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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

domenica 6 giugno 2021

il narcisista non cambia

Perché è così difficile per un narcisisti cambiare il proprio comportamento abituale una volta che comprende che sia controproducente?

La parola "abituale" contiene la risposta del perché i comportamenti narcisistici sono così difficili da cambiare. Le abitudini sono codificate nel cervello. Quando ripetiamo una particolare risposta più e più volte per decenni, un gruppo di neuroni nel cervello si connette fortemente e altre risposte potenziali diventano meno probabili.

Cos'è il darwinismo neurale?

Gerald Edelman (1929-2014), il biologo vincitore del Premio Nobel, ha descritto la situazione sopra descritta in modo approfondito nel suo libro del 1987 intitolato "Darwinismo neurale".

Dal punto di vista di Edelman, una volta che una serie di risposte neuronali si è radicata profondamente nel cervello, ha vinto la competizione darwiniana. Ciò significa che sarebbe quasi impossibile che una serie diversa di risposte si verificasse senza un lavoro enorme. Qualsiasi gruppo di neuroni in competizione che non viene utilizzato con la stessa frequenza, si degraderà nel tempo.

Quindi, cosa c'entra questo con l'DNP?

Il disturbo narcisistico di personalità può essere visto come una combinazione di un insieme di abitudini che si sono sviluppate nell'infanzia insieme ad alcuni deficit. Per far sì che un narcisista cambi il proprio comportamento, deve identificare ogni singola abitudine che vuole cambiare, identificare una nuova risposta per sostituirla, portare la vecchia abitudine a diventare consapevole e smettere di usarla. Poi deve mettere in pratica il nuovo comportamento più costruttivo ancora e ancora, finché non diventa la nuova risposta di default.

Questo processo va ripetuto di nuovo con ogni abitudine disadattiva.

Cosa si può dire riguardo ai deficit?

Ci sono 5 deficit comuni associati al disturbo narcisistico di personalità. Al narcisista mancano:

  1. Le relazioni oggettuali — la capacità di vedere se stessi e le altre persone in maniera realistica ed integrata che nello stesso tempo contiene caratteristiche apprezzate e non.
  2. La costanza dell'oggetto — la capacità di restare connessi con i propri sentimenti positivi per un'altra persona di cui ci importa quando ci sentiamo arrabbiati, delusi, frustrati o fisicamente distanti da essa.
  3. L'empatia emotiva — il narcisista manca della capacità di condividere il dolore o la gioia di un'altra persona, quando non ha nulla a che fare con lui/lei.
  4. La ristrettezza del pensiero — questo riguarda l'incapacità del narcisista di capire che ci possono essere altri punti di vista, ugualmente validi, che differiscono dal suo.
  5. La visione dell'uguaglianza - Il narcisista ha un modo di pensare gerarchico e non crede che gli altri possano essere viste come sui pari. Ognuno è o al di sopra o al di sotto del suo status.

Ognuno di questi 5 deficit è anche codificato nella mente e deve essere lavorato in maniera metodica e continuativa per ampliare le capacità delle persone in queste aree. Ciò richiede passi che somigliano ad un cambiamento di un'abitudine: attenzione, trovare un'alternativa costruttiva, sostituire consapevolmente la risposta più nuova con la vecchia reazione maladattiva e farlo centinaia di volte fino alla formazione di nuove connessioni neuronali.

martedì 1 giugno 2021

leggi universali

Le leggi universali sono:
1: Mentalismo.
2: Corrispondenza.
3: Vibrazione.
4: Polarità’.
5: Ritmo.
6: Causa- effetto.
7: Generazione.

1: PRINCIPIO DEL MENTALISMO.
I pensieri, sono cose, attraverso i nostri pensieri creiamo la nostra realtà’. I pensieri sono energia, energia che si manifesta e diventa forma.
TUTTO É MENTE! L’intero Universo è racchiuso nella nostra mente. Avete idea della grandezza e della potenza di questo principio???
SIAMO GLI UNICI CREATORI E RESPONSABILI DELLA NOSTRA REALTA’. LA CREIAMO ATTRAVERSO I NOSTRI PENSIERI! DOVE PONI LA TUA ATTENZIONE VA’ LA TUA ENERGIA!!!
Che meraviglia!!

