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schema disegni sperimentali in psicologia

Relazioni conclusive delle attività di TPV (Tirocinio Pratico Valutativo) – 10 CF Nome e Cognome: VITTORIA SALICE Matricola: 08/01267 Data di consegna della relazione: Le attività di TPV (Tirocinio Pratico Valutativo) sono attività di orientamento e di introduzione alla prassi psicologica, indispensabili per la conoscenza iniziale ed esperienziale dello studente di psicologia. Esse sono guidate e supervisionate da docenti e tutor esperti (con regolare iscrizione all’Ordine degli Psicologi da almeno tre anni). Attraverso tali attività ed esercitazioni guidate lo studente viene posto davanti a questioni concrete, aspetti metodologici e pratici da risolvere, sperimentando l'utilizzo di metodologie, pratiche e di strumenti applicativi coerenti con le situazioni della vita professionale. Tali attività – coerentemente agli obiettivi di un corso di laurea triennale, alla normativa del D. Interm. n. 654/2022 e alle linee di orientamento nazionale in materia fornite dai maggiori enti di riferimento nazionali CPA, CNOP e AIP - sono volte alla costruzione di conoscenze tecnico-operative, abilità procedurali e di iniziale consapevolezza del contesto professionale, propedeutiche e basilari rispetto allo sviluppo delle ulteriori più avanzate competenze professionali da svolgere nelle successive attività della laurea magistrale di psicologia (che rende abilitante alla professione psicologica). Le attività di TPV possono assumere forma di laboratori, esercitazioni pratiche, simulazioni, seminari di discussione e studio di casi, attività sul campo, osservazione di processi/contesti di interesse professionale. Le attività di TPV di 10 CFU previste per il corso di laurea triennale vengono predisposte come attività svolte in sede (in presenza oppure on line), in quanto mirano a fornire i primi strumenti metodologici e di orientamento alla professione psicologica (si fa rilevare infatti che ulteriori 20 CFU di TPV sono previsti obbligatoriamente per gli studenti della Laurea Magistrale di psicologia LM-51 e che tali attività verranno svolte attraverso tirocini esterni in enti e istituzioni convenzionati). --> Indicazione per le prove finali di conseguimento dell'idoneità dei 10 CFU di TPV: Le attività organizzate ciascuna per il valore di 2 CFU prevedono relazioni conclusive ad opera dello studente che devono essere caricate nell'apposita area a fine pagina. Quando TUTTE le relazioni sono pronte, lo studente deve caricarle nello spazio apposito a fine pagina e inoltre inviarle alla Prof.ssa Barbara Pizzini b.pizzini@unifortunato.eu (inserendo in cc il Prof. Raffaele De Luca Picione r.delucapicione@unifortunato.eu). SOLO quando TUTTE le relazioni saranno caricate sulla piattaforma e inviate via email (mediante unica consegna), sarà inoltrata la richiesta di riconoscimento dell'idoneità alla Segreteria da parte del docente incaricato Pertanto – in sintesi - si ricorda che tale report deve essere inviato solo quando: - Tutte e cinque le attività di TPV proposte sono state frequentate e seguite - Tutte le relazioni/compiti pertinenti alle relative attività sono state completate - Ogni relazione ha raggiunto una lunghezza tra le 2000 e le 3000 parole - È stata posta la firma in calce alla presente relazione 1) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: INTERVENTI RIABILITATIVI NELLO SVILUPPO (2 CFU) Inserire qui la relazione (La lunghezza della relazione deve essere orientativamente tra le 2000 e le 3000 parole ovvero 8-10 pagine) Lezione 1 : ADHD e automonitoraggio Prendendo spunto dalla lezione di oggi sull'inquadramento teorico della psicologia dello sviluppo e soffermandosi sul comportamentismo ed il cognitivismo, con particolare riferimento alle tecniche cognitivo-comportamentali e alla differenza tra vigilanza e attenzione, invito gli studenti a sviluppare una procedura di automonitoraggio per promuovere l'attenzione e ridurre la disattenzione nel contesto classe in un bambino con ADHD di tipo combinato e comportamento oppositivo-provocatorio. questo è il mio intervento su attenzione e ADHD prima lezione 1 -OBIETTIVI RIABILITATIVI DELL’INTERVENTO: L’obiettivo riabilitativo è guidato dalla necessità di modificare un comportamento disadattivo e a promuovere quello adattivo in questo caso di acquisire gradualmente e progressivamente consapevolezza cognizione di causa alla persona dei propri momenti di attenzione e di disattenzione: presuppone di far raggiungere l’autonomia del bambino per migliorare la sua qualità di vita. Tale scopo lo raggiungiamo valutando QUANDO il suo comportamento rientra nella definizione di attento e quando di disattento: a) Promuovere l’ATTENZIONE diretta al compito b) RIDURRE LA DISATTENZIONE del bambino con ADHD di tipo combinato e comportamento oppositivo-provocatorio. Cosa caratterizza l’ADHD? La caratteristica fondamentale dell’ADHD è caratterizzato da disattenzione e/o iperattività-impulsività. nello specifico quindi si individuano 3 dimensioni: attenzione, iperattività, impulsività che interferiscono con lo sviluppo e il funzionamento. La disattenzione si evidenzia, sul piano comportamentale, con distrazione dai compiti scolastici, difficoltà nel mantenimento dell’attenzione su conversazioni, ha difficolta ad organizzarsi nei compiti, perde spesso gli oggetti legati al compito, non porta a termine i compiti scolastici. L’iperattività implica un’eccessiva attività motoria, agita e batte le mani, non riesce a star seduto sulla sedia, salta in situazioni inappropriate, non aspetta il proprio turno per parlare, tali comportamenti si manifestano in momenti e situazioni in cui non sono appropriati. L’impulsività si manifesta con comportamenti invadenti, come: interrompere gli altri che parlano, non attendendo il proprio turno in modo eccessivo, è invadente, lancia oggetti e da calci e pugni al compagno di banco, da pugni sul suo banco. Le manifestazioni comportamentali devono presentarsi in più di un contesto, ad esempio casa, scuola, catechismo, Va, inoltre, considerato che i sintomi dell’ADHD possono variare a seconda dello specifico contesto. Correggere tale comportamento è importante per non avere poi durante lo sviluppo: un disturbo della condotta in adolescenza e un disturbo antisociale in età adulta. MANIFESTAZIONE COMBINATA DSM 5 TR: se sono presenti almeno 6 sintomi relativi all’area della disattenzione e almeno 6 sintomi relativi all’area dell’iperattività/impulsività per almeno 6 mesi 2- DEFINIZIONE DEI COMPORTAMENTI TARGET: (in ogni caso il comportamento prosociale adattivo utile è sempre il primo ad essere definito) 1. Attenzione on task Comportamenti aberranti, disadattivi, problema, off task: 1. Disattenzione: distrazione frequente a portare a , difficoltà a seguire le istruzioni, mancanza di concentrazione su compiti o attività. 2. Comportamento oppositivo-provocatorio: disobbedienza, comportamento disturbante o provocatorio verso gli altri. L’attenzione e la disattenzione sono sono costrutti teorici astratti: ciò significa che dobbiamo operazionalizzare in termini di comportamenti diretti manifesti direttamente osservabili 3 - MODALITA’ DI CODIFICA DEI COMPORTAMENTI TARGET: la metodologia d’intervento che andiamo ad utilizzare è l’automonitoraggio tale tecnica presuppone che: apriori si sia già stipulato il contratto didattico tra l’ insegnante e l’alunno esso si inserisce poi nella fase d’intervento. un CONTRATTO DIDATTICO (tra alunno ed insegnate/i) stabilisce chiaramente gli obiettivi comportamentali da raggiungere (sistema di regole) , le aspettative di comportamento (procedura di controllo) e le ricompense associate (il sistema di rinforzi) con L’obiettivo di modificare un comportamento disadattivo e SOPRATTUTTO promuovere quello adattivo . In accordo anche con i genitori ci si assicura che le strategie vengano applicate in modo coerente sia a scuola che a casa , sia al catechismo. il contratto didattico include un Rinforzo Secondario: tale Rinforzo di per sé non ha valore motivante o gratificante ma lo acquisisce nel momento in cui viene associato, permutato o commutato, con il rinforzo primario, la strategia è la TOKEN ECONOMY (Economia dei Gettoni), ossia un contratto didattico per cui ad un determinato numero di gettoni corrispondono determinati rinforzi primari con un ordine gerarchico crescente di valenza (piacevolezza) MEGLIO IDENTIFICARE UN NUMERO DA 1 A 3 COMPORTAMENTI SARAI DEFINITO ATTENTO QUANDO: manterrai l’attenzione sulle attività di gioco ascolterai le indicazioni degli insegnanti ascolterai mentre gli insegnanti e gli amici parlano. SAREI DEFINITO AGGRESSIVO QUANDO: DISTURBERAI LA LEZIONE SPINGERAI UN ALTRO BAMBINO O GLI FARAI MALE LANCERAI OGGETTI FASI: Fase A BASE LINE che significa l'osservazione e la codifica del comportamento naturalmente e spontaneamente presente., codifico quante volte è stato attento e scelgo la codifica totale ( attenzione sempre) sessione di lavoro 5 min Quindi dovremmo scegliere un attività didattica che sia al tempo stesso breve sintetica ed altamente gratificante motivante un ampiezza di osservazione 10 secondi di intervallo io voglio che l'attenzione ci sia sempre su tutti i 10 secondi. vuol dire che su 5 min io osservero il bambino 30 volte. 300: 10 = 30 volte osserverò il bambino, io dovro dire in tal caso se il bambino è stato attento o disattento questa viene definita una baseline. Mentre per la disattenzione comportamento problema off task viene codificata pazialmente significa che se per 9 secondi lui è attento ed il 10 seondo da un calcio al compagno per quell' intervallo viene codificato come disattento. Ed i due comportamenti sono mutualmente esclusivi quindi ogni 30 volte dirò che il bambino o è stato attento o è stato disattento e quindi metto una baseline e lo osservo 5, 10 volte. Fase B PROCEDURA DI INTERVENTO Innanzitutto è utile rendere l’ambiente classe il più funzionale possibile a promuovere l’attenzione: ad es. disporre il banco lontano dalla porta che se aperta da qualcuno può distrarre il bambino creare routine prevedibili in piena autonomia sia l’insegnante di sostegno sia il bambino dovranno prendere le codifiche del bambino come attento e come disattento: quindi si fornirà ad entrambi la griglia di 30 righe e due colonne. dove il bambino si codificherà come attento e come disattento dopo avergli spiegato quando deve codificarsi uno e l’altro con una X con un cuoricino su una colonna ed una stellina sull’ altro come vuole. Stessa codifica dovrà prendere l’insegnante di sostegno. Lui sa che se le due codifiche coincidono anche in caso di disattenzione, diciamo per l’onesta del bambino, come da contratto didattico riceverà il gettone che è un rinforzo secondario da permutare a fine giornata con un rinforzo primario. Dunque, a seconda di quanti gettoni ha avuto durante la giornata e ridarà a fine giornata riceverà il rinforzo primario ad es. un lecca lecca o lo zecchino d’oro etc. secondo la tecnica del Token economy 5 - DISEGNO SPERIMENTALE DEL CASO SPECIFICO: Lavoriamo sul CASO SINGOLO N= 1, pertanto ho bisogno di dimostrare empiricamente l’effetto della manipolazione basandomi sul singolo partecipante. Il disegno sperimentale consente di dimostrare empiricamente che la variabile dipendente varia al variare dell’indipendente ovvero che dipende in un nesso causale unidirezionale dall’indipendente. disegno sperimentale a partecipante singolo ABAB, in cui le A rappresentano fasi di baseline e le B fasi di intervento. Il piano cartesiano ci dice se ed in che misura la variabile dipendente dipende dall’ indipendente. E quindi se si stabilisce un rapporto causale unidirezionale tra l’indipendente e la dipendente. Cioè a dire se al variare dell’ indipendente varia la dipendente. Il piano cartesiano è un disegno grafico che rappresenta graficamente il metodo sperimentale. Sempre, in ogni metodo sperimentale, troviamo un piano bidimensionale con le coordinate un ascissa orizontale variabile dipendente è il comportamento osservato v.d. indicata con una X------- ed un ordinata verticale/ variabile indipendente il tempo gennaio febbraio marzo etc manipolazione sperimentale v.i. indicata con una Y. l’incrocio delle due è il punto di origine indicata con uno 0. rispettivamente l'ascissa e l'ordinata si incontrano in un punto chiamate coordinate che ci dicono se se nel tempo la manipolazione sperimentale varia al variare del comportamento osservato. 6 - RISULTATI ATTESI Una maggior consapevolezza dei suoi momenti di attenzione e di disattenzione Ridurre la frequenza e la durata della disattenzione diminuire gli atteggiamenti di iperattività e impulsività. Grazie cordialmente Vittoria Salice Lezione 8 i disegni sperimentali Scegliere due programmi di intervento con i relativi obiettivi riabilitativi, i partecipanti con le loro caratteristiche cliniche ed età, i comportamenti target e le relative modalità di codifica ed individuare, per ciascuno dei due, il disegno sperimentale più appropriato. Valutare l'efficacia clinica degli interventi mediante due distinte procedure di validazione sociale con due differenti gruppi di giudici i due programmi di intervento richiesti: Programma d’intervento : intervento I AUTISMO E DISABILITÀ INTELLETTIVE GRAVI Bambino 3 anni, non verbale, presenta disordini dello spettro autistico, disabilità intellettive gravi, stereotipie ripetizione invariata e costante di un determinato comportamento che includono mani ed oggetti portati in bocca. Obiettivo 1- potenziare le abilità comunicative con differenti strategie, 2- valutare gli effetti sull'umore positivo, 3- esaminare gli esiti sulla riduzione del comportamento stereotipato Definizione di comportamenti target il comportamento prosociale è sempre il primo dei comportamenti target perchè se noi ci limitassimo ad estinguere un comportamento problema di un bambino o di una persona foss'anche l'unico comportamento che ha senza preoccuparci di promuovere un comportamento sociale faremmo un lavoro eticamente discutibile e questo vale per tutti i lavori. · l’abilità comunicativa del bambino, lo scambio comunicativo. · Sorrisi, vocalizzi, movimenti eccitati del corpo · Stereotipie: avvicinare mani e oggetti alla bocca. Codifica dei comportamenti target Possiamo pianificare due strategie di intervento quali il PECS e il VOCA (attivazione dell’area sensibile tale da far emettere l’output vocale) Baseline nella baseline si codificano gli scambi autonomi, gli scambi ripetuti e si verifica se il bimbo fa un uilizo funzionale dell’ oggetto, se lo scambia, o se fa un utilizzo stereotipato. ad es. in 5 min ne potrà scambiare 5 ossia 1 al min. 1. scambi comunicativi: (PECS) viene codificato con modalità registrazione dell’evento 2. Intenzionalità comunicativa: (VOCA) viene codificato con modalità registrazione dell’evento 3. Umore positivo: codifica di intervalli parziali: a 10 secondi di osservazione, seguono 5 secondi di registrazione in termine di presenza assenza di indici di felicità nell’intervallo precedentemente osservato. 