Repubblica è la camera alta e si occupa della parte legislativa insieme alla Camera dei Deputati. Esso ha sede palazzo Madama a Roma Italia Unione Europea.
       2. Camera dei Deputati è la camera bassa e si occupa insieme al Senato della Repubblica della parte legislativa esso ha sede a palazzo Montecitorio a Roma Italia Unione Europea.

3. Il Governo ossia la presidenza del Consiglio dei Ministri rappresenta il potere esecutivo di cui il Presidente del Consiglio dei Ministri o  Premier attuale è Giuseppe Conte esso ha sede a Palazzo Chigi a Roma Italia Unione Europea. Oltre a questa hanno i ministeri  governati da ministro senza portafoglio,  pur essendo parte del governo e del Consiglio dei ministri, esercitano soltanto le funzioni loro delegate dal presidente del Consiglio, o attribuite loro per legge.  I dicasteri governati da ministro con portafoglio,  un apparato amministrativo gerarchicamente ordinato, corrispondente a un determinato settore della pubblica amministrazione,    ognuno con una competenza diversa. Entrambi si occupano di settori diversi ad es. Scuola e Università, lavoro, affari esteri, educativo, sociale, sanitario, etc. 

4. Corte Costituzionale giudica le leggi e le controversie tra le regioni e quelle di stato italiano palazzo della consulta a Roma Italia Unione Europea.

5. Il Consiglio Superiore della Magistratura  CSM è un organo di rilievo costituzionale, cui spetta il compito di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura ordinaria. La Costituzione ossia la legge nazionale, ha scelto di attribuire tutte le decisioni più significative sulla carriera e sullo status professionale dei magistrati a tale organo, la cui caratteristica fondamentale è l’autonomia dagli organi di indirizzo politico di maggioranza.
ha sede al Palazzo dei Marescialli Roma Italia Unione Europea.

6. Coorte  suprema di Cassazione è la parte più alta ossia la 3 delle sentenze italiane ove sono presenti gli avvocati cassazionisti e giudici di legittimità o ermellini.

 Il sistema giudiziario italiano è civil law ossia continentale o romano germanico( mentre il common law lo troviamo nei paesi anglosassoni):
 1. il primo grado tribunale ordinario (per maggiorenni) civile e penale ( cittadino o territoriale) e nei casi penali gravi la coorte d' assise.  Inoltre all' interno dei tribunali ordinari troviamo anche i tribunali minorili. 
Tutti questi tribunali sono  formati da un ordine di magistrati o giudici di tipo moncratico o collegiale:  giudici ordinari  o professionali o togati, tutelari( nei tribunali minorili), giudici onorari GOT non togati o laici oppure popolari in corte d' assise, avvocati e CTU consulenti tecnici d' ufficio iscritti nell' albo e CTP consulenti tecnici di parte in collaborazione con gli avvocati. 
Se s'impugna una sentenza inizia il:
 2. secondo grado ossia la corte d'appello o nei reati penali gravi la coorte  d'assise d'appello, essi sono  regionali, dove ci sono giudici di merito o consiglieri d' appello, giudici onorari d' appello o laici, avvocati, CTU d' appello, e CTP.
3. La Cassazione sia civile che penale è il terzo grado nazionale ha sede  al Palazzo di Giustizia Roma Italia Unione Europea ove sono presenti gli avvocati cassazionisti e giudici di legittimità o ermellini.
Oltre alla costituzione per le Leggi abbiamo il codice civile, il codice di procedura civile, il codice penale ed il codice di procedura penale. La giurisprudenza ossia le sentenze emesse in Cassazione dai giudici di legittimità a cui fanno riferimento sia i giudici ordinari che di merito in casi simili.
4. In realtà il cittadino italiano ha un 
quarto grado a cui può rivolgersi ossia al Tribunale  sovrannazionale dell' Unione Europea CGUE  Curia anch' esso in civil law le sentenze vengono emesse dai giudici a seconda della materia in modo monocratico o collegiale con le norme  di diritto comunitario dell' U.E. che a sede in Lussemburgo a Lussemburgo.

La corte dei conti italiana (o, in alcuni paesi, tribunale dei conti) è un organo dello Stato, presente in vari ordinamenti giuridici, con funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo o vigilanza in materia fiscale sulle entrate e spese pubbliche all'interno del bilancio dello stato (finanza pubblica). Esso si trovò al palazzo di giustizia o chiamato anche palazzaccio a Roma.

7. Banca d'Italia tratta l'Euro in Italia ha sede a Roma Italia Unione Europea.

42. Spiega come si divide il Cristianesimo e la differenza dal Cattolicesimo.
Risp. 
Il cristianesimo è una religione a carattere universalistico, originata dal giudaismo o messianesimo nel I secolo

I cristiani assunsero dal giudaismo le sue Sacre scritture, definite poi Antico Testamento, nella versione tradotta in greco ellenistico (anche a causa della prevalente origine greco-romana della maggioranza dei primi adepti), dottrine fondamentali come il monoteismo, la fede in un messia o cristo, alcune forme del culto (incluso il sacerdozio.
cristianesimo inteso come religione distinta da quella ebraica iniziò a delinearsi dopo il cosiddetto "Sinodo di Jamnia" in cui venne presa posizione decisa circa l'estraneità della "Via"[6] dall'ebraismo ortodosso, a partire dalla seconda metà del II secolo.

nel IV secolo con la conversione dell'Imperatore Costantino I (battezzato in punto di morte da un vescovo ariano[7]) il quale fece indire il Concilio di Nicea per far emergere una sola corrente ed eliminare le altre. Contestualmente la Cristianità divenne una religione approvata ufficialmente e i vescovi Cristiani, vittime in precedenza del potere militare, ne passarono al comando[8].

Nel 380 Teodosio con l'Editto di Tessalonica la rese l'unica religione ufficiale dell'impero romano ricorrendo anche a mezzi cruenti per reprimere le resistenze dei pagani che è un culto politeistico ( da cui comunque noi abbiamo preso alcune tradizioni).


Circa cinque secoli dopo lo scandalo delle indulgenze spinse Lutero a causare un altro scisma e quindi a fondare il Protestantesimo

Le tre divisioni principali della cristianità sono:

 1.il cattolicesimo romano,

 Il Grande Scisma del 1054 divise la cristianità calcedoniana fra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa. Per le contese teologiche circa i dogmi trinitari, il celibato ecclesiastico ed altre questioni minori 
Il protestantesimo nacque all'interno della Chiesa cattolica a seguito della riforma protestante nel XVI secolo, dividendosi poi in varie ramificazioni.

43. Gradi di parentela

LA PARENTELA

La parentela è il vincolo che unisce coloro che discendono da una stessa persona o, come afferma il codice civile (art. 74 c.c.) dallo stesso stipite (detto anche capostipite).

Si distinguono due diverse tipologie di parentela:

  • Parentela diretta (o in linea retta) unisce le persone che hanno una discendenza diretta (ad es. padre e figlio, nonno e nipote etc.);

  • Parentela indiretta (o in linea collaterale) unisce le persone che, pur avendo un uno stipite comune, non discendono l'una dall'altra (ad es. fratelli, zii, cugini etc.).

Parenti

Il rapporto di  parentela ha conservato la sua importanza  nella materia della successione ereditaria: infatti, l'art. 565 c.c. stabilisce che, in mancanza di testamento, l'eredità si devolve per legge ai parenti del defunto secondo un certo ordine, con il limite, sancito dall'art. 572 c.c., che la successione non può aver luogo tra i parenti oltre il sesto grado ( es: i figli di cugini sono già parenti di sesto grado).

Il rapporto di coniugio

Tra marito e moglie non esiste un vero e proprio rapporto di parentela ma in questo caso si parla di rapporto di coniugio.

Tale rapporto è disciplinato dagli artt. 143 e segg. c.c., ove sono elencati i diritti e i doveri dei coniugi

Il rapporto di coniugio non è condizione indispensabile per la creazione di vincoli di parentela in quanto due persone possono avere discendenti senza essere coniugate con rito religioso o civile.

Il rapporto di coniugio inoltre può essere interrotto in qualunque momento (divorzio e/o annullamento del matrimonio) senza che questo vada a modificare in alcun modo l'albero genealogico e le relazioni di parentela preesistenti, mentre in caso di separazione e divorzio non cessa il rapporto di affinità, l' affinità cessa se il matrimonio è dichiarato nullo. In caso di secondo matrimonio civile o concordatario la/il seconda/o moglie o marito acquisisce affinità con i parenti del/la coniuge.

L’articolo  143 bis, ed è relativo al cognome della moglie. 

Questo articolo stabilisce che:

la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze”.

In caso di separazione la moglie può mantenere il cognome del marito al contrario non lo mantiene con il divorzio o la nullità di matrimonio come stabilito  dalla Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 3869.


Il cognome comune delle persone unite civilmente



Premessa. La facoltà di eleggere un cognome comune

La nuova legge che disciplina l’unione civile e le convivenze di fatto prevede al comma 10 dell’art. 1 che “mediante dichiarazione all’ufficiale di stato civile le parti possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all’ufficiale di stato civile

La perdita del cognome comune a causa della cessazione dell’unione civile

Un punto di notevole interesse è rappresentato dalla previsione per la quale la scelta del cognome comune produce effetto fintanto che dura l’unione, cosicché in caso di morte o di scioglimento dell’unione la parte che abbia acquisito il cognome dell’altra o che l’abbia aggiunto al proprio, dovrà cessare di utilizzarlo.

Con riguardo al profilo della forma, ci si domanda se in caso di scioglimento dell’unione per morte la cessazione dell’uso del cognome comune da parte del vedovo o della vedova consegua ad una dichiarazione da compiersi innanzi all’ufficiale dell’anagrafe o se invece ciò avvenga automaticamente ad impulso d’ufficio come conseguenza della registrazione del decesso dell’altra parte nei registri dello stato civile.

Diversamente, per quanto riguarda l’ipotesi dello scioglimento dell’unione per le cause di cui all’art. 1, 23 e 24, tanto nel caso in cui l’unione civile si sciolga per volontà, anche unilaterale, delle parti (art. 1, comma 24) trascorsi tre mesi dalla dichiarazione resa innanzi all’ufficiale dello stato civile, quanto nel caso in cui lo scioglimento si fondi su uno dei presupposti previsti dall’art. 3, n. 1) e n. 2), lett. a), c), d) ed e) della L. 1° dicembre 1970, n. 898 (secondo il richiamo espresso fattone dal comma 24 della L. n. 76/2016), la parte perde il diritto all’uso del cognome comune a far data dal passaggio in giudicato della sentenza di scioglimento dell’unione, in applicazione del richiamato art. 5, comma 1, L. n. 898/1970[4].

artt. 143 rapporto di coniugio
Per cio che concerne il cognome la moglie
in caso di divorzio non lo mantiene con il divorzio ( scioglimento in matrimonio in caso di morte del coniuge) o la nullità di matrimonio come stabilito  dalla Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 3869.
e di scioglimento dell' unione civile comma 24 della L. n. 76/2016
cessazione degli effetti civili del matrimonio, che per la legge italiana cessa, mentre dal lato religioso i due sono ancora marito e moglie, venendo meno gli effetti civili, non quelli stabiliti dal diritto canonico.

Volendo effettuare una comparazione tra le regole che disciplinano il cognome delle parti dell’unione civile, da un lato, e dei coniugi, dall’altro, è possibile anzitutto constatare come mentre a seguito dello scioglimento dell’unione si verifichi tout court la cessazione dell’utilizzo del cognome comune, riacquisendo ciascuna il proprio, la moglie può usare il cognome del marito - che ha aggiunto al proprio col matrimonio - durante lo stato vedovile, fino all’eventuale passaggio a nuove nozze, e lo perde invece in caso di divorzio salva espressa autorizzazione da parte del giudice ad utilizzarlo, “qualora sussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela” (ai sensi dell’art. 5, L. n. 898/1970).

In relazione alla vedovanza, il confronto tra la condizione della donna coniugata e quella della parte dell’unione civile lascia ipotizzare, in prima battuta, un profilo di incostituzionalità dell’art. 1, comma 10, L. n. 76/2016 in riferimento all’art. 3 Cost., nel senso che non si ravvede quale possa essere l’elemento di differenziazione tra l’unione civile e il matrimonio, con riguardo all’aspetto in discorso, tale da giustificare una siffatta diversità di trattamento delle due fattispecie. Ed, anzi, la tutela della identità personale dell’unito civilmente vedovo, che intenda conservare anche solo per ragioni morali il cognome dell’altro eletto a cognome comune, pare assumere autonoma e non trascurabile rilevanza.

Altre considerazioni debbono invece essere compiute con riguardo alla disciplina dell’utilizzo del cognome comune a seguito dello scioglimento dell’unione ai sensi dei commi 23 e 24 art. 1, L. n. 76/2016. Occorre anzitutto rilevare come il legislatore, coerentemente con quanto previsto dall’art. 1, comma 10, L. n. 76/2016, abbia all’art. 25 escluso expressis verbis l’applicabilità dei commi da 2 a 4 dell’art. 5, L. n. 898/1970, ove è disciplinato l’uso del cognome dell’ex marito da parte della donna divorziata. A ben vedere, il coordinamento non è preciso, laddove non si esclude l’applicazione anche del successivo comma 5 dell’art. 5, L. n. 898/1970, che disciplina l’impugnazione della sentenza di modifica della pronuncia che abbia autorizzato la donna divorziata a usare il cognome dell’ex marito.

Se si ha riguardo alla disciplina dell’utilizzo del cognome della donna coniugata a seguito del divorzio può osservarsi come l’art. 5, comma 2, L. n. 898/1970 preveda due distinti presupposti a fondamento della richiesta da parte della donna divorziata di utilizzare il cognome dell’ex marito, id est la corrispondenza di tale utilizzo ad un interesse suo personale, specialmente legato al prolungato uso di tale cognome nella vita sociale e lavorativa[5], ovvero la corrispondenza di tale utilizzo all’interesse dei figli, in ragione, dunque, della comune identificazione del nucleo familiare agli occhi dei terzi.

Nell’ambito della disciplina del cognome comune da parte dell’unito civilmente tale ultimo presupposto risulta assai marginale, tenuto conto che le parti dell’unione non possono avere figli comuni; non è questa la sede per affrontare dettagliatamente l’argomento, ma può in sintesi osservarsi come, ancorché la cassazione[6] abbia da ultimo ammesso l’adozione ex art. 44 l. ad. del figlio del convivente anche per coppie dello stesso sesso, ai sensi dell’u.c. dell’art. 20, L. n. 76/2016, è invece da escludere che le persone unite civilmente possano adottare, anche ai sensi dell’art. 44 l. ad. Ne consegue che all’apparenza non possano ravvisarsi ragioni di pregiudizio per la perdita del cognome fondato sulla lesione dell’interesse dei figli e dunque l’art. 5 l. div. a ragione non è in parte qua richiamata per le persone unite civilmente. Non può tuttavia escludersi il caso in cui una donna unita civilmente, la quale si ipotizza abbia acquisito il cognome comune dell’altra parte, abbia un figlio - o da un rapporto occasionale o ricorrendo all’estero alle pratiche procreazione assistita eterologa - e proceda al riconoscimento; tale figlio acquista il di lei cognome, tenuto conto di quanto previsto dall’art. 262 c.c., e dunque si desume il cognome che ella ha al momento del riconoscimento, id est quello dell’altra parte. Nell’ipotesi in cui successivamente l’unione civile si sciolga e la madre perda il cognome comune, può venire in considerazione la valutazione del suo interesse al mantenimento del cognome dell’altra parte proprio in quanto la accomuna al figlio.


Doppio Cognome Paterno e materno ai figli

Una sentenza di tre anni fa della Corte Costituzionale, ha rappresentato una svolta sulla disciplina del cognome materno (Corte Cost., sent. n. 286/2016).

Con la pronuncia è stata dichiarata l’incostituzionalità delle norme sulla disciplina del cognome, dove non consentono ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.

Oggi i genitori, se sono d’accordo, possono dare al figlio appena nato entrambi i cognomi, facendo seguire quello materno a quello paterno.

Genitore sociale

Ne con i figli di primo letto di uno dei partner in casi di separazione divorzio nullità di matrimonio civile o concordatario ne in casi di unioni civili o convivenza di fatto o di secondo matrimonio civile o concordatario quindi non mantiene nessuna responsabilità genitoriale di diritti obblighi e doveri come genitore sociale nei confronti del figlio sociale.

Legislatura 17ª - Disegno di legge n. 1320 ha consentito al genitore sociale tramite la delega chiesta al Tribunale dal/i genitori naturali che delega come terzo genitori ai doveri diritti ed obblighi nei confronti del/la bambino/a del/la partner ad esercitare la responsabilità genitoriale. In caso pregiudizievole o di negligenza o di morte del genitore nei confronti del bambino il/la partner di uno dei genitori biologici può chiedere l'adozione del bambino.

Fratria

Fratelli uterini stessa madre e padri diversi e fratelli consanguinei stesso padre e madri diverse  sono parenti collaterali di secondo grado ma il rapporto successorio è la metà rispetto ai fratelli germani figli dello stesso padre e della stessa madre che invece è per intero. 

I fratelli sociali sono i  figli di primo letto  uniti solo dal rapporto di secondo matrimonio o di convivenza o di unione civile di entrambi i genitori. Essi non hanno alcun diritto ne di parentela ne successoria.

Ie unioni civili, legge Cirinnà, sono rapporti affettivi matrimoniali con lo stesso sesso e non presuppongono affinità con le famiglie dei due partner. Ne con i figli di primo letto di uno dei partner quindi non mantiene nessuna responsabilità di diritti e doveri come genitore sociale.

Le convivenze di fatto, legge Cirinnà, ossia rapporti affettivi, registrate al comune, possono essere tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso e non presuppongono affinità con le famiglie dei due partner, Ne con i figli di primo letto di uno dei partner quindi non mantiene nessuna responsabilità di diritti e doveri come genitore sociale.

L'AFFINITA'
Tutti i parenti di un coniuge sono quindi affini in linea retta e collaterale con l'altro coniuge; ad esempio sono considerati affini i cognati, la suocera, la nuora, ecc. Anche per l'affinità è necessario stabilire un grado (grado di affinità) che è esattamente uguale al grado di parentela del coniuge con l'affine stesso quindi fino al sesto grado. Ma ad es. Rispetto alla propria moglie o al proprio marito è cognato/a solo il fratello o sorella del marito o della moglie invece  sono nulla il cognato/a del marito o della moglie.

La relazione tra parentela e adozione

L’adozione può essere richiesta da coniugi con almeno tre anni di matrimonio o 3 anni sommati di convivenza più matrimonio genera un vincolo di parentela di primo grado tra i genitori adottanti e l’adottato uguale a quello che esiste tra genitori e figli nati durante il matrimonio o al di fuori del matrimonio.