2: PRINCIPIO DI CORRISPONDENZA
Si racconta la storia di due cani che, in momenti diversi, entrarono nella stessa stanza.
Uno ne uscì scodinzolando, l’altro ringhiando.
Una donna li vide e, incuriosita, entrò nella stanza per scoprire cosa rendesse uno felice e l’altro così infuriato.
Con grande sorpresa scoprì che la stanza era piena di specchi:

 

Il cane felice aveva trovato cento cani felici che lo guardavano,

 

mentre il cane arrabbiato aveva visto solo cani arrabbiati che gli abbaiavano contro.
Quello che vediamo nel mondo intorno a noi è un riflesso di ciò che siamo. Tutto ciò che siamo è un riflesso di quello che abbiamo pensato. La mente è tutto. Quello che pensiamo diventiamo.

Tutto nell’universo é in corrispondenza. Come in cielo cosi in terra, come dentro cosi fuori e come fuori cosi dentro.
QUELLO CHE VEDIAMO ALL’ESTERNO, É UN RIFLESSO DEI NOSTRI PENSIERI. I NOSTRI PENSIERI SI MANIFESTANO ALL’ESTERO.
Questo principio ci fa anche capire che ogni persona che incontriamo é un nostro specchio, un nostro riflesso. E osservando gli altri possiamo capire noi stessi.

3: LEGGE DELLA VIBRAZIONE
Tutto è Energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella Realtà. Non c’è un’altra via. Questa non è filosofia. Questa è Fisica.

Einstein
TUTTO VIBRA,TUTTO É IN MOVIMENTO!!
Anche se tutto ci sembra fermo, essendo energia, si muove, vibra a una determinata frequenza. Le cose più’ solide come le rocce, sono pesanti e vibrano a una frequenza bassa, gli spiriti, gli angeli, vibrano a una frequenza talmente alta che ci risultano invisibili.
OGNI COSA SI MUOVE, OGNI COSA É VITA!!
Tutti i nostri pensieri, emettono delle vibrazioni, i pensieri positivi vibrano a una frequenza più alta, sono cosi forti da sciogliere i pensieri negativi.
Ogni volta che siamo in una vibrazione bassa, sforziamoci di vibrare più’ alto, di essere felici.

4: LEGGE DELLA POLARITÀ
Tutto é duale, tutto ha due poli opposti. Gli opposti sono differenti, ma uguali. Sono la stessa cosa in due gradi diversi.
Per spiegare meglio questo concetto, immaginiamo un termometro.

polarita'. non essere un termometro, si un termostato. Leggi universali. 
La temperatura 35º, corrisponde al freddo e 42º al caldo. Considerando che entrambi i poli ci indicano la temperatura, possiamo affermare che sono due poli della stessa cosa.
Lo stesso vale per amore e odio, per felicità e tristezza.
Ogni volta che ci sentiamo tristi possiamo POLARIZZARE il nostro pensiero e e trasformarlo in felicità. Una volta che dominiamo questo principio, possiamo Polarizzare ogni cosa nella nostra vita, ogni stato d’animo, ogni ambiente e anche le persone che ci circondano. Capiamo la loro polarità, e attraverso le nostre parole polarizzarle. Proprio come quando in estate abbiamo caldo e accendiamo il condizionatore per rinfrescarci. Quando impariamo a Polarizzare, smettiamo di farci influenzare dalle energie esterne e trasformiamo ogni situazione. Da termometro, che si adatta e riflette la temperatura esterna, possiamo diventare TERMOSTATI, scegliere la temperatura e influenzare l’ambiente esterno. Che meraviglia!!

5: LEGGE DEL RITMO
leggi universali, legge del ritmo, tutto cambia. 
Per quanto riguarda il principio del ritmo possiamo dire che:
TUTTO FLUISCE E REFLUISCE, AVANZA E RETROCEDE.
Proprio come le onde del mare, e il loro moto ondoso.
Attraverso questa legge possiamo capire che anche la nostra vita é soggetta al ritmo,
e quindi viviamo di alti e bassi.
Ma possiamo trascendere questa legge, metterci al di sopra di essa.
Infatti, in qualsiasi situazione scomoda, possiamo trasformarla, accettandola, e agendo per modificarla: TUTTO CAMBIA, LA LEGGE DEL RITMO É SEMPRE IN AZIONE!

6: LEGGE DI CAUSA E EFFETTO
A OGNI AZIONE, CORRISPONDE UNA REAZIONE UGUALE E CONTRARIA!
QUELLO CHE SEMINI, COSTRUTTIVO O DISTRUTTIVO, É CIO’ CHE RACCOGLIERAI!
RACCOGLI CIO’ CHE SEMINI.