4. Comportamento stereotipato: codifica intervalli parziali, viene codificata lungo tutto l’intervallo di 10 secondi senza i 5 secondi di osservazione e annotiamo se c’è stato un comportamento stereotipato all’interno dei 10 secondi 20 secondi di intervalli per la felicità e 30 di stereotipia che vengono codificati in Percentuali di felicità e percentuali di stereotipia. Intervento: PECS: migliora le abilità comunicative del bambino, pianifichiamo di implementare le prime 3 fasi delle 6 di intervento del PECS. facciamo 5 10 20 30 sessioni per fasee passiamo alla fase successiva solo se il bambino avrà raggiunto un 80%. le fasi: 1.scambio comunicativo: in cui avviene lo scambio di immagini con oggetti graditi ( rinforzi primari positivi) di forma tridimensionale tra il bambino ed il partner comunicativo, vediamo se il bambino è autoiniziato se fa qualcosa nell' arco di un minuto o deve essere promtato dall' altro operatore che poi si dissolve secondo fading out, 2. distanza e persistenza cambia il setting ed avviene lo spostamento del tavolo dove sono le immagini questo sempre per dargli un minimo di autonomia e un criterio minimo di scelta e nella 3. discriminazione degli oggetti fase il cui il criterio di scelta tra due figure inizialmente disambigue perchè molto diverse con valenza 1 a 10 e via via sempre più ambigue tra rinforzi primari positivi ed oggetti neutri molto simili ad es. quando arriviamo alla 5 e alla 6 figura. il bambino probabilmente ad es. tra il cioccolatino e la caramella darà l'immagine della caramella e prenderà il cioccolatino a quel punto lil partner comunicativo dirà Carletto hai preso il cioccolatino ma mi hai dato la caramella se vuoi la caramella metti a posto l'immagine del cioccolatino prendi l'immagine della caramella e dammela e la correzione dell' errore invece dalla 4 alla 6 fase bisogna avere abilità e funzionamento intellettivo che non tutti hanno Il presupposto teorico è che la performance della felicità dovrebbe essere parallela alla performance degli scambi comunicativi autonomi. poi si passa a verificare la stereotipia oggetti e mani in bocca che inversamente alla felicità, dovrebbe ridursi. VOCA: ha le aree sensibili, si misurano l’intenzionalità comunicativa del bambino con cui chiede l’attivazione del messaggio vocale, quante volte attiva, felicità e stereotipie. In baseline il dispositivo è disponibile ma non attivo, non produce nessun cambiamento ambientale, nell’intervento produrrà un output vocale. Disegno sperimentale: trattamenti alternati, · baseline iniziale su entrambe le modalità, felicità e stereotipie misurate · Fase di intervento con prima modalità di intervento PECS, fase 1 2 3 Nuova baseline sella seconda modalità di intervento per verificare che non sia variata al variare del PECS · Fase di intervento su strategia 2, VOCA, si misurano frequenza e intensità degli output vocali, felicità e stereotipe. · Una volta raggiunta l’80% dell’intenzionalità autonoma si passa ad una alternanza di PECS e VOCA random · Fase di preferenza in cui si chiede al bambino se vuole lavorare con PECS o VOCA In baseline, prima, seconda e terza fase si misurano gli indici di felicità e le stereotipie. Aspettative Ci si aspetta che la performance e gli indici di felicità aumentino e che stereotipie diminuiscano. validazione sociale: si chiede a dei membri esterni che chiameremo giudici tali giudici non devono conoscere la persona in questione e non devono avre mai conosciuto ne il PECS ne il VOCA. Ad essi si fa vedere tramite filmati o in modo tradizionale spezzoni standard di PECS e DI VOCA una di baseline e una di intervento, di Voca e di PECS e si chiede loro di valutare tanto per l'una quanto per l'altra:, su alcune dimensioni standard che possono essere le seguenti: Quanto ritieni che il bambino fosse a suo agio o fosse felice nella condizione? E questo significa valutare la felicità, la qualità di vita del bambino, quanto ritieni che la condizione che la situazione avesse effetti benefici e/o riabilitativi del bambino? Quanto ritieni che la situazione promuovesse l'autodeterminazione? L'autodeterminazione del bambino per il bambino, quanto ritiene che la situazione fosse adattabile, adatta a contesti domiciliari? Quanto ritiene che la situazione fosse adattabile a contesti medico riabilitativi o quanto ritiene che la situazione fosse adattata? Adattabile a contesti scolastici, quanto ritiene di voler essere coinvolto nella situazione in qualità di operatore? Il giudice risponde due volte, una per la baseline, una per l'intervento, su scala Likert a 5 punti. e si va a verificare la differenza intra giudice.. Nel caso in cui si estendessero i giudici. Si stendesse anche la procedura di validazione sociale. A più gruppi di giudici quali ad esempio professionisti come: insegnanti, educatori, psicologi. genitori di alunni di bambini con disabilità si vedrebbero a quel punto, le differenze anche tra i vari gruppi. Con ipotesi specifiche, naturalmente Ad esempio, un'ipotesi specifica potrebbe essere quella per cui i professionisti: gli educatori, gli insegnanti di sostegno, gli psicologi potrebbero essere più conservativi, quindi tendere a privilegiare l'ipotesi nulla rispetto all'ipotesi aggiornativa che sarebbe preponderante tra i genitori degli alunni con disabilità e quindi? a vedere le eventuali differenze ascrivibili al caso, più che non alla effettiva manipolazione. Così facendo si verifica e si corrobora la validità clinica e la validità sociale. del trattamento riabilitativo.. Successivamente verranno misurati gli accordi ed i disaccordi e, attraverso la seguente formula, verrà definita l’attendibilità del programma riabilitativo: [n° di accordi / (n° di accordi + n° di disaccordi) x 100]. Vittoria Salice Intervento II la deambulazione assistita con microswitch e Stimolazione Contingente Obiettivo promuovere la deambulazione in bambini con limitata motricità ,vengono usati i Microswitch e Stimolazione Contingente. promuovere il passo in avanti della persona appunto incentivandolo ad eseguirlo frequentemente ripetuto e reiterato nel tempo Comportamenti target Un bimbo con disabilità gravi di 3 anni e multiple spesso sendentario ed isolato con evidenti conseguenze negative in termini autonomia e conseguentemente di qualità di vita. Comportamento Adattivo promuovere il passo e Comportamento disadattivo essere sedentario Microswitch e Stimolazione Contingente: la tecnologia assistita basata sull’utilizzo di microswitch, è una modalità d’intervento che prevede che il bambino con disabilità gravi dello sviluppo e/o multiple venga motivato a deambulare procurandosi autonomamente brevi periodi di stimolazione piacevole contingenti all’esecuzione del passo in avanti attraverso la tecnologia. In alternativa, si può promuovere la fluidità nella deambulazione motivando il bambino a compiere più passi in un breve arco temporale predefinito (ad esempio, 4 passi in 3 secondi) Applicazione del Programma · Si sistema il bambino nel suo deambulatore. · Al bambino si mette un sensore ottico (fotocellula) sul lato anteriore sinistro del deambulatore e si fissa sul corrispettivo lato anteriore destro del deambulatore un pannello catarifrangente. · tra i due elementi (sensore ottico e pannello catarifrangente) intercorre un fascio luminoso · Eseguendo il passo in avanti il bambino interromperà tale fascio luminoso consentendo la registrazione della risposta attraverso un sistema di controllo con relativo software Codifica dei comportamenti target: Il comportamento adattivo è misurato in frequenza assoluta mentre il comportamento problema è misurato in frequenza relativa. in concomitanza con l’esibizione del comportamento adattivo in termini dicotomici di presenza assenza ed è espresso in percentuale. Baseline · impostiamo una sessione di lavoro di 5 minuti (300 secondi), ed un tempo di rinforzo breve (erogheremo nella fase di intervento) di 3 secondi. · Il bambino, considerato il tempo della sessione e la durata del rinforzo (da erogare solo ed esclusivamente in fase di intervento) potrà compiere un massimo di 100 passi in avanti (risposta adattiva) per sessione · Eseguire una baseline significa misurare e codificare il comportamento spontaneamente presente senza alcuna conseguenza ambientale contingente, significa inserire il bambino nel deambulatore, equipaggiarlo con tutta la tecnologia disponibile ma inattiva (quindi contare quanti passi esegue in 5 minuti senza che vi sia alcuna conseguenza ambientale) Intervento (disegno sperimentale reversal ABAB) · Una volta eseguita la baseline e riscontrato un andamento stabile o negativo della performance, passiamo alla fase di intervento contingente. · Nella fase di intervento, ciascun passo in avanti eseguito determinerà l’erogazione automatica da parte del sistema tecnologico di 3 secondi di stimolazione piacevole. Qualsiasi passo nuovamente eseguito nell’arco dei 3 secondi di erogazione della stimolazione non verrà in alcun modo considerato poiché la stimolazione è in corso. Al quarto secondo, il sistema tornerà ad essere attivo e disponibile per considerare una nuova risposta adattiva (passo in avanti) Controllo dell’Acquisizione della Contingenza ( disegno sperimentale A B A B C B C B) · Per verificare la consapevolezza della contingenza tra risposta comportamentale (passo in avanti) occorre procedere ad una o più fasi di controllo non contingente fase C · Lungo una sessione non contingente, il rinforzo positivo (stimolazione) è sempre disponibile senza soluzione di continuità lungo tutta la sessione, indipendentemente dalle risposte corrette (passi in avanti) · Essenzialmente, il bambino non è più motivato a rispondere per cui se ha acquisito consapevolezza della contingenza dovrà diminuire le risposte (passi in avanti) Fluidità della Deambulazione (più passi) : disegno sperimentale A B A B a cui possiamo aggiungere CBCB · In alternativa all’insegnamento – apprendimento dei singoli passi, si può insegnare con la stessa tecnologia e procedura, modificando il software (programmazione) del sistema di controllo, la fluidità nella deambulazione e non il singolo passo. · Sostanzialmente, la risposta adattiva non sarà più il singolo passo, bensì un certo numero di passi (ad esempio quattro) in un determinato arco di tempo (ad esempio 3 secondi). · Quindi considerando sempre una sessione di lavoro di 5 minuti, 3 secondi di rinforzo e 4 passi in avanti da eseguire entro 3 secondi, il partecipante potrà al più produrre 50 risposte adattive e il disegno sperimentale sempre lo stesso. validazione sociale.. Ci si rivolge a giudici esterni al trattamento. Che non abbiano mai lavorato sul cluster, che non conoscano i bambini oggetto della valutazione, ma che tuttavia abbiano esperienza personale e/o professionale pregressa. Tanto con bambini con disabilità quanto nell'ambito della riabilitazione cognitivo comportamentale nelle tecnologie assistive successivamente si applica la formula Successivamente verranno misurati gli accordi ed i disaccordi e, attraverso la seguente formula, verrà definita la percentiuale di attendibilità del programma riabilitativo: [n° di accordi / (n° di accordi + n° di disaccordi) x 100] con errore massimo di 0,5 ….. …. 2) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: Psicologia Scolastica (2CFU) Inserire qui la relazione (La lunghezza della relazione deve essere orientativamente tra le 2000 e le 3000 parole) La ricerca in psicologia scolastica consta di 5 fasi: 1. Identificazione del problema di ricerca, definizione ipotesi, osservazioni iniziali, 2. Pianificazione del disegno di ricerca, 3. Raccolta dei dati, 4. Codifica e analisi dei dati, 5. Interpretazione e comunicazione dei risultati della ricerca, I dati della ricerca confermano l’ipotesi di partenza? Conferma Teoria di risposta al problema con formulazione di un nuovo problema, Rifiuto: Rifiuto della teoria attuale di spiegazione del problema si riparte dal punto di partenza 1: Identificazione del problema di ricerca, definizione ipotesi, osservazioni iniziali, in ogni caso essere sempre pronti a sottoporre a verifica la propria ipotesi e a modificare il punto di vista. Mai affezionarsi troppo ad una teoria o verificare una sola ipotesi. Nel nostro caso il problema è il bullismo dopo aver letto l’abstract, ho individuato le 6 fasi della ricerca come richiede il TPV ai fini dell’idoneità: parto dal ragionamento del ricercatore per arrivare alla domanda 1, il ragionamento del ricercatore psicologo scolastico è questo: Si pone una domanda circa un tema attuale ad es. il bullismo scolastico che è una forma di comportamento aggressivo intenzionale e ripetuto che si fonda su un’asimmetria di potere tra perpetratori e vittime e che avviene alla presenza di altri compagni , in seguito fa delle ricerche sulla letteratura scientifica in questione e quando trova un programma che ha avuto effetti in altre parti del mondo si chiede se funzionerà o meno (quindi per chi e perché), in tal caso il fenomeno del bullismo adolescenziale nel contesto scolastico. Il ricercatore facendo diverse ricerche sulla letteratura scientifica sul bullismo scolastico ha preso in considerazione, studiando teoricamente, il programma dell’ EfE Equipe for Educator e l‘ha riadattata a quelle che sono le norme etiche, di chi (del ricercatore), e su chi: (sugli studenti soprattutto minorenni) dell’ Associazione Italiana di Psicologia A.I.P., , dove: nelle scuole italiane. Tali norme si basano sul curriculum del ricercatore e delle sue competenze in merito alla domanda e per le scuole invece erano consensi informati per tutti gli studenti del gruppo sperimentale e del gruppo di controllo ed in particolare per i minorenni dove si richiede anche il consenso informato dei genitori spiegandone le tecniche ed i test utilizzati nell’ intervento e di poter procedere all’ intervento stesso quindi la partecipazione del minore e la legge sulla privacy. oltre ai vari permessi delle istituzioni scolastiche e Universitarie sulla possibilità di poter fare ricerca in quelle scuole e sugli orari per poter attuare l’intervento stesso e sulla possibile partecipazione degli insegnanti e degli operatori in tal caso la scuola diventa soggetto di studio e dopo averli opportunamente formati anche per la selezione dei partecipanti stessi e dei finanziamenti. 1. La domanda era il programma EfE riadattato alle necessità italiana e del luogo a rischio:“ridurre il coinvolgimento degli adolescenti nella perpetrazione del bullismo scolastico correggendo il loro utilizzo di distorsioni cognitive (acronimo DC) a favore del sé” può funzionare anche nelle scuole italiane? inoltre, supportati anche dal quadro teorico della Vantage Sensitivity, il modello mostra come possono esserci differenze individuali in risposta a esperienze positive e influenze ambientali favorevoli rispetto a quelle più resistenti. il ricercatore in tal caso ha indagato” se gli effetti dell’ intervento variano in funzione del genere M-F e della sensibilità ambientale”. Quindi l’ambiente ( famiglia, scuola, gruppo dei pari, contesto in cui vive). Perché anche il quadro teorico della Vantage sensitivity? Perché la psicologia scolastica si avvale dell’ approccio scientifico e si adatta utilizzando più metodi a quello che è il fenomeno del luogo e la maggiore incidenza riferita dai docenti sul comportamento problema; ad es. il bullismo è perpetrato più dai maschi che dalle femmine o viceversa e quindi l’interesse si riadatta si modifica dal modello principale e questo fa si che si possa indagare su aspetti noti ed ancora ignoti attraverso un metodo oggettivo, sistematico e sottoposto a verifica empirica quindi passa dalla teoria alla pratica empirica. Inoltre, le teorie guidano alla concettualizzazione del problema, generando dei modelli esplicativi, ognuno dei quali può dare vita a più ipotesi ossia delle previsioni, e la loro operazionalizzazione in 2 o + variabili che ne verifica l’accuratezza. 2. Il tipo di ipotesi? l’ipoesi è il prevedere cosa ci aspettiamo dopo aver implementato il programma quindi l’intervento? Permette di prevedere : una significativa diminuzione della tendenza a produrre distorsioni cognitive DC e di riduzione della perpetrazione di bullismo da parte del gruppo sperimentale post intervento rispetto al gruppo di controllo che non aveva partecipato all’ intervento e che questo effetto era più forte per i maschi con elevata sensibilità ambientale. Nel nostro caso di bullismo sopra detto l’ipotesi è sperimentale alternativa o di ricerca H¹, quindi il ricercatore rifiuta l’ipotesi nulla H° perché l’ipotesi del bullismo non è di uguaglianza ossia non è dovuta al caso, ma di differenza ossia qualsiasi differenza riscontrata tra gli studenti del gruppo di controllo e gruppo sperimentale nella frequenza dei comportamenti di bullismo è dovuta alla manipolazione della variabile Indipendente V.I. vale a dire il trattamento, quindi causale, è definisce la zona di rifiuto quindi questo valore critico Alfa α che è definito il livello di significatività che è pari appunto 0 5, in questo caso si è disposti a rifiutare l'ipotesi nulla con una probabilità di errore del 5% di commettere l’errore α Alfa nel caso sia vera l’ipotesi nulla. Ma come ci arriviamo a quelle ipotesi scientificamente l’ipotesi per il metodo scientifico deve essere valida solida e affidabile. Tra i tanti tipi di validità scegliamo la validità interna e la validità statistica che sono strettamente correlate. la validità interna, va a verificare se le modifiche, della variabile indipendente V.I. (X) causa, ossia la manipolazione dell’intervento, il trattamento, del programma EfE antibullismo causano modifiche sull’ esito, quindi, sulle variazioni sulla variabile dipendente V.D. (Y) effetto, ossia, la riduzione dei comportamenti antibullismo. Ciò comporta una determinata direzione V.I. ( X ) vs V.D.