Con l’adozione cessa ogni legame tra il minore e la sua famiglia di origine.

Il minore adottato assume e trasmette il cognome dei genitori che lo prendono in adozione, e diventa parente dei familiari del padre e della madre.

Sarà fratello, nipote, cugino, dei soggetti che fanno parte della famiglia paterna e della famiglia materna.

Nel calcolo dei gradi di parentela si dovranno utilizzare gli stessi metodi sopra scritti.

Anche per la determinazione della parentela in linea retta o in linea collaterale si dovrà considerare lo stipite in comune, rappresentato dal nonno o da un genitore, arrivando sino al sesto grado.

Affidamento familiare

Nel caso di affidamento familiare ci sono due tipi affidamento intafamiliare con i parenti fino al 4' grad quindi fino a prozii e cugini, quando non è possibile si procede con l' affidamento extrafamiliare può richiederla una famiglia possibilmente con figli minori o un/a single non parenti in tal caso invece il minore acquisisce la parentela temporanea fino al secondo grado ossia con nonni e fratelli conservando i gradi di parentela con la famiglia di origine, in attesa di adozione quindi fino al sesto grado di diritto con la nuova famiglia perdendo invece i gradi di parentela con la famiglia d' origine. L' affidamento familiare dura in media dai 6/8 mesi ai 2 anni.


44. La coppia sana 
perché per formare una coppia  scelgo tizio e non caio?

 L’ uomo in genere è portato ad accoppiarsi per procreare ma sono 5 gli aspetti che precedono l’attrazione:

1. Vicinanza,  amicizia, studi, professione etc. 2 bellezza fisica, 3. Somiglianza, per valori atteggiamenti etc.  4. Complementarità ossia gli opposti, anche se nuove teorie dicono che sono più i simili che gli opposti 5. l’attrazione reciproca- 

Come dice la teoria dell'equità i profitti ed i costi che noi diamo da ambo le parti devono essere equi per avere una relazione affettiva soddisfacente.

La persona sceglie il/la partner per complementarità in un ottica trigenerazionale, ossia la persona che stima di più  che può essere il padre, la madre, i nonni/e o i fratelli/ sorelle.

La chimica, nel suo senso più immediato, rappresenta l’attrazione fisica e biologica tra due persone. È una forza quasi tangibile, un’attrazione magnetica che si avverte fin dal primo incontro. Questa reazione biochimica, spesso involontaria e irrefrenabile, è alimentata da fattori come l’aspetto fisico, i feromoni e altri elementi biologici. È la scintilla iniziale che accende il desiderio e la passione, fondamentale nelle fasi iniziali di una relazione.

 

D’altro canto, l’alchimia, nelle relazioni amorose, si riferisce a un legame più profondo e complesso. È il risultato di un’interazione emotiva, intellettuale e spirituale tra due individui. Questo legame trascende la mera attrazione fisica, abbracciando la compatibilità dei valori, degli interessi e delle esperienze di vita. L’alchimia è ciò che rimane quando la novità della chimica inizia a sfumare; è la forza che sostiene e nutre una relazione nel tempo, permettendo alle coppie di crescere insieme e di approfondire il loro intimo connubio.

Sono tre i fattori importanti per la scelta dei partner come dice il triangolo dell' amore di Stemberg  che con le varie combinazioni diventano 7:

1. Passione: intesa come grande attrazione fisica e voglia di vicinanza; rapporto di quotidianeita, empatia, unicita, dialogo, sintonia, comunicazione emotiva, confidenza, complicità.

2. Intimità: conoscenza dell’altro e fiducia in ciò che è, ciò che fa e ciò che prova. Vicinanza e preoccupazione per il suo benessere. Necessità di vicinanza e di scoperta mutua.

3. Decisione/Impegno: la decisione di stare insieme e l'impegno di mantenerlo nel tempo.

La Decisione: Si riferisce, nel breve termine, alla scelta della persona per cui si prova un sentimento d’amore;

L'Impegno nel lungo termine, al proprio impegno a mantenere vivo quell’amore attraverso scelte di tipo istituzionale (convivenza, matrimonio, figli). 

Questi due aspetti della componente della Decisione/Impegno non vanno necessariamente insieme, in quanto:

1. si può decidere di amare qualcuno senza essere impegnati nell’amore a lungo termine, 

2. si può essere impegnati in una relazione stabile senza amare pienamente l’altra persona.

Tutto ciò considerando altri 2 fattori:

1. la quantità d'amore: rappresentata dall' area all'interno del triangolo.( la grandezza). 

2. l'equilibrio in amore: rappresentata dalla forma del triangolo.(equilatero, isoscele etc.).

Ovviamente i pilastri della relazione sono fiducia e rispetto e rapporto qualitativo e i vincoli nella relazione di coppia.

 i sottogruppi diventano 7 vediamoli:


1. SIMPATIA INTIMITÀ

Si manifesta quando c’è intimità tra due persone, ma non esiste né passione, né impegno. Questo modo di amare è tipico dei rapporti d’amicizia. In generale, si tratta di relazioni che durano più a lungo, anche se non è coinvolto nessun impegno formale.

2. Infatuazione passione

Si parla d’infatuazione quando c’è passione, ma non esiste né intimità né impegno. È tipico dei cosiddetti “amori a prima vista” e, di solito, definisce relazioni brevi e scontate. Come indica il nome stesso, il sentimento può essere molto intenso e persistente, ma non profondo.

3. Amore vuoto impegno

È tipico delle relazioni nelle quali non esiste passione, né intimità, ma che persistono grazie all’impegno di entrambe le parti. È un tipo di legame, o fase, per la quale passano le coppie che stanno insieme da molto tempo.

4. Amore romantico passione più intimità

Nell’amore romantico troviamo passione e intimità, ma senza impegno. È un “camminare sulle nuvole”, godendosi la presenza dell’altro, ma senza la minima volontà di rendere vero il legame. In generale, questo tipo d’amore scompare quando si presentano avversità o difficoltà.

5. Amore-amicizia intimità più impegno

In questo tipo d’amore troviamo intimità e impegno, ma non passione. A entrambi piace essere in compagnia dell’altro e hanno preso la decisione di mantenere questo legame, anche se non c’è desiderio sessuale o romantico. È un modo d’amare tipico dei grandi amici o delle coppie più mature.

6. Amore fatuo passione più impegno

In queste relazioni, c’è una grande componente passionale e un forte impegno, ma non esiste intimità. Di solito, la decisione di rimanere insieme nasce dal desiderio sessuale o romantico, ma non dalla fiducia o dalla compatibilità. Queste relazioni sono tipiche delle persone molto insicure o dipendenti.

7. Amore vissuto passione più intimità più impegno

Rappresenta il modello ideale d’amore, dove troviamo tutti e tre i componenti essenziali: passione, intimità e impegno.

Sternberg sostiene che questo amore è poco comune, ma anche che la cosa più difficile non è trovarlo, bensì mantenerlo. Per riuscirci, bisogna ricordare che l’affetto va manifestato di continuo e che deve essere alimentato.

Per avere una relazione sana bisogna entrare nell'ottica che bisogna trovare sempre nuovi equilibri nel rispetto di entrambi i partner individualmente e per avere un NOI in Relazione.

 La scelta del partner è condizionata dal altri 3 fattori:

MITO  FAMILIARE  ossia la storia la cultura  e le tradizioni delle rispettive famiglie d’origine;

dal MANDATO FAMILIARE la famiglia sceglie tutti i ruoli da ricoprire  e le scelte da fare

le RISORSE PERSONALI sono i bisogni personali ad es frequentare la palestra, il proprio lavoro i propri hobby.

Una cosa importante da ricordare è che: con l'altro non deve  diventare un bisogno di stare insieme in quanto dobbiamo prima imparare a stare soli con noi stessi  e poi decidere di stare insieme all' altra persona per il desiderio di stare insieme.

la coppia è formata da tre patti:

1. Il patto segreto tipico dell' innamoramento dura circa 6/9 mesiformato da 2 parti: 1 parte emersa e 2 la parte sommersa.

Al centro il periodo di disillusione dura tra i 3 ed i 21 giorni.


2. patto dichiarato tipico dell' amore, questa
 fase di passaggio all'amore è molto variabile e può durare dai 18 mesi fino a un massimo di 4 anni.

3. Il patto convivenza o matrimonio dura tutta la vita.

Vediamoli nel dettaglio:

1. Il patto segreto innamoramento contiene la parte emersa e la parte sonnersa:

1. La parte emersa: è una parte cosciente  costituita da norme esplicite e da accordi consapevoli (come l’impulso biologico sessuale e l’impulso rivolto alla riproduzione) e da norme sociali;  

 

2. la parte sommersa: è formata da vincoli inconsci di natura affettiva – emotiva, relativi all’attesa di ognuno dei partner che l’altro corrisponda ad un partner ideale in grado di appagare le proprie aspettative e che si relazioni a lui per confermare una specifica immagine di sé.

 

In questa fase del patto segreto innamoramento ogni partner, tenderà a idealizzare l’altro e se stesso, creando una bolla di illusione narcisistica sulle buone qualità dell’altro e di se stessi, che vengono appunto gonfiate a livelli idealistici. Ora la coppia è formata,  sarà poi il tempo,  la quotidianità a far svanire questa illusione, e  all'illusione fa seguito la delusione o disillusione. 

  • Gli antropologi ci spiegano che l’umanità sembra far uso di tre distinte “tendenze” cerebrali.


  •  La prima è quella in cui  l'impulso sessuale guida gran parte dei nostri comportamenti. 

  • La seconda si riferisce all'”amore romantico”, nel quale si creano relazioni di dipendenza con un alto costo emotivo e personale. 

  • La  terza è quella che costituisce l’attaccamento più sano, in cui la coppia costruisce una complicità significativa di cui beneficiano entrambi i membri.

  • Ma oltre a comprendere che cosa garantisca la stabilità e la felicità di una coppia, c’è un altro aspetto che ci interessa. Parliamo dell’innamoramento, parliamo della chimica dell’innamoramento e dell' amore di questo processo strano, intenso e sconcertante che a volte porta il nostro sguardo, la nostra mente fuori da ogni portata.                    

  • Sia la chimica dell’innamoramento sia la chimica dell'amore sono autentici e lo sono per un semplice motivo: ogni emozione viene fatta scattare da un preciso neurotrasmettitore, un componente chimico che il cervello libera in base a una serie di stimoli e fattori più o meno coscienti.

  • Nello specifico la chimica dell'innamoramento è scatenato da tre neurotrasmettitori:

  • La dopamina
  • La noradrenalina
  • La feniletillamina PEA

1. La dopamina: sto bene con te, “ho bisogno” di starti vicino e non so perché

La dopamina è un componente biologico che ci accende.
 È una sostanza chimica relazionata essenzialmente con il piacere e l’euforia. Ci sono persone che diventano rapidamente l’oggetto di tutte le nostre motivazioni, in modo quasi istintivo. Stare con loro ci crea un piacere indiscutibile, un benessere sensazionale, un’attrazione a volte cieca.
 È la persistente necessità di stare insieme a una persona e non con un’altra. L’innamoramento ci rende selettivi ed è la dopamina a obbligarci a focalizzare “tutto il nostro mondo” su questa persona in particolare, al punto da farla diventare una “ossessione”.

2. Noradrenalina: vicino a te tutto è più intenso

Sappiamo che una persona ci attrae perché ci provoca una giostra di sensazioni caotiche, intense, contraddittorie e a volte incontrollabili. Ci sudano le mani, mangiamo meno, dormiamo solo poche ore o per niente, pensiamo con meno lucidità. Così, senza quasi rendercene conto, ci ritroviamo trasformati in un piccolo satellite che orbita intorno a un unico pensiero: l’immagine della persona amata.

3. Tesoro, mi fai esplodere la “feniletilammina”PEA

Quando siamo innamorati, veniamo completamente dominati da un composto organico: la feniletilammina. Come suggerisce già la parola, si tratta di un elemento che ha moltissime similitudini con le anfetamine, e che insieme alla dopamina e alla seratonina costituisce la ricetta perfetta per un amore da film. Essa è come un dispositivo biologico che cerca di “intensificare” tutte le nostre emozioni. La PEA si trova anche nel cioccolato ed è essa che stimola il testosterone che è l'ormone dell' eccitamento sessuale.

In questo periodo sono le emozioni che vanno vs le azioni esso  dura tra i 12 ed i 18 mesi  (nelle relazioni a distanza 3 anni) dopodiché il cervello si è assuefatto al "cocktail" di sostanze chimiche dette prima e non reagisce più. E quindi possiamo considerare finita la fase dell'innamoramento.


La disillusione la parte centrale che può prevedere l' amore fa  emergere dei lati anche negativi, forse non può far fronte a tutti quei bisogni inconsci di cui parlavo sopra, del partner. E il rapporto potrebbe subire una incrinamento. Questa disillusione però è un tocca sana per le coppie,  difatti permette di vedere l’altro con dei limiti umani, nella sua natura, nella sua autonomia, non in funzione dei bisogni propri.  
E’ questa disillusione che, se superata, segna il passaggio dall’ innamoramento all'amore, ovvero il passaggio dal patto segreto al patto “dichiarato” la scelta   consapevole.  

Parliamo dell'amore

2 fase il Patto dichiarato:  

i partner dicono: “ti scelgo Per quello che sei non per quello che vorrei che fossi". Come si può ben vedere la grande differenza tra il patto segreto e quello dichiarato è che nel primo la scelta è soprattutto inconscia, quindi inconsapevole, mentre nel secondo la scelta è consapevole quindi conscia. E su questa scelta libera e conscia che i due partner rivedranno la loro storia, i loro progetti, la loro relazione e l’immagine che hanno di sé, dell’altro e della loro relazione, in una ottica più realistica e sincera.

Il 3 patto si può arrivare ad una convivenza o matrimonio.


Dopodiché nel passaggio dall' innamoramento all'amore saranno le azioni a generare emozioni ed ora intervengono altri 3 neurotrasmettitori:



Ossitocina 
Serotonina
Vasopressina


1. L’ossitocina è l’ormone che origina l’amore vero e proprio. 
ci riferiamo al bisogno di prenderci cura della persona amata, di darle affetto, di accarezzarla, di essere parte di lei in un compromesso a lungo termine.
All’ossitocina si deve soprattutto la creazione dei legami affettivi, non solo quelli relativi a maternità o sessualità. Si sa, ad esempio, che quanto maggiore è il nostro contatto fisico, quanto più ci accarezziamo, ci abbracciamo, ci baciamo, tanto più il nostro cervello libererà ossitocina. La mancanza di ossitocina spinge la donna (per l’uomo l’ormone è la vasopressina, che ha lo stesso funzionamento) al tradimento.

2. La serotonina, dal canto suo, può essere definita con una sola parola: felicità
Avvia un periodo in cui ci rendiamo conto che stare al fianco di questa persona in particolare equivale a sperimentare una felicità più intensa. Pertanto, è necessario investire le nostre forze e impegnarci in questa relazione per preservare questo stato emotivo così positivo.
Quando le cose vanno bene la serotonina ci dà benessere, ci regala ottimismo, buon umore, soddisfazione. Tuttavia, quando dopo l’innamoramento iniziamo e sentire che l’altra persona si allontana, che la situazione si raffredda o che non supera il piano sessuale, i livelli di serotonina possono cadere in picchiata conducendoci a volte a uno stato di vulnerabilità e angoscia molto intense, nel quale può presentarsi anche una depressione.

3. la vasopressina collegato alla memoria, spinge alla fedeltà e alla monogamia. Difatti la sua mancanza spinge l'uomo al tradimento.

In conclusione, come abbiamo visto, la chimica dell’amore orchestra gran parte dei nostri comportamenti, che lo vogliamo o no. Lo fa sia  durante l’innamoramento sia nelle fasi successive in cui entrano in gioco altri fattori volti a costruire il compromesso e la stabilità nella coppia.




44. Cos'è una promessa di matrimonio?
Risp. 

La promessa di matrimonio è un istituto giuridico previsto in Italia dal codice civile italiano del 1942, dagli artt. dal 79 all'81.

Si attua attraverso una libera dichiarazione di volersi sposare e di voler effettuare le pubblicazioni fatta dai futuri sposi davanti all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza; non occorre nemmeno la presenza di entrambi gli sposi in quanto basta uno soltanto di essi munito di delega. A questa dichiarazione segue l'affissione delle pubblicazioni per otto giorni e relativa registrazione presso l'albo pretorio dell'amministrazione comunale. Il matrimonio può essere celebrato trascorsi tre giorni dalla scadenza del predetto termine. Se le nozze sono celebrate dopo 180 giorni, tuttavia, le pubblicazioni si considerano come non avvenute.[1]

L'art. 79 stabilisce che «La promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo né ad eseguire ciò che si fosse convenuto per il caso di non adempimento». Il carattere non vincolante della promessa di matrimonio è volto a tutelare la libertà matrimoniale.

Gli unici effetti della rottura della promessa sono:

  • la restituzione dei doni fatti a causa della promessa (art. 80 c.c.);
  • il risarcimento del danno (art. 81 c.c.).

Il risarcimento è limitato al solo danno materiale, per le spese fatte e le obbligazioni contratte nel limite della condizione delle parti, esclusi i danni non patrimoniali.[2] Le spese vive non necessariamente sono quelle antecedenti la data della rottura, possono impattare nei mesi immediatamente successivi, ad esempio se si tratta di spese farmaceutiche o mediche (per psicologi, farmaci antidepressivi, retribuzione ridotta nel periodo di malattia, ecc.).

46. Differenze e similitudini delle nuove forme familiari: matrimonio ( civile o di culto religioso) eterosessuali, unione civile tra omosessuali e convivenza di fatto sia etero che omosessuali?

Risp.

Dal 2016, oltre al matrimonio canonico e concordatario e civile, esistono altre due forme familiari: unione civile e convivenza di fatto.

A chi si rivolgono queste forme familiari?

Il MATRIMONIO sia religioso concordatorio  tra stato e chiesa Cattolica e canonico solo chiesa cattolica   si costituisce tra persone di sesso diverso., sia civile solo per lo Stato tra persone dello stesso sesso omosessuale o due sessi diversi eterosessuale.

L’UNIONE CIVILE si costituisce tra persone dello stesso sesso.

La CONVIVENZA DI FATTO si costituisce tra persone di sesso diverso o uguale.

Come si costituiscono?

Il MATRIMONIO civile viene celebrato da un ufficiale dello stato civile, il sindaco, in comune, il matrimonio di religione cattolica si chiama matrimonio concordatario ( civile + cattolico) che viene celebrato  da un ministro di culto, il prete in Chiesa. Oppure matrimonio di altre religioni da un ministro del culto si chiama matrimonio acattolico.