Ce lo dice la fisica attraverso la terza legge della termodinamica o principio di azione, ce lo dicono i buddisti quando parlano di KARMA, la legge di causa e effetto é forse la legge universale di cui sentiamo parlare maggiormente, anche se non tutti decidono di applicarla alla propria vita. Abbiamo il potere di piantare semi tutto il tempo e assicurarci un ottimo raccolto, non sprechiamoli.

7: LEGGE DI GENERAZIONE
Tutto ha una parte femminile e una maschile. Per poter creare qualunque cosa queste due energie devono collaborare, proprio come per l’uomo. Per far si che ci sia il concepimento c’e’ bisogno dell’uomo e della donna.
Il maschile rappresenta il dare, l’intelligenza, la scienza
Il femminile il ricevere, l’amore, la religione.

sincronicità e legge d'attrazione

La Legge di Attrazione (Pauli in fisica quantistica) parla di me. Attraggo a me ciò che sono, non ciò che faccio, in modo causale e non casuale.  La Sincronicità ( Jung psicanalista) è l' osservare, ( esperimenti ECG tra l'emisfero dx e sx di coppie che si incontrano tramite energie ossia particelle di quanti nell'universo è ciò che noi chiamiamo la forza del pensiero che ha i suoi tempi ma fa capitare le coincidenze o il caso) e l' accorgermi di ciò che sono e di ciò che mi accade, di ciò che attraggo, perché tutto parla a me di me stesso (e di tutta la Creazione, perché TUTTO E' UNO!)
 Il karma è una delle leggi universali secondo la quale ogni azione genera una reazione uguale e contraria, per cui ogni causa ha un effetto e ogni effetto ha una causa.

sincronicità jung

A parlarne per la prima volta in modo organico ed approfondito è stato Carl Gustav Jung nella sua opera del 1952 – una delle ultime del grande psicoanalista svizzero – dal titolo “Sincronicità come principio di connessioni acausali”, per la cui redazione finale si avvalse della collaborazione con il fisico, premio Nobel (e suo grande amico), Wolfgang Pauli. L’intuizione che la vita di ciascuno di noi sia costellata di eventi che hanno un profondo collegamento con il nostro inconscio, gli venne a seguito di un episodio “illuminante”.

Una sua paziente gli stava raccontando un sogno, nel quale era presente uno scarabeo dorato. Proprio durante la seduta, Jung sentì “qualcosa” sbattere contro il vetro della finestra attirando la sua attenzione. E quale sorpresa quando, andando a controllare, vide che si trattava nientemeno che di una cetonia, un insetto simile allo scarabeo di un bel verde dorato!

E per convalidare le teorie di Jung sulle coincidenze acausali, ti racconto la mia. Mentre stavo scrivendo questo articolo, e cercavo informazioni sul sogno dello scarabeo d’oro, scoprivo che il nome dell’insetto è cetonia, e, indovina un po’, sul mio comodino in quel momento c’era un libro – “La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrel – fermo al capitolo “L’uomo delle cetonie”!

Capito come funziona? Ora entriamo nel dettaglio della questione. Secondo l’analisi junghiana, le coincidenze che rientrano nel discorso sulla sincronicità sono di tre tipi.

  1. Coincidenza tra contenuto psichico (pensiero, sogno, desiderio) e un evento concreto della tua vita (coincidenza nel tempo e nello spazio). L’esempio classico è quello del pensare a qualcuno e incontrarlo dopo poco.
  2. Coincidenza tra un contenuto psichico (pensiero, sogno, desiderio) e un evento generale, che quindi non riguarda materialmente la tua vita ma che è comunque attinente a ciò che la tua mente conscia o inconscia sta generando (coincidenza a distanza nel tempo e nello spazio). È il caso dei sogni premonitori di eventi catastrofici, che non a caso interessano migliaia di persone nel mondo. Poco prima dell’11 settembre 2001 ci fu un intensificarsi di attività onirica su piano globale che aveva come contenuto il crollo delle torri gemelle sotto forma simbolica o realistica.
  3. Coincidenza “sfasata” nel tempo tra un contenuto psichico (pensiero, sogno, desiderio) e un evento che, però, si produce a distanza, magari anni dopo. Ad esempio potresti sognare con dovizia di particolari il matrimonio di tua cugina con uno sconosciuto che poi si tradurrà in realtà tempo dopo.