( Y) ed esclusione di altre variabili di disturbo ad es. quelle intervenienti. Il ricercatore in tal caso nel condurre la sua ricerca, attua un controllo sperimentale ossia qualsiasi procedimento finalizzato a neutralizzare o a controllare le potenziali minacce alla validità della ricerca inoltre consente di affermare con certezza che i cambiamenti prodotti dalla VD sono prodotti ossia sono causati soltanto dalla manipolazione della VI ossia dal trattamento e non dall’ influenza delle variabili esterne. Le possibili minacce alla validità interna sono: Storia attuale Ogni evento che, nel corso di una ricerca, produce un effetto che si sovrappone a quello della VI creando confusione sul rapporto causale tra variabili . Processi di maturazione Cambiamenti di ordine biologico e psicologico che avvengono nei soggetti con il trascorrere del tempo, Effetto delle prove A causa dell’apprendimento e della pratica vengono influenzate le prestazioni dei soggetti che hanno già partecipato a precedenti ricerche, Effetto strumentazione fluttuazione degli strumenti psicologici che avviene sia per la loro natura che per la loro diretta dipendenza dal ricercatore, Effetto della regressione statistica Nelle prove ripetute sugli stessi soggetti e sulla stessa variabile, i punteggi estremi tendono a regredire verso la media. Effetto di selezione Numerosi fattori possono minacciare l’equivalenza iniziale tra i gruppi: le caratteristiche di personalità, la velocità di apprendimento, ecc. Se i due gruppi non sono equivalenti in partenza, a causa della scorretta selezione dei soggetti, ogni eventuale differenza (variazione della VD) può essere attribuita erroneamente al trattamento (manipolazione della VI) e non alla selezione dei soggetti, Effetto mortalità Ritiro dei soggetti dalla ricerca. Possibili soluzioni: Storia attuale Controllo della costanza, Casualità delle situazioni sperimentali, Unica sessione con la stessa situazione, Abbreviazione dell’intervallo tempo tra le prove. Processi di maturazione Uso di misurazioni ripetute ad intervalli costanti avvalendosi sempre di un gruppo di controllo. Effetto delle prove Eliminazione della fase di pre-test Disegno di Solomon (controlla possibili effetti del pre-test) Effetto strumentazione Mantenere costanti tutte le variabili della sperimentazione, Effetto della regressione statistica Scelta a caso di un gruppo di controllo che, non essendo sottoposto al trattamento, si offre come punto di paragone, Effetto di selezione Assegnazione casuale o randomizzazione: ogni soggetto ha la stessa probabilità di entrare a far parte di ciascun gruppo (sperimentale e di controllo); Effetto mortalità Non vi sono procedure di controllo efficaci se non ridurre l’intervallo temporale tra il pretest e il post-test. La validità statistica si ottiene con il confronto tra 1. la procedura di calcolo di probabilità che è una variabilità osservata mediante i dati raccolti nel contesto scolastico + 2. inferenza statistica che è una variabilità teorica prevista dal calcolo delle probabilità, = queste consentono di valutare la variabilità dei fenomeni che avrebbero luogo se agisse solo il caso. Le possibili minacce alla validità statistica sono: 1. L’ Effetto fishing che è caratterizzato dal fatto che ripetuti test statistici su ipotesi nulle indipendenti aumentano proporzionalmente la probabilità che l'evento raro avvenga, e quindi commettere un errore di I tipo; 2. Bassa potenza statistica del test (errore di II° tipo) 3. Errori legati alla misurazione. Le possibili soluzioni sono: Ridurre l’errore di I° tipo: 1. Abbassare la soglia α (.05; .01; .005; .001), 5. Ridurre l’errore di II° tipo (aumentare la potenza del test) 1. Aumentare la dimensione dell’effetto (d) 2. Aumentare il campione 3. Elevare il livello di significatività (α). 3. Variabili indipendenti: stimoli le cui variazioni si ipotizza causino dei cambiamenti su un comportamento (variabile dipendente) Variabili dipendenti: variazioni del comportamento che si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti. Difatti il metodo sperimentale si basa sulle variabili indipendenti e l’effetto o la manipolazione sulla v.d. la variabile indipendente V.I. (X) che è la causa, ossia la manipolazione dell’intervento, il trattamento, del programma EfE antibullismo causano modifiche sull’ esito, quindi, sulle variazioni sulla variabile dipendente V.D. (Y) effetto, ossia, la riduzione dei comportamenti antibullismo. 4. Il disegno della ricerca utilizzato è un disegno di ricerca quasi sperimentale (pretest e post test) con un gruppo di contollo. La scelta del tipo di disegno di ricerca quasi sperimentale si attua quando secondo la validità della ricerca che verifica empiricamente e preliminarmente l’assenza di eventuali differenze significative fra i due gruppi (controllo vs. sperimentale) in fase di valutazione iniziale (prima del trattamento, pre-test) a ciò si possono aggiungere studi longitudinali in 4 condizioni:1. Stesso gruppo di soggetti 2. Osservazioni e valutazioni per un periodo più o meno lungo di tempo 3. Indagare la stabilità e il cambiamento nel tempo della variabile oggetto di studio 4. Determinare gli effetti di esperienze o condizioni antecedenti sullo sviluppo successivo. Le minacce sono 1. Costoso in termini di investimenti ed energie; 2. Perdita dei soggetti nel corso della ricerca («effetto mortalità»); 3. Possibilità di confusione tra i cambiamenti legati all’età e di tipo sociale e storico che si verificano nel corso della ricerca. 5. Strategie di reclutamento I partecipanti reclutati, con l’aiuto dei docenti e dal personale quindi la scuola come soggetto di studio e precedentemente formati I docenti conoscevano il fenomeno ed i soggetti più a rischio quindi hanno scelto: 354 studenti di scuole medie e superiori italiane (51,7 % maschi ; Metà= 14,86 Ds= 2,54) sia il g.c. gruppo controllo (n= 187) che g.s. gruppo sperimentale ( n = 167), hanno completato questionari auto somministrati prima e dopo l’intervento con la possibilità di ritirarsi qualora lo volessero senza alcuna penalità. Ai partecipanti è stato chiesto di far firmare il consenso informato ) che appunto informa dei metodi e delle tecniche d’intervento, i test utilizzati e le finalità, sia ai genitori ( se minorenni) sia loro stessi e il diritto sulla privacy. 6. Gli Strumenti di raccolta dati: in pratica cosa misuriamo? Misuriamo dei costrutti o concetti astratti ossia un aspetto della vita psichica, non osservabile direttamente ma che può essere inferito a partire da una serie di indicatori empirici osservabili. L’indicatore empirico è la variabile che si fa corrispondere al costrutto. Quindi operazionalizzare i costrutti ossia trasformare delle ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili, Operativizzazione dei costrutti in variabili (es. il concetto di aggressività nella variabile frequenza di comportamenti aggressivi che uno studente mette in atto) quindi generiamo una variabile. Qualsiasi caratteristica (fisica o psichica) del soggetto che può essere misurata e, quindi, assumere valori diversi in un dato intervallo e che varia da individuo a individuo. Poi scelta dello strumento Devono essere congruenti con gli obiettivi della ricerca o dell’intervento e con le caratteristiche dei soggetti e l’integrazione fra più modalità di valutazione capaci di cogliere, da più prospettive, aspetti diversi dei fenomeni indagati. Devono essere somministrati in modo semplice e veloce, per interferire il meno possibile con le attività didattiche e poter facilitare la replicabilità da parte di altri ricercatori o l’eventuale somministrazione da parte del personale docente. Nella ricerca del nostro caso sono stati utilizzati strumenti d’inchiesta in particolare questionari self-report autosomministrati pretest e post test (es. un questionario HIT per le distorsioni cognitive self-report autosomministrato per rilevare la frequenza di comportamenti aggressivi + osservazione sul campo prima e dopo dell’ intervento con il gruppo sperimentale ed il gruppo di controllo).e connessi alla scala likert con punteggi da 1 a 5 o 1 a 7 sulla probabilità di un comportamento problema si verificasse oppure no. La raccolta dati è avvenuta tramite strumenti di inchiesta in particolare: questionari, scale di atteggiamenti e scala likert pre test e post test 7. Le variabili dello studio Variabili indipendenti: stimoli le cui variazioni si ipotizza causino dei cambiamenti su un comportamento (variabile dipendente) Variabili dipendenti: variazioni del comportamento che si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti Altre variabili ad es. Variabile organismica o soggettiva: caratteristiche della persona, direttamente osservabili (es., l’età) o inferite (es., il pregiudizio) Il metodo sperimentale consiste nel manipolare una variabile indipendente per verificarne (misurarne) l’effetto sulla variabile dipendente. 8. Osservazioni e commenti sulla validità della ricerca: dunque una ricerca per essere degna deve essere: valida (appropriatezza della misura del costrutto) attendibile (riproducibilità della misura) cioè misure coerenti stabile ovvero correlazione tra i gradi di misurazione in tempi diversi accurata cioè corrispondenza tra ciò che si è misurato e la realtà Precisa Grado di coerenza con cui eseguiamo la misurazione. Le principali applicazioni dell’attendibilità sono: Attendibilità Consistenza interna: grado di accordo o disaccordo tra loro in ciascuna codifica eseguita Coefficiente α (Alfa) di Cronbach Indice di attendibilità (coerenza interna): media delle inter correlazioni tra tutte le possibili divisioni a metà del test. In pratica, un modello di equazioni strutturali ha rivelato un effetto di mediazione moderata significativo. Come risultati altamente sensibili che avevano partecipato al programma efe hanno diminuito il loro coinvolgimrìrento nellla perpretazione del bullismo riducendo le disstorsioni cognitive rispetto alle femmine e a quelli con bassa e media sensibilità ambientalrìe Questi risultati portano a pensare che tale programma sia edficace e che possa replicarsi con studenti di altre parti nel mondo soprattutto con adolescenti di scuole secondarie di I e II grado. Vittoria Salice PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2002/2003 SINTESI PROGETTO/ATTIVITA’ 1.1 Denominazione progetto PROGETTO di intervento in ambito scolastico problema "dispersione scolastica e rientro dei drop out" definizioni La dispersione scolastica descrive la discontinuità dei percorsi rispetto alla regolarità prevista dagli ordinamenti e dai curricoli. mette pertanto in luce l'insuccesso scolastico. Il drop-out si intende l’insieme dei ragazzi a rischio di dispersione scolastica, abbandono scolastico è quel fenomeno terminale che fa riferimento all’interruzione degli studi e all’abbandono della scuola, senza ritiro formalizzato e senza aver conseguito il titolo da parte di giovani che hanno compiuto il sedicesimo anno d’età; giovani che l’anno scolastico successivo all’abbandono non si riscrivono in alcun istituto. Mortalità scolastica, percentuale dei soggetti che abbandonano la scuola prima del termine stabilito dalla legge 1.2 Responsabile progetto Pedagogista Dott.ssa Vittoria Salice 1. Descrivere la problematica e l’analisi del contesto l’IPSIA A Pacinotti è una scuola: Istituto professionale di II grado nella città di Foggia. La città di Foggia ha un retaggio culturale molto basso soprattutto gli studenti che frequentano gli Istituti professionali. In particolare, gli studenti frequentanti la scuola IPSIA A Pacinotti di Foggia ereditano una povertà culturale degli ambienti familiari, la scarsità di stimoli socio-culturali, la devianza giovanile, la difficoltà di inserimento lavorativo, e soprattutto l’elevato tasso di mortalità scolastica prima dell’obbligo scolastico ( 2° anno) e l’elevato tasso (15 su 100 studenti) di dispersione scolastica dopo il 3° anno, visto che all’interno dell’ istituto professionale sono presenti delle qualifiche al raggiungimento del 3° anno, bisogna motivare gli studenti e le studentesse al proseguimento degli studi e ad orientarli al diploma più consono, quindi a proseguire fino al 5° anno scolastico. Da molti anni non si fanno progetti in tal senso sono: nel 2002/2003 un PON 5.2 inoltre nel 2022/23 sono stati stanziati fondi di euro 298mila contro la dispersione scolastica dal MIM all’Istituto Pacinotti per un Progetto copilota per contrastare il fenomeno della dispersione con approccio integrato di Fuoriclasse che prevede attività a più livelli (studenti, docenti, genitori). Alcune di queste sono mirate a un target specifico, altre coinvolgono simultaneamente diverse tipologie di attori (studenti/adulti) esso è finito egregiamente a fine a giugno 2023. 2. Finalità e obiettivi e indicatori di risultato Il progetto che intendo attuare in tal scuola consiste nel fornire agli studenti/esse gli strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza le difficoltà relative all’inserimento in molteplici contesti sociali, culturali e lavorativi, al fine di motivare a proseguire gli studi. come? Attraverso strategie che mirano ad aiutare gli studenti ad affrontare quelle che sono le problematiche adolescenziali. Variabile indipendente VI (X) se offrendo strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza i vari passaggi attraverso strategie le problematiche adolescenziali otterremo il fine di motivare gli studenti a proseguire gli studi quindi ad evitare mortalità e dispersione scolastica V.D. (Y) Obiettivi formativi specifici: • Acquisizione di capacità comunicative ed empatiche ed emotive; • Decodificare efficacemente messaggi verbali, non verbali e para verbali; • Riconoscere ed utilizzare stili educativi e comunicativi differenziati; • Acquisizione del senso di identità personale e sociale; • Analizzare le situazioni problematiche tramite problem solving; • Acquisizione delle capacità relazionali; • Saper confrontare con altri la propria situazione ed individuare il problema con soluzioni alternative; • Individuare il ruolo rispetto al problema e gestire efficacemente le relazioni in funzione del risultato; • Affrontare situazioni di conflitto gestendo efficacemente le emozioni. • Indicatori di risultati attesi qualitativi • Riconoscere e utilizzare gli stili educativi vicini al proprio vissuto familiare e sociale: buono; • Valutare le risorse personali e le possibilità di successo in relazione ad un problema: ottimo; • Vagliare strumenti e risorse disponibili: buono; • Ideare le strategie più idonee al superamento dei vincoli ed alla soluzione del problema buono; • Saper lavorare in sinergia con altri per il proseguimento di un risultato buono; • Saper gestire le situazioni di conflitto generazionale per l’interesse comune, buono. • • Metodologie e strumenti • Alfabetizzazione delle emozioni attraverso le scritture e le interazioni di gruppo; • Gestione dei conflitti mediante: simulate, teatro immagine, cineforum, e consulenze di gruppo dove i ragazzi possano esprimersi liberamente e confrontarsi sui temi quali: baby gang, abbandono della fidanzata/o, sessualità, dipendenze: affettive, da gioco, internet, alcool, tossicodipendenze, bullismo, cyber bullismo, stalking, cyber stalking, rapporti famigliari ed i loro ruoli, divisione tra lavoro e scuola, rapporti scolastici amicali e sociali, aspirazioni, hobby, sport, social media. • Analisi dei vissuti dei ragazzi: come vedono il loro presente e le loro aspirazioni nel futuro tramite il problem solving; • Analisi del loro percorso di competenze trasversali e per l’orientamento PCTO; • Incontro con docenti per la formazione sulla gestione della classe e dei singoli studenti con tecnica del lifelong learning, attraverso video proiettori e slide con supporto LIM; • Valutazione del bilancio di competenze con i singoli studenti tramite colloquio e schede • 3. Destinatari: ALLIEVI/E DELLE CLASSI: destinatari diretti gruppo target • 2° anno tutti i corsi; 10 • 3° anno tutti i corsi; 10 Destinatari indiretti • 4° anno tutti i corsi 10 • 5° anno tutti i corsi 10 • E docenti Le 4 e le 5 servono a far capire alle 2 e 3 cosa significa continuare il percorso di studi. Selezione con l’aiuto degli insegnanti sui casi che hanno individuato i ragazzi/e a maggior rischio di dispersione Drop out e i ragazzi che mostravano più assenze del previsto. 4. Definire il modello d’intervento e le specifiche attività progettuali: ipotesi causale se offrendo strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza i vari passaggi attraverso strategie le problematiche adolescenziali otterremo il fine di motivare gli studenti a proseguire gli studi quindi ad evitare mortalità e dispersione scolastica. Tale ipotesi l’ho svolta io stessa nel 2002/03 in un progetto PON 5.2.. A livello didattico saranno proposti: simulate e role playing, teatro immagine, cineforum e successivamente esercizi tecnico-tattici sulla comunicazione, inoltre saranno attivate tecniche a specchio si apprenderanno le situazioni tramite il brainstorming, lifelong learning, il problem solving ed il bilancio delle competenze. 5. Pianificare i tempi di realizzazione avvalendosi dell’ ausilio del cronoprogramma o diagramma di Gantt Durata: Dal 1 ottobre 2002 al 5 giugno 2003 per 3 ore a settimana di pomeriggio Modalità organizzative: 2 classi di 20 studenti in tutto 40 studenti divisi in 2° e 3° classe e 4° e 5° classe attività rompighiaccio la conoscenza dei ragazzi/e e le emozioni e le aspirazioni e le presentazione del programma problematiche da affrontare sarà la dr. Vittoria Salice come esperta esterna tempo necessario 2 ore pm, mercoledi 2 ottobre e giovedi 3 ottobre 2002 40 studenti divisi in due classi di 20 studenti A tal fine mi servirebbe una classe 1 LIM fogli e penne per altre attività con studenti 1. come capire i propri stati d'animo e quelli altrui, le emozioni, le sensazioni e gli stati d'animo; 2. la creatività degli studenti/esse con le TIC; 3.gestione dei vissuti dei ragazzi; gestioni delle aspirazioni e bilancio di competenze; 20 ore 2à e 3à classe pm dal 8 ottobre 2002 a mercoledi 14 maggio 2003; e 20 ore 4a e 5a classe dal 10 ottobre 2002 a giovedi 15 maggio 2003. A tal fine mi servirebbe una classe 1 LIM fogli e penne per Formazione docenti sia per i singoli studenti che per la gestione del gruppo classe kik off meeting all’ inizio del progetto per individuare le problematiche, 2 ore al centro del progetto per monitorare la situazione, 2 ore e 2 ore follow up alla fine del progetto per verificare i cambiamenti 2 ore di lezione pm: martedi 1 ottobre 2002, mercoledi 12 marzo 2003 e giovedi 5 giugno 2003, A tal fine mi servirebbe una classe; un aula di laboratorio, una LIM un pc, una stampante a disposizione, e 10 risme di fogli A 4; Il progetto si svilupperà in più fasi: 1. conoscenza delle studenti/esse e illustrazione del programma; 2. come capire i propri stati d'animo e quelli altrui, le emozioni, le sensazioni e gli stati d'animo; 3. la creatività degli studenti/esse con le TIC; 4.gestione dei vissuti dei ragazzi; 5 gestioni delle aspirazioni e bilancio di competenze; 6. Formazione docenti sia per i singoli studenti che per la gestione del gruppo classe. 