L’UNIONE CIVILE si costituisce mediante una dichiarazione davanti ad un ufficiale di stato civile, il sindaco in comune.

La CONVIVENZA (coppia) DI FATTO si costituisce mediante dichiarazione all’anagrafe di stabile convivenza in comune.

Diritti spettanti per tutte e tre le forme familiari (matrimonio, unione civile e convivenza).

L’ordinamento italiano prevede che per alcuni aspetti fondamentali le tre forme familiari siano equiparate.

Sono previsti, quindi, alcuni diritti che spettano ad ogni coppia, qualunque sia la sua forma:
– Diritto di visita (per malattia)
– Diritto di visita (in carcere)
– Successione nel contratto di locazione
– Risarcimento danni (morte del partner)
– Diritto a utili dell’impresa familiare
– Diritto di abitazione nella casa familiare (per la convivenza tale diritto spetta per due anni o per un periodo pari alla convivenza, ma non oltre i cinque anni)
– Alimenti (per la convivenza solo per un periodo proporzionale alla convivenza stessa).

Diritti spettanti SOLO per matrimonio e unione civile.

Vi sono, poi, altri diritti che la legge prevede soltanto in caso di matrimonio o unione civile. Tali diritti sono, invece, negati alle coppie di fatto.

• Diritto all’eredità (per legge)
• Diritto a TFR del partner (in caso di morte)
• Pensione di reversibilità
• Diritto al 40% del TFR (in caso di divorzio)
• Assegno di mantenimento

Diritti spettanti SOLO per matrimonio.

Vi sono, infine, pochi diritti che spettano soltanto alle coppie unite in matrimonio.

• Obbligo di fedeltà
• Adozione (per unione civile e convivenza è ammessa solo in casi particolari).


46. divorzio breve per matrimonio concordatario, Sciogliere un Unione Civile o una convivenza coppia di fatto

Risp.

Chiudere un’unione civile: tre mesi dopo avere dichiarato all’ufficiale dello stato civile la volontà di separarsi, le coppie omosessuali possono direttamente divorziare;

 I conviventi di fatto, invece, si possono lasciare senza alcuna formalità, solo che si dichiari all'ufficio anagrafe che non si convive più.

Per i matrimoni concordatari o civili La legge prevede quattro diverse procedure per arrivare alla separazione (divorzio breve l. 55 del 2015)Tra la separazione e il divorzio ci deve essere un termine, che varia  a seconda della procedura che coniugi hanno adottato per separarsi

Le tipologie di separazione sono:

La separazione consensuale

La separazione giudiziale

La separazione in Comune

La negoziazione assistita


Gli avvocati possono scegliere due tipologie per l'onorario: 

1. Il compenso libero a seconda di ciò che chiede l'avv.

2. Il  Gratuito patrocinio  pagato dallo Stato, P.R., 30/05/2002 n° 115 parte terza artt. 74 -145. Chi non può permettersi di pagare un avvocato e le altre spese, qualora abbia la necessità di essere assistito in un processo, può nominarne uno a propria scelta senza doverlo pagare: il legale sarà compensato direttamente dallo Stato. L’assistenza gratuita dell’avvocato (cd. gratuito patrocinio ) è previsto per i processi civili, penali, tributari e amministrativi e consente a chi non gode di un determinato reddito e si trovi, quindi, in una situazione economica precaria, di accedere alla giustizia senza doverne sostenere i costi. chi ne ha diritto? Chi possiede un reddito imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.528,41. La domanda si prende all'Ordine degli Avvocati, e si manda al presidente del Tribunale ordinario della città.

 Precisamente, devono trascorrere (Art. 3 n.2 lettera b) L. n. 898/1970).

La separazione personale giudiziale art 151 c.c. si sceglierà se tra marito e moglie ci sono contrasti. Tempi 1 anno, dopo si farà  la richiesta di divorzio stessa procedura e tempi. Una vera causa che si svolge davanti al tribunale con giudice e avvocati, che deciderà sulle opposte richieste dei coniugi emettendo una sentenza. Il disaccordo, di solito, è relativo a questioni economiche o ai rapporti con i figli.

La separazione personale consensuale in tribunale (art. 158 c.c.) si svolge davanti al tribunale con il giudice e gli avvocati, ed è possibile quando marito e moglie sono d’accordo nel separarsi e tra di loro non ci sono contrasti, né economici, né sull’affidamento di eventuali figli minori di età. tempi 6 mesi poi si farà la richiesta di divorzio stessa procedura e tempi.

Da 6 anni è possibile anche:

1. Separazione personale consensuale in Comune (L. n. 162/2014). Il procedimento si svolge in Comune alla presenza del sindaco o di un altro ufficiale di stato civile, però i due coniugi non devono avere figli comuni minori di età, maggiorenni, incapaci o portatori di handicap, mentre non è un ostacolo la presenza di figli nati da precedenti unioni. Non è necessaria la presenza di avvocati. Tempi 6 mesi poi si fa la richiesta di divorzio stessa procedura e tempi. Costi 16€. 

2. Separazione personale consensuale con la Negoziazione Assistita (decreto di giustizia 132/14 convertito in L. n. 162/2014) è una procedura che si svolge con l’assistenza di avvocati di fiducia dei coniugi negli studi degli avvocati. Con o senza figli minori o maggiorenni. Tempi 1/3 mesi poi si fa la richiesta di divorzio stessa procedura e tempi.

La separazione consensuale in Comune o con la negoziazione assistita è possibile se i coniugi abbiano raggiunto un accordo su ogni aspetto personale e patrimoniale, vale a dire in  caso di separazione consensuale.

Un ulteriore tipologia e data dalla  possibilità di divorziare senza prima separarsi

La separazione non è sempre necessaria prima di divorziare.

In alcuni casi è possibile sciogliere il vincolo matrimoniale senza prima procedere alla separazione (Art. 3 n.1 e n.2 lettera a) L. n. 898/1970).

Si tratta di ipotesi poco frequenti, situazioni di particolare gravità che escludono qualsiasi possibilità di riconciliazione tra le parti.

Le cause:

Se il matrimonio non è stato consumato.

Se uno dei due coniugi ha subito una condanna per avere commesso gravi reati nei confronti dell’altro coniuge o di altri componenti della famiglia.

Se uno dei due coniugi ha cambiato sesso e ha ottenuto una sentenza che dispone una rettifica della sua iscrizione allo stato civile.

Se uno dei due coniugi, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero una sentenza di annullamento o scioglimento del matrimonio, oppure ha contratto altre nozze all’estero.

47. Il procedimento di divorzio

Risp.

Quando è trascorso il periodo della separazione è possibile divorziare.

La durata del procedimento con il quale si arriva allo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale, dipende dalla procedura alla quale si ricorre. 

La legge per divorziare, prevede procedure uguali a quelle stabilite per la separazione.

Se le parti sono d’accordo sui contenuti del divorzio, possono utilizzare una procedura consensuale, davanti al tribunale, al Comune oppure la negoziazione assistita negli studi degli avvocati.

Se i due coniugi non hanno figli minori, incapaci o portatori di handicap, e se tra di loro non devono avvenire trasferimenti di beni, possono divorziare in Comune,attraverso una procedura meno difficoltosa, più rapida ed economica.

Le parti dichiarano di volere divorziare al sindaco o all’Ufficiale di stato civile, precisando l’entità di un eventuale assegno di mantenimento.

Sono previsti due incontri.

Il primo per fare la dichiarazione e il secondo, a distanza di almeno 30 giorni, per confermare la stessa.

Subito dopo l’accordo tra le parti viene trasmesso agli uffici competenti per l’annotazione sull’atto di matrimonio.

Se le parti sono d’accordo nella volontà di divorziare, ma non lo possono fare in Comune perché ci sono figli o perché tra loro deve avvenire un trasferimento di beni, possono ricorrere al divorzio consensuale in tribunale.

In questa sede i tempi si allungano.

Deve essere preparato un ricorso congiunto da presentare in cancelleria e attendere che il presidente del tribunale fissi la data dell’udienza, e potrebbero trascorrere anche molti mesi.

I tempi variano da un tribunale all’altro, secondo il numero dei giudici e il loro carico di lavoro. Dopo l’udienza, si dovrà attendere il deposito del decreto di omologazione, e anche in questo caso trascorre del tempo.

La negoziazione assistita rappresenta una soluzione più veloce, e avviene con l’assistenza di avvocati di fiducia dei coniugi.

In questo caso i tempi sono molto più brevi, e dipendono dalla velocità con la quale i legali dispongono la convenzione che dovrà essere trasmessa al Comune.

Diverso quando le parti hanno contrasti che devono essere risolti dal tribunale.

In simili circostanze devono ricorrere al divorzio giudiziale, con tempi che possono essere molto lunghi, anche anni.

La legge (D.L. n. 132/2014) prevede che, l’intero mese di agosto, le attività e i termini processuali restino sospesi. Questo significa che non si tengono udienze davanti ai giudici, e che nel calcolo dei termini si tiene conto del periodo di sospensione.

Se il matrimonio sia stato o meno celebrato in chiesa, si parlerà di cessazione degli effetti civili del matrimonio, determinato dal divorzio.


Lo Scioglimento del Matrimonio ossia il divorzio è diverso dall’Annullamento di matrimonio.


48. Annullamento di matrimonio per vizio

Risp.

Nel 2015 Papa Francesco nel Motu proprio del diritto canonico ha approvato due leggi per la riforma del Codice di diritto canonico 

Ogni matrimonio si scioglie, mentre l’annullamento per vizio nella formazione del vincolo è rara eccezione. L’annullamento è il riconoscimento che mancavano i requisiti per una valido matrimonio.

Anche per i tempi ci sono delle novità dopo la riforma adesso per il processo ordinario la tempistica è di circa un anno. Per il processo breve, invece, bastano 30 giorni per decretare la nullità del matrimonio religioso. Per l'ordinario i costi sono da 525 €  per la tassa alla Sacra Rota a gratis dopo aver dimostrato di non poter pagare, a cui però bisogna aggiungere l’onorario dell’avvocato rotale (che va da un minimo di 1.575€ ad un massimo di 2.995€), l’IVA e la Cassa di Previdenza Forense. Per l'annullamento breve basta invece il vescovo diocesano e basterà una sola sentenza.

 Nel caso in cui per l’annullamento del vostro matrimonio religioso sia necessario il processo ordinario, la procedura da seguire è questa:

  • per prima cosa dovete presentare il libello (la richiesta) al tribunale ecclesiastico competente;
  • dopo che la richiesta è stata pervenuta, il Vicario giudiziale designa un collegio giudicante che ha il compito di raccogliere e analizzare tutti gli elementi di prova;
  • se la richiesta è ritenuta valida il matrimonio religioso viene dichiarato nullo.

Nel dettaglio, le cause che rendono nullo il vincolo matrimoniale sono le seguenti:

  • mancanza del consenso da parte di uno dei coniugi;
  • nel caso in cui uno dei coniugi non tenga fede ad almeno una delle finalità essenziali del matrimonio religioso (fedeltà, procreazione e indissolubilità del matrimonio);
  • quando un coniuge è vittima di violenza fisica dell’altro. Si può annullare un matrimonio anche in presenza di caratteri intimidatori da parte di un coniuge;
  • quando il matrimonio non viene consumato, cioè qualora i coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo;
  • impotenza sessuale di uno dei due coniugi;
  • nei casi di “errore sulla persona”;
  • recentemente tra le cause che possono portare all’annullamento del matrimonio religioso è stato introdotto il “mammismo”, termine coniato appositamente dalla Sacra Rota per definire il coniuge che non riesce a staccarsi dai genitori.

Inoltre, come vedremo di seguito, ci sono delle altre cause di nullità con cui è possibile ottenere l’annullamento del matrimonio tramite processo breve. Vediamo quali sono.Tra le cause di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve ci sono:

  • la brevità della convivenza coniugale;
  • l’aborto procurato;
  • ostinata permanenza in una relazione extraconiugale;
  • occultamento della sterilità, di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione.

49. Oggi è cambiato il mondo familiare...quanti tipi di genitorialità conosci? 
Risp.
Genitori biologici,
Genitori sociali compagni dei genitori,
Genitori adottivi,
Genitori affidatari.

50. Quanti tipi di figli conosci?
Risp.
Figli biologici, figli sociali, figli adottivi, figli affidatari.

51. Quanti tipi di nonni conosci?
Risp.
Nonni biologici,
Nonni sociali genitori dei compagni dei propri genitori,
Nonni adottivi, nonni affidatari.

52. Elenca la fratria.
Risp.
Fratelli gemelli omozigoti gemelli dalla stessa placenta.
Fratelli gemelli eterozigoti gemelli da due placente diverse.
Fratelli germani (stessi genitori).
Fratelli consanguinei (stesso padre e 2 madri diverse),
Fratelli uterini ( stessa madre e 2 padri diversi),
Fratelli sociali ( figli di primo letto dei compagni dei genitori),
Fratelli adottivi ( bambini adottati dai propri genitori),
Fratelli affidatari (affidati ai propri genitori).

53. L'affidamento condiviso ed esclusivo.

La prassi sull’ affidamento condiviso è stata introdotto nel nostro ordinamento giuridico con la legge N. 54/2006, a seguito della quale è stato introdotto il principio della bigenitorialità.

Questo principio vuole fare intendere che il figlio dovrà mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore.

Con l’affidamento condiviso, è stato superato il concetto di potestà ed è stato introdotto quello di responsabilità genitoriale.

La responsabilità genitoriale ricadrà su entrambi i coniugi.

La cosa più importante è che il minore mantenga un rapporto continuativo ed equilibrato con i suoi genitori, ottenendo assistenza, educazione e attenzioni da parte di entrambi.

L’affidamento condiviso, in base al dettato della relativa legge,  prevede che durante il procedimento di separazione o di divorzio della coppia, l’affidamento dei figli spetta ad entrambi i  genitori.

Nell’affidamento condiviso è prevista cooperazione da parte di entrambi i genitori per le attenzioni e le responsabilità primarie della prole.

Un’altra differenza tra i due istituti sta nel fatto che con l’affidamento condiviso, in caso di contrasti tra i genitori, anziché ricorrere all’affidamento esclusivo, si ha la possibilità di suddividere in parti uguali le responsabilità e la durata della presenza del figlio presso i singoli coniugi, in modo disgiunto determinando una strada più facile da percorrere.

L’affidamento condiviso, oltre ad essere la regola, è quello più  voluto e consigliato sia dal legislatore sia dai giudici che sono chiamati a rispondere sui procedimenti di separazione o divorzio, perché può risultare meno pesante da sopportare da parte del minore.

Il bambino nel momento in cui sta con uno dei genitori lo stesso è responsabile in toto del bambino e non deve alcuna informazione all' altro su dove si trova ne con chi all' altro genitore perché questo violerebbe la privacy dello stesso genitore che in quel momento si trova col bambino stesso.

La collocazione del figlio in caso di affidamento condiviso

Questo genere di affidamento è caratterizzato dalla collaborazione attiva da parte di entrambi i genitori.

Si deve decidere con chi fare andare a vivere il minore e dove sarà collocata la sua residenza.

Di solito la scelta ricade sulla madre che viene considerata più idonea all’educazione del figlio e sempre a lei spetterà la casa familiare.

Oggi con l’affidamento condiviso si vuole garantire alla prole il diritto a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e per rispettare questo presupposto, il giudice, quando in fase decisionale, fissa la residenza del minore calcolando le modalità e i tempi, in modo da garantire anche al genitore con il quale non abiterà l’adeguata presenza del figlio.

L’affidamento nelle coppie di fatto

Le coppie di fatto, vale a dire coloro che non sono legate dal vincolo del matrimonio, sono sempre più numerose e si deve capire come vengono tutelati i figli in caso di separazione.

In Italia non esistono leggi che disciplinano la separazione di conviventi, nonostante questo la legge non ha trascurato l’affidamento dei figli se si dovesse presentare questa situazione.

I figli naturali sono equiparati ai figli legittimi e godono degli stessi diritti e delle stesse tutele.Legge, 10/12/2012 n° 219, G.U. 17/12/2012.

Di conseguenza i genitori non sposati che decidono di separarsi, in mancanza di un accordo privato tra loro, si potranno rivolgere con un’ordinanza al tribunale ordinario per gestire l’affidamento del minore.

L’affidamento esclusivo

Quando nei confronti di uno dei genitori   si dimostra una carenza o inidoneità educativa tale da considerare l’affidamento condiviso una soluzione pregiudizievole e contraria all’interesse del minore, la strada alternativa da percorrere è quella dell’affidamento esclusivo.

Laffidamento esclusivo viene considerato un’eccezione e non la regola e deve essere particolarmente motivato.

Ha bisogno della dimostrazione dell’idoneità del genitore al quale viene affidato e l’inidoneità dell’altro.

La circostanza che tra  due genitori ci sia un’elevata litigiosità, non è sufficiente per ricorrere all’affidamento esclusivo, perché la modalità privilegiata in questi casi è l’affidamento condiviso e anche perché le parti potrebbero aumentare i conflitti tra loro.

Ci possono sempre essere delle eccezioni in casi di grave conflittualità, ’importante è che la litigiosità si mantenga entro determinati limiti che possono essere considerati tollerabili dalla prole e che non vadano a ledere i suoi interessi.

In caso di genitori con un rapporto particolarmente conflittuale, il tribunale può proporre delle soluzioni alternative in modo che il rapporto tra i genitori stessi si possa risanare.

casi nei quali è previsto l’affidamento esclusivo

Davanti a un genitore considerato inidoneo per eccesso di protezione tale da non consentire al bambino una vita serena in quanto sottoposto a continuo stress.

Quando sia il bambino a non volere stare con uno dei due genitori.

Se un genitore vada appositamente a manipolare psicologicamente il bambino per allontanarlo dall’altro genitore.

Se vengono violate da parte di uno dei genitori le modalità di visita.

Se uno dei genitori è dipendente da alcool, ha convinzioni discriminatorie o ha subito condanne penali per reati gravi.

Se uno dei due genitori è stato violento in presenza del figlio.

Se il minore ha vissuto da subito con un genitore per allontanamento spontaneo dell’altro da più di due anni e abita in un altro comune.