Che valore attribuire a queste “coincidenze”? Jung, che aveva già prodotto la teoria dell’inconscio collettivo e degli archetipi, afferma che l’importanza di una coincidenza sta nel significato che esso assume per chi vive l’esperienza. Siamo noi a stabilire un nesso non casuale tra il nostro mondo interiore e ciò che accade fuori, nella realtà oggettiva. Ma ciò è possibile perché, per Jung, esiste un patrimonio sedimentato di simboli (archetipi) interiorizzato nei secoli e comune ai popoli (inconscio collettivo) a cui la psiche individuale – quindi ciascuno di noi – è collegata e da cui “pesca” significato.

Quando ci accorgiamo di una coincidenza significativa nella nostra vita è perché ne abbiamo bisogno, e in qualche modo la “chiamiamo”.

Non è un caso se, come nota lo stesso Jung, i fenomeni di sincronicità si intensificano in momenti cruciali della vita di ciascuno di noi o della storia collettiva. Ad esempio prima delle guerre, di fenomeni naturali distruttivi, o, se andiamo sul personale, in concomitanza con eventi emotivamente intensi come lutti, innamoramenti, gravidanza per le donne ecc.

A me piace pensare alla sincronicità come al modo che l’Universo usa per farci intendere che siamo tutti interconnessi, sia sul piano materiale che su quello mentale e spirituale, e che ciò che ci accade ha sempre un significato, a volerlo vedere.

Ti offro un umile suggerimento: prova a prendere nota di tutti gli eventi sincronici e di tutte le coincidenze della tua vita, anche quelle minime. Sarai sorpreso del filo logico che le collega e delle risposte alle tue domande inespresse che tali eventi recano con sé.

sabato 22 maggio 2021

i neuroni a specchio,l'empatia e l'entropatia

Mi hanno chiesto cosa sono i neuroni a specchio:
Sono i “neuroni dell’empatia”In poche parole,  questi neuroni sono quelli che causano uno sbadiglio riflesso nel momento in cui si vede sbadigliare qualcuno o che inducono il neonato a sorridere (lui che non ha ancora sviluppato il concetto di felicità e di espressione della stessa e che, dunque, imita semplicemente i movimenti che vede).
I neuroni sono generalmente situati nella neocorteccia ma possiamo trovarne altri nel sistema limbico.
Rizzolatti con la scoperta del sistema dei neuroni a specchio ha dimostrato che esiste un meccanismo molto più semplice ed immediato per comprendere le azioni dei nostri simili. In poche parole, siccome il primo individuo conosce le conseguenze del suo atto motorio (per esempio di quello dell’afferrare), quando i suoi neuroni specchio che codificano l’afferrare si attivano guardando il secondo individuo che afferra un oggetto, il primo immediatamente comprende che l’altro sta afferrando qualche cosa. Il passaggio all’empatia è dunque ora abbastanza immediato.
Infatti, i neuroni specchio, si attivano anche quando si riconoscono le emozioni altrui, perché simulano gli stessi movimenti fatti dalla persona osservata (i movimenti mimici facciali) e inviano tali informazioni all’insula, una regione cerebrale interna che serve a vivere alcune sensazioni (come il disgusto), e all’amigdala, centro della paura e della libido ma soprattutto struttura del sistema limbico che permette di codificare le emozioni, aiutandoci ad interpretare lo stato d’animo di chi ci sta di fronte. Pertanto, ci basta guardare la persona che abbiamo difronte, per sapere se è felice o triste, per entrare in empatia con essa.
È importante sottolineare che ci sono altri neuroni che inibiscono le azioni stimolate dai neuroni specchio, altrimenti ci ritroveremmo tutti a piangere quando vediamo una persona piangere o tutti a ridere quando la vediamo ridere. Tale regolazione è alla base dell’empatia poiché permette una simulazione incarnata dell’altro riuscendo nello stesso momento a mantenere una distanza, dandoci la possibilità di rispondere a tale situazione in maniera diversa in base alla persona con cui siamo, alle nostre conoscenze e al coinvolgimento emotivo: se vediamo un amico soffrire faremo di tutto pur di aiutarlo, ma se a soffrire è una persona sconosciuta l’empatia sarà verosimilmente più attenuata.
Tutto ciò non fa altro che avvalorare la tesi secondo cui l’uomo è un animale sociale che per vivere in società ha bisogno di empatia e che il sistema specchio ne è probabilmente la base imprescindibile. Il nostro cervello è un organo estremamente sociale, che ci permette di immedesimarci negli altri e sentire ciò che provano, dandoci la possibilità di affrontare insieme le difficoltà e di condividere  le gioie. Difatti, quando il sistema specchio non funziona in maniera adeguata si incorre In disturbi di personalità e autismo.