6. Ipotizzare i mezzi e le risorse umane e materiali necessarie: Disseminazione tramite social network facebook, istagram, youtube, tik tok, whats app e telegram) creazione di materiale informativo di varia natura (es., depliant, brochure, locandine) Beni e Servizi e Risorse Umane e Materiali Promozione (grafica, stampa e distribuzione) Euro 200,00 Cancelleria, utenze Euro 200,00 Varie 300 Euro Esperto Esterno e Formatore 1.300 Costo Totale 2000,00 Euro Spazi: un’ aula laboratorio, una classe Materiale: una stampante a disposizione, una LIM, un computer, 10 risme di fogli 7. Pianificare la fase di valutazione specificando il disegno di ricerca che si vorrà implementare e ipotizzando i risultati attesi Nella fase finale sono stati fatti dei test finali e confrontati con i pretest iniziale e quelli nella fase intermedia su una scala likert da 1 a 6 punti da scarso a molto buonoil disegno di ricerca è di tipo longitudinale i risultati sono stati soddisfacenti anche in fase di follow app dopo 6 mesi non ci sono state variazioni. Il Responsabile del Progetto Data Foggia, 05/06/2003 DR.SSA VITTORIA SALICE. ….. …. 3) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: Deontologia della professione psicologica (2CFU) Inserire qui la relazione (La lunghezza della relazione deve essere orientativamente tra le 2000 e le 3000 parole) Il caso che andiamo a svolgere tratta della condotta deontologica di una psicologa la Dr.ssa Laura Rosso regolarmente iscritta all’Albo dell’Ordine dei Psicologi e iscritta all’Albo dei CTU del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano e di Appello di Napoli, per una richiesta di annullamento di matrimonio alla Sacra Rota tra il dr. Stefano Caruson e la sig.ra Maria Esposito. Il quesito posto alla Dr.ssa Laura Rosso era la presunta incapacità psichica/psicologica del Dr. Stefano Caruson, architetto nato a Napoli il 02/11/1978. Essendo la dr. Rosso CTU deducente quindi interpares e non CTP facendo gli interessi della parte quindi doveva partire valutando entrambi i partner ma la dr. Rosso pur non avendo avuto la possibilità di incontrare il Dr. Caruson non si è fermata dicendo la verità, interferendo cosi nella vita delle persona del dr. Caruson ledendo quella che è la sua dignità di uomo e di professionista ledendo cosi il decoro e alla dignità e al corretto esercizio della professione secondo quanto previsto dall'art. 26 co. 1 della legge 56/89 art 2 del C.D. ed anche l’art 1. Del CD Che non ammette ignoranza. Per avvalorare la tesi la signora Maria Esposto aveva depositato nel fascicolo molti elementi probatori del dr. Caruson corredati da foto a sostegno, certificati e altro materiale, come agende e diari sulla persona che criticano il comportamento e la sanità psicologica del suo coniuge e chiedeva l’accertamento sulla sua persona. La prima comunicazione è avvenuta il 16/10/2016 ribadita il 14/07/2017 e nello stesso giorno durante l’audizione del dr. Caruson in Tribunale dove era presente anche la Dr. Rosso, cui veniva comunicato insieme agli atti la disapprovazione del materiale prodotto asserendo falsità e ledendo la sua dignità di uomo e di professionista e nelle irregolarità nelle procedure e nella sostanza dell’ iter avviato dallo stesso Tribunale. Al dott. Caruson ovviamente come suo diritto di esporre la sua versione dei fatti e di criticare l’operato della CTU e del Tribunale stesso come alla signora Esposto di depositare il materiale probatorio. Si può ipotizzare che la condotta fosse scorretta della dott. Rosso nell’ irregolarità della procedura nel fatto che non abbia chiesto il consenso informato art 9 dc. per la ricerca e art 24 dc adulti capaci ma nel nostro caso anche se gli psicologi sono professionisti per la salute il consenso informato in qualità di CTU, Perito e CTP non viene chiesto perché tale attività non rientra nell’ambito sanitario ex art. 1 L. 219/17. Inoltre bisognerebbe valutare se la dr.ssa Rosso pur essendo iscritta regolarmente all’ Ordine dei Psicologi di Albo A, sicuramente non ha una Laurea triennale Albo B, perché per iscriversi all’ Albo dei CTU bisogna avere una Laurea Magistrale 5 anni, quindi essendo iscritta come CTU la dr.ssa ha una Laurea Magistrale ed è iscritta all’ Albo A che permette di fare diagnosi ma non sappiamo se sia una psicologa giuridica o forense o se sia una Psicoterapeuta con scuola ad es. cognitivo comportamentale o psicanalisi o altra scuola ne se la sua formazione professionale di approfondimento post laurea consenta di utilizzare dei test specifici per il caso esposto, difatti, questo potrebbe essere verificato se la dott. Rosso ha ad es. acquisito 150 ECM formativi triennali obbligatori sempre, e soprattutto i crediti ECM su un tipo di test specifico per quella data situazione prima di accettare e accertare questo tipo di incarico art 5 d.c. sulla Competenza professionale. La dr.ssa Rosso è responsabile a utilizzare quegli atti nel fascicolo solo dopo aver svolto indagini più tecniche come una batteria di test cognitivi e non cognitivi ad es. test di personalità e colloqui direttamente con la persona, la dr. Rosso è responsabile dei propri atti professionali art 3 d.c., e soprattutto al decoro e alla dignità e al corretto esercizio della professione psicologica art 2 per non incorrere poi in sanzioni disciplinari. 2. Inoltre si può confermare che per la dr. sa Rosso si può ipotizzare violazione Sul fatto che la dr. Ssa Rosso ha inviato comunicazione A/R presso la residenza dei genitori del dr. Caruson e non c/o la sua residenza presuppone che la dr.ssa non abbia rispettato ad es. Legge sulla privacy: 196/03, GDPR 2016/679, D.Lgs. 101/2018, D.Lgs. n. 24/2023 e protezione dei dati nuovo c.d art 17, l'articolo 4 per ciò che concerne il Principio del rispetto e della laicità nella misura in cui il dr. Caruson sceglie liberamente di non presentarsi all’ appuntamento come dice ad es. l’ art 18. inoltre tale mezzo raccomandata A/R e PEC esige una risposta questo è vero ma, non può essere inviata ai genitori essendo il dr. Caruson maggiorenne e con residenza ad altra via quindi ledendo la Salvaguardia dell’ anonimato art. 16. CD Il dott. Carouson ha scelto liberamente di non presentarsi art 4.D.C. e art 18 La dr.ssa Rosso ha insistito mandando nuovamente una PEC che pur al suo domicilio non avrebbe dovuto farlo perché in qualità di CTU, quindi di pubblico ufficiale, avrebbe dovuto, alla prima raccomandata o pec solo verso il suo domicilio e nel caso non si fosse presentato doveva semplicemente produrre una relazione dove diceva che a seguito di pec mandata alla sua residenza volontariamente il dr. Caruson non si è presentato all’ appuntamento, quindi, non è stato possibile condurre direttamente un colloquio e dei test specifici per la valutazione diagnostica. Il Caruson ha scelto liberamente di non rispondere alla dr.ssa del riscontro di pec inoltre seguita da insistenza di telefonate c/o il suo studio andando a ledere quello che è il Segreto professionale: art 622 cpp e art 11 del CD interrompendo un importante riunione di lavoro presentandosi con altre qualifiche quindi presentandosi con falsa identità e abuso di professione art 8 cd. e poteva rischiare una denuncia di stalker dall'art. 612 bis del codice penale. Con la sentenza n. 61 del 2 gennaio 2019 la Corte ha stabilito che sono sufficienti pochi messaggi via Whatsapp ed una telefonata . Inoltre la dr.ssa Rosso che non è riuscita ad incontrare il dr. Caruson, ha redatto e depositato una perizia psicologica falsa sulla persona del dr. Caruson asserendo che il dr. Caruson era affetto da disturbo ciclotimico dell’ umore (asse I ) e i disturbi narcisistico e borderline del cluster B scaturiti dall’analisi dei documenti, su racconti della controparte di altri terzi e ciò che ha sentito in aula durante le udienze e deposizioni del dr. Caruson violando cosi l’art 7 sulla validità e affidabilità dei dati visto che non ha incontrato personalmente il dr. Caruson potendo cosi fare una diagnosi affidabile e valida. Un professionista non puà basarsi sui racconti di terzi e soprattutto della controparte ma doveva incontrare personalmente la parte in tal caso il dr. Caruson ( fare colloqui e una batteria di test psicodiagnostici) per avere la possibilità di poter svolgere quanto richiesto dal Giudice e violando l’art. 6 dimostra di non avere la sua autonomia della professione ossia pur di rispondere al giudice non ha tutelato la persona in tal caso il dr. Caruson per interessi personali, economici o altro. Per non violare gli artt. del C.D. avrebbe dovuto chiedersi prima di accettare se aveva le specifiche qualifiche (ECM e soprattutto quelle per il test in uso) altrimenti avrebbe dovuto chiedere al Giudice istruttore di potersi avvalere di, un Ausiliario CTU percipiente, per i test non di sua competenza, avrebbe dovuto accertarsi dell’ incapacità psichica di entrambi (attore e convenuto) e per fare una diagnosi corretta sulla presunta incapacità psichica /psicologica del dr. Caruson: leggere il libello e tutto il materiale depositato, seguire le udienze, ascoltare i testimoni, ma soprattutto incontrare per colloqui e test personalmente sia la parte attore sia la controparte covenuto, mandare una sola volta la PEC o la raccomandata A/R per l’incontro al suo indirizzo di residenza e se non si presentava scrivere al giudice semplicemente che il convenuto a seguito di pec del giorno tot contenente l’appuntamento per il giorno tot c/o lo studio tot risulta “assente” quindi non è stato possibile fare una valutazione di incapacità psichica. In conclusione credo che non bisogna mai ledere la dignità di una persona, certo è difficile stare dentro a tutti i codici ma bisogna cercare di agire nella piena correttezza sia per non ledere la propria professione sia per non ledere la vita e la professione altrui. Inoltre credo che bisogna sempre tutelare l’individuo che viene a porci il suo problema cercando di seguire e rispettare almeno i principi generali ad es. del segreto professionale, la legge sulla privacy, la laicità, la verità, il consenso informato in tutti i casi )io lo utilizzerei anche a livello giuridico anche se siamo già autorizzati dal Giudice e non ne abbiamo bisogno o comunque informando la persona su ciò che stiamo andando a fare almeno le informazioni più importanti se non tutto). Altro di non farci coinvolgere e condizionare da racconti se non incontriamo la persona personalmente e nel setting giusto e fare colloqui e test ed il rapporto con i colleghi o superiori deve essere chiaro senza farsi togliere la propria autonomia professionale. E nel fare dei test controllare se è possibile farlo ad es. avendo i crediti giusti per quel test per seguirne poi il protocollo . Inoltre la formazione post laurea ECM è importante per seguirne l’evoluzione scientifica. Ed infine ma non ultimo l’importante è come dice lart. 1 del CD conoscere il codice deontologico perché non ammette ignoranza e mi sembra una linea guida buona per avvalorare la nostra professione e muoverci nella giusta direzione e nel pieno rispetto dell’ utenza e della nostra professione. Con l’art. 001 della L.56/89 in vigore dal 15-2-2018 La professione di psicologo di cui alla presente Legge è ricompresa tra le professioni sanitarie, quindi vigila il Ministero della Salute (prima era vigilata dal Ministero di Grazia e Giustizia),. Con la L n. 56/89 art, 5 del 18/02/1989 (in vigore dall’ 11/03/1989) sono stati istituiti: sia il CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi formato da 21 componenti con funzione esecutiva di cui l’attuale Presidente è Davide Lazzari, sia l’Ordine Reginale OPRC Campania e delle altre Regioni e l’Ordine Provinciale di Trento e Bolzano. La Commissione Tutela dell'Ordine degli Psicologi della Campania, è stata istituita, con la delibera n. 64 del 28/09/2020 per vigilare sulla tutela del titolo professionale e svolge, nell'interesse degli iscritti, le attività dirette ad impedire l'esercizio abusivo della professione. Con L 56/89 art 4 co. 1 fu Istituito anche l’Albo dei Psicologi ( gli Albi in generale erano già previsti nell’art. 33 della Cost.), e riportava co.2 L. 56/89 la disciplina dall' art. 622 del codice penale per chi violava il segreto professionale e artt. 11 e 15 del C.D. inoltre l’ Art. 26 e art 28 r.D. e dall’ art 3 del codice deontologico (CD) prevede sanzioni disciplinari per i suoi iscritti, dunque se il fatto non sussiste può essere archiviata mentre se il fatto sussiste a seconda della gravità si emettono una delle 4 sanzioni disciplinari: a) avvertimento, b) censura, c) sospensione dell'esercizio professionale per un periodo non superiore ad un anno;, d) radiazione. La commissione deontologica è parte del Consiglio Regionale formata da 15 componenti istituito con commissione referendaria 1997 in vigore dal 16 febbraio del 1998 essi si occupano attraverso il Codice Deontologico di disciplinare la condotta deontologica dei propri iscritti che formano la comunità dei psicologi. Il Codice Deontologico è stato istituito con commissione referendaria 1997 in vigore dal 16 febbraio del 1998 ( con aggiornamento il 25/09/23 tramite referendum ed entrato in vigore il 01-12-2023) sono codici a cui i propri iscritti, sia di Albo A dove rientrano psicologi del v.o. 4 anni e n.o. (3+2= 5 anni) abilitanti, sia psicoterapeuti con specializzazione 4 anni in una delle scuole psicoterapeutiche, e della sez. B dove rientrano i laureati triennali in scienze e tecniche psicologiche abilitanti. (la divisione in se. A e B è stata decretata dal DPR 328 del 05/06/01 decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 e la successiva legge 170 dell’ 11 Luglio 2003 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2003. Il Decreto Manfredi Legge n. 163/21 del 8 novembre 2021, GU n. 276 del 19 novembre 2021 (Lauree abilitanti) vigente dall’ a.a. 2023/24. Gli iscritti di ogni Regione che formano la comunità dei psicologi si devono attenere al Codice Deontologico per evitare sanzioni disciplinari esso è formato da 42 art divisi in 5 capi: capo I: principi generali da art. 1 a art. 22,; capo II: rapporto con l’utenza e la committenza da art 23 a art 32; capo III: rapporti con colleghi da art 33 a art 38; capo IV: rapporti con la società artt. 39 e 40; capo V: norme di attuazione artt. 41 e 42. Di cui il I art del codice dice che bisogna conoscere il Codice Deontologico e che non ammette ignoranza. Vittoria Salice ….. …. 4) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: Interventi in psicologia delle emergenze (2CFU) Inserire qui la relazione (La lunghezza della relazione deve essere orientativamente tra le 2000 e le 3000 parole) In seguito alla guerra nel 2022/23, Russia contro Ucraina, è stata dichiarata in Italia, per il transito degli Ucraini verso l’ Italia, lo stato allert di maxi emergenza sociale di tipo C, quindi statale, dalla protezione civile, nell’ immediato post impatto che dura 180 giorni che è stato prorogato (come da norma) di altri 180 giorni., con una mappatura delle regioni e dei comuni pronti per il soccorso che deve essere rapido, solitamente appena si attiva la protezione civile, in 24 ore si garantisce l’assistenza sul posto per l’accoglienza in stato emergenziale. La protezione civile è nata con la legge 996/1970 anche se interviene ufficialmente con il terremoto dell’Irpinia del 1980, ma è stata ufficializzata con la L. 225/92 di cui il padre fondatore è Zamberletti. La struttura della protezione civile è molto articolata e complessa. Lo studio 2 del volontariato coordina logisticamente e chiama, come infatti, anche in questo caso, ha chiamato i soccorritori di Area Operativa (con varie formazioni). Nell’ area crash sono presenti sia la parte logistica ad es. il CCS, COM, il COR, e la SOR; e la parte operativa i volontari ODV (di cui fa parte anche la SIPEM SOS Campania: società italiana di psicologia dell'emergenza social support e Sipem in tutta Italia: che si occupa di psicologia dell’ emergenza che manda un team dell’ EPE in area crash). Per essere psicologi dell’ emergenza non occorre essere psicoterapeuti perché fa ipotesi di diagnosi a breve termine e non potrebbe neanche per tempo fare psicoterapia, ma segue formazione post laurea in psicologia di psicologia dell’ emergenza). L’ EPE Equipe psicosociale d’emergenza nasce con il CNOP nel 97 in seguito al terremoto Marche ed Umbria che invitava gli psicologi a collaborare, ed in seguito al I convegno nel 1998 ad Assisi che sancisce la nascita della psicologia dell’emergenza, anche se esistevano già dalla guerra del Vietnam del 1975, dove si scopri la sindrome da stress post traumatico. Solo nel 2001, opera in prossimità del PMA posto medico avanzato, nonché, il PASS posto di assistenza socio-sanitaria e ovviamente questi sono posti presso luoghi di raccolta, smistamento e accoglienza, l’EPE Equipe psicosociale di emergenza, lavora sempre in equipe e ci si aiuta: sia in colleganza tra i psicologi dell’ EPE sia tra i vari professionisti presenti ed i volontari: Il PMA e/o il PASS e l’EPE sono vicine per favorire l’accoglienza delle vittime in setting di diverso tipo fatto di fango, acqua, senza sedia e tendopoli ma comunque garantisce gli spazi per i colloqui individuali in riservatezza con segreto professionale da parte degli psicologi e privacy per le vittime. Gli psicologi dell’emergenza, anch’essi operatori, indossano giubbotti o casacche verdi con la scritta PSI, così da poterli riconoscere nell’ immediatezza. Solo il 13/06/2006 abbiamo una svolta epocale con la direttiva del PCM furono riconosciuti e definiti a livello legislativo i criteri di massima della psicologia dell’emergenza per gli psicologi dell’emergenza, cioè di prestare massima attenzione sui soccorritori tutti, psicologi compresi, e sulle popolazioni colpite dalla catastrofe e i loro familiari. Esso deve essere: rapido nel giro di 24 H dalla chiamata, essenziale solo interventi brevi e essenziali e mirati non psicoterapia non ne avrebbero il tempo, ma focalizzati sul qui ed ora ossia sull’ evento traumatico subito al momento non su patologie già pregresse atte ad ampliare tale patologie ma saperle riconoscere, ed eventualmente, nel caso ci siano, inviare queste persone c/o strutture specializzate per questo bisogna essere direttivi e attivi e rimanere calmi e trasmettere sicurezza e bisogna utilizzare tecniche psicologiche attive atte a fronteggiare l’ansia e lo stress (attraverso strategie di coping) dovute allo stress e ai cambiamenti traumatici di situazioni improvvise che cambiano la vita quotidiana della persona nel qui ed ora. L’area di accoglienza è un’area, un dispositivo funzionale per avere tutti i soccorsi ed effettuare le schede di triage, che è uno strumento messo a disposizione dalla protezione civile, sia sanitario sia psicologico, che permette sia di capire che tipo di vittime abbiamo di fronte che possono essere dal I al VI livello, secondo la classifica di Taylor e Frazer 1981, e che classifica come la vittima ha subito l’impatto ad es. direttamente, indirettamente, familiari etc, l’accoglienza fatta con la valutazione dei bisogni assesment, aver preso e dato informazioni certe, sicure, attendibili, in modo continuo, sul ricongiungimento familiare, eventuali Interventi clinici a breve termine (non psicoterapia) e l’identificazione della gravità della tipologia di persona ad es Psi 2 livello intermedio e PSI 3 per casi più gravi codice rosso di inviare e accompagnare le persone c/o strutture specializzate quindi a disposizione a seconda dei casi centri psichiatrici e psicoterapici, nonché, strutture ospedaliere ed eventualmente anche strutture socio educative . Nei casi di PSI 1 lieve, effettuare interventi psico-sociali attraverso la formazione della gestione emotiva PSI 1 con interventi di psico educazione e di eventuale elaborazione del lutto; con le schede triage possiamo riportare e lasciare traccia di tutti gli interventi effettuati. In area crash dove arrivano i soccorritori al centro Hub di prima accoglienza, nel nostro caso, in prossimità del PASS troviamo l’EPE dove al centro Hub per l’accoglienza sono state accolte queste persone dall’ Ucraina che fuggono dal proprio paese. Tra le tante persone che arrivano dall’ Ucraina, nel nostro caso, arriva anche la Signora G. di anni 42, da un ODV viene invitata a scendere dalla sua auto per un ristoro inizialmente la sign. si rifiuta di scendere per vergogna delle sue condizioni igieniche G. inizia a piangere, è evidentemente scossa, accenna al fatto che da quattro giorni viaggia da sola alla guida della sua macchina e non ha ben chiaro dove si trovi al momento. La sign. G. appare molto stanca, affaticata ma alla presenza di stimoli uditivi improvvisi e intensi (come il suono del clacson di un camion di passaggio) tende ad irrigidirsi e a cercare riparo. Una volta scesa dalla macchina riferisce dispnea, tachicardia e sensazioni di mancamento. Viene dunque invitata in infermeria ma i parametri vitali risultano tutti nella norma. La sua priorità è di ricongiungersi con i familiari del marito che vivono in Francia e che il marito ed il figlio sono rimasti in Ucraina per la guerra. Quando andiamo ad operare in qualità di psicologi dell’ emergenza dobbiamo avere chiaro in mente il postulato che dice che: le reazioni ad un evento traumatico sono considerate normali ad esperienze anormali, ossia di fronte ad una condizione emergenziale le risposte che gli individui mettono in atto sono considerate risposte normali e strettamente connesse alle risposte da stress in quanto ciò che non è normale, l’emergenza esterna, che impatta sulla nostra quotidianità. Questo è fondamentale per muoverci con sicurezza che poi trasmettiamo alla persona nei contesti emergenziali (area crash). Secondo la classifica di Taylor e Frazer 1981, nel caso della sig.ra G,. siamo in presenza di vittima di I tipo perché ha subito l’impatto ed è scappata dal luogo dell’impatto cosa che andremo a riportare nel triage psicologico. In fase di accoglienza è lo psicologo che va verso la vittima ed offrire il sostegno e supporto psicologico. Poi saranno loro ad andare dallo psicologo quando saranno pronti, senza forzature, anche se in un setting campale ma è garantita la riservatezza, l’ importante è che: alla sig.ra G. vengano garantite sostenute e supportate i processi d’identificazione dei suoi bisogni primari e riportarli al presente facendo capire alla sign. G quali sono le sue necessità al momento ossia: misurare i parametri vitali in infermeria, di minzione e defecazione, di lavarsi e offrire strumenti igienici (carta, sapone e assorbenti), di ristoro (mangiare e bere), di dormire, e a livello psicologico di ripristinarle l’omeostasi ossia l’equilibrio psicofisico che l’evento traumatico ha destabilizzato per cui lavoriamo sul qui ed ora senza andare nel passato della persona ne sui traumi presenti prima dell’ evento traumatico quindi lavoriamo sullo stress e il trauma dell’ evento emergenziale circoscritto in quel determinato momento, in tal modo, non facciamo un lavoro di psicoterapia. Quando viene la sig. G dobbiamo: ascoltarla in modo empatico in totale privacy, senza dare consigli, quindi senza generare aspettative, ne giudicare. La sign G. parla da sola, senza forzature a parlare da parte nostra, dando sfogo a quelle che sono le sue emozioni, il suo stato emotivo alterato, che noi dobbiamo decomprimere e ed anche le sue reazioni normali che possono essere intense ovviamente non dire di calmarsi o preoccuparsi perché aumenterebbe l’irascibilità, le reazioni normali quali: di paura, di nascondersi ascoltando il suono di un clacson perché rievocano vissuti dolorosi di quel dato momento in seguito alla guerra o di smarrimento comprendendo e normalizzando la situazione. Inoltre, noi dobbiamo rispettare le sue pause, i suoi silenzi, i suoi pianti, per rispetto della sua persona e della situazione appena vissuta, in tal caso, noi dobbiamo solo facilitare la verbalizzazione delle emozioni e facilitarla nel condividere le sue esperienze con noi, normalizzando le sue reazioni aiutandola a ripristinare il suo controllo cognitivo, quindi educarla a spiegare alla persona come mai sta accadendo questa situazione. Aiutare a riguadagnare un senso di controllo sulla situazione e favorire il recupero di un ruolo attivo. Inoltre permettiamo alla sig ra G avere notizie certe e attendibili e continue sui suoi cari, marito e figlio, in Ucraina per il ricongiungimento dei suoi familiari e sulla situazione al momento e fornire informazioni con l’aiuto degli addetti alla comunicazione circa anche i servizi disponibili d’emergenza che può avere, questo farà in modo da offrire sicurezza alla persona sul team che si occupa di lei quindi il messaggio che arriva è: non sono sola. Tutto ciò permetterà di portare la sig. G. a far riemergere, ad attivare e potenziare (empowerment) le risorse cognitive, emotive, adattive di cui già la persona già dispone ma che in questo momento vengono scombussolate e perturbate, come è normale che sia, a seguito dell’ evento emergenziale Utilizzeremo diari di bordo per registrare i dati delle persone su cui effettuiamo gli interventi, cosi da lasciare al team di psicologi che verrà dopo di noi, (perché la durata sarà di 7/10 giorni dopodichè ci sarà il turnover perché anche gli psicologi come operatori subiscono un disturbo da stress postraumatico PTSD), informazioni in modo da poter facilitare il lavoro. Dai sintomi che riferisce (il sintomo è una sensazione soggettiva di cambiamento nel benessere personale che riferisce la persona che le prova), e dai segni verificati dallo psicologo (i segni sono oggettivi e li rileva lo psicologo in caso di disagio psichico per fare una ipotesi di valutazione diagnostica utilizzando il DSM 5 TR e l’ICD 11 e sono tra i sintomi). Si può ipotizzare che la sign. G. presenta un disturbo da stress acuto ASD che si verifica entro un mese dall’ evento accaduto che è un disturbo invalidante che si sviluppa in seguito all’ esposizione diretta ad un evento traumatico è caratterizzata da: pensieri intrusivi, cognizioni e umore negativi, flashback ad es., evitamento dei ricordi dal trauma, stati dissociativi senso di smarrimento, problemi di concentrazione, esagerate risposte d’allarme si nasconde in seguito al suono del clacson, ipervigilanza e disturbi nel sonno iperarousal o iperattivazione ossia il livello di attivazione vari lungo un continuum che va dal sonno all'eccitazione diffusa. La diagnosi si basa su criteri clinici in tal caso la sig. ra G. è indicata come psi 2 intermedia per la quale richiede un trattamento psicopatologico o farmacologico ciò vuol dire che dovremmo accompagnare la sig. ra G. verso un servizio territoriale di salute mentale, non urgente, che possa fare un assesment di valutazione psicodiagnostica più dettagliata, più specifica e profonda e seguire dopo una fase di follow-up a lungo termine. La sig.ra G. riferisce anche di dover raggiungere la Francia per andare dai parenti del marito e le viene concesso di chiamare i suoi parenti in Francia per avvertirli che è arrivata in Italia sta bene e che li raggiungerà quanto prima. Vittoria Salice 3. Il treno AV Alle ore 00,34 il treno AV proveniente dal Sud Italia e diretto a Bologna deraglia sulla tratta ferroviaria tra due piccoli Comuni del Centro Italia. Alle ore 2,30 gli psicologi dell’emergenza ricevono chiamata di attivazione della Sala Operativa Regionale della Protezione Civile. Una squadra composta da 4 psicologi si reca immediatamente sul luogo del disastro. Dalle prime informazioni, ancora confuse, risultano circa 260 passeggeri illesi e 50 feriti in codice giallo già transitati presso l’area triage e allocati temporaneamente presso l’area accoglienza. Già trasportate in Ospedale le 4 vittime in codice rosso. Tre sono i decessi al momento confermati: madre, padre e figlia di 12 anni appena estratti dai soccorritori dalla carrozza sulla quale viaggiavano. Presenti sul luogo molti familiari delle vittime: alcuni di questi inveiscono contro i soccorritori e le autorità e chiedono disperatamente informazioni rispetto ai propri cari. Numerosi gli organi di stampa giunti sul luogo alla ricerca di informazioni, immagini ad alto impatto e persone (vittime, familiari, soccorritori) disposte a rilasciare interviste. Lo studente descriva le prassi e le linee operative che la squadra di psicologi deve seguire dal momento del suo arrivo nel rispetto delle Funzioni di Comando. Descriva la tipologia e la metodologia degli interventi di supporto attuabili sullo scenario sia in relazione alle vittime che ai soccorritori e ne motivi le scelte Il treno AV italiano che dal sud Italia è diretto a Bologna deraglia a 00,34 tra due piccoli comuni zona centro Italia alle 2,30 di notte l’EPE riceve la chiamata dalla Sala Operativa Regionale SOR della protezione civile una maxiemergenza, disastro visto che il numero dei feriti è maggiore di 50, evento di tipo B in tali casi la SOR diventa UNITA’ DI CRISI e viene convocato il COMITATO OPERATIVO, con il compito di indirizzare e coordinare l’intervento in emergenza., un team di 4 psicologi viene immediatamente mandata in area crash che garantisce la presenza sul posto entro 24 h. sul luogo ci sono già altre figure professionali soccorritori e volontari ODV che sono già arrivati: all’ arrivo dei 4 psicologi dell’ emergenza c/o il PMA o il PASS trovano già in triage 50 feriti in codice giallo già transitati presso l’area triage e allocati temporaneamente presso l’area accoglienza. la situazione è di 260 passeggeri illesi Già trasportate in Ospedale le 4 vittime in codice rosso. Tre sono i decessi al momento confermati: madre, padre e figlia di 12 anni appena estratti dai soccorritori dalla carrozza sulla quale viaggiavano. Presenti sul luogo molti familiari delle vittime: alcuni di questi inveiscono contro i soccorritori e le autorità e chiedono disperatamente informazioni rispetto ai propri cari. Numerosi gli organi di stampa giunti sul luogo alla ricerca di informazioni, immagini ad alto impatto e persone (vittime, familiari, soccorritori) disposte a rilasciare interviste. Arrivati sul luogo del disastro e ricevute le notizie ancora confuse sul reale n. di feriti si applica il metodo Augustus che richiede semplicità e flessibilità quindi si procede in modo tempestivo: 1. Chiaramente visto che le 4 vittime sono state trasportate in ospedale codice rosso vittime di I tipo si manda uno psicologo in ospedale per capire la situazione e completare le schede di triage. 2. si interviene sui 50 feriti in codice giallo vittime di I tipo supportandoli e cercando di contenere velocemente ma sempre con pieno rispetto le persone ferite completando le schede di triage per:. Garantire processi d’identificazione attiva dei bisogni: la valutazione dei loro bisogni assesment, aver preso e dato informazioni certe, sicura, attendibili, in modo continuo, sul ricongiungimento familiare, Ripristinare l’equilibrio psichico che l’evento traumatico ha destabilizzato attraverso eventuali Interventi clinici a breve termine (non psicoterapia) e l’identificazione della gravità della tipologia di persona ad es Psi 2 livello intermedio e PSI 3 per casi più gravi codice rosso di inviare e accompagnare le persone c/o strutture specializzate quindi a disposizione a seconda dei casi centri psichiatrici e psicoterapici, nonché, strutture ospedaliere ed eventualmente anche strutture socio educative . Nei casi di PSI 1 lieve, effettuare interventi psico-sociali attraverso la formazione della gestione emotiva PSI 1 con interventi di psico educazione e di eventuale elaborazione del lutto; solitamente le diagosi sono o di Portare ad attivare le risorse emotive, cognitive, adattive di cui si dispone con le schede triage possiamo riportare e lasciare traccia di tutti gli interventi effettuati. 