54. Affidamento familiare cos'è e come funziona?
Nel caso di affidamento familiare ci sono due tipi affidamento intafamiliare con i parenti fino al 4' grad quindi fino a prozii e cugini, quando non è possibile si procede con l' affidamento extrafamiliare può richiederla una famiglia possibilmente con figli minori o un/a single non parenti in tal caso invece il minore acquisisce la parentela temporanea fino al secondo grado ossia con nonni e fratelli conservando i gradi di parentela con la famiglia di origine, in attesa di adozione quindi fino al sesto grado di diritto con la nuova famiglia perdendo invece i gradi di parentela con la famiglia d' origine. L' affidamento familiare dura in media dai 6/8 mesi ai 2 anni.
A differenza dell'adozione, il cosiddetto affido familiare è una misura a carattere temporaneo. Anche coppie non sposate e single possono diventare affidatari
 

Il cosiddetto affido familiare è un istituto che permette a una famiglia, a una coppia o a un singolo di accogliere, per un periodo di tempo limitato, un minore italiano o straniero la cui famiglia stia attraversando un periodo di difficoltà o di crisi, tale da impedire l’accudimento del bambino o del ragazzo stesso.

Chi può diventare affidatario e come fare

Possono fare domanda di affido temporaneo non solo le coppie sposate, ma anche conviventi (con o senza figli) e i single. La legge, inoltre, non prevede vincoli di età degli affidatari rispetto al minore: da questo punto di vista, l’unico requisito da rispettare per richiedere l’affido è la maggiore età. Gli aspiranti affidatari devono però avere a disposizione uno spazio fisico nella propria casa per accogliere un’altra persona e dimostrare adeguate capacità educative per seguire opportunamente il minore. È fondamentale, inoltre, la consapevolezza dell’importanza della famiglia di origine nella vita del bambino e la disponibilità a mantenere i rapporti al meglio, nell’ottica di reinserire l’affidato non appena possibile. Chi desidera offrire la propria disponibilità ad accogliere un bambino attraverso il cosiddetto affido familiare deve rivolgersi ai servizi sociali del proprio territorio, che, attraverso una serie di incontri e colloqui, valutano l’idoneità dei richiedenti. Se tutto va bene, gli aspiranti affidatari vengono inseriti all’interno di un apposito elenco ufficiale, in attesa dell’affidamento di un bambino.

L' affidamento  familiare viene disposto quando una famiglia non può temporaneamente accudire un minore

Affido familiare: come funziona

Di solito sono i Servizi sociali che stabiliscono la necessità di affidare temporaneamente un minore a una famiglia diversa da quella di origine. In alternativa, può essere il Tribunale per i minorenni a disporre per decreto l’allontanamento del bambino dai suoi genitori o tutori. La legge prevede che si cerchi un affidatario prima tra i familiari del minore, e solo in mancanza di una soluzione praticabile si può procedere con l’affidamento a degli estranei. Se neanche questa opzione si rivela praticabile, il bambino viene affidato a una comunità di assistenza. Durante il periodo di affido familiare, il bambino rimane di norma in contatto con i suoi genitori o con la famiglia di origine. La famiglia affidataria, intanto, deve assicurare al minore il mantenimento materiale, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive, rispondendo dunque a tutte le sue esigenze materiali e psicologiche in attesa che la famiglia originaria torni ad essere in grado di assolvere ai propri compiti di accudimento e cura. Nel momento in cui il bambino torna presso i suoi genitori, gli affidatari hanno diritto a mantenere i rapporti con lui.

Anche  i single possono dare la loro disponibilità al cosiddetto affido familiare

Affido familiare, quanto dura

Pur essendo un provvedimento temporaneo, l’affidamento familiare può avere caratteristiche diverse a seconda delle circostanze. In caso di problematiche familiari molto gravi, l’affido è a lungo termine e dura fino a due anni, ma può essere prorogato dal Tribunale per i minorenni se si ritiene che la sospensione dell’affidamento possa recare un danno al minore. In caso di difficoltà meno importanti, l’affido familiare può essere a medio termine (non oltre i 18 mesi) o a breve termine (6-8 mesi). Una forma particolare di affido familiare, attuata soprattutto a carattere preventivo, è l’affidamento a tempo parziale, che prevede che il bambino trascorra con i genitori affidatari solo alcune ore del giorno, i fine settimana, o eventualmente brevi vacanze. In questo caso, dunque, il minore non viene allontanato dalla propria casa, e l’affidatario svolge una funzione di sostegno alla famiglia di origine in difficoltà. Può succedere, quando al termine del periodo di affidamento manchino ancora le condizioni per cui il minore possa rientrare nella famiglia di origine, che un provvedimento di affido venga reiterato, diventando una situazione non più temporanea. Si parla in questo caso di affido sine die, che termina comunque al raggiungimento della maggiore età, quando il ragazzo acquisisce la facoltà giuridica di poter decidere della sua vita.

55. Adozione internazionale: come adottare un bambino all’estero e nazionale

Procedure, tempi e costi da affrontare per un percorso di adozione internazionale.
 

Con la dicitura adozione internazionale si intende l’adozione di un minore il cui stato di abbandono e di adottabilità sia stato dichiarato dalle autorità di un paese straniero. I primi passi verso l’adozione internazionale sono identici al percorso previsto in caso di adozione nazionale. Intanto, valgono gli stessi requisiti. La coppia richiedente deve essere sposata (con almeno tre anni di convivenza dimostrabile e senza interruzioni) e non superare i limiti di età previsti per le adozioni: entrambi i futuri genitori devono essere maggiorenni e il coniuge più giovane non può superare una differenza di età 45 anni rispetto al bambino. Una serie di deroghe sono previste in caso di adozione internazionale di bambini con problemi di salute importanti, oppure se la differenza di età tra i coniugi supera i 55 anni (in questo caso, in particolare, la differenza di età tra il figlio adottivo e il genitore più anziano non deve superare i 55 anni). Chi sceglie di adottare diversi fratelli, infine, dovrà calcolare i limiti anagrafici solo sul bambino più piccolo.


Come presentare domanda di adozione internazionale

La richiesta di adozione inizia con la presentazione di una domanda, o meglio di una dichiarazione di disponibilità all’adozione, presso il tribunale per i minorenni competente per indirizzo di residenza (se la coppia richiede all’estero, il tribunale competente è quello relativo all’ultimo domicilio o, in assenza di precedente domicilio in Italia, quello di Roma). È fondamentale rivolgersi in via preventiva al proprio foro di competenza per richiedere tutte le informazioni del caso. A seconda del tribunale, infatti, possono variare sia la modalità di presentazione della domanda (carta semplice, modulo prestampato, etc), sia la tipologia dei documenti da allegare: certificati medici, dichiarazione di assenso dei genitori dei coniugi che presentano la domanda, casellario giudiziale dei richiedenti, dichiarazione dei redditi, busta paga etc.

 processo di adozione internazionale inizia presso il Tribunale dei minorenni

Le indagini degli assistenti sociali

Una volta presentata la domanda, il giudice minorile compie un primo esame e, se ravvisa la mancanza dei requisiti necessari, pronuncia immediatamente un decreto di inidoneità all’adozione internazionale. In caso contrario, invece, i documenti vengono trasmessi ai servizi sociali territoriali entro 15 giorni dalla presentazione. A questo punto, gli assistenti sociali hanno 4 mesi di tempo per iniziare la loro indagine sulla coppia, finalizzata a vagliare le intenzioni dei richiedenti, la loro situazione economica e lavorativa, la capacità di prendersi cura di un minore, l’idoneità dell’ambiente fisico e familiare in cui il bambino dovrebbe crescere. I due coniugi che hanno presentato domanda di adozione internazionale vengono di solito sottoposti anche a indagini mediche e psicologiche, oltre che ad accertamenti da parte degli organi di pubblica sicurezza. Una volta completata la raccolta di informazioni, gli assistenti sociali trasmettono la propria relazione al tribunale per i minorenni, che ha altri 2 mesi di tempo, eventualmente dopo aver richiesto ulteriori colloqui o verifiche, per rilasciare un decreto di idoneità all’adozione o, viceversa, attestare l’assenza dei requisiti necessari (in questo caso, i richiedenti hanno 10 giorni di tempo per ricorrere alla Corte d’appello).


La scelta dell’ente autorizzato e del paese di adozione

Una volta ottenuta l’idoneità, la coppia ha un anno di tempo per scegliere uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. Si tratta, più nel dettaglio, di agenzie pubbliche, associazioni e Onlus iscritte nell’apposito albo, e che hanno il compito di assistere i coniugi nella procedura di adozione internazionale, presentando la documentazione necessaria presso le autorità del paese di provenienza del bambino e trasmettendo il provvedimento del giudice straniero alle autorità italiane. Gli enti, di solito, promuovono anche incontri informativi per le coppie, con la presenza di psicologi altri esperti, e assistono le famiglie nel periodo che segue l’adozione. Rivolgersi ad un ente autorizzato è un passaggio obbligatorio, l’elenco delle associazioni e degli altri soggetti autorizzati è disponibile sul sito della Commissione per le adozioni internazionali. In questa fase, inoltre, viene anche scelto il paese di provenienza del bambino, individuato ovviamente tra quelli presso i quali opera l’ente autorizzato che è stato selezionato dalla coppia.

L’abbinamento e gli incontri all’estero

A questo punto, dopo un’attesa di durata variabile e di solito imprevedibile, l’ente autorizzato riceve dall’autorità del paese di provenienza una proposta di incontro con il minore, e organizza la partenza degli aspiranti genitori adottivi. La frequenza e la durata degli incontri nel paese originario del minore variano a seconda delle circostanze e delle autorità locali coinvolte. Se gli incontri si concludono con il parere favorevole delle stesse autorità locali, significa che si può procedere con l’abbinamento tra bambino e genitori, e l’ente autorizzato può trasmettere la documentazione in Italia, alla Commissione per le adozioni internazionali. Gli atti e i documenti vanno presentati anche nel caso in cui gli incontri con il minore non si concludano positivamente, individuando in modo chiaro le ragioni del mancato abbinamento e prevenendo eventuali fallimenti successivi.

L’ingresso del bambino in Italia

Una volta ricevuta la documentazione sugli incontri all’estero e sul consenso dei coniugi e delle autorità del paese di provenienza, la Commissione italiana per le adozioni internazionali può autorizzare l’ingresso e la permanenza in Italia del bambino adottato, dopo aver certificato che l’adozione sia conforme alla Convenzione de L’Aja sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Anche in questo caso, non è possibile fare una stima attendibile dei tempi che mediamente passano tra la trasmissione dei documenti da parte dell’ente autorizzato e il pronunciamento definitivo della Commissione. Una volta che il bambino è entrato nel nostro paese (e dopo un eventuale periodo di affidamento preadottivo), il Tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei genitori nel momento del loro ingresso in Italia con il minore trascrive il provvedimento di adozione internazionale nei registri dello stato civile. Con questo passaggio, il bambino diventa definitivamente un cittadino italiano e un membro effettivo della nuova famiglia.

 costi per una adozione internazionale ammontano in alcune migliaia di euro

Quanto costa l’adozione internazionale

costi da sostenere per la procedura di adozione internazionale variano in base all’ente autorizzato scelto dai coniugi richiedenti e dal paese di provenienza del minore. Si tratta di cifre piuttosto variabili, nell’ordine comunque di alcune migliaia di euro (da circa quattromila fino a oltre diecimila euro, tra spese legate all’ente e costi accessori, anche post adozione). Sul sito della Commissione per le adozioni internazionali è disponibile, per ciascun ente, una indicazione sommaria del costo da sostenere per una adozione internazionale.


56. Adozione nazionale: tempi, requisiti, limiti di età e tutto quello che c'è da sapere su come adottare un bambino
 

L’ordinamento legislativo nazionale disciplina in modo molto preciso il processo che consente a due genitori di adottare un bambino, ponendo davanti a loro le alternative dell’iter nazionale o internazionale.

Per prima cosa, è interessante chiarire che la dicitura adozione nazionale non si riferisce alla nazionalità del bambino, ma al fatto che a dichiararlo adottabile sia l’autorità nazionale competente, ovvero un tribunale per i minorenni italiano. È proprio al tribunale minorile competente per territorio di residenza che i coniugi devono infatti inviare la propria domanda di adozione, avviando un iter che può durare anche diversi anni. Se volete sapere come adottare un bambino, ecco dunque tutto quello che dovete conoscere.


Adozione nazionale, requisiti e limiti di età

Per poter presentare domanda di adozione nazionale, è necessario rispettare una serie di requisiti preliminari: in Italia l’adozione è consentita solo alle coppie eterosessuali e coniugate. I richiedenti, in particolare, devono essere sposati da almeno tre anni, o in alternativa, se il matrimonio è stato contratto più di recente, aver convissuto continuativamente per almeno tre anni prima delle nozze.

Perché la domanda di adozione sia considerata ammissibile, in questo lasso temporale non deve essersi verificata tra i due alcuna separazione di fatto, e gli aspiranti genitori adottivi devono poterlo provare al tribunale mediante prove documentali o testimonianze attendibili.

Esistono inoltre dei limiti di età di cui tenere conto se si vuole adottare un bambino: il membro più giovane della coppia deve avere una differenza di età non inferiore ai 18 e non superiore ai 45 anni rispetto al bambino (ad esempio, se il coniuge più giovane ha computo 47 anni, la coppia potrà adottare un bimbo non più piccolo di 2 anni). In alcuni casi, tuttavia, la legge consente di superare questi limiti anagrafici. Questo avviene, in particolare: se i coniugi hanno già dei figli (naturali o adottivi), di cui almeno uno minorenne; se l’adozione riguarda un fratello o una sorella di un minore già adottato dalla stessa coppia; se l’adozione riguarda contemporaneamente più fratelli, dei quali almeno uno abbia un’età che rientri nei limiti di legge.

È possibile una deroga anche qualora il bambino abbia dei gravi problemi di salute. Infine, se uno dei coniugi è più vecchio dell’altro di almeno dieci anni, la differenza di età rispetto al figlio adottivo non potrà superare i 55 anni rispetto al genitore più anziano (ad esempio: se i coniugi hanno rispettivamente 44 e 50 anni, potranno adottare un bimbo che abbia almeno 4 anni).

 processo di adozione nazionale inizia con una domanda al tribunale dei minori

Come presentare domanda di adozione nazionale

Chi vuole intraprendere l’iter di adozione nazionale e risponde ai requisiti di legge, deve presentare una domanda, più propriamente definita dichiarazione di disponibilità all’adozione, al tribunale per i minorenni competente per indirizzo di residenza. Di solito, la sede si trova nel capoluogo di regione, anche se in alcune regioni ne esistono diversi. Se la coppia richiede all’estero, il tribunale competente è quello relativo all’ultimo domicilio o, in assenza di precedente domicilio in Italia, quello di Roma.

La modalità di presentazione dell’istanza (carta semplice, modulo prestampato etc) varia da un foro all’altro, e alcuni tribunali richiedono che la dichiarazione di disponibilità venga indirizzata preventivamente ai servizi socio-assistenziali, ai quali spetterà poi il compito di informare il foro competente. In questa fase, i genitori potrebbero dover già fornire una serie di indicazioni rispetto alla propria disponibilità ad accogliere più fratelli contemporaneamente, oppure ad adottare un bambino con problemi di salute di varia natura e severità. La domanda, inoltre, potrebbe dover essere corredata di una serie di documenti, come dei certificati medici, il casellario giudiziale dei richiedenti, documenti di natura economica (dichiarazione dei redditi, busta paga etc) e la dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei “futuri nonni adottivi”. L’elenco dei documenti da allegare varia da tribunale a tribunale. La domanda ha una validità di tre anni dal momento della sua presentazione.


Le indagini necessarie in caso di adozione nazionale

Una volta presentata la dichiarazione di disponibilità, il giudice minorile la esamina e, qualora ravvisasse l’assenza dei requisiti necessari, pronuncia immediatamente un decreto di inidoneità. In caso contrario, invece, entro 15 giorni dalla presentazione tutti i documenti vengono trasmessi ai servizi sociali territoriali.

La legge stabilisce che entro i successivi 4 mesi i servizi degli enti locali debbano avviare la propria indagine, che servirà a conoscere la coppia e a valutarne le potenzialità genitoriali. Attraverso una serie di incontri, vengono sondate le reali intenzioni dei richiedenti, la loro situazione economica e lavorativa, la capacità di prendersi cura di un minore, l’ambiente fisico e familiare in cui il bambino dovrebbe crescere.

Ulteriori informazioni vengono raccolte attraverso indagini mediche e psicologiche, oltre che accertamenti da parte degli organi di pubblica sicurezza. In questa fase, inoltre, gli aspiranti genitori adottivi possono ottenere informazioni, chiarimenti e assistenza da parte degli operatori dei servizi. Una volta raccolte le informazioni necessarie, gli assistenti sociali trasmettono la propria relazione al tribunale per i minorenni, che ha altri due mesi di tempo per rilasciare un decreto di idoneità all’adozione o, al contrario, attestare l’assenza dei requisiti necessari (in questo caso, i richiedenti hanno 10 giorni di tempo per ricorrere alla Corte d’appello). Prima di pronunciarsi, il giudice minorile può richiedere ulteriori colloqui o accertamenti.

 tempi di attesa per l’adozione nazionale non sono prevedibili

Adozione nazionale: l’abbinamento e l’incontro

Se il giudice si pronuncia favorevolmente, i coniugi richiedenti vengono inseriti nell’archivio delle coppie idonee ad adottare e devono attendere di essere opportunamente abbinati ad un minore che, trovandosi in stato di permanente abbandono, sia stato dichiarato adottabile dal tribunale per i minorenni mediante un apposito decreto.

tempi dell’attesa sono variabili e non possono essere previsti: se non accade nulla nei tre anni successivi alla presentazione della domanda, occorre ripetere l’intero procedimento. Una volta che il giudice minorile abbia individuato l’abbinamento ottimale, alla coppia vengono inviate tutte le informazioni sul bambino, incluse quelle relative al suo stato di salute e, se disponibili, alla sua storia personale. A questo punto, i coniugi devono decidere se continuare o meno nel procedimento adottivo. In caso affermativo, si procede all’incontro tra minore e coniugi, nelle modalità e nei tempi fissati dal tribunale e dai servizi sociali che hanno in carico il bambino. Di solito, la reciproca conoscenza avviene all’interno della struttura che ospita il minore e alla presenza degli assistenti sociali.

L’affidamento pre-adottivo e il rischio giuridico

Dopo un periodo di durata variabile in cui la coppia e il bambino iniziano a conoscersi, il tribunale dà il via all’inserimento del minore nella famiglia, attraverso un periodo di affidamento preadottivo, che inizia quando viene emesso un apposito decreto e viene vigilato dai servizi sociali territoriali. Solo al termine di questo periodo, che deve durare 12 mesi, e a valle dell’invio al giudice minorile di una relazione conclusiva da parte degli assistenti sociali, l’adozione nazionale diviene definitiva.