Il significato generale di Empatia è : immedesimarsi negli altri per comprendere le loro emozioni e i loro stati d’animo durante le interazioni. In pratica la capacità di mettersi nei panni di...

Ci sono varie forme di Empatia, sono essenzialmente 3 però le tipologie più importanti che miscelate assieme determinano il nostro modo di essere empatici:

Empatia Cognitiva: È quella tipologia di empatia che permette di intuire chiaramente quello che l’altra persona pensa e di comprenderne a fondo il suo punto di vista. È l’empatia tipica utilizzata dai grandi oratori, dai venditori e dai negoziatori. Sostanzialmente, tra tutte le forme di empatia, è quella meno profonda e sviluppata, poiché se da una parte vi è la comprensione delle emozioni altrui, dall’altra spesso manca la compassione e il desiderio di preoccuparsi effettivamente di cosa provano le altre persone e di voler quindi fare qualcosa per aiutarle. Possiamo dire che l’Empatia Cognitiva è un’empatia a metà, quasi apparente in quanto alla comprensione degli stati d’animo altrui non segue un reale desiderio di far scaturire un’azione che sia utile al benessere dell’interlocutore. Sono dotati di questa tipologia empatica soprattutto i caratteri narcisisti, manipolatori e macchiavellici (hai mai sentito parlare dei Vampiri Energetici che ti rubano l’energia? Probabilmente è questa la loro forma di Empatia!)

Empatia Emotiva o Affettiva: In questo secondo tipo di empatia, il rapporto che si crea è più profondo e si è in grado non solo di comprendere ma anche di provare davvero dentro se stessi le sensazioni delle altre persone. È stato scientificamente provato che durante questa fase dell’Empatia vi è un vero e proprio rispecchiamento del sistema di neuroni che attivano nei nostri circuiti cerebrali le stesse emozioni che stà vivendo la persona che abbiamo davanti. L’Empatia Emotiva o Affettiva è quindi un gradino più in alto rispetto a quella Cognitiva poiché ci permette di comprendere e anche sentire sulla nostra pelle gli stati d’animo altrui ma non necessariamente di provare compassione per essi.

Empatia Motivazionale: questa ultima tipologia di Sensibilità Empatica implica quella che viene definita Preoccupazione Empatica. Ovvero nell’Empatia Compassionevole sono fuse assieme tutte le doti degli altri due tipi di empatia e siamo quindi in grado di comprendere le emozioni dell’altro, di provarle dentro di noi e in più riusciamo anche a capire come aiutare la persona che abbiamo davanti. Nasce in noi la compassione e il desiderio di prodigarci per l’altro in modo da alleviare le sue sofferenze e renderci utili al suo star bene. È questa quindi la forma di Empatia più vera ed autentica, quella di coloro che fanno dell’altruismo e del benessere della collettività la loro bandiera e la loro missione di vita. 

In Conclusione
In linea di massima ciascuno di noi possiede un mix delle tre tipologie di Sensibilità Empatica anche se una tende spesso a prevalere sulle altre e a raccontare molto del nostro modo di essere.

Come avete visto l’empatia è una capacità poliedrica con diverse sfumature. Avete capito qual è quella che prevale maggiormente nel vostro comportamento?
Ma qualcosa di più forte dell' empatia è
l’entropatia (Husserl) P. Bertolini in fenomenologia e pedagogia (1958), lo definisce come un autentico modo di entrare in relazione con l’altro, una condizione dello spirito che Husserl indica col termine einfühlung, entropatia, un atteggiamento spirituale che permette di penetrare nell'intima esperienza altrui, non un inserirsi intellettuale, ma un modo simpatetico di con-sentire con l’altro, cosa che richiede anche un impegno personale, perché si tratta per ognuno di saper vedere nell'altro ciò che sarebbe egli stesso se si trovasse al suo posto.