3. supportare i parenti delle vittime decedute e non, tutte vittime di II tipo acompagnandoli al alla camera ardente e ai funerali e schermando le vittime, ed in fase di post emergenza dopo un anno presenziare all’ evento commemorativo, aiutare a schermare almeno le vittime che non vogliono parlare con la stampa, anche per loro si effettuano schede di triage con le stesse modalità dette nel secondo punto ma soprattutto effettuare gli interventi psicosociali per la gestione del lutto e di psicoeducazione ai familiari ma anche insegnanti e allievi nelle scuole che non hanno subito il lutto ma che hanno subito comunque il trauma delle persone ferite sui comportamenti da tenere nel pieno risptto della persona ferita ovviamente brevi sicuri e concisi.. non ultimo i soccorritori vittime di III tipo, per questo motivo qui sotto descritto il turnover dei soccorritori deve avere una durata di 7/10 giorni, che rientrano nella direttiva del DPCM 13 giugno del 2006 di prestare massima attenzione ai soccorritori tutti ( psicologi dell’ emergenza, medici, infermieri, volontari, operatori di autoambulanza, operatori di PC, che hanno assistito con immagini ad alto impatto ( o che hanno vissuto quello scenario in setting fatto di fango, acqua e altro a seconda della situazione, ricevono un primo supporto all’ impatto o e si trovano in fase di post emergenza con stato attivo o concluso in un setting ora tranquillo diverso e parliamo di fase a medio e lungo termine) si fa per loro attività di gruppo ad es. di defusing o dibrifing con i soccorritori. I soccorritori sono chiamati a RICONOSCERE, COMPRENDERE E GESTIRE la tipologia della situazione critica, la sofferenza fisica e psichica delle vittime e le proprie reazioni ed i propri limiti Il soccorritore è chiamato ad un ruolo paradossale dal punto di vista psico-sociale: Funzionare in modo sano in un contesto nel quale tutti hanno diritto ad avere reazioni eccezionali ad eventi traumatici Lavorare costantemente a contatto con la sofferenza e con situazioni di pericolo espone i soccorritori allo stress ed al rischio di traumatizzazione. TRAUMA VICARIO!!! Gli effetti a breve termine sono medesimi a quelli della sindrome da stress post traumatico PTSD che persistono dopo 1 mese fino ai 6 mesi a differenza dell’ disturbo da stress acuto che si verifica entro un mese statisticamente tra il 4 ed il 20% che gli operatori hanno dovuto contenere per salvaguardare la salute fisica e psicologica degli altri tipi di vittime e poi pensare a se stessi. Difatti anche gli operatori sono indicati vittime di III tipo vittime “indirette/vicarie”. . Gli effetti conseguenti all’esposizione a fattori di questo tipo sono lo stress, i comportamenti violenti, il burnout e la traumatizzazione vicaria. Esse includono: -intrusione, con cui si intende far riferimento a tutti quei pensieri, immagini e percezioni ricorrenti relativi all’evento traumatico; -evitamento e ottundimento, quindi l’assunzione di una condotta evitante verso tutti gli stimoli associati all’evento; ottundimento emotivo", in tale situazione ha difficoltà ad esprimere o provare sentimenti forti o intensi. Questa persona potrebbe sembrare meno reattiva alle situazioni emotive rispetto ad altre persone. Iperattivazione(iperarousal) eccitazione, ossia uno stato di ansia, rabbia e ipervigilanza. Il burnout si parla di effetti a lungo termine oltre i 6 mesi (Maslach1974): che oltre ad essere una sindrome è un processo che si sviluppa progressivamente attraverso tre fasi: 1. Esaurimento emotivo; 2. Depersonalizzazione; 3. Fallimento professionale. In tali casi bisogna promuovere la riduzione delle tensioni emotive legate al lavoro di soccorritore attraverso: due tecniche o il Defusing o il Debriefing esse sono tecniche individuali e collettive che facilitano l’esternazione, il confronto, la comprensione e la normalizzazione, in un contesto informale e solidale. In particolare, il Defusing è una tecnica di pronto soccorso emotivo di gestione dello stress “a caldo” nella fase d’impatto o post impatto in un setting campale a breve termine, di breve durata circa 20/40 min 1 solo incontro, condotta da 2 psicologi dell’emergenza per 6/8 soccorritori che hanno vissuto un esperienza traumatica e disturbante. Il protocollo prevede tre fasi: 1. Fase dell’introduzione; 2. Fase dell’esplorazione; 3. Fase dell’informazione. Il Debriefing è una tecnica di pronto soccorso emotivo di gestione dello stress a ‘freddo’ in fase post emergenza in un setting tranquillo, a medio o lungo termine, di lunga durata circa 2 o 3 ore (si attua 24 –76 ore dopo l’evento stressante), condotta da 2 psicologi esperti in psicologia dell’ emergenza in 2/3 incontri può coinvolgere fino a 15-20 persone, è costituito da una successione di 7 fasi più articolata: 1. Introduzione; 2. Fase dei fatti; 3. Fase dei Pensieri; 4. Fase della Reazione, 5. Fase dei sintomi; 6. Fase della Formazione; 7. Fase del Reinserimento e Conclusione. In queste fasi l’importante è raccogliere le informazioni circa il vissuto emotivo e cognitivo, far riemergere le emozioni decomprimerle, normalizzare la situazione con le stesse esperienze gruppali, restituire la situazione e congedarsi. Vittoria Salice ….. …. 5) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: Psicologia Giuridica (2CFU) Inserire qui la relazione (La lunghezza della relazione deve essere orientativamente tra le 2000 e le 3000 parole) Esame di psicologia giuridica I esercitazione Il caso che vi presento oggi è una CTP giudiziale presentata in una causa civile tra il sign. X e la sig. ra Y riguardante un possibile mobbing genitoriale (PASS sindrome di alienazione parenterale) nei confronti del piccolo Z. Per capire se il bambino deve o non deve essere affidato al padre. La nomina veniva dall’ avv. Marcella Stasulli e da una delle parti la sig.ra Y ed in seguito alla mia relazione il Giudice Istruttore dr. Rizzi ha ammesso e disposto una CTU dr. ssa AB per permettere il contraddittorio, la CTU dopo batterie di test è arrivata alla mia stessa conclusione. La richiesta pervenuta dall’ Avv. fu quella di accertare e verificare se il bambino era in grado di essere ascoltato dal Giudice e di ascoltare degli audio registrati tra padre e figlio. Dopo aver ricevuto la nomina mi sono recata dal Giudice Istruttore dr. Rizzi per ricevere il consenso di poter ascoltare gli audio registrati tra il minore ed il padre e poter fare un test di verifica semplice al bambino secondo l’ordinamento italiano degli art. che tutelano il piccolo ossia artt. 315 bis, 336 bis, 337 octies del c.v. introdotti dalla L. 219/12 e dal D.Lgs 154/13 a livello internazionale è previsto dall’ art. 12, Convenzione di New York e dall’ art. 6 Convenzione di Strasburgo. Il Giudice ritiene con specifica e circostanziata motivazione scritta nella liberatoria quindi con suo consenso che in qualità di CTP giudiziale possa ascoltare gli audio del padre e del minore, ovviamente il G.I. ha chiesto anche al piccolo Z in forma protetta ed ha spiegato con dolcezza le motivazioni per cui questi audio dovevano essere ascoltati e questo test doveva essere fatto. Per essere completamente in regola ho chiesto anche al genitore 1 e al Genitore 2 ed al minore di firmarmi il consenso informato, che dopo qualche resistenza sono stati firmati. Premessa e quesiti Premessa e quesiti In data 25 Gennaio 2021 la sottoscritta dott.ssa Salice Vittoria pedagogista contattata dall’ avv. Marcella Stasulli e dalla sig.ra Y nell’ambito del procedimento n. xxxx/xx R.G. del Tribunale di Foggia per rispondere alla nomina di consulente tecnico di parte CTP giudiziale. Avvertito degli obblighi e delle responsabilità previste dalla legge, venivano posti allo scrivente i seguenti quesiti: “Accerti il consulente incaricato se il minore, Z sia in grado di essere ascoltato dal giudice e di sostenere con serenità il colloquio; “ascoltati gli audio tra il minore ed il padre se tra loro vi siano difficoltà di comunicazione anche al fine di individuare le possibili cause di rifiuto del minore a stare col padre e se vi sia una componente di influenza da parte della madre che possa ostacolare tale rapporto;” “Si chiede al perito di indicarci utili domande da rivolgere al padre onde capire ed individuare le cause del rifiuto del minore a stare con lui”. La consegna finale dell’elaborato peritale veniva fissata entro il 27 Gennaio 2021, altresì le operazioni peritali sono iniziate il giorno 25 Gennaio 2021 alle ore 17.00 presso lo studio privato della dr. Vittoria Salice in via xxxx n. xx, citta Foggia Risultanze incontro Studio privato dott.ssa Salice Vittoria esperta in affidamento condiviso data h ora dalle xx alle xx via xxxxxxx, n. xx, citta Foggia Durante un’attenta osservazione e analisi psicologica la Sig. Y appare calma e tranquilla e non mostra pur provocandola alcun segno di comunicazione aggressiva, dalle domande poste sul piccolo Z risulta emotivamente affettuosa, amorevole e premurosa nei confronti del figlio ma al contempo mostra anche di buon grado come accetta che il figlio sia “altro da se” espressione winnicottiana, e non come il figlio un mero prolungamento del proprio io, ciò consente di vedere con giusto distacco il bambino permettendo al figlio di esprimere liberamente le proprie emozioni, le sue aspirazioni, le sue scelte, nonostante ciò non influisce nel rapporto col padre, anzi, si prodiga per convincere il piccolo ad “andare col padre”. Durante il colloquio ho chiesto di poter ascoltare delle conversazioni registrate come richiesto dal suo avv. Marcella Stasulli tra il padre sig. X ed il bambino Z, ascoltando alcune conversazioni si evince che: • il bambino non desidera andare col padre né stare con la sua compagna né dalla nonna. • ci si può subito rendere conto che in un audio del XX/XX//Xxxx, inserito nel fascicolo, come in altri audio più recenti, che non c’è una comunicazione affettuosa tra padre e figlio, quindi, una mancanza di codice paterno, nella posizione del ”dare” affetto, cura e attenzione” e che è proprio il piccolo a non voler fare qualsiasi cosa col padre, difatti dice: “mamma vuole che venga con te sono io a non voler venire”; • da altri audio ascoltati, inoltre, si può percepire che il bambino pur non avendo un età adulta ha capacità di discernimento ed ha imparato a contenere immediatamente le richieste del padre che invece ha una comunicazione di tipo passivo aggressiva. Il bambino dal canto suo elude le domande con altre domande più leggere, ad evidenziare come il bambino sia dovuto crescere in fretta, oltre alla sua normale capacità di giudizio e di scelte per contenere delle responsabilità più grandi della sua tenera età di 9 anni. Ho potuto fare una valutazione psicologica della situazione dal quale si evidenzia che: il padre ha un atteggiamento simmetrico ossia collusivo col figlio, colpevolizzando la madre, vale a dire che non sappia essere credibile come ruolo dinanzi allo sguardo del figlio, sia attraverso agiti: in quanto il bambino non si sente ascoltato o seguito nelle sue esigenze ed aspirazioni, che di fronte ad un discorso dialogico, difatti, la madre riferisce ad una mia domanda: posta cosi: chiede a suo figlio cosa fa col padre quando è con lui? Lei risponde No. il bambino liberamente dice cosa ha fatto col padre che: il bambino quando è col padre riferisce che: “fa “solo” il giro dei tabacchi, senza cintura e che il padre fuma in macchina e pensa solo a sé stesso, poche volte lo ha portato al cinema o al bowling ed è poco attento alle sue esigenze, quando va a casa sua con la compagna non gli chiede mai cosa preferisce per pranzo o cena o colazione e lo costringono a mangiare del cibo che a lui non piace il bambino riferisce alla madre che si annoia perché non si sente libero di esprimersi in quanto il padre gli fa l’interrogatorio e lui non vuole finire in mezzo”. Inoltre il bambino quando è con la madre non è tenuta a dare informazioni circa dove si trovano in quanto lei è responsabile in toto del figlio quando è con lei e non è tenuta a dirlo per tutelare la sua privacy, spero che non ci siano altri tentativi di strumentalizzare il bambino per sapere “dove è la madre?”. Ho chiesto inoltre alla madre di fare un disegno col figlio dove lui era al centro dei tre cerchi concentrici e gli altri membri significativi li metteva dove voleva senza dire al bambino che il primo cerchio rappresentava la sua famiglia d’origine; il secondo la famiglia allargata, il terzo il sociale: il bambino ha esposto bene nonostante non sapesse cosa rappresentassero i cerchi la struttura familiare come da allegato 1, escludendo il padre. Considerazioni generali Considerato che il bambino si sente poco considerato dal padre e dalla compagna del padre e ha un rapporto nullo con la nonna paterna, ed il bambino stesso che sceglie di non andare da loro cosi come si evince dagli stessi audio. Per evitare ulteriori stress dovuti ad un’eccessiva responsabilizzazione e crescita al bambino stesso, considerato che non è la madre che costringe il piccolo Nicolò a non andare col padre. Considerato che il bambino per crescere sano ha bisogno di fare da solo le proprie scelte mettendo in grado il piccolo durante la crescita di “dargli le ali per volare da solo” e non di sentirsi costretto per poter accontentare il padre che colpevolizza la madre a prescindere. Chiedo al G.I. dott. Rizzi di ascoltare 2 audio tra il piccolo e il padre in data 20 Dicembre 2020 dove si può evincere che il bambino non è costretto dalla madre ma dal paraverbale del piccolo si percepisce come l’ostilità del bambino dipende dall’ atteggiamento anaffettivo e incapace di accogliere i suoi bisogni. Risposte ai quesisti Rispondo ai quesiti posti dall’ avv. Assunta Marcella Stasulli 1. Il bambino pur avendo solo 9 anni ha capacità di discernimento e può essere ascoltato con serenità dal Giudice. 2. ascoltati gli audio si percepisce la distonia comunicativa tra padre e figlio con un tipo di comunicazione passivo aggressiva, simmetrica nel tentativo di avvicinare il bambino, ma il bambino si annoia percependo un padre anaffettivo e con poca voglia di avvicinarsi alle sue aspirazioni, senza ascolto empatico, cure adeguate e il bisogno di soddisfare i bisogni del bambino stesso mostrando disfunzionalità di cure nel rapporto indipendentemente dalla madre. 3. Le domande utili a capire quando le cause del rifiuto del minore a stare con lui sono: 1. c’è qualcosa che le ricorda di sé stesso nell’ atteggiamento di suo figlio? 2. mi può raccontare di quando suo figlio ha bisogno di lei come interviene? 3. quali pensa siano i bisogni di suo figlio? 4. Quali sono i punti di forza e di debolezza nel modo di approcciarsi al bambino? 5. Ascolta le esigenze di suo figlio senza incolpare con lui sua moglie? 6. Quando è con suo figlio e fa i capricci come interviene precisamente per quietarlo di fronte a questi episodi? 7. Quali elementi dello spazio o quali momenti della giornata a suo parere sono più adeguati ad entrare in relazione con suo figlio? 8. Le è mai capitato di pensare meglio a come doversi rapportare con suo figlio per migliorare il vostro rapporto? 9. Se deve organizzare una festa di compleanno di suo figlio ad esempio Ha mai pensato di farlo? come la organizzerebbe? Chi inviterebbe? 10. Mi indicherebbe quali sono i tre obiettivi educativi più importanti cui suo figlio deve ancora soddisfare? 11. Ritiene che sua moglie sia un valido elemento di guida nel raggiungimento delle tappe più o meno importanti della vita di suo figlio? conclusioni Il bambino avendo capacità di discernimento può essere ascoltato dal Giudice Istruttore in tutta serenità, esiste una distonia comunicativa tra padre e figlio ma non è la madre ad ostacolare tale rapporto e i quesiti per avere ulteriore conferma del rapporto distonico sono stati esposti all’ interno di questa relazione. Si consiglia di far seguire al padre un corso di genitorialità e di crescita personale e una consulenza psicologica psicoterapeutica di tipo cognitivo comportamentale per ipotesi di narcisismo patologico da verificare con una psicoterapia di lunga durata. Foggia, 27 Gennaio 2002 la nominata C.T.P. Stragiudiziale Dott.ssa Vittoria Salice
Relazioni conclusive delle attività di TPV (Tirocinio Pratico Valutativo) – 10 CFU L24 |
Nome e Cognome: VITTORIA SALICE |
Matricola: 08/01267 |
Data di consegna della relazione: |
Le attività di TPV (Tirocinio Pratico Valutativo) sono attività di orientamento e di introduzione alla prassi psicologica, indispensabili per la conoscenza iniziale ed esperienziale dello studente di psicologia. Esse sono guidate e supervisionate da docenti e tutor esperti (con regolare iscrizione all’Ordine degli Psicologi da almeno tre anni). Attraverso tali attività ed esercitazioni guidate lo studente viene posto davanti a questioni concrete, aspetti metodologici e pratici da risolvere, sperimentando l'utilizzo di metodologie, pratiche e di strumenti applicativi coerenti con le situazioni della vita professionale.
Tali attività – coerentemente agli obiettivi di un corso di laurea triennale, alla normativa del D. Interm. n. 654/2022 e alle linee di orientamento nazionale in materia fornite dai maggiori enti di riferimento nazionali CPA, CNOP e AIP - sono volte alla costruzione di conoscenze tecnico-operative, abilità procedurali e di iniziale consapevolezza del contesto professionale, propedeutiche e basilari rispetto allo sviluppo delle ulteriori più avanzate competenze professionali da svolgere nelle successive attività della laurea magistrale di psicologia (che rende abilitante alla professione psicologica).
Le attività di TPV possono assumere forma di laboratori, esercitazioni pratiche, simulazioni, seminari di discussione e studio di casi, attività sul campo, osservazione di processi/contesti di interesse professionale.
Le attività di TPV di 10 CFU previste per il corso di laurea triennale vengono predisposte come attività svolte in sede (in presenza oppure on line), in quanto mirano a fornire i primi strumenti metodologici e di orientamento alla professione psicologica (si fa rilevare infatti che ulteriori 20 CFU di TPV sono previsti obbligatoriamente per gli studenti della Laurea Magistrale di psicologia LM-51 e che tali attività verranno svolte attraverso tirocini esterni in enti e istituzioni convenzionati).
--> Indicazione per le prove finali di conseguimento dell'idoneità dei 10 CFU di TPV:
Le attività organizzate ciascuna per il valore di 2 CFU prevedono relazioni conclusive ad opera dello studente che devono essere caricate nell'apposita area a fine pagina.
Quando TUTTE le relazioni sono pronte, lo studente deve caricarle nello spazio apposito a fine pagina e inoltre inviarle alla Prof.ssa Barbara Pizzini b.pizzini@unifortunato.eu (inserendo in cc il Prof. Raffaele De Luca Picione r.delucapicione@unifortunato.eu).