Nell’iter di adozione nazionale, tuttavia, va tenuto conto di quello che viene comunemente chiamato “rischio giuridico”, ovvero della possibilità che il minore debba tornare alla famiglia di origine (genitori o parenti fino al quarto grado) anche durante il cosiddetto collocamento provvisorio, ovvero quando è già stato assegnato alla famiglia adottiva, ma non è ancora stato emesso il Decreto di affidamento preadottivo.

Questo vale, ad esempio, se la madre naturale ha deciso di non riconoscere il bambino (in questo caso, il collocamento provvisorio dura in genere poche settimane, dopodiché comincia l’affidamento preadottivo e il rischio giuridico ha termine), oppure se il minore è stato tolto alla custodia della famiglia naturale. In questa situazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento di adottabilità, i parenti naturali possono presentare ricorso alla Corte di Appello, e successivamente anche alla Corte di Cassazione, facendo dilatare i tempi del collocamento provvisorio, in cui le sorti dell’adozione restano di fatto incerte.

Durante il collocamento provvisorio, il bambino è sotto la responsabilità di un tutore, presso il quale ha la residenza (anche se è domiciliato presso gli aspiranti genitori adottivi), non può recarsi all’estero e non risulta ancora nello stato di famiglia della coppia. La scelta iniziale di accettare un grado più o meno importante di rischio giuridico nell’adozione nazionale spetta ai richiedenti. Solo una volta che si è esaurito il rischio ed è terminato l’anno di affidamento preadottivo, il processo di adozione nazionale viene completato e il bambino entra nello stato di famiglia dei suoi nuovi genitori.

L' adozione nazionale termina dopo il periodo di affidamento preadottivo

Informazioni sui genitori naturali

I genitori adottivi possono accedere a informazioni sui genitori biologici solo in caso di motivi gravi (ad esempio legati alla salute del bambino), e sempre previa autorizzazione del tribunale per i minorenni. Una volta compiuti i 25 anni, oppure i 18 in caso di motivi gravi, anche l’adottato può accedere alle notizie disponibili sui genitori naturali presentando una domanda al tribunale dei minorenni, ma se la madre biologica avesse dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, non sarà possibile in alcun caso avere accesso alle informazioni.

51.  Adozione del configlio o figlio sociale

Descrizione

L'adozione del configlio o figlio sociale adozione in casi particolari è un istituto giuridico che consente al figlio di essere adottato dal partner del proprio genitore. 

 i diritti dei figli sono gli stessi, che siano essi nati fuori o dentro il matrimonio. I genitori debbono, infatti, provvedere al loro mantenimento (così come a dar loro assistenza morale, cura e istruzione) in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la capacità di lavoro professionale o casalingo sia che siano essi sposati, conviventi o separati.

la legge individua delle situazioni di cui il giudice deve tener conto nel determinare la misura dell’assegno di mantenimento per i figli quali:

  1. Le esigenze attuali del figlio: ossia le concrete necessità quotidiane e prevedibili del minore, gli esborsi quotidiani necessari per prendersene cura (cibo, vestiario, cure sanitarie, ambiente domestico, ecc);
  2. Il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza con entrambi i genitori: qui occorrerà guardare allo stile di vita che, prima della (eventuale) separazione, i genitori saranno stati in grado di offrire al bambino con riguardo alle abitudini quotidiane; anche dopo la separazione, infatti, l’obiettivo resta quello di garantire ai figli un tenore di vita il più vicino possibile a quello avuto in precedenza.
  3. tempi di permanenza del figlio presso ciascun genitore. E’ questo un fattore che non si può stabilire in via meramente ipotetica, visto che il lettore ancora convive con la compagna. Potrebbe essere ad esempio che i conviventi siano disposti ad una soluzione di affidamento alternato , che prevede che il bambino viva per tempi paritari nella casa del papà e della mamma; la legge riconosce ai minori, infatti, il pieno diritto di mantenere, con entrambi i genitori e i parenti di ciascun ramo genitoriale, rapporti equilibrati e continuativi.
  4. Le risorse economiche di entrambi i genitori: e nel caso in esame, il lettore sembra essere – almeno allo stato attuale – l’unico soggetto in grado di portare reddito alla famiglia.
  5.  La valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore: la legge, cioè, un valore economico (com’è giusto che sia) anche all’attività domestica dei genitori, come pure a quella di accudimento della prole. Attività queste solitamente svolta dalla donna e, che in mancanza, dovrebbero essere demandate a terzi soggetti con la necessità gli esborsi ad esse relativi (basti pensare ai costi di una colf, una baby sitter o una scuola privata).
  6. richieste di mantenimento formulate da uno dei genitori, portano ad a quantificazione “di massima” di un assegno pari ad un quarto del presunto reddito del genitore obbligato (se la casa familiare viene assegnata al genitore che richiede l’assegno) ovvero pari ad un terzo (nel caso, più raro, in cui l’altro genitore non chieda o non ottenga l’assegnazione della casa). Così, ad esempio, se al genitore collocatario della prole e assegnatario della casa coniugale (quale sicuramente la compagna del lettore) non venga riconosciuto alcun assegno di mantenimento, la liquidazione del contributo al mantenimento del bambino potrà prevedere, una quantificazione dell’assegno di un quarto del reddito mensile del padre. Ciò naturalmente, sempre che non risulti l’esistenza di ulteriori fonti di reddito (anche” in nero”) da ambo le parti e tenuto conto della situazione economica complessiva.

    A tale importo andrà aggiunto l’obbligo di contribuire nella misura del 50% al pagamento delle spese straordinarie; spese queste costituite dagli esborsi legati a necessità degli figli occasionali o imprevedibili, non quantificabili in via preventiva, (ad esempio le spese mediche relative all’acquisto di un apparecchio per i denti o degli occhiali da vista, ecc)”.

    La sorte della casa familiare in caso di separazione dei conviventi

    Così come per il mantenimento, anche l’assegnazione della casa familiare (ciò il diritto di continuare ad abitarvi) ad uno solo dei genitori (quello ritenuto più idoneo a vivere stabilmente con i figli) è un fattore indipendente:

    • dal fatto che la coppia sia sposata o meno,
    • come pure dal titolo di proprietà.

L’assegnazione disposta dal giudice può avere ad oggetto solo l’abitazione (insieme ad oggetti e arredi) nella quale la famiglia ha vissuto prima della separazione; ciò allo scopo di garantire stabilità alla prole, non allontanandola dal proprio habitat domestico e dalle consuetudini di vita avute durante la coabitazione della famiglia unita.

Ciò significa che se, ipoteticamente, il lettore non convivesse con la propria compagna, in caso di separazione egli dovrebbe senz’altro provvedere al mantenimento della figlio ma non rischierebbe in alcun modo che il giudice possa assegnare la casa paterna alla madre del bambino.

Vediamo, comunque, come la legge disciplina i casi in cui l’immobile sia concesso in comodato d’uso per soddisfare le esigenze abitative della famiglia (come sembra di capire che attualmente sia).

In pratica, anche se tra padre e figlio non è stato stabilito un termine di durata del contratto di comodato, se esso ha ad oggetto un immobile destinato alle esigenze abitative della famiglia, allora va inteso come un comodato di lunga durata, soggetto alle regole del comodato tradizionale.

– cessino le esigenze abitative della famiglia (non quindi con la separazione), ma col raggiungimento della autosufficienza economica del nipotino;

– quando sorga un suo bisogno urgente e imprevisto di riavere la casa (situazione difficile da ipotizzare per chi come  lui risulti proprietario di diversi altri immobili!).


Da quanto detto si comprende che anche se il lettore dovesse acquistare la casa del padre, ciò non farebbe venire meno la possibilità che la sua compagna ne ottenga l’assegnazione in caso di separazione. Se, infatti, l’immobile è di proprietà esclusiva di una delle parti, il giudice, potrà comunque assegnarne il godimento al genitore presso cui abbia deciso di collocare i minori (di solito la mamma, specie se i minori sono in tenera età). In tal caso, tuttavia, nel disporre il contributo al mantenimento in favore del figlio, il tribunale potrà tenere conto del titolo di proprietà (della parte estromessa dal godimento del bene) e, quindi, del valore economico dell’assegnazione, eventualmente stabilendo un assegno di mantenimento di minor importo rispetto a quello astrattamente prevedibile.

Separazione tra conviventi: i possibili accordi

Ciò detto in linea generale, vediamo quali strade si potrebbero prospettare al lettore in caso di separazione dalla compagna, al di fuori di quella (contenziosa) in cui sia il giudice a decidere la misura dell’assegno per il bambino e la sorte della casa familiare.

La coppia potrebbe accordarsi in merito al mantenimento e all’affidamento del piccolo e al godimento della casa con maggiore libertà, sottoponendo al giudice le condizioni concordate per ottenerne la semplice approvazione (in termini giuridici “omologazione”). In tale ipotesi , infatti, la legge prevede che “il giudice prende atto, se non contrario all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori”.

Ciò detto, e parlando sempre in astratto, (visto che comunque il quesito concerne la mera eventualità della separazione tra i conviventi), è possibile ipotizzare delle possibili soluzioni in merito alla casa (specie per il caso in cui il lettore ne divenisse proprietario); soluzioni che il giudice potrebbe autorizzare ove le ritenga rispondenti agli interessi del bambino; in mancanza di accordo, invece, egli non potrà che decidere riguardo alla casa familiare di attuale abitazione e ai beni in essa contenuti, senza poter considerare l’utilizzo di diversi immobili.

Ad esempio la coppia può accordarsi:

  • per la cosiddetta assegnazione parziale della casa, attraverso la sua suddivisione in due unità abitative distinte e separate. Questa forma di assegnazione è da escludersi in due casi: a) se le dimensioni o la struttura non ne consentano la divisione; b) quando tra la coppia vi sia una forte conflittualità;
  • per l’affido alternato in casa: con esso il bambino rimane nella casa familiare dove, invece, sono i genitori a darsi il cambio. Ciò, per consentire al bambino di rimanere nel proprio habitat domestico senza doversi spostare. Questa soluzione è più facilmente praticabile quando ciascun genitore possa contare sull’esistenza di un altro immobile o dell’ospitalità di un altro familiare (come ad esempio quello dei propri genitori);
  • l’utilizzo di un’altra casa di cui la coppia abbia la disponibilità: ad esempio, nel caso in esame, il padre del lettore potrebbe mettere a disposizione del nipotino (e della mamma) un appartamento diverso (magari più piccolo dall’attuale).

Il mantenimento dei figli se aumenta il reddito

Va comunque tenuto presente che la legge consente, come soluzione alternativa o integrativa dell’assegno di mantenimento, la possibilità di trasferire ai figli anche la proprietà di beni.

E’ altrettanto vero che pure il lettore avrebbe diritto a chiedere una riduzione del contributo da versare al figlio qualora l’attuale compagna dovesse trovare un’occupazione. Il contributo, infatti, è sempre proporzionato ai redditi e alle sostanze di ciascun genitore.

Guardare in questa direzione sarà molto più facile e naturale una volta che il bambino sarà nato, senza concentrarsi solo ed esclusivamente su se stessi. Solo con la pratica quotidiana sarà possibile valutare le effettive necessità della nuova famiglia, constatare se vi sia il supporto (da ambo le parti) di altri familiari (nella specie i nonni) e, di conseguenza, guidare la coppia alle soluzioni più adeguate al loro caso se, e solo se, la attuale convivenza della coppia, non dovesse proseguire.






57. Il mantenimento dei figli maggiorenni non autonomi economicamente dopo la separazione o il divorzio
Il mantenimento dei figli ex art. 147 cc e 155 cc, derivante dalla separazione o dal divorzio dei coniugi, continua anche dopo la maggiore età dei figli e dura fino a quando i figli non hanno raggiunto l’indipendenza economica, l’obbligo di mantenimento non viene meno per il protrarsi degli studi, per i regali ricevuti da altri parenti o dalla nuova convivenza dell’altro genitore.



Gli effetti della separazione e del divorzio

La separazione e il divorzio dei coniugi determinano una serie di conseguenze, non solo personali, ma anche (soprattutto) economiche, del resto, è inutile negarlo, dopo la separazione o  dopo il divorzio entrambi i coniugi si trovano a fare i conti con un diverso tenore di vita (inteso in senso economico).



I problemi economici non riguardano solo l’aumento dei costi, infatti, entrambi i coniugi si trovano ad affrontare spese duplicate (due appartamenti, due telefoni, duplici utenze acqua, luce, gas ecc.).

Le complicazioni sorgono anche per esigenze più concrete come l’abitazione, basta pensare alla sorte della casa familiare, del resto, se durante il matrimonio un’abitazione (la locazione di una casa) era sufficiente per entrambi, dopo la separazione, è possibile che almeno uno dei due coniugi dovrà trovarsi (e pagare) una nuova abitazione (basta pensare all’ipotesi in cui solo uno dei due coniugi è proprietario dell’abitazione, perché acquistata prima del matrimonio).

Non è, neppure, da escludere che saranno entrambi i coniugi a doversi trovare una diversa sistemazione abitativa (si pensi all’ipotesi di una abitazione in affitto durante il matrimonio, il cui canone di locazione non può essere sostenuto solo da uno dei due coniugi).

E questo sorvolando su situazioni ancora più complicate che danno vita a problematiche infine inerenti il diritto di abitazione della casa familiare in caso di separazione e divorzio: l’esempio classico è quello relativo alla casa familiare di proprietà di uno dei due coniugi e assegnata all’altro come abitazione dei figli, oppure, basta pensare al problema relativo alla casa familiare di proprietà dei genitori di uno dei due coniugi e sempre assegnata all’altro coniuge come abitazione dei figli.

La fonte degli obblighi verso i figli durante il matrimonio
Quelli sopra indicati, di solito, non sono solo problemi economici (personali) degli ex coniugi, ma sono un ulteriore motivo di scontro e di conflitto tra i due ex coniugi, a questa breve carrellata occorre aggiungere tutte le liti ingenerate per giungere alla quantificazione del  mantenimento per il coniuge debole o  per i figli e le liti derivanti per quantificare la durata di detto mantenimento.

Infatti, in presenza di figli sorgono anche gli obblighi di mantenimento verso la propria prole. Questi obblighi sono codificati nell'art. 147 c.c. rubricato con il titolo di “Doveri verso i figli” il quale dispone che “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”. Anche se l'art. 147 c.c. fa riferimento ai figli nati durante il matrimonio, oggi, anche dopo la riforma ex legge del 10 dicembre 2012 n, 219, relativa alla sostanziale equiparazione dei figli nati durante o fuori dal matrimonio, (qui si può leggere l'articolo sulla riforma attuata e da attuare) si può dire che tali obblighi sorgono sempre a favore dei figli e a carico dei genitori (uniti o meno in matrimonio).

Questi obblighi prima che giuridici sono anche morali e sociali "l'obbligo dei genitori di mantenere i figli (articoli 147 e 148 cod. civ.) sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsivoglia domanda (cfr., ex plurimis, le sentenze nn. 5652 del 2012 e 5586 del 2000), ed irrilevante, ai fini dell'an e del quantum del mantenimento del figlio minore, dei contributi eventualmente corrisposti da terzi non giuridicamente obbligati" (Cass. civ. sez. I, del 11 settembre 2012 n. 15162)

La fonte degli obblighi verso i figli dopo la separazione e il divorzio
Nel momento in cui sopraggiunge la crisi del matrimonio il codice prevede, coerentemente con quanto indicato nell'art. 147 c.c., che i doveri di mantenimento verso i figli continuano anche dopo la fine del matrimonio (separazione e divorzio) e l'art. 155 c.c. rubricato con il titolo di “Provvedimenti riguardo ai figli” stabilisce che “ … il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi. Per realizzare tali finalità il giudice che pronuncia la separazione dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. [….]  fissando la misura e il modo con cui ciascuno dei coniugi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli  […..]  ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico considerando: 1) le attuali esigenze del figlio; 2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori; 3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore; 4) le risorse economiche di entrambi i genitori; 5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore”.

Definizione di figli
Con la locuzione "figli" il legislatore intende i figli di entrambi i genitori che si separano, non rientrano in questa categoria (e, quindi, non c’è obbligo di mantenimento) per i figli di uno solo dei coniugi (c.d. figli unilaterali), per comprendere meglio il principio si pensi ai figli avuti da un precedente matrimonio o da una precedente relazione, per questi figli il coniuge non genitore non ha nessun obbligo di mantenimento in caso di separazione e divorzio.

Per cui, presupposto per l’assegno di mantenimento dei figli (ex art. 155 c.c.) è che ci siano figli di entrambi i coniugi, in presenza di figli di uno solo dei coniugi (unilaterali) non è possibile che al coniuge (non genitore) possano essere imposti obblighi di mantenimento  ex art. 155 c.c.  (il quale, si ripete, presuppone il rapporto di filiazione in capo ad entrambi i coniugi).

Il principio per il quale non sorgere l'obbligo di mantenimento per il figlio di uno solo dei due coniugi, non muta, neppure, se il figlio unilaterale abbia convissuto con i coniugi durante il loro matrimonio e tale principio non è, neppure, scalfitto, dalla circostanza che al mantenimento del figlio unilaterale abbiano provveduto entrambi i coniugi durante il matrimonio (Cass. civ. sez. I, del 4 dicembre 2012 n. 21675).