Entropatia è:

• un autentico modo di rientrare in relazione con l’altro basato sulla capacità spirituale di accedere e di comprendere l’altro;

 • è un vedere con gli occhi dell’altro “come se io fossi al suo posto”;

• i contenuti psichici dell’altro mi sono suggeriti dal suo comportamento e sono comprensibili a partire dal mio comportamento in circostanze simili;

 • comprendo l’altro quando mi metto nei suoi panni;

• è un commercio esistenziale di esperienze, spirituale (porta ad un mondo comune ovvero stesso oggetto intenzionale di esperienze diverse).


Rogers sottolinea il fatto che il pedagogista può sentire il mondo dell’altro senza mai perdere di vista la qualità del “come se” riuscendo a sentire: l’odio, la paura, l’ira, il turbamento dell’altro senza aggiunte proiettive. Ovviamente, questo non può avvenire se non si sospendono i giudizi (l’epochè):

1. metto tra parentesi l’ingenua e acritica accettazione in un mondo ingenuo cioè atteggiamento mondano (non faccio uso della sua convinzione, che il mondo sia diverso da quello che appare),

2. chiudo tra parentesi la mia concezione del mondo che verrà ripresa più tardi;

3. sospendo il giudizio per tornare alle cose stesse;

 4. tento di liberarmi dai miei pregiudizi che mi impedirebbero di vedere le cose come stanno realmente e come sono dalla persona che ho di fronte.

Successivamente, con l’aiuto del residuo fenomenologico, elimino anche gli ultimi preconcetti. Così facendo ottengo una rigenerazione integrale ovvero rifiuto le mie convinzioni e non rendo oggettivo il contenuto della mia coscienza D. Demetrio.

C. Ziglio afferma che “vedere è diverso dall'osservare”, ognuno è in grado di vedere solo ciò che sa riconoscere (o ciò che vuole) e che il “vedere” diventa troppo superficiale rispetto all'osservare”. Chi è in grado di osservare, osserva tutto di una persona con il famoso “occhio clinico” ed è in grado di riconoscere anche le trappole che ogni professionista del settore dovrebbe sapere e riconoscere per minimizzare gli errori. Le trappole individuate dall’autore sono:

• i pregiudizi: il pedagogista potrebbe essere condizionato dai pregiudizi nei confronti della pz. essi potrebbero invalidare l’intera consulenza. E’ indispensabile per il pedagogista liberare la mente, aprirla a 360°, se si vuole sviluppare un rapporto di empatia con la pz;

• la superficialità, non sottovalutare nessun aspetto né di contenuto né di relazione con la pz;

• le proiezioni, distorcono la realtà che stiamo osservando perché attribuiamo a contesti culturalmente diversi dei significati che appartengono, invece, al nostro paradigma culturale;

• le aspettative, potentissime nel deformare la realtà e portare ad una grossa delusione da parte di entrambi ma soprattutto nella pz per non aver risolto il problema;

• il punto di vista del pedagogista, che determina una visione delle cose a seconda del ruolo che si assume, della propria sensibilità e delle conoscenze acquisite.


 Galileo affermava che “Ciò che osserviamo dipende dal nostro atteggiamento mentale”.

venerdì 14 maggio 2021

narcisisti e borderline somiglianze e differenze

Somiglianze:
1. Spaventati dall'abbandono eec,   dall'insicurezza loro si mostrano sicuri anche se non lo sono. ZX
2. Bisogno costante di attenzioni, indifferenti su come il mondo impatta con le persone;
3. Il mondo gli deve tutto mentre loro non devono nulla;VX
4. Costanti problemi in tutte le sfere della vita;,  
5. Emozioni sregolate comportamenti drammatici o drammatizzati;
6. Narcidramma' b ini mentre CBS x più donne.

Differenze
Narcisista
1. Opportunista;
2. Teatrale, recita una parte non CZ è se stesso;n
3. Tende a ferire gli altri;
4. Tende ad abbandonare e a chiudere la relazione;
5. Crisi di rabbia, quando sente ledere la sua superiorità vuole sentirsi superiorSuperiore. e critiche;
6. Recitano emozioni per ottenere attenzioni; XS
7. È più controllato ,nelle esplosioni di rabbia lo fa soprattutto in occasioni intime ma mostra un altra fa. ccia nel sociale;