SOLO quando TUTTE le relazioni saranno caricate sulla piattaforma e inviate via email (mediante unica consegna), sarà inoltrata la richiesta di riconoscimento dell'idoneità alla Segreteria da parte del docente incaricato
Pertanto – in sintesi - si ricorda che tale report deve essere inviato solo quando:
- Tutte e cinque le attività di TPV proposte sono state frequentate e seguite
- Tutte le relazioni/compiti pertinenti alle relative attività sono state completate
- Ogni relazione ha raggiunto una lunghezza tra le 2000 e le 3000 parole
- È stata posta la firma in calce alla presente relazione
1)
Relazione conclusiva sulle
attività di TPV: |
Inserire
qui la relazione Lezione 1 : ADHD e automonitoraggio Prendendo spunto dalla lezione di oggi sull'inquadramento teorico della psicologia dello sviluppo e soffermandosi sul comportamentismo ed il cognitivismo, con particolare riferimento alle tecniche cognitivo-comportamentali e alla differenza tra vigilanza e attenzione, invito gli studenti a sviluppare una procedura di automonitoraggio per promuovere l'attenzione e ridurre la disattenzione nel contesto classe in un bambino con ADHD di tipo combinato e comportamento oppositivo-provocatorio. questo è il mio intervento su attenzione e ADHD prima lezione 1 -OBIETTIVI RIABILITATIVI DELL’INTERVENTO: L’obiettivo riabilitativo è guidato dalla necessità di modificare un comportamento disadattivo e a promuovere quello adattivo in questo caso di acquisire gradualmente e progressivamente consapevolezza cognizione di causa alla persona dei propri momenti di attenzione e di disattenzione: presuppone di far raggiungere l’autonomia del bambino per migliorare la sua qualità di vita. Tale scopo lo raggiungiamo valutando QUANDO il suo comportamento rientra nella definizione di attento e quando di disattento: a) Promuovere l’ATTENZIONE diretta al compito b) RIDURRE LA DISATTENZIONE del bambino con ADHD di tipo combinato e comportamento oppositivo-provocatorio. Cosa caratterizza l’ADHD? La caratteristica fondamentale dell’ADHD è caratterizzato da disattenzione e/o iperattività-impulsività. nello specifico quindi si individuano 3 dimensioni: attenzione, iperattività, impulsività che interferiscono con lo sviluppo e il funzionamento. La disattenzione si evidenzia, sul piano comportamentale, con distrazione dai compiti scolastici, difficoltà nel mantenimento dell’attenzione su conversazioni, ha difficolta ad organizzarsi nei compiti, perde spesso gli oggetti legati al compito, non porta a termine i compiti scolastici. L’iperattività implica un’eccessiva attività motoria, agita e batte le mani, non riesce a star seduto sulla sedia, salta in situazioni inappropriate, non aspetta il proprio turno per parlare, tali comportamenti si manifestano in momenti e situazioni in cui non sono appropriati. L’impulsività si manifesta con comportamenti invadenti, come: interrompere gli altri che parlano, non attendendo il proprio turno in modo eccessivo, è invadente, lancia oggetti e da calci e pugni al compagno di banco, da pugni sul suo banco. Le manifestazioni comportamentali devono presentarsi in più di un contesto, ad esempio casa, scuola, catechismo, Va, inoltre, considerato che i sintomi dell’ADHD possono variare a seconda dello specifico contesto. Correggere tale comportamento è importante per non avere poi durante lo sviluppo: un disturbo della condotta in adolescenza e un disturbo antisociale in età adulta. MANIFESTAZIONE COMBINATA DSM 5 TR: se sono presenti almeno 6 sintomi relativi all’area della disattenzione e almeno 6 sintomi relativi all’area dell’iperattività/impulsività per almeno 6 mesi
2- DEFINIZIONE DEI COMPORTAMENTI TARGET:
(in ogni caso il comportamento prosociale adattivo utile è sempre il primo ad essere definito) 1. Attenzione on task Comportamenti aberranti, disadattivi, problema, off task: 1. Disattenzione: distrazione frequente a portare a , difficoltà a seguire le istruzioni, mancanza di concentrazione su compiti o attività. 2. Comportamento oppositivo-provocatorio: disobbedienza, comportamento disturbante o provocatorio verso gli altri. L’attenzione e la disattenzione sono sono costrutti teorici astratti: ciò significa che dobbiamo operazionalizzare in termini di comportamenti diretti manifesti direttamente osservabili
3 - MODALITA’ DI CODIFICA DEI COMPORTAMENTI TARGET: la metodologia d’intervento che andiamo ad utilizzare è l’automonitoraggio tale tecnica presuppone che: apriori si sia già stipulato il contratto didattico tra l’ insegnante e l’alunno esso si inserisce poi nella fase d’intervento. un CONTRATTO DIDATTICO (tra alunno ed insegnate/i) stabilisce chiaramente gli obiettivi comportamentali da raggiungere (sistema di regole) , le aspettative di comportamento (procedura di controllo) e le ricompense associate (il sistema di rinforzi) con L’obiettivo di modificare un comportamento disadattivo e SOPRATTUTTO promuovere quello adattivo . In accordo anche con i genitori ci si assicura che le strategie vengano applicate in modo coerente sia a scuola che a casa , sia al catechismo. il contratto didattico include un Rinforzo Secondario: tale Rinforzo di per sé non ha valore motivante o gratificante ma lo acquisisce nel momento in cui viene associato, permutato o commutato, con il rinforzo primario, la strategia è la TOKEN ECONOMY (Economia dei Gettoni), ossia un contratto didattico per cui ad un determinato numero di gettoni corrispondono determinati rinforzi primari con un ordine gerarchico crescente di valenza (piacevolezza)
MEGLIO IDENTIFICARE UN NUMERO DA 1 A 3 COMPORTAMENTI SARAI DEFINITO ATTENTO QUANDO: manterrai l’attenzione sulle attività di gioco ascolterai le indicazioni degli insegnanti ascolterai mentre gli insegnanti e gli amici parlano. SAREI DEFINITO AGGRESSIVO QUANDO: DISTURBERAI LA LEZIONE SPINGERAI UN ALTRO BAMBINO O GLI FARAI MALE LANCERAI OGGETTI FASI: Fase A BASE LINE che significa l'osservazione e la codifica del comportamento naturalmente e spontaneamente presente., codifico quante volte è stato attento e scelgo la codifica totale ( attenzione sempre) sessione di lavoro 5 min Quindi dovremmo scegliere un attività didattica che sia al tempo stesso breve sintetica ed altamente gratificante motivante un ampiezza di osservazione 10 secondi di intervallo io voglio che l'attenzione ci sia sempre su tutti i 10 secondi. vuol dire che su 5 min io osservero il bambino 30 volte. 300: 10 = 30 volte osserverò il bambino, io dovro dire in tal caso se il bambino è stato attento o disattento questa viene definita una baseline. Mentre per la disattenzione comportamento problema off task viene codificata pazialmente significa che se per 9 secondi lui è attento ed il 10 seondo da un calcio al compagno per quell' intervallo viene codificato come disattento. Ed i due comportamenti sono mutualmente esclusivi quindi ogni 30 volte dirò che il bambino o è stato attento o è stato disattento e quindi metto una baseline e lo osservo 5, 10 volte.
Fase B PROCEDURA DI INTERVENTO Innanzitutto è utile rendere l’ambiente classe il più funzionale possibile a promuovere l’attenzione: ad es. disporre il banco lontano dalla porta che se aperta da qualcuno può distrarre il bambino creare routine prevedibili in piena autonomia sia l’insegnante di sostegno sia il bambino dovranno prendere le codifiche del bambino come attento e come disattento: quindi si fornirà ad entrambi la griglia di 30 righe e due colonne. dove il bambino si codificherà come attento e come disattento dopo avergli spiegato quando deve codificarsi uno e l’altro con una X con un cuoricino su una colonna ed una stellina sull’ altro come vuole. Stessa codifica dovrà prendere l’insegnante di sostegno. Lui sa che se le due codifiche coincidono anche in caso di disattenzione, diciamo per l’onesta del bambino, come da contratto didattico riceverà il gettone che è un rinforzo secondario da permutare a fine giornata con un rinforzo primario. Dunque, a seconda di quanti gettoni ha avuto durante la giornata e ridarà a fine giornata riceverà il rinforzo primario ad es. un lecca lecca o lo zecchino d’oro etc. secondo la tecnica del Token economy
5 - DISEGNO SPERIMENTALE DEL CASO SPECIFICO: Lavoriamo sul CASO SINGOLO N= 1, pertanto ho bisogno di dimostrare empiricamente l’effetto della manipolazione basandomi sul singolo partecipante. Il disegno sperimentale consente di dimostrare empiricamente che la variabile dipendente varia al variare dell’indipendente ovvero che dipende in un nesso causale unidirezionale dall’indipendente.
disegno sperimentale a partecipante singolo ABAB, in cui le A rappresentano fasi di baseline e le B fasi di intervento.
Il piano cartesiano ci dice se ed in che misura la variabile dipendente dipende dall’ indipendente. E quindi se si stabilisce un rapporto causale unidirezionale tra l’indipendente e la dipendente. Cioè a dire se al variare dell’ indipendente varia la dipendente. Il piano cartesiano è un disegno grafico che rappresenta graficamente il metodo sperimentale. Sempre, in ogni metodo sperimentale, troviamo un piano bidimensionale con le coordinate un ascissa orizontale variabile dipendente è il comportamento osservato v.d. indicata con una X------- ed un ordinata verticale/ variabile indipendente il tempo gennaio febbraio marzo etc manipolazione sperimentale v.i. indicata con una Y. l’incrocio delle due è il punto di origine indicata con uno 0. rispettivamente l'ascissa e l'ordinata si incontrano in un punto chiamate coordinate che ci dicono se se nel tempo la manipolazione sperimentale varia al variare del comportamento osservato.
6 - RISULTATI ATTESI Una maggior consapevolezza dei suoi momenti di attenzione e di disattenzione Ridurre la frequenza e la durata della disattenzione diminuire gli atteggiamenti di iperattività e impulsività. Grazie cordialmente Vittoria Salice
Lezione 8 i disegni sperimentali
Scegliere due programmi di intervento con i relativi obiettivi riabilitativi, i partecipanti con le loro caratteristiche cliniche ed età, i comportamenti target e le relative modalità di codifica ed individuare, per ciascuno dei due, il disegno sperimentale più appropriato. Valutare l'efficacia clinica degli interventi mediante due distinte procedure di validazione sociale con due differenti gruppi di giudici i due programmi di intervento richiesti: Programma d’intervento : intervento I AUTISMO E DISABILITÀ INTELLETTIVE GRAVI Bambino 3 anni, non verbale, presenta disordini dello spettro autistico, disabilità intellettive gravi, stereotipie ripetizione invariata e costante di un determinato comportamento che includono mani ed oggetti portati in bocca. Obiettivo 1- potenziare le abilità comunicative con differenti strategie, 2- valutare gli effetti sull'umore positivo, 3- esaminare gli esiti sulla riduzione del comportamento stereotipato Definizione di comportamenti target il comportamento prosociale è sempre il primo dei comportamenti target perchè se noi ci limitassimo ad estinguere un comportamento problema di un bambino o di una persona foss'anche l'unico comportamento che ha senza preoccuparci di promuovere un comportamento sociale faremmo un lavoro eticamente discutibile e questo vale per tutti i lavori. · l’abilità comunicativa del bambino, lo scambio comunicativo. · Sorrisi, vocalizzi, movimenti eccitati del corpo · Stereotipie: avvicinare mani e oggetti alla bocca. Codifica dei comportamenti target Possiamo pianificare due strategie di intervento quali il PECS e il VOCA (attivazione dell’area sensibile tale da far emettere l’output vocale) Baseline nella baseline si codificano gli scambi autonomi, gli scambi ripetuti e si verifica se il bimbo fa un uilizo funzionale dell’ oggetto, se lo scambia, o se fa un utilizzo stereotipato. ad es. in 5 min ne potrà scambiare 5 ossia 1 al min. 1. scambi comunicativi: (PECS) viene codificato con modalità registrazione dell’evento 2. Intenzionalità comunicativa: (VOCA) viene codificato con modalità registrazione dell’evento 3. Umore positivo: codifica di intervalli parziali: a 10 secondi di osservazione, seguono 5 secondi di registrazione in termine di presenza assenza di indici di felicità nell’intervallo precedentemente osservato. 4. Comportamento stereotipato: codifica intervalli parziali, viene codificata lungo tutto l’intervallo di 10 secondi senza i 5 secondi di osservazione e annotiamo se c’è stato un comportamento stereotipato all’interno dei 10 secondi 20 secondi di intervalli per la felicità e 30 di stereotipia che vengono codificati in Percentuali di felicità e percentuali di stereotipia. Intervento: PECS: migliora le abilità comunicative del bambino, pianifichiamo di implementare le prime 3 fasi delle 6 di intervento del PECS. facciamo 5 10 20 30 sessioni per fasee passiamo alla fase successiva solo se il bambino avrà raggiunto un 80%. le fasi: 1.scambio comunicativo: in cui avviene lo scambio di immagini con oggetti graditi ( rinforzi primari positivi) di forma tridimensionale tra il bambino ed il partner comunicativo, vediamo se il bambino è autoiniziato se fa qualcosa nell' arco di un minuto o deve essere promtato dall' altro operatore che poi si dissolve secondo fading out, 2. distanza e persistenza cambia il setting ed avviene lo spostamento del tavolo dove sono le immagini questo sempre per dargli un minimo di autonomia e un criterio minimo di scelta e nella 3. discriminazione degli oggetti fase il cui il criterio di scelta tra due figure inizialmente disambigue perchè molto diverse con valenza 1 a 10 e via via sempre più ambigue tra rinforzi primari positivi ed oggetti neutri molto simili ad es. quando arriviamo alla 5 e alla 6 figura. il bambino probabilmente ad es. tra il cioccolatino e la caramella darà l'immagine della caramella e prenderà il cioccolatino a quel punto lil partner comunicativo dirà Carletto hai preso il cioccolatino ma mi hai dato la caramella se vuoi la caramella metti a posto l'immagine del cioccolatino prendi l'immagine della caramella e dammela e la correzione dell' errore invece dalla 4 alla 6 fase bisogna avere abilità e funzionamento intellettivo che non tutti hanno Il presupposto teorico è che la performance della felicità dovrebbe essere parallela alla performance degli scambi comunicativi autonomi. poi si passa a verificare la stereotipia oggetti e mani in bocca che inversamente alla felicità, dovrebbe ridursi.
VOCA: ha le aree sensibili, si misurano l’intenzionalità comunicativa del bambino con cui chiede l’attivazione del messaggio vocale, quante volte attiva, felicità e stereotipie. In baseline il dispositivo è disponibile ma non attivo, non produce nessun cambiamento ambientale, nell’intervento produrrà un output vocale. Disegno sperimentale: trattamenti alternati, · baseline iniziale su entrambe le modalità, felicità e stereotipie misurate · Fase di intervento con prima modalità di intervento PECS, fase 1 2 3
Nuova baseline sella seconda modalità di intervento per verificare che non sia variata al variare del PECS · Fase di intervento su strategia 2, VOCA, si misurano frequenza e intensità degli output vocali, felicità e stereotipe. · Una volta raggiunta l’80% dell’intenzionalità autonoma si passa ad una alternanza di PECS e VOCA random · Fase di preferenza in cui si chiede al bambino se vuole lavorare con PECS o VOCA In baseline, prima, seconda e terza fase si misurano gli indici di felicità e le stereotipie. Aspettative Ci si aspetta che la performance e gli indici di felicità aumentino e che stereotipie diminuiscano. validazione sociale: si chiede a dei membri esterni che chiameremo giudici tali giudici non devono conoscere la persona in questione e non devono avre mai conosciuto ne il PECS ne il VOCA. Ad essi si fa vedere tramite filmati o in modo tradizionale spezzoni standard di PECS e DI VOCA una di baseline e una di intervento, di Voca e di PECS e si chiede loro di valutare tanto per l'una quanto per l'altra:, su alcune dimensioni standard che possono essere le seguenti: Quanto ritieni che il bambino fosse a suo agio o fosse felice nella condizione? E questo significa valutare la felicità, la qualità di vita del bambino, quanto ritieni che la condizione che la situazione avesse effetti benefici e/o riabilitativi del bambino? Quanto ritieni che la situazione promuovesse l'autodeterminazione? L'autodeterminazione del bambino per il bambino, quanto ritiene che la situazione fosse adattabile, adatta a contesti domiciliari? Quanto ritiene che la situazione fosse adattabile a contesti medico riabilitativi o quanto ritiene che la situazione fosse adattata? Adattabile a contesti scolastici, quanto ritiene di voler essere coinvolto nella situazione in qualità di operatore? Il giudice risponde due volte, una per la baseline, una per l'intervento, su scala Likert a 5 punti. e si va a verificare la differenza intra giudice.. Nel caso in cui si estendessero i giudici. Si stendesse anche la procedura di validazione sociale. A più gruppi di giudici quali ad esempio professionisti come: insegnanti, educatori, psicologi. genitori di alunni di bambini con disabilità si vedrebbero a quel punto, le differenze anche tra i vari gruppi. Con ipotesi specifiche, naturalmente Ad esempio, un'ipotesi specifica potrebbe essere quella per cui i professionisti: gli educatori, gli insegnanti di sostegno, gli psicologi potrebbero essere più conservativi, quindi tendere a privilegiare l'ipotesi nulla rispetto all'ipotesi aggiornativa che sarebbe preponderante tra i genitori degli alunni con disabilità e quindi? a vedere le eventuali differenze ascrivibili al caso, più che non alla effettiva manipolazione. Così facendo si verifica e si corrobora la validità clinica e la validità sociale. del trattamento riabilitativo.. Successivamente verranno misurati gli accordi ed i disaccordi e, attraverso la seguente formula, verrà definita l’attendibilità del programma riabilitativo: [n° di accordi / (n° di accordi + n° di disaccordi) x 100]. Vittoria Salice Intervento II la deambulazione assistita con microswitch e Stimolazione Contingente
Obiettivo promuovere la deambulazione in bambini con limitata motricità ,vengono usati i Microswitch e Stimolazione Contingente. promuovere il passo in avanti della persona appunto incentivandolo ad eseguirlo frequentemente ripetuto e reiterato nel tempo
Comportamenti target Un bimbo con disabilità gravi di 3 anni e multiple spesso sendentario ed isolato con evidenti conseguenze negative in termini autonomia e conseguentemente di qualità di vita. Comportamento Adattivo promuovere il passo e Comportamento disadattivo essere sedentario