La legittimazione a chiedere il mantenimento
La richiesta del mantenimento (o la legittimazione a chiedere il mantenimento) spetta al coniuge, quando i figli sono minorenni, in presenza, invece, di figli maggiorenni, non autosufficienti, ma conviventi con uno dei due coniugi, la domanda di mantenimento può essere fatta dal coniuge anche in sede di separazione e divorzio, in questa ipotesi ci sarebbe una legittimazione concorrente tra il figlio e il genitore con il quale convive, ferma, ovviamente, la legittimazione del figlio maggiorenne ad agire personalmente (però non in sede di separazione e divorzio). Questi principi sono stati espressamente ripresi dalla giurisprudenza "E' incontroverso che il genitore convivente col figlio minorenne, ovvero maggiorenne ma non autosufficiente, è legittimato jure proprio ad ottenere dall'altro coniuge il contributo per il mantenimento del figlio, il quale e' a sua volta munito di concorrente legittimazione (Cass. citata; nonchè Cass. nn. 21437/2007, 13184/2011) ad agire in via prioritaria per ottenere il versamento diretto del contributo, e, in senso speculare ma opposto, per resistere all'iniziativa giudiziaria assunta dal genitore che non intenda assolvere alla sua obbligazione. La legittimazione personale del genitore convivente presuppone la convivenza col figlio minorenne ovvero maggiorenne ma non autosufficiente e sussiste finche' persiste tale condizione e sempre che il figlio non abbia agito in via autonoma (Cass. n. 11320/2005) esplicando la sua personale legittimazione basata sulla sua personale titolarità del diritto al mantenimento (Cass. di recente n. 13184/2011). Siffatta costruzione esegetica non è mutata a seguito dell'introduzione dell'articolo 155 quinquies c.c., non applicabile però nella specie ratione temporis, che prevede al comma 1 che "Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all'avente diritto" che incide sulle sole modalità  attuative di tale diritto." (Cass. civ. sez. I del 13 dicembre 2012 n. 22951).  "Deve ritenersi che, non essendo intervenuta una sostanziale modifica degli assetti normativi che disciplinano gli obblighi di entrambi i genitori nei confronti dei figli, ancorche' maggiorenni, la legittimazione del coniuge convivente (definita normalmente "concorrente", ma anche, da qualche autore, "straordinaria") ad agire iure proprio nei confronti dell'altro genitore, in assenza di un'autonoma richiesta da parte del figlio, per richiedere tanto il rimborso, pro' quota, delle spese gia' sostenute per il mantenimento del figlio stesso, quanto il versamento di un assegno periodico a titolo di contributo per detto mantenimento, sussista tuttora (Cass., 24 febbraio 2006, n. 4188). Il giudice, laddove investito da una domanda proveniente dal genitore convivente con figlio maggiorenne non autosufficiente, dovra' quindi (sussistendone i presupposti) riconoscere in ogni caso il diritto al contributo fatto valere dal genitore che abbia avanzato la relativa domanda, salva la facolta' di modulare in concreto il provvedimento, prevedendo un "versamento" (termine di per se' maggiormente aderente alla regolamentazione di un mero aspetto attuativo del diritto) nelle sue mani, ovvero direttamente nelle mani del figlio maggiorenne, ovvero in parte all'uno ed in parte all'altro. Assume, quindi, rilievo giuridico l'inerzia del figlio maggiorenne alla percezione dell'assegno di mantenimento, essendo comunque salva la possibilita' per lo stesso di iniziare un procedimento ordinario inteso al riconoscimento di quel diritto, in maniera tale da eclissare la legittimazione in capo al genitore convivente (Cass., Sez. 1 , 24.12.2006, n. 4188; Cass., Sez. 1 , 16.7.1998, n. 6950; Cass., Sez. 1 , 10849/1996; Cass. Civ., Sez. 1 , 12.3.1992, n. 3019; Cass. Civ., Sez. 1 , 7.11.1981, n. 5874), nonche' salvo il diritto del figlio stesso di intervenire nel procedimento relativo alla determinazione e all'attribuzione dell'assegno (Cass., 19 marzo 2012, n. 4296)". (Cass. civ. sez. I del 10 gennaio 2014 n. 359).

Modifica, riduzione o estinzione del mantenimento
Una volta quantificato il mantenimento per i figli, potrebbero verificarsi delle circostanze che potrebbero mutare (aumentare, ridurre o estinguere) detto mantenimento. Si può chiedere l'aumento del mantenimento se la crescita del figlio comporta l'aumento delle spese e contemporaneamente il coniuge obbligato al mantenimento ottiene aumenti di reddito (dovuti a miglioramenti lavorativi o al progredire della carriera) Cass. civ. sez. I, del 17  gennaio 2014 n. 920

Sicuramente non comporta estinzione o riduzione del mantenimento per il figlio l’eventuale nuova convivenza del genitore (affidatario del figlio), questo perché il convivente non ha obblighi di mantenimento di un figlio non proprio, al massimo la nuova convivenza dell'altro coniuge potrebbe essere una causa per una nuova quantificazione dei rapporti patrimoniali tra i due coniugi.

Il mantenimento dei figli non termina con il raggiungimento della loro maggiore età di questi ultimi, ma l’obbligo del mantenimento continua fino a quando i figli non saranno economicamente autosufficienti.

Da quanto detto quindi, si deduce che la cessazione dell’obbligo di mantenimento non è automatico al raggiungimento della maggiore età, ma, soprattutto, (in altri termini), di fatto, si potrebbe anche sostenere che non c’è un limite di tempo certo superato il quale l’obbligo di mantenimento cessa automaticamente.

Elementi necessari per eliminare il mantenimento
È, però, evidente che il legislatore non intende imporre (in eterno) al genitore separato o divorziato il mantenimento del figlio maggiorenne, quindi, lo stesso ordinamento offre al genitore una tutela, quanto meno, nelle ipotesi patologiche. Infatti, il genitore per liberarsi dell’obbligo di mantenimento deve provare che il figlio è diventato economicamente autosufficiente.

Del resto, è principio consolidato in materia di “obblighi di contribuzione dei genitori nei confronti dei figli maggiorenni quello secondo il quale l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli, ex art.  147 e 148 c.c., non cessa, automaticamente, con il raggiungimento della maggiore del figlio, ma dura finché il genitore interessato alla dichiarazione della cessazione dell’obbligo stesso non provi che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, oppure che il mancato svolgimento di un’attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia o di rifiuto ingiustificato dello stesso figlio così Cass. civ. sez. I, del 26 settembre 2011 n. 19589” (Cass. civ. sez. VI, del 29 ottobre 2013, n. 24424)

Raggiunta la maggiore età il figlio non ha l’obbligo di cercarsi un lavoro, ma può continuare la propria istruzione, infatti, neppure, l’attività scolastica del figlio (dopo la maggiore età) è un elemento che elimina il mantenimento, sia perché non può considerarsi attività lavorativa retribuita, sia perché, lo studio –  in quanto tale –  non rappresenta un atteggiamento di rifiuto del lavoro o di rifiuto verso il raggiungimento dell’indipendenza economica. Salvo, ovviamente, ipotesi patologiche nelle quali lo studio (es. iscrizione all’università) è solo di “facciata”  (es. nessun esame sostenuto in 5 anni di iscrizione universitari) o i risultati scolastici siano palesemente scarsi o inesistenti. In altri termini, il figlio maggiorenne può continuare ad avere il diritto ad avere il mantenimento se la sua formazione scolastica è reale ed è confermata da risultati.

L’attività economica (che determina la fine dell’obbligo di mantenimento) deve essere stabile e deve essere conforme alle attitudini del figlio. Quindi, per far cessare l’obbligo di mantenimento non è sufficiente un’attività economica saltuaria o precaria, la quale, al massimo, può dar vita ad una riduzione del mantenimento.

Non è equiparabile ad un introito derivante da attività economica e, quindi, non sono  causa di riduzione o estinzione del mantenimento per il figlio, gli aiuti (veri e propri regali) che il figlio riceve dai propri nonni, posto che il figlio non ha diritto ad ottenere o pretendere tali aiuti dai nonni (di fatto, si tratta di vere e proprie donazioni).

Equiparabile all'attività economica (intesa come introito da reddito) è il possesso di un patrimonio che rendono il figlio autosufficiente, in tali ipotesi potrebbe cessare l'obbligo del mantenimento; soprattutto se il figlio "ormai ultratrentenne, dotato di patrimonio personale e ciò nonostante, ancora dedito, a spese del padre, agli studi universitari in sede diversa dal luogo di residenza familiare, senza avere ingiustificatamente né conseguito alcun correlato titolo di studio né trovato, al pari del fratello minore, una pur possibile occupazione remunerativa" (Cass. civ. sez. I del 6 dicembre 2013 n. 27377).

Il genitore per liberarsi dell’obbligo di mantenimento deve provare che il mancato svolgimento di una attività economica del figlio dipende da un atteggiamento di inerzia lavorativa del figlio o da un suo rifiuto ingiustificato di accettare offerte di lavoro ricevute o altrimenti trovate (il rifiuto di un’offerta di lavoro inferiore alle capacità e competenze del figlio  potrebbe non essere un motivo sufficiente per eliminare il mantenimento).

Necessità dell'intervento del giudice per l'eliminazione del mantenimento
Una volta raggiunta l'indipendenza economica, il diritto al mantenimento si estingue. Però, è opportuno precisare che anche nelle ipotesi in cui viene meno il mantenimento, il genitore non può sospendere “automaticamente” il pagamento dell’assegno di mantenimento, (in altri termini l'estinzione dei versamenti a titolo di pagamento non è automatica), ma deve essere sancita dal giudice, il genitore deve chiedere al giudice la riduzione e/o l’estinzione dello stesso, se non segue questa strada il genitore obbligato al mantenimento potrebbe commettere un reato sospendendo il versamento di quanto dovuto a titolo di mantenimento. Il fatto, che nel periodo tra la raggiunta indipendenza economica e la decisione del giudice sull'estinzione del mantenimento il coniuge versi somme (di fatto) non dovute non determina un danno per il genitore, poiché, quest'ultimo, potrà sempre chiedere la restituzione di quanto versato senza obbligo.

Inoltre, una volta raggiunta l'indipendenza economica è possibile che il figlio perda il lavoro e, di conseguenza, perda l'autonomia economica, in queste ipotesi, non ri-sorge l'obbligo di mantenimento, ma al massimo, il figlio che si trova in ristrettezze economiche avrà diritto agli alimenti.

È opportuno ricordare che il mantenimento dei figli è regolato anche dal punto di vista fiscale, in particolare, il fisco regola (in generale) la ripartizione tra i coniugi separati delle detrazioni per i figli a carico, il sistema tributario italiano considera anche il versamento di assegni di mantenimento per i figli, infatti, il genitore che versa il mantenimento, riceve un piccolo riconoscimento dallo Stato in quanto può dedurre tali somme dal proprio reddito, il fisco regola anche la posizione del genitore che riceve l'assegno, quest'ultimo può detrarre l'assegno dal proprio reddito.

58. Stepchild adoption famiglie arcobaleno e l'adozione del configlio

 In Italia l'adozione del configlio da parte di coppie omosessuali non è riconosciuta a livello legislativo. L'adozione del configlio (o stepchild adoption) è disciplinata sin dal 1983 con la Legge 4 maggio 1983, n. 184 "Diritto del minore ad una famiglia" e permette l'adozione del figlio del coniuge.

L'art. 44 prevede deroghe per alcuni casi specifici:[51]

  • quando gli adottandi sono uniti al minore - orfano di padre e di madre - da vincolo di parentela fino al sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori,
  • quando un coniuge adotta il figlio, anche adottivo, dell'altro coniuge,
  • quando il minore è portatore di handicap[52] e orfano di entrambi i genitori,
  • quando non sia possibile l'affidamento preadottivo.

La stepchild adoption (legge nº 184 del 4 maggio 1983) per coppie omosessuali è stata riconosciuta per via giurisprudenziale già dal 2014 prima della emanazione della Legge 20 maggio 2016 n. 76[53] che ha introdotto le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La novella del 2016 non interviene in tema di stepchild adoption se non per prevedere espressamente che "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti", non impedendo così l'evoluzione giurisprudenziale che consente la possibilità da parte dei tribunali di applicare le norme sull'adozione in casi particolari che dal 2007 è ammessa anche in coppie non legate da vincolo matrimoniale e quindi anche a coppie omosessuali.

Nel 2014 il Tribunale dei Minori di Roma ha ritenuto che nessuna legge esprima il divieto per un genitore omosessuale di richiedere l'adozione del figlio del partner. "Considerando che l'obiettivo primario è il bene superiore del minore, è stato permesso ad una donna di adottare la figlia naturale della compagna."[54] Per questo caso il tribunale si basò sull'art. 44 della legge del 4 maggio 1983.

Alcune settimane dopo l'entrata in vigore della legge Cirinnà, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del procuratore generale e ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Roma, con la quale era stata già confermata la sopra menzionata domanda di adozione al Tribunale dei Minori di Roma della minore proposta dalla partner della madre, con lei convivente in modo stabile. Con la sentenza 12962/16, pubblicata il 22 giugno 2016, i giudici della Suprema Corte hanno definitivamente confermato questa adozione, affermando che "non determina in astratto un conflitto di interessi tra il genitore biologico e il minore adottando, ma richiede che l'eventuale conflitto sia accertato in concreto dal giudice". Secondo la Cassazione, inoltre, questa adozione "prescinde da un preesistente stato di abbandono del minore e può essere ammessa sempreché, alla luce di una rigorosa indagine di fatto svolta dal giudice, realizzi effettivamente il preminente interesse del minore".[55]


 


giovedì 14 novembre 2019

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istituzioni, mondiali, europee, Unione Europea, italiane.


                 Le istituzioni

Istituzioni Mondiali:

1. Chiesa Cristiana Cattolica ha sede nello Stato del Vaticano Vicino Roma, Italia, Unione Europea, attuale Papa: Francesco.

2. Segretariato Nazioni Unite ONU sede in Europa a Ginevra in Svizzera; 
sede centrale New York USA  (America).

3. Palazzo della Pace di Giustizia civile Mondiale ha sede a Den Haag, Aia, Olanda, Paesi Bassi, in Unione Europea.

4. Palazzo della Guerra Mondiale penale ha sede a Den Haag, Aia, Olanda, Paesi Bassi, in Unione Europea.

Istituzioni Europee

Gli Stati Europei d' Europa fisica geografica sono in tutto 50: 

1. Albania, 2. Andorra, 3. Armenia, 4. Austria, 5. Azerbaigian, 6. Belgio, 7. Bielorussia, 8. Bosnia ed Erzegovina, 9. Bulgaria, 10. Cipro, 11. Città del Vaticano, 12. Croazia, 13. Danimarca, 14. Estonia, 15. Finlandia, 16. Francia, 17. Georgia, 18. Germania, 19. Grecia, 20. Irlanda, 21. Islanda, 22. Italia, 23. Kazakistan, 24. Lettonia, 25. Litchstein, 26. Lituania, 27. Lussemburgo, 28. Macedonia, 29. Malta, 30. Moldavia, 31. Monaco, 32. Montenegro, 33. Norvegia, 34. Paesi Bassi, 35. Polonia, 36. Portogallo, 37. Regno Unito, 38. Repubblica Ceca, 39. Romania, 40. Russia, 41. San Marino, 42. Serbia, ( Kosovo); 43. Slovacchia, 44. Slovenia, 45. Spagna, 46. Svezia, 47. Svizzera, 48. Turchia, 49. Ucraina, 50. Ungheria.

1. Consiglio d'Europa ha sede a Palazzo d'Europa a Strasburgo in Francia Unione Europea. Essa ospita tutti i capi di stato e di governo d' Europa compresi quelli non appartenenti all' U.E. ossia 47 Stati della convenzione Europea:

1. Albania, 2. Andorra, 3. Armenia, 4. Austria, 5. Azerbaigian, 6. Belgio, 7. Bosnia ed Erzegovina, 8. Bulgaria, 9. Cipro, 10. Croazia, 11. Danimarca, 12. Estonia, 13. Finlandia, 14. Francia, 15. Georgia, 16. Germania, 17. Grecia, 18. Irlanda, 19. Islanda, 20. Italia, 21. Lettonia, 22. Litchstein, 23. Lituania, 24. Lussemburgo, 25. Macedonia, 26. Malta, 27. Moldavia, 28. Monaco, 29. Montenegro, 30. Norvegia, 31. Paesi Bassi, 32. Polonia, 33. Portogallo, 34. Regno Unito, 35. Repubblica Ceca, 36. Romania, 37. Russia, 38. San Marino, 39. Serbia, 40. Slovacchia, 41. Slovenia, 42. Spagna, 43. Svezia, 44. Svizzera, 45. Turchia, 46. Ucraina, 47. Ungheria.

Eccetto 3 stati: 1.Biellorussia, 2. Katszakistan, 3. Città del Vaticano.

2. Corte Europea dei Diritti dell'Uomo CEDU o EDU ha sede a Strasburgo in Francia Unione Europea. Si pronuncia sui ricorsi circa la presunta violazione dei diritti indicati nella CEDU  che possono essere presentati tanto dagli Stati membri della Convenzione ossia i 47 stati d'Europa quanto, a partire dall’Undicesimo Protocollo del 1988, da singoli individui riguardanti i diritti umani. La Corte europea dei diritti dell’uomo non deve essere confusa con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che si occupa del rispetto del diritto comunitario e dell’interpretazione e applicazione dei trattati istitutivi dell’UE, né con la Corte Internazionale di Giustizia ONU.
 La Corte ha competenza su tutto quanto attiene alla CEDU. Che cosa significa? Nella CEDU sono stati definiti i diritti fondamentali che i singoli stati membri d'Europa devono non solo rispettare ma assicurare a tutte le persone che si trovano sul loro territorio – e quindi a prescindere dalla cittadinanza: del resto, si chiamano diritti umani proprio perché appartengono a tutti! La CEDU sancisce e dunque protegge il diritto alla vita, all’equo processo, al rispetto della libertà d’espressione, al pensiero e alla libertà di culto, alla proprietà e alla sfera privata. Proibisce espressamente il ricorso alla tortura o a trattamenti degradanti, la schiavitù e il lavoro forzato, la pena di morte, la detenzione arbitraria e il trattamento discriminatorio nell’accesso e godimento dei diritti previsti dalla Carta stessa.

Istituzioni dell'Unione Europea

1. Consiglio Europeo riunisce i capi di stato e di governo dell’UE, 27 stati per decidere le strategie di fondo della politica dell'U.E. l' attuale Presidente è il belga Charles Michel. Esso ha sede a Palazzo Europa a Bruxelles in Belgio Unione Europea.

I 27 Stati dell' U. E. sono:
1. Austria, 2. Belgio, 3. Bulgaria, 4. Cipro,  5. Croazia, 6. Danimarca, 7. Estonia, 8. Finlandia, 9. Francia, 10. Germania, 11. Grecia, 12. Irlanda, 13. Italia, 14. Lettonia, 15. Lituania, 16. Lussemburgo, 17. Malta,  18. Paesi Bassi, 19. Polonia, 20. Portogallo, 21. Repubblica Ceca, 22. Romania,  23. Slovacchia, 24. Slovenia, 25. Spagna, 26. Svezia,  27. Ungheria.

Parte legislativa:

2. Consiglio dell’Unione Europea è composto dai 27 ministri di ciascuno stato, che si riuniscono in base alla materia in discussione. È uno dei due rami legislativi dell’Ue, è la camera alta, che rappresenta gli interessi dei governi dei singoli stati membri ed insieme al parlamento modifica e vota sulle proposte della commissione. Esso ha sede a palazzo Justus  Lipsus a Bruxelles in Belgio Unione Europea.
3.  il Parlamento Europeo è uno dei due rami legislativi dell’Ue, esso è la camera bassa (quella che rappresenta tutti i cittadini), ed insieme al Consiglio dell'Unione Europea modifica e vota sulle proposte della commissione europea. Esso è situato a Bruxelles in Belgio Unione Europea.
 Una seconda sede è situata a Strasburgo in Francia, Unione Europea.