Borderline
1. Vive davvero alti e bassi nelle  emozioni, rende grande la per sona quando la vede idealizzata in un momento, e nell'altro disprezza l'altra persona e si sente tradito e abbandonato, come vere e proprie montagne russe;
2. Autolesionista ha pensieri suicidari, 
3. Terrore dell'abbandono quindi mette in campo un: estrema gelosia, controllo, e minaccia che fanno si che vengono effettivamente abbandonati;
4. Hanno delle crisi dissociative ed emotive dove l'altra persona non viene proprio vista;
5. È emotivamente più sincero nelle emozioni ma slittano da uno all'altro che diviene difficile stargli dietro;
6. Impulsivo e istrionico, teatrale ha esplosioni di rabbia in diverse circostanze anche non intime;
7. Per loro o è bianco o è nero, hanno uno slancio d'amore e poi si raffreddano rapidamente, diventa difficile avere un rapporto. Molto simile al bipolare.

 Come la storia della tartaruga che è scettica nel dare un passaggio dall'altra parte del fiume allo scorpione perche tende a pungere ma, lo scorpione prima la convince dicendo: "no, mi dai un passaggio e questo è il mio ringraziamento? Stai tranquilla, non ti preoccupare", lei si convince, e arrivati dall'altra parte del fiume lui la punge e mentre stanno per affondare lei chiede: "perche lo hai fatto?" E lui risponde: "è la mia natura".


mercoledì 12 maggio 2021

36 domande da porre

1. Se potessi scegliere tra qualsiasi persona al mondo, chi inviteresti a cena? 

2. Vorresti essere famoso? Come? 

3. Prima di fare una telefonata, fai le prove di quello che dirai? 

4. Definisci qual è «Il giorno perfetto» per te? 

5. Qual è l’ultima volta che hai cantato da solo? E per qualcun altro? 

6. Se potessi vivere fino a 90 anni e per gli ultimi 60 anni avere o il corpo o la mente di un trentenne, quale dei due sceglieresti? 

7. Pensi mai al modo in cui morirai? 

8. Tre cose che tu e il tuo partner avete in comune. 

9. Qual è la cosa nella tua vita di cui sei più grato? 

10. Se potessi cambiare qualcosa nel modo in cui sei stato allevato, quale sarebbe? 

11. Racconta la storia della tua vita al tuo partner in 4 minuti nel modo più dettagliato possibile. 

12. Se potessi svegliarti domani con una particolare qualità, quale sceglieresti? 

Secondo gruppo:

13. Se una palla di cristallo potesse dirti la verità su te stesso, sulla tua vita o sul futuro o su qualsiasi altra cosa, che sceglieresti? 

14. C’è qualcosa che hai a lungo sognato di fare? Perché non l’hai fatta? 

15. Qual è il più gran risultato della tua vita? 

16. Per te cosa conta di più in un’amicizia? 

17. Qual è il tuo ricordo più caro? 

18. E il più terribile? 

19. Se sapessi che nel giro di un anno morirai cosa cambieresti nella tua vita? 

20. Cosa significa l’amicizia per te? 

21. Che ruolo gioca l’amore nella tua vita? 

22. Condividi con il tuo partner almeno cinque qualità positive reciproche.  

23. Quanto è stata affettuosa la tua famiglia? Ritieni che la tua infanzia sia stata in media più felice delle altre? 

24. Che rapporto hai con tua madre? 

Terzo gruppo:

25. Tu e il tuo partner fate tre affermazioni vere con il «noi». Per esempio: «Siamo entrambi in questa stanza e sentiamo...». 

26. Completa questa frase: «Vorrei aver avuto qualcuno con cui condividere…» 

27. Se tu diventassi amico del tuo partner quale segreto dovrebbe sapere di te? 

28. Dì al partner cosa ti piace di lui. 

29. Dividi con il partner un momento imbarazzante nella tua vita. 

30. Quand’è stata l’ultima volta che hai pianto davanti a qualcuno? E da solo? 

31. Sottolinea al tuo partner qualcosa che ti piace particolarmente di lui. 

32. Che cosa è troppo serio per scherzarci su? 

33. Se tu dovessi morire questa sera, qual è la cosa che rimpiangi di più di non aver detto a qualcuno? 

34. La tua casa brucia, hai tempo per salvare solo un oggetto, cosa sceglieresti e perché?  

35. Fra tutte le persone della tua famiglia, la morte di chi ti colpirebbe di più? 

36. Condividi un problema personale con il tuo partner e chiedigli aiuto per risolverlo.