Parte esecutiva:

4. La Commissione Europea è la parte esecutiva dell'U.E. È l'unico organo cui compete redigere le proposte di nuovi atti legislativi europei. Inoltre, attua le decisioni del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'UE. La sua sede è Palazzo Berlaymont a Bruxelles in Belgio Unione Europea.

Parte Giudiziaria:

5. Coorte di Giustizia dell'Unione Europea è la più alta istituzione di giustizia sovranazionale, esso dirime le controversie e il rispetto del diritto comunitario e dell’interpretazione e applicazione dei trattati istitutivi dell’UE tra gli Stati membri dell' U.E.,
si trova a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

6. Il Tribunale dell'Unione Europea é la seconda istituzione di giustizia sovranazionale,  al di sopra della Cassazione nel caso italiano, esso dirime le controversie  e il rispetto del diritto comunitario tra i cittadini dell' U.E. e tra i cittadini dell' U.E. e gli Stati membri dell' U.E., si trova a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

Parte finanziaria:

7. La Corte dei Conti Europea è l'istituzione dell' Unione Europea preposta all'esame dei conti di tutte le entrate e le uscite dell'Unione e dei suoi vari organi, accertandone la sana gestione finanziaria. Ha sede a Lussemburgo in Lussemburgo Unione Europea.

7. La Banca Centrale Europea BCE tratta l'Euro dell'Unione Europea. Ha sede a Francoforte in Germania Unione Europea.


Le istituzioni Italiane

Ricordo che l'Italia è un paese laico ossia libero di professare qualunque fede religiosa ma con maggioranza di cristiani cattolici.

L' Italia consta di 20 regioni italiane: 

1. Valle d'Aosta, 2. Piemonte, 3. Liguria, 4. Lombardia, 5. Trentino-Alto Adige, 6.  Veneto, 7. Friuli-Venezia Giulia, 8. Emilia Romagna, 9. Toscana, 10. Umbria, 11. Marche, 12. Lazio, 13. Abruzzo, 14. Molise, 15. Campania, 16. Puglia, 17. Basilicata, 18. Calabria, 19. Sicilia, 20. Sardegna.

1. Presidenza della Repubblica italiana con sede al Quirinale a Roma Italia Unione Europea.
L'attuale presidente è Sergio Mattarella. 

Parte Legislativa:

2. Il Parlamento Italiano formato da:
     1. Senato della Repubblica è la camera alta e si occupa della parte legislativa insieme alla Camera dei Deputati. Esso ha sede palazzo Madama a Roma Italia Unione Europea.
       2. Camera dei Deputati è la camera bassa e si occupa insieme al Senato della Repubblica della parte legislativa esso ha sede a palazzo Montecitorio a Roma Italia Unione Europea.

Parte esecutiva:

3. Il Governo ossia il Consiglio dei Ministri rappresenta il potere esecutivo di cui il Presidente del Consiglio dei Ministri o  Premier attuale è Giuseppe Conte esso ha sede a Palazzo Chigi a Roma Italia Unione Europea.

Parte Giudiziaria:

4. Corte Costituzionale giudica le leggi e le controversie tra le regioni e quelle di stato italiano palazzo della consulta a Roma Italia Unione Europea.

5. Il Consiglio Superiore della Magistratura  CSM è un organo di rilievo costituzionale, cui spetta il compito di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura ordinaria. La Costituzione ossia la legge nazionale, ha scelto di attribuire tutte le decisioni più significative sulla carriera e sullo status professionale dei magistrati a tale organo, la cui caratteristica fondamentale è l’autonomia dagli organi di indirizzo politico di maggioranza.
ha sede al Palazzo dei Marescialli Roma Italia Unione Europea.

6. Coorte di Cassazione è la parte più alta ossia la 3 delle sentenze italiane dopo il primo grado tribunale ordinario ed il secondo corte d'appello o d'assise o d'assise d'appello. Ha sede  al Palazzo di Giustizia Roma Italia Unione Europea.

Parte finanziaria:

7. Banca d'Italia tratta l'Euro in Italia ha sede a Roma Italia Unione Europea.


Il cristianesimo è una religione a carattere universalistico, originata dal giudaismo nel I secolo

I cristiani assunsero dal giudaismo le sue Sacre scritture, definite poi Antico Testamento, nella versione tradotta in greco ellenistico (anche a causa della prevalente origine greco-romana della maggioranza dei primi adepti), dottrine fondamentali come il monoteismo, la fede in un messia o cristo, alcune forme del culto (incluso il sacerdozio.
cristianesimo inteso come religione distinta da quella ebraica iniziò a delinearsi dopo il cosiddetto "Sinodo di Jamnia" in cui venne presa posizione decisa circa l'estraneità della "Via"[6] dall'ebraismo ortodosso, a partire dalla seconda metà del II secolo.

nel IV secolo con la conversione dell'Imperatore Costantino I (battezzato in punto di morte da un vescovo ariano[7]) il quale fece indire il Concilio di Nicea per far emergere una sola corrente ed eliminare le altre. Contestualmente la Cristianità divenne una religione approvata ufficialmente e i vescovi Cristiani, vittime in precedenza del potere militare, ne passarono al comando[8].

Nel 380 Teodosio con l'Editto di Tessalonica la rese l'unica religione ufficiale dell'impero romano ricorrendo anche a mezzi cruenti per reprimere le resistenze dei pagani.[9]


Circa cinque secoli dopo lo scandalo delle indulgenze spinse Lutero a causare un altro scisma e quindi a fondare il Protestantesimo

Le tre divisioni principali della cristianità sono il cattolicesimo romano, il cristianesimo ortodosso e le varie denominazioni del protestantesimo.
 Il Grande Scisma del 1054 divise la cristianità calcedoniana fra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa. Per le contese teologiche circa i dogmi trinitari, il celibato ecclesiastico ed altre questioni minori 
Il protestantesimo nacque all'interno della Chiesa cattolica a seguito della riforma protestante nel XVI secolo, dividendosi poi in varie ramificazioni.


 

venerdì 8 novembre 2019

differenza fra pedagogista psicologo educatore e consulente pedagogico e pedagogista giuridico

Sharing TV

Trasmissione 

Legami familiari

Durata: 20 min

Registrazione: mercoledi 6 novembre 2019 ore 17:00, via Matteotti 111 Foggia, 1° piano

Puntata 4 

Conduttrice: Dr.ssa Vittoria Salice, Pedagogista, Consulente Pedagogico e Pedagogista Giuridico.


Oggi è una puntata speciale in quanto sarò io sola consulente pedagogico nonché pedagogista giuridico e conduttrice di questa rubrica a  rispondere alle numerose domande che mi avete posto sui vari social quali: linkedin, facebook, twitter, messenger, instagram, whatsapp, dopo aver visto le puntate precedenti ovviamente per privacy non dirò i vostri nomi:


  1. Dr.ssa chi è il pedagogista? Come si differenzia dallo psicologo?  E come si differenzia dall'educatore? Il consulente pedagogico chi è e cosa fa? 


Risposta

Il pedagogista è un professionista dell’ aiuto alla persona,  un esperto dei processi educativi e formativi e si occupa della persona per tutto il ciclo di vita dalla gravidanza all’età geriatrica e vede la parte conscia. 

Si differenzia dallo psicologo che vede invece la parte inconsia della persona essi dovrebbero lavorare in sinergia per avere una fotografia completa della persona. 

Mentre l'educatore è il laureato triennale un tecnico che è direttamente sottoposto al pedagogista in quanto lui è concentrato sul fare con l'utente.


Il consulente  pedagogico è il pedagogista che lavora come consulente per le coppie e le famiglie negli studi in forma privata o associata.  Cosa fa? Attraverso la consulenza si concentra sull’ educere ossia sul tirar fuori le potenzialità attraverso l’empowerment un processo di crescita, sia dell'individuo sia del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.  consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita sociale.


Chi è il pedagogista giuridico? Il pedagogista giuridico è un pedagogista che che può iscritto negli albi dei tribunali ordinari come ctu e può lavorare il qualità di ctp in collaborazione con gli avvocati o anche come giudice onorario nei tribunali minorili e di sorveglianza. Si occupa di       famiglie  ricostituite; convivenze, separazioni; divorzi; conflittualità e mediazione  familiare;  sostegno alla genitorialità; affido e  adozione; idoneità  genitoriale;  danno  alla  persona  (esistenziale);   mobbing;  stalking;  l’abuso psicologico; l’abuso sessuale;   il condizionamento  della  persona:  plagio (diretto ed indiretto), mobbing,  limitazioni di personalità, persecuzione.

la formazione della coppia sana

La coppia sana


 Come si divide il cervello?

     Secondo Maclean dice (M.G. Contini in per una pedagogia delle emozioni) il cervello (più correttamente encefalo “) dell’uomo/donna 
sono diversi ma complementari. 
Il cervello maschile pesa 1,35 kg ed ha un volume di 1300 cm³,
 contro, il cervello femminile che pesa 1,21 Kg, ed ha un volume di 1100 cm³
 Il cervello è formato dalla materia grigia che è il corpo dei neuroni  nostro sistema nervoso è costituito da due tipi di cellule, i neuroni e le cellule della glia. I neuroni hanno la funzione di raccogliere e trasmettere informazioni ad altre parti del corpo. Ogni neurone è dotato di un corpo cellulare e si serve di diversi sottili prolungamenti come gli assoni. Quest’ultimi si uniscono in fasci a formare le fibre nervose e consentono di trasportare gli impulsi da una parte all’altra del cervello degli uomini e delle donne. I ricercatori americani hanno scoperto che nell’uomo le informazioni viaggiano avanti e indietro all’interno dello stesso emisfero, nella donna invece compiono un percorso a zig-zag tra i due emisferi.
 “Quanti neuroni abbiamo nel nostro cervello?”  86 miliardi di neuroni (più negli uomini), Sono presenti in media 5 cellule gliali per ogni neurone,
e dalla corteccia celebrale e  dalle sinapsi (più nelle donne) che sono le connessioni Ma quante sinapsi sono presenti nel cervello? È impossibile stabilirlo con esattezza: le sinapsi possono essere definite elementi dinamici poiché aumentano ogni qualvolta apprendiamo compiti o informazioni nuove. Una stima numerica del numero di sinapsi può essere determinata sul singolo neurone: si calcola che siano presenti 100 mila sinapsi per ogni cellula nervosa. Un numero impressionante.
 e dalla materia bianca data dai fasci di fibre nervose (sia ascendenti che discendenti) che uniscono l'encefalo e il midollo spinale.

 Ancor più impressionante è la velocità di trasmissione dell'impulso elettrico: l'informazione nel cervello può raggiungere i 430 km orari determinando la formazione di oltre 70mila pensieri al giorno.


Confrontando la distanza sinaptica, il numero di sinapsi e il livello di output delle informazioni, gli esperti sono stati in grado di dare una buona stima della capacità di calcolo del nostro cervello: 10 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Una cifra incredibile ma documentata e riferita da Raph C. Merkle, membro della Singularity University (USA).

 

Un'ultima curiosità: l'impressionante numero di impulsi elettrici che viaggiano continuamente attraverso il cervello generano 25 watt di energia, l'equivalente necessario ad accendere una lampadina. Sarà per questo che l'intuizione è spesso rappresentata graficamente con una lampadina accesa?

Il cervello è  diviso in tre questa distinzione è funzionale e non anatomica:

• il paleoencefalo o 
cervello rettiliano, l'istinto, si trova vicino al midollo spinale e nella parte centrale, come l’ipotalamo, che controlla il sistema endocrino e regola i bisogni alimentari, sessuali, l’emotività ecc. presiede forme ripetitive di comportamento
presiede attività istintive e rappresenti la sede di comportamenti emotivi (per es., il comportamento sessuale, la fame, la sete, la cura della prole, ecc.).

• il cervello paleomammifero o sistema limbico parte centrale ossia le emozioni: ove si elaborano le emozioni in particolare quelle che presiedono all’autoconservazione e alla conservazione della specie. Esso funziona come selettore di valori, regola la nostra identità personale. Qui è situata, secondo Laborit sia la memoria remota sia quella affettiva. La memoria remota è strettamente legata all’ambito esperienziale, secondo meccanismi che implicano contatti fra i neuroni (le sinapsi). L’esperienza di una situazione positiva o negativa per il soggetto, suscita in lui un vissuto di piacevolezza o di dispiacere che si ripresenterà in seguito, ogni volta che verrà riconosciuto lo stesso tipo di situazione, una sorta di “coazione a ripetere”.
 La memoria affettiva permette all'individuo di provare emozioni dai quali scaturiscono bisogni acquisiti, e non istintivi. Tali bisogni sono radicati nella storia personale di ciascuno e possono entrare in collisione con quelli degli altri (norme sociali o contesto in cui si vive). Questo provoca conflittualità, spesso inconscia, che Laborit definisce “patologia dell’inibizione comportamentale”.

• Il cervello neo-mammifero o neocorteccia parte esterna, la ragione: dove hanno sede le funzioni dell’intelligenza e del linguaggio.
 Alla neocorteccia corrispondono, secondo Morrini due emisferi del cervello, messi in comunicazione dal corpo calloso, che svolgono dei compiti unici.
 Il loro funzionamento è incrociato e comunicano tra loro, l’emisfero sinistro a controllare la parte destra del corpo e viceversa.

Emisfero dx irrazionale emotivo ed inconscio.
Emisfero sx razionale e conscio.



 • L'emisfero sinistro, essendo quello razionale, è sede del conscio ed elabora quindi le informazioni vitali a breve termine Esso presiede a specifiche attività quali: pensiero analitico, astratto, spiegazione, focalizzazione su oggetti, linearità, sequenzialità, serialità, razionalità/calcolo, controllo/dominanza sociale, maschile, tecnico, cultura/educazione occidentale 
 Due  sono le funzioni del cervello responsabili del pensiero e del linguaggio entrambi nell'emisfero sinistro: l'area di wernike controlla la comprensione di significati, l'area di broka la  del linguaggio e l'elaborazione della sintassi.

• L'emisfero destro, invece, è quello irrazionale-emotivo ed è sede dell'inconscio(per definirlo come diceva Freud “è quella parte di cervello che fa cose di cui non mi accorgo”). Esso elabora informazioni a medio e lungo termine e presiede alle attività di: pensiero intuitivo, concreto, comprensione, focalizzazione su persone, simultaneità, sintesi, globalità, estetica/arte, comunicazione psicoaffettiva, femminile, artista, cultura/educazione orientale.

Tutti noi, usiamo entrambi gli emisferi, ma alcuni di noi sono razionali e altri più emotivi. Di solito noi usiamo di più l'emisfero sinistro che, a incrocio ci fa usare più la parte destra del nostro corpo pensiamo ad es. a quanto scriviamo, esso è più razionale, articola la parola, la matematica ed è sequenziale. L'emisfero destro invece è irrazionale dove è posizionato l'inconscio, il sogno, la creatività, l'irrazionalità, il nostro programma mentale. 


La nostra mente può essere paragonata a un dischetto vergine, che, vien scritto, man mano che i genitori, i docenti, il gruppo dei pari, la società, il mondo intero, ci forniscono informazioni. Il potere dell'inconscio: è ad es. se mia madre, mi ha sempre detto, che sono un imbecille questo concetto si imprimerà nell'inconscio, in modo da farmi comportare da imbecille, e porterà nella mia vita disgrazie a cui io stesso darò un’altra giustificazione ad es. distrazione etc.... Il messaggio inoltre va sempre dato in positivo per la legge dell'attrazione (F. Marchesi), infatti, ciò che ci succede di negativo si attua in quanto, le energie si spostano sui pensieri negativi, ovvero, siamo noi con i nostri pensieri negativi che smuoviamo delle energie, che si materializzano, ad es. se un padre non vuole che il proprio figlio prenda l’aereo, darà la spiegazione, della sua paura, che l’aereo possa cadere, tale pensiero negativo si potrebbe materializzare, difatti, non bisognerebbe mai pensare in negativo e comunque formulare il proprio pensiero in positivo . La parte irrazionale ovvero l'inconscio ha il potere sulla nostra vita che arriva ad occupare il 90% rispetto al 10% della parte razionale.


Il cervello enterico
 I due cervelli, il cranico e l'enterico, sono connessi dal nervo vago dove si racchiudono emozioni e sensazioni. Anche l'intestino si emoziona, soffre, gioisce. E' la scoperta di Mintsai Liu e Michael Gershon della Columbia University di New York. Ciò che la scienza ha battezzato come «secondo cervello» vive sì nel ventre di ciascuno di noi ma è una sorta di chiave che regola stress, ansia e tensione. La natura ha previsto di investirlo di proprietà legate alle funzioni derivanti dalle emozioni, dai sentimenti ed all'inconscio del soggetto. Il cervello enterico, dunque, può pensare, prendere decisioni e provare sensazioni autonomamente da quello cranico, come insegna la neuro-gastroenterologia (vedi la colite, l'ulcera, i bruciori di stomaco, ecc., malattie causate dallo stress).

Quali sono i 7 bisogni dell' uomo e della donna per Maslow? 
Sono:
1. fisiologici;      
2. salute e sicurezza; 
3. intimità ed emozioni; 
4. amicizia e famiglia; 
5. progettualità;           
6. autorealizzazione;      
7. spiritualità.

Una delle domande che mi è stata posta è dr.ssa perché per formare una coppia  scelgo tizio e non caio?


 L’ uomo in genere è portato ad accoppiarsi per procreare ma sono 5 gli aspetti che precedono l’attrazione:

1. Vicinanza,  amicizia, studi, professione etc.                                         

2. bellezza fisica,                                               3. Somiglianza, per valori atteggiamenti etc.   

4. Complementarità ossia gli opposti, anche se nuove teorie dicono che sono più i simili che gli opposti che si attraggono                      

M5. l’attrazione reciproca, biochimica.

Dopo il 4/5 incontro si può chiamare relazione.

Come dice la teoria dell'equità i profitti ed i costi che noi diamo da ambo le parti devono essere equi per avere una relazione affettiva soddisfacente.

Bisogna dare l' esclusivita, bisogna dare conto all'altra persona, bisogna condividere momenti belli e brutti, bisogna crescere insieme ed andare avanti, non bisogna accettare lo stallo o tornare indietro. Ci vuole discernimento ossia la capacità di formulare un giudizio o di scegliere un determinato comportamento, in conformità con le esigenze della situazione ossia ben centrati.

In un rapporto sano d’amore la bisogna investire nei sentimenti in due per fare questo ci vuole la condivisione degli stati d’animo e soprattutto l’empatia emotivo-affettiva, motivazionale e cognitiva rappresentano due elementi assolutamente fondamentali. Ricordarsi che per costruire un rapporto di coppia bisogna prima voler bene a se stessi ben centrato/a per poi voler bene all' altro e mettere sempre dei vincoli ( i classici puntini sulle i) il dialogo e non il monologo è importante e vedere sempre dove abita il vostro cuore e quello del/la vostro/a partner. Prendersi cura dell' altra persona e l' altra persona ti deve migliorare deve arricchire e completare la tua vita non deve essere l' altra metà della mela perche' si deve bastare a se stessi ma deve aggiungere addizionare il rapporto duale sentimentalmente e ti deve rendere felice di condividere..per farlo ci vuole una buona dose di romanticismo e condivisione dei momenti belli e brutti.

La persona sceglie il/la partner per complementarità in un ottica trigenerazionale, ossia la persona che stima di più  che può essere il padre, la madre, i nonni/e o i fratelli/ sorelle.

Sono tre i fattori importanti per la scelta dei partner come dice il triangolo dell' amore di Stemberg  che con le varie combinazioni diventano 7:

1. Passione: intesa come grande attrazione fisica e voglia di vicinanza; rapporto di quotidianeita, empatia, unicita, dialogo, sintonia, comunicazione emotiva, confidenza, complicità.

2. Intimità: conoscenza dell’altro e fiducia in ciò che è, ciò che fa e ciò che prova. Vicinanza e preoccupazione per il suo benessere. Necessità di vicinanza e di scoperta mutua o reciproca.

3. Decisione/Impegno: la decisione di stare insieme e l'impegno di mantenerlo nel tempo.

La Decisione: Si riferisce, nel breve termine, alla scelta della persona per cui si prova un sentimento d’amore;

L'Impegno nel lungo termine, al proprio impegno a mantenere vivo, esso ha bisogno di nutrito di quell' amore attraverso la progettualità e attraverso scelte di tipo istituzionale e responsabilità (convivenza, matrimonio, figli). 

Questi due aspetti della componente della Decisione/Impegno non vanno necessariamente insieme, in quanto:

1. si può decidere di amare qualcuno senza essere impegnati nell’amore a lungo termine, 

2. si può essere impegnati in una relazione stabile senza amare pienamente l’altra persona.

Tutto ciò considerando altri 2 fattori:

1. la quantità d'amore: rappresentata dall' area all'interno del triangolo( la grandezza). 

2. l'equilibrio in amore: rappresentata dalla forma del triangolo (equilatero, isoscele etc.).

Ovviamente i pilastri della relazione sono fiducia e rispetto e rapporto di qualità.

 i sottogruppi diventano 7 vediamoli:


1. SIMPATIA INTIMITÀ

Si manifesta quando c’è intimità tra due persone, ma non esiste né passione, né impegno. Questo modo di amare è tipico dei rapporti d’amicizia. In generale, si tratta di relazioni che durano più a lungo, anche se non è coinvolto nessun impegno formale.

2. Infatuazione passione

Si parla d’infatuazione quando c’è passione, ma non esiste né intimità né impegno. È tipico dei cosiddetti “amori a prima vista” e, di solito, definisce relazioni brevi e scontate. Come indica il nome stesso, il sentimento può essere molto intenso e persistente, ma non profondo.

3. Amore vuoto impegno

È tipico delle relazioni nelle quali non esiste passione, né intimità, ma che persistono grazie all' impegno di entrambe le parti. È un tipo di legame, o fase, per la quale passano le coppie che stanno insieme da molto tempo.

4. Amore romantico passione più intimità

Nell’amore romantico troviamo passione e intimità, ma senza impegno. È un “camminare sulle nuvole”, godendosi la presenza dell’altro, ma senza la minima volontà di rendere vero il legame. In generale, questo tipo d’amore scompare quando si presentano avversità o difficoltà.

5. Amore-amicizia intimità più impegno

In questo tipo d’amore troviamo intimità e impegno, ma non passione. A entrambi piace essere in compagnia dell’altro e hanno preso la decisione di mantenere questo legame, anche se non c’è desiderio sessuale o romantico. È un modo d’amare tipico dei grandi amici o delle coppie più mature.

6. Amore fatuo passione più impegno

In queste relazioni, c’è una grande componente passionale e un forte impegno, ma non esiste intimità. Di solito, la decisione di rimanere insieme nasce dal desiderio sessuale o romantico, ma non dalla fiducia o dalla compatibilità. Queste relazioni sono tipiche delle persone molto insicure o dipendenti.

7. Amore vissuto passione più intimità più impegno

Rappresenta il modello ideale d’amore, dove troviamo tutti e tre i componenti essenziali: passione, intimità e impegno.

Sternberg sostiene che questo amore è poco comune, ma anche che la cosa più difficile non è trovarlo, bensì mantenerlo. Per riuscirci, bisogna ricordare che l’affetto va manifestato di continuo e che deve essere alimentato.

Per avere una relazione sana bisogna entrare nell'ottica che bisogna trovare sempre nuovi equilibri nel rispetto di entrambi i partner individualmente e per avere un NOI in Relazione.

 La scelta del partner è condizionata dal altri 3 fattori:

MITO  FAMILIARE  ossia la storia la cultura  e le tradizioni delle rispettive famiglie d’origine;

dal MANDATO FAMILIARE la famiglia sceglie tutti i ruoli da ricoprire  e le scelte da fare;

le RISORSE PERSONALI sono i bisogni personali ad es frequentare la palestra, il proprio lavoro, i propri hobby.

Una cosa importante da ricordare è che: con l'altro non deve  diventare un bisogno di stare insieme in quanto dobbiamo prima imparare a stare soli con noi stessi  e poi decidere di stare insieme all' altra persona per il desiderio di stare insieme, il prendersi cura dell' altra persona.

la coppia è formata da tre patti:

1. Il patto segreto tipico dell' innamoramento dura circa 6/9 mesi: formato da 2 parti: 1 parte emersa cosciente e 2 la parte sommersa inconscia.

Al centro il periodo di disillusione dura tra i 3 ed i 21 giorni.


2. patto dichiarato tipico dell' amore, completamente cosciente, questa
 fase di passaggio all'amore è molto variabile e può durare dai 18 mesi fino a un massimo di 4 anni.

3. Il patto convivenza o matrimonio dura tutta la vita.

Vediamoli nel dettaglio:

1. Il patto segreto innamoramento contiene la parte emersa e la parte sommersa:

1. La parte emersa: è una parte cosciente  costituita da norme es plicite e da accordi consapevoli (come l’impulso biologico sessuale e l’impulso rivolto alla riproduzione) e da norme sociali;  

 

2. la parte sommersa: è formata da vincoli inconsci di natura affettiva – emotiva, relativi all’attesa di ognuno dei partner che l’altro corrisponda ad un partner ideale in grado di appagare le proprie aspettative e che si relazioni a lui per confermare una specifica immagine di sé.

 

In questa fase del patto segreto innamoramento ogni   partner, tenderà a idealizzare l’altro e se stesso, creando una bolla di illusione narcisistica sulle buone qualità dell’altro e di se stessi, che vengono appunto gonfiate a livelli idealistici. Ora la coppia è formata,  sarà poi il tempo,  la quotidianità a far svanire questa illusione, e  all'illusione fa seguito la delusione o disillusione. 


  •  La prima è quella in cui  l'impulso sessuale guida gran parte dei nostri comportamenti. 

  • La seconda si riferisce all'”amore romantico”, nel quale si creano relazioni di dipendenza con un alto costo emotivo e personale. 

  • La  terza è quella che costituisce l’attaccamento più sano, in cui la coppia costruisce una complicità significativa di cui beneficiano entrambi i membri.

  • Ma oltre a comprendere che cosa garantisca la stabilità e la felicità di una coppia, c’è un altro aspetto che ci interessa. Parliamo dell’innamoramento, parliamo della chimica dell’innamoramento e dell' amore di questo processo strano, intenso e sconcertante che a volte porta il nostro sguardo, la nostra mente fuori da ogni portata.                    

  • Sia la chimica dell’innamoramento sia la chimica dell'amore sono autentici e lo sono per un semplice motivo: ogni emozione viene fatta scattare da un preciso neurotrasmettitore, un componente chimico che il cervello libera in base a una serie di stimoli e fattori più o meno coscienti.

  • Nello specifico la chimica dell'innamoramento è scatenato da tre neurotrasmettitori: 

  •  1 La dopamina piacere ed euforia di stare con quella persona.

  • 2 La noradrenalina giostra di emozioni e sensazioni

  • 3 La feniletillamina Pea intensifica le emozioni. La PEA  stimola  il testosterone ormone del desiderio sessuale. 

1. La dopamina: sto bene con te, “ho bisogno” di starti vicino e non so perché

La dopamina è un componente biologico che ci accende.
 È una sostanza chimica relazionata essenzialmente con il piacere e l’euforia. Ci sono persone che diventano rapidamente l’oggetto di tutte le nostre motivazioni, in modo quasi istintivo. Stare con loro ci crea un piacere indiscutibile, un benessere sensazionale, un’attrazione a volte cieca.
 È la persistente necessità di stare insieme a una persona e non con un’altra. L’innamoramento ci rende selettivi ed è la dopamina a obbligarci a focalizzare “tutto il nostro mondo” su questa persona in particolare, al punto da farla diventare una “ossessione”.

2. Noradrenalina: vicino a te tutto è più intenso

Sappiamo che una persona ci attrae perché ci provoca una giostra di sensazioni caotiche, intense, contraddittorie e a volte incontrollabili. Ci sudano le mani, mangiamo meno, dormiamo solo poche ore o per niente, pensiamo con meno lucidità. Così, senza quasi rendercene conto, ci ritroviamo trasformati in un piccolo satellite che orbita intorno a un unico pensiero: l’immagine della persona amata.


3. Tesoro, mi fai esplodere la “feniletilammina”PEA

Quando siamo innamorati, veniamo completamente dominati da un composto organico: la feniletilammina. Come suggerisce già la parola, si tratta di un elemento che ha moltissime similitudini con le anfetamine, e che insieme alla dopamina e alla seratonina costituisce la ricetta perfetta per un amore da film. Essa è come un dispositivo biologico che cerca di “intensificare” tutte le nostre emozioni.
 La PEA si trova anche nel cioccolato ed è essa che stimola il 
TESTOSTERONE che è l'ormone dell' eccitamento sessuale.

In questo periodo sono le emozioni che generano le azioni esso  dura tra i 12 ed i 18 mesi  (nelle relazioni a distanza 3 anni) dopodiché il cervello si è assuefatto al "cocktail" di sostanze chimiche dette prima e non reagisce più. E quindi possiamo considerare finita la fase dell'innamoramento.


La disillusione la parte centrale che può prevedere l' amore fa  emergere dei lati anche negativi, forse non può far fronte a tutti quei bisogni inconsci di cui parlavo sopra, del partner. E il rapporto potrebbe subire una incrinamento questo dura 21 giorni. Questa disillusione però è un tocca sana per le coppie,  difatti permette di vedere l’altro con dei limiti umani, nella sua natura, nella sua autonomia, non in funzione dei bisogni propri.  
E’ questa disillusione che, se superata, segna il passaggio dall’ innamoramento all'amore, ovvero il passaggio dal patto segreto al patto “dichiarato” la scelta   consapevole.  

Parliamo dell'amore

2 fase il Patto dichiarato:  

i partner dicono: “ti scelgo Per quello che sei non per quello che vorrei che fossi". Come si può ben vedere la grande differenza tra il patto segreto e quello dichiarato è che nel primo la scelta è soprattutto inconscia, quindi inconsapevole, mentre nel secondo la scelta è consapevole quindi conscia. E su questa scelta libera e conscia che i due partner rivedranno la loro storia, i loro progetti, la loro relazione e l’immagine che hanno di sé, dell’altro e della loro relazione, in una ottica più realistica e sincera.

Il 3 patto si può arrivare ad una convivenza o matrimonio.

Dopodiché nel passaggio dall' innamoramento all'amore saranno le azioni a generare emozioni che durano tutta la vita ed ora intervengono altri 3 neurotrasmettitori:



1. P è l' ormone dell' amore  vero e proprio  la sua mancanza spinge la donna al tradimento.
2. Vasopressina fedeltà, la sua  mancanza spinge l' uomo al tradimento 
3. Serotonina felicità. 

1. L’ossitocina è l’ormone che origina l’amore vero e proprio. 
ci riferiamo al bisogno di prenderci cura della persona amata, di darle affetto, di accarezzarla, di essere parte di lei in un compromesso a lungo termine.
All’ossitocina si deve soprattutto la creazione dei legami affettivi, non solo quelli relativi a maternità o sessualità. Si sa, ad esempio, che quanto maggiore è il nostro contatto fisico, quanto più ci accarezziamo, ci abbracciamo, ci baciamo, tanto più il nostro cervello libererà ossitocina. 
Attenzione la mancanza di ossitocina spinge la donna (per l’uomo l’ormone è la vasopressina, che ha lo stesso funzionamento) al tradimento.

2.  la vasopressina collegato alla memoria, spinge alla fedeltà e alla monogamia. 
Difatti la sua mancanza spinge l'uomo al tradimento.

3. La serotonina, dal canto suo, può essere definita con una sola parola: felicità
Avvia un periodo in cui ci rendiamo conto che stare al fianco di questa persona in particolare equivale a sperimentare una felicità più intensa. Pertanto, è necessario investire le nostre forze e impegnarci in questa relazione per preservare questo stato emotivo così positivo.
Quando le cose vanno bene la serotonina ci dà benessere, ci regala ottimismo, buon umore, soddisfazione. Tuttavia, quando dopo l’innamoramento iniziamo e sentire che l’altra persona si allontana, che la situazione si raffredda o che non supera il piano sessuale, i livelli di serotonina possono cadere in picchiata conducendoci a volte a uno stato di vulnerabilità e angoscia molto intense, nel quale può presentarsi anche una depressione.

In conclusione, come abbiamo visto, la chimica dell’amore orchestra gran parte dei nostri comportamenti, che lo vogliamo o no. Lo fa sia  durante l’innamoramento sia nelle fasi successive in cui entrano in gioco altri fattori volti a costruire il compromesso e la stabilità nella coppia e la responsabilità.

Esiste in commercio nelle farmacie un parafarmacia che si chiama amorex contiene serotonina e serve a curare con il mal d' amore.
 
Molti confondono l' innamoramento che è la fase di idealizzazione 1 fase con l' amore vero e proprio 2 fase.

 A parte che interviene la chimica sia nel primo che nel secondo momento e sono completamente diversi. E ci vengono indicate le sedi del cervello coinvolte, alcune di queste aree si trovano nella corteccia cerebrale stessa e altre si trovano nelle stazioni sottocorticali. Tutte costituiscono parti di quello che è noto come il cervello emotivo o sistema limbico.

Nell' innamoramento cioè la 1 fase, ossia nel patto segreto dove gioco forza ci sono le due  parti: la parte cosciente e la parte incosciente in continuo conflitto tra loro, in una durata  di 18 mesi al max, intervengono sostanze chimiche e neurotrasmettitori, come:

1. la dopamina: che dona piacere ed euforia di stare con quella persona. La dopamina viene rilasciata dall’ipotalamo, una struttura situata in profondità nel cervello e che funge da collegamento tra il sistema nervoso ed endocrino.
2 La noradrenalina: rappresenta una giostra di emozioni e sensazioni. La noradrenalina (presente nelle sinapsi adrenergiche quali gli effettori postgangliari ortosimpatici). La noradrenalina è anche un ormone secreto con il rapporto di 1 a 4 insieme all’adrenalina dalla midollare delle ghiandole surrenali proprio su stimolazione ortosimpatica.
3 La feniletillamina Pea: che intensifica le emozioni. La PEA  stimola anche  il testosterone ossia ormone del desiderio sessuale importante sia nell' uomo sia nella donna.
 La Pea è una sostanza nota soprattutto per la sua presenza naturale nel sistema nervoso dell’uomo  dove si ritiene agisca come neurotrasmettitore o neuromodulatore. Ha effetti stimolanti ed è importante per la neurochimica dell’infatuazione e dell’amore romantico. È un’ammina traccia e un alcaloide monoamminico naturale. Nel cervello umano, provoca il rilascio dei neurotrasmettitori noradrenalina e dopamina. La PEA si trova anche nel cioccolato.

Momento astenico: A questa di sopra fa seguito la delusione o disillusione di avere una persona completamente diversa da quella reale  in una durata tra i 12 ed i 21 giorni e se si accetta si passa all' amore.

Se superato il momento astenico scatta l' amore, la 2 fase, ossia il patto dichiarato cioè cosciente: ti accetto così come sei e non come volevo che tu fossi, ora intervengono altre sostanze chimiche che dura tra i 3 anni a tutta la vita:

1. Ossitocina:  è l' ormone dell' amore  vero e proprio  la sua mancanza spinge la donna al tradimento.
 Essa ha sede nel ipotalamo e poi immagazzinati nella ghiandola pituitaria, per essere scaricati nel sangue ogni qualvolta si crea una “connessione amorosa” con qualcuno e ci si sente “ricompensati” dalla presenza di quella persona; fino anche a percepirsi in un “tutt’uno” con lei, in una sorta di legame chimico ed emozionale.
2. Vasopressina: fedeltà, la mancanza di fiducia spinge l' uomo al tradimento. Essa ha sede nel ipotalamo e poi immagazzinati nella ghiandola pituitaria, per essere scaricati nel sangue ogni qualvolta si crea una “connessione amorosa” con qualcuno e ci si sente “ricompensati” dalla presenza di quella persona; fino anche a percepirsi in un “tutt’uno” con lei, in una sorta di legame chimico ed emozionale.
3. Serotonina: l' ormone della felicità è una molecola che agisce come neurotrasmettitore ed ormone ed è presente in molti tessuti tra cui il cervello, la serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall'amminoacido essenziale triptofano, una molecola proteica assunta principalmente attraverso la dieta. Presente in varie aree del sistema nervoso centrale, è una sostanza sedativa prodotta da alcuni neuroni cosiddetti serotoninergici, che mostra una relazione diretta con i livelli dell'umore e con altre funzioni dell'organismo. Come avviene per tutti i mediatori chimici, anche la serotonina, per consentire la trasmissione delle informazioni da un neurone a un altro. 
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lunedì 21 ottobre 2019

legami affettivi

Ciao sono la tua collega di Foggia, sto conducendo una rubrica prettamente pedagogica, si chiama 'legami affettivi' c/o la Sharing TV canale 272 del digitale terrestre a Foggia che va in onda alle 21:15 il venerdi sera. Mi chiedevo se volevi essere mia ospite al programma io mercoledì registro la puntata ovviamente sentendoci prima per concordare le domande...fammi sapere grazie... è un modo per farci conoscere 😉. Contattatemi al 3209048888