Microswitch e Stimolazione Contingente: la tecnologia assistita basata sull’utilizzo di microswitch, è una modalità d’intervento che prevede che il bambino con disabilità gravi dello sviluppo e/o multiple venga motivato a deambulare procurandosi autonomamente brevi periodi di stimolazione piacevole contingenti all’esecuzione del passo in avanti attraverso la tecnologia. In alternativa, si può promuovere la fluidità nella deambulazione motivando il bambino a compiere più passi in un breve arco temporale predefinito (ad esempio, 4 passi in 3 secondi) Applicazione del Programma · Si sistema il bambino nel suo deambulatore. · Al bambino si mette un sensore ottico (fotocellula) sul lato anteriore sinistro del deambulatore e si fissa sul corrispettivo lato anteriore destro del deambulatore un pannello catarifrangente. · tra i due elementi (sensore ottico e pannello catarifrangente) intercorre un fascio luminoso · Eseguendo il passo in avanti il bambino interromperà tale fascio luminoso consentendo la registrazione della risposta attraverso un sistema di controllo con relativo software Codifica dei comportamenti target: Il comportamento adattivo è misurato in frequenza assoluta mentre il comportamento problema è misurato in frequenza relativa. in concomitanza con l’esibizione del comportamento adattivo in termini dicotomici di presenza assenza ed è espresso in percentuale. Baseline · impostiamo una sessione di lavoro di 5 minuti (300 secondi), ed un tempo di rinforzo breve (erogheremo nella fase di intervento) di 3 secondi. · Il bambino, considerato il tempo della sessione e la durata del rinforzo (da erogare solo ed esclusivamente in fase di intervento) potrà compiere un massimo di 100 passi in avanti (risposta adattiva) per sessione · Eseguire una baseline significa misurare e codificare il comportamento spontaneamente presente senza alcuna conseguenza ambientale contingente, significa inserire il bambino nel deambulatore, equipaggiarlo con tutta la tecnologia disponibile ma inattiva (quindi contare quanti passi esegue in 5 minuti senza che vi sia alcuna conseguenza ambientale) Intervento (disegno sperimentale reversal ABAB) · Una volta eseguita la baseline e riscontrato un andamento stabile o negativo della performance, passiamo alla fase di intervento contingente. · Nella fase di intervento, ciascun passo in avanti eseguito determinerà l’erogazione automatica da parte del sistema tecnologico di 3 secondi di stimolazione piacevole. Qualsiasi passo nuovamente eseguito nell’arco dei 3 secondi di erogazione della stimolazione non verrà in alcun modo considerato poiché la stimolazione è in corso. Al quarto secondo, il sistema tornerà ad essere attivo e disponibile per considerare una nuova risposta adattiva (passo in avanti) Controllo dell’Acquisizione della Contingenza ( disegno sperimentale A B A B C B C B) · Per verificare la consapevolezza della contingenza tra risposta comportamentale (passo in avanti) occorre procedere ad una o più fasi di controllo non contingente fase C · Lungo una sessione non contingente, il rinforzo positivo (stimolazione) è sempre disponibile senza soluzione di continuità lungo tutta la sessione, indipendentemente dalle risposte corrette (passi in avanti) · Essenzialmente, il bambino non è più motivato a rispondere per cui se ha acquisito consapevolezza della contingenza dovrà diminuire le risposte (passi in avanti) Fluidità della Deambulazione (più passi) : disegno sperimentale A B A B a cui possiamo aggiungere CBCB · In alternativa all’insegnamento – apprendimento dei singoli passi, si può insegnare con la stessa tecnologia e procedura, modificando il software (programmazione) del sistema di controllo, la fluidità nella deambulazione e non il singolo passo. · Sostanzialmente, la risposta adattiva non sarà più il singolo passo, bensì un certo numero di passi (ad esempio quattro) in un determinato arco di tempo (ad esempio 3 secondi). · Quindi considerando sempre una sessione di lavoro di 5 minuti, 3 secondi di rinforzo e 4 passi in avanti da eseguire entro 3 secondi, il partecipante potrà al più produrre 50 risposte adattive e il disegno sperimentale sempre lo stesso. validazione sociale.. Ci si rivolge a giudici esterni al trattamento. Che non abbiano mai lavorato sul cluster, che non conoscano i bambini oggetto della valutazione, ma che tuttavia abbiano esperienza personale e/o professionale pregressa. Tanto con bambini con disabilità quanto nell'ambito della riabilitazione cognitivo comportamentale nelle tecnologie assistive successivamente si applica la formula Successivamente verranno misurati gli accordi ed i disaccordi e, attraverso la seguente formula, verrà definita la percentiuale di attendibilità del programma riabilitativo: [n° di accordi / (n° di accordi + n° di disaccordi) x 100] con errore massimo di 0,5
….. …. |
2)
Relazione conclusiva sulle
attività di TPV: |
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Inserire
qui la relazione La ricerca in psicologia scolastica consta di 5 fasi: 1. Identificazione del problema di ricerca, definizione ipotesi, osservazioni iniziali, 2. Pianificazione del disegno di ricerca, 3. Raccolta dei dati, 4. Codifica e analisi dei dati, 5. Interpretazione e comunicazione dei risultati della ricerca, I dati della ricerca confermano l’ipotesi di partenza? Conferma Teoria di risposta al problema con formulazione di un nuovo problema, Rifiuto: Rifiuto della teoria attuale di spiegazione del problema si riparte dal punto di partenza 1: Identificazione del problema di ricerca, definizione ipotesi, osservazioni iniziali, in ogni caso essere sempre pronti a sottoporre a verifica la propria ipotesi e a modificare il punto di vista. Mai affezionarsi troppo ad una teoria o verificare una sola ipotesi. Nel nostro caso il problema è il bullismo dopo aver letto l’abstract, ho individuato le 6 fasi della ricerca come richiede il TPV ai fini dell’idoneità: parto dal ragionamento del ricercatore per arrivare alla domanda 1, il ragionamento del ricercatore psicologo scolastico è questo: Si pone una domanda circa un tema attuale ad es. il bullismo scolastico che è una forma di comportamento aggressivo intenzionale e ripetuto che si fonda su un’asimmetria di potere tra perpetratori e vittime e che avviene alla presenza di altri compagni , in seguito fa delle ricerche sulla letteratura scientifica in questione e quando trova un programma che ha avuto effetti in altre parti del mondo si chiede se funzionerà o meno (quindi per chi e perché), in tal caso il fenomeno del bullismo adolescenziale nel contesto scolastico. Il ricercatore facendo diverse ricerche sulla letteratura scientifica sul bullismo scolastico ha preso in considerazione, studiando teoricamente, il programma dell’ EfE Equipe for Educator e l‘ha riadattata a quelle che sono le norme etiche, di chi (del ricercatore), e su chi: (sugli studenti soprattutto minorenni) dell’ Associazione Italiana di Psicologia A.I.P., , dove: nelle scuole italiane. Tali norme si basano sul curriculum del ricercatore e delle sue competenze in merito alla domanda e per le scuole invece erano consensi informati per tutti gli studenti del gruppo sperimentale e del gruppo di controllo ed in particolare per i minorenni dove si richiede anche il consenso informato dei genitori spiegandone le tecniche ed i test utilizzati nell’ intervento e di poter procedere all’ intervento stesso quindi la partecipazione del minore e la legge sulla privacy. oltre ai vari permessi delle istituzioni scolastiche e Universitarie sulla possibilità di poter fare ricerca in quelle scuole e sugli orari per poter attuare l’intervento stesso e sulla possibile partecipazione degli insegnanti e degli operatori in tal caso la scuola diventa soggetto di studio e dopo averli opportunamente formati anche per la selezione dei partecipanti stessi e dei finanziamenti. 1. La domanda era il programma EfE riadattato alle necessità italiana e del luogo a rischio:“ridurre il coinvolgimento degli adolescenti nella perpetrazione del bullismo scolastico correggendo il loro utilizzo di distorsioni cognitive (acronimo DC) a favore del sé” può funzionare anche nelle scuole italiane? inoltre, supportati anche dal quadro teorico della Vantage Sensitivity, il modello mostra come possono esserci differenze individuali in risposta a esperienze positive e influenze ambientali favorevoli rispetto a quelle più resistenti. il ricercatore in tal caso ha indagato” se gli effetti dell’ intervento variano in funzione del genere M-F e della sensibilità ambientale”. Quindi l’ambiente ( famiglia, scuola, gruppo dei pari, contesto in cui vive). Perché anche il quadro teorico della Vantage sensitivity? Perché la psicologia scolastica si avvale dell’ approccio scientifico e si adatta utilizzando più metodi a quello che è il fenomeno del luogo e la maggiore incidenza riferita dai docenti sul comportamento problema; ad es. il bullismo è perpetrato più dai maschi che dalle femmine o viceversa e quindi l’interesse si riadatta si modifica dal modello principale e questo fa si che si possa indagare su aspetti noti ed ancora ignoti attraverso un metodo oggettivo, sistematico e sottoposto a verifica empirica quindi passa dalla teoria alla pratica empirica. Inoltre, le teorie guidano alla concettualizzazione del problema, generando dei modelli esplicativi, ognuno dei quali può dare vita a più ipotesi ossia delle previsioni, e la loro operazionalizzazione in 2 o + variabili che ne verifica l’accuratezza. 2. Il tipo di ipotesi? l’ipoesi è il prevedere cosa ci aspettiamo dopo aver implementato il programma quindi l’intervento? Permette di prevedere : una significativa diminuzione della tendenza a produrre distorsioni cognitive DC e di riduzione della perpetrazione di bullismo da parte del gruppo sperimentale post intervento rispetto al gruppo di controllo che non aveva partecipato all’ intervento e che questo effetto era più forte per i maschi con elevata sensibilità ambientale. Nel nostro caso di bullismo sopra detto l’ipotesi è sperimentale alternativa o di ricerca H¹, quindi il ricercatore rifiuta l’ipotesi nulla H° perché l’ipotesi del bullismo non è di uguaglianza ossia non è dovuta al caso, ma di differenza ossia qualsiasi differenza riscontrata tra gli studenti del gruppo di controllo e gruppo sperimentale nella frequenza dei comportamenti di bullismo è dovuta alla manipolazione della variabile Indipendente V.I. vale a dire il trattamento, quindi causale, è definisce la zona di rifiuto quindi questo valore critico Alfa α che è definito il livello di significatività che è pari appunto 0 5, in questo caso si è disposti a rifiutare l'ipotesi nulla con una probabilità di errore del 5% di commettere l’errore α Alfa nel caso sia vera l’ipotesi nulla. Ma come ci arriviamo a quelle ipotesi scientificamente l’ipotesi per il metodo scientifico deve essere valida solida e affidabile. Tra i tanti tipi di validità scegliamo la validità interna e la validità statistica che sono strettamente correlate. la validità interna, va a verificare se le modifiche, della variabile indipendente V.I. (X) causa, ossia la manipolazione dell’intervento, il trattamento, del programma EfE antibullismo causano modifiche sull’ esito, quindi, sulle variazioni sulla variabile dipendente V.D. (Y) effetto, ossia, la riduzione dei comportamenti antibullismo. Ciò comporta una determinata direzione V.I. ( X ) vs V.D.( Y) ed esclusione di altre variabili di disturbo ad es. quelle intervenienti. Il ricercatore in tal caso nel condurre la sua ricerca, attua un controllo sperimentale ossia qualsiasi procedimento finalizzato a neutralizzare o a controllare le potenziali minacce alla validità della ricerca inoltre consente di affermare con certezza che i cambiamenti prodotti dalla VD sono prodotti ossia sono causati soltanto dalla manipolazione della VI ossia dal trattamento e non dall’ influenza delle variabili esterne. Le possibili minacce alla validità interna sono: Storia attuale Ogni evento che, nel corso di una ricerca, produce un effetto che si sovrappone a quello della VI creando confusione sul rapporto causale tra variabili . Processi di maturazione Cambiamenti di ordine biologico e psicologico che avvengono nei soggetti con il trascorrere del tempo, Effetto delle prove A causa dell’apprendimento e della pratica vengono influenzate le prestazioni dei soggetti che hanno già partecipato a precedenti ricerche, Effetto strumentazione fluttuazione degli strumenti psicologici che avviene sia per la loro natura che per la loro diretta dipendenza dal ricercatore, Effetto della regressione statistica Nelle prove ripetute sugli stessi soggetti e sulla stessa variabile, i punteggi estremi tendono a regredire verso la media. Effetto di selezione Numerosi fattori possono minacciare l’equivalenza iniziale tra i gruppi: le caratteristiche di personalità, la velocità di apprendimento, ecc. Se i due gruppi non sono equivalenti in partenza, a causa della scorretta selezione dei soggetti, ogni eventuale differenza (variazione della VD) può essere attribuita erroneamente al trattamento (manipolazione della VI) e non alla selezione dei soggetti, Effetto mortalità Ritiro dei soggetti dalla ricerca. Possibili soluzioni: Storia attuale Controllo della costanza, Casualità delle situazioni sperimentali, Unica sessione con la stessa situazione, Abbreviazione dell’intervallo tempo tra le prove. Processi di maturazione Uso di misurazioni ripetute ad intervalli costanti avvalendosi sempre di un gruppo di controllo. Effetto delle prove Eliminazione della fase di pre-test Disegno di Solomon (controlla possibili effetti del pre-test) Effetto strumentazione Mantenere costanti tutte le variabili della sperimentazione, Effetto della regressione statistica Scelta a caso di un gruppo di controllo che, non essendo sottoposto al trattamento, si offre come punto di paragone, Effetto di selezione Assegnazione casuale o randomizzazione: ogni soggetto ha la stessa probabilità di entrare a far parte di ciascun gruppo (sperimentale e di controllo); Effetto mortalità Non vi sono procedure di controllo efficaci se non ridurre l’intervallo temporale tra il pretest e il post-test. La validità statistica si ottiene con il confronto tra 1. la procedura di calcolo di probabilità che è una variabilità osservata mediante i dati raccolti nel contesto scolastico + 2. inferenza statistica che è una variabilità teorica prevista dal calcolo delle probabilità, = queste consentono di valutare la variabilità dei fenomeni che avrebbero luogo se agisse solo il caso. Le possibili minacce alla validità statistica sono: 1. L’ Effetto fishing che è caratterizzato dal fatto che ripetuti test statistici su ipotesi nulle indipendenti aumentano proporzionalmente la probabilità che l'evento raro avvenga, e quindi commettere un errore di I tipo; 2. Bassa potenza statistica del test (errore di II° tipo) 3. Errori legati alla misurazione. Le possibili soluzioni sono: Ridurre l’errore di I° tipo: 1. Abbassare la soglia α (.05; .01; .005; .001), 5. Ridurre l’errore di II° tipo (aumentare la potenza del test) 1. Aumentare la dimensione dell’effetto (d) 2. Aumentare il campione 3. Elevare il livello di significatività (α).
3. Variabili indipendenti: stimoli le cui variazioni si ipotizza causino dei cambiamenti su un comportamento (variabile dipendente) Variabili dipendenti: variazioni del comportamento che si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti. Difatti il metodo sperimentale si basa sulle variabili indipendenti e l’effetto o la manipolazione sulla v.d.
4. Il disegno della ricerca utilizzato è un disegno di ricerca quasi sperimentale (pretest e post test) con un gruppo di contollo. La scelta del tipo di disegno di ricerca quasi sperimentale si attua quando secondo la validità della ricerca che verifica empiricamente e preliminarmente l’assenza di eventuali differenze significative fra i due gruppi (controllo vs. sperimentale) in fase di valutazione iniziale (prima del trattamento, pre-test) a ciò si possono aggiungere studi longitudinali in 4 condizioni:1. Stesso gruppo di soggetti 2. Osservazioni e valutazioni per un periodo più o meno lungo di tempo 3. Indagare la stabilità e il cambiamento nel tempo della variabile oggetto di studio 4. Determinare gli effetti di esperienze o condizioni antecedenti sullo sviluppo successivo. Le minacce sono 1. Costoso in termini di investimenti ed energie; 2. Perdita dei soggetti nel corso della ricerca («effetto mortalità»); 3. Possibilità di confusione tra i cambiamenti legati all’età e di tipo sociale e storico che si verificano nel corso della ricerca. 5. Strategie di reclutamento I partecipanti reclutati, con l’aiuto dei docenti e dal personale quindi la scuola come soggetto di studio e precedentemente formati I docenti conoscevano il fenomeno ed i soggetti più a rischio quindi hanno scelto: 354 studenti di scuole medie e superiori italiane (51,7 % maschi ; Metà= 14,86 Ds= 2,54) sia il g.c. gruppo controllo (n= 187) che g.s. gruppo sperimentale ( n = 167), hanno completato questionari auto somministrati prima e dopo l’intervento con la possibilità di ritirarsi qualora lo volessero senza alcuna penalità. Ai partecipanti è stato chiesto di far firmare il consenso informato ) che appunto informa dei metodi e delle tecniche d’intervento, i test utilizzati e le finalità, sia ai genitori ( se minorenni) sia loro stessi e il diritto sulla privacy.
6. Gli Strumenti di raccolta dati: in pratica cosa misuriamo? Misuriamo dei costrutti o concetti astratti ossia un aspetto della vita psichica, non osservabile direttamente ma che può essere inferito a partire da una serie di indicatori empirici osservabili. L’indicatore empirico è la variabile che si fa corrispondere al costrutto. Quindi operazionalizzare i costrutti ossia trasformare delle ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili, Operativizzazione dei costrutti in variabili (es. il concetto di aggressività nella variabile frequenza di comportamenti aggressivi che uno studente mette in atto) quindi generiamo una variabile. Qualsiasi caratteristica (fisica o psichica) del soggetto che può essere misurata e, quindi, assumere valori diversi in un dato intervallo e che varia da individuo a individuo. Poi scelta dello strumento Devono essere congruenti con gli obiettivi della ricerca o dell’intervento e con le caratteristiche dei soggetti e l’integrazione fra più modalità di valutazione capaci di cogliere, da più prospettive, aspetti diversi dei fenomeni indagati. Devono essere somministrati in modo semplice e veloce, per interferire il meno possibile con le attività didattiche e poter facilitare la replicabilità da parte di altri ricercatori o l’eventuale somministrazione da parte del personale docente. Nella ricerca del nostro caso sono stati utilizzati strumenti d’inchiesta in particolare questionari self-report autosomministrati pretest e post test (es. un questionario HIT per le distorsioni cognitive self-report autosomministrato per rilevare la frequenza di comportamenti aggressivi + osservazione sul campo prima e dopo dell’ intervento con il gruppo sperimentale ed il gruppo di controllo).e connessi alla scala likert con punteggi da 1 a 5 o 1 a 7 sulla probabilità di un comportamento problema si verificasse oppure no. La raccolta dati è avvenuta tramite strumenti di inchiesta in particolare: questionari, scale di atteggiamenti e scala likert pre test e post test 7. Le variabili dello studio Variabili indipendenti: stimoli le cui variazioni si ipotizza causino dei cambiamenti su un comportamento (variabile dipendente) Variabili dipendenti: variazioni del comportamento che si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti Altre variabili ad es. Variabile organismica o soggettiva: caratteristiche della persona, direttamente osservabili (es., l’età) o inferite (es., il pregiudizio) Il metodo sperimentale consiste nel manipolare una variabile indipendente per verificarne (misurarne) l’effetto sulla variabile dipendente.
8. Osservazioni e commenti sulla validità della ricerca: dunque una ricerca per essere degna deve essere: valida (appropriatezza della misura del costrutto) attendibile (riproducibilità della misura) cioè misure coerenti stabile ovvero correlazione tra i gradi di misurazione in tempi diversi accurata cioè corrispondenza tra ciò che si è misurato e la realtà Precisa Grado di coerenza con cui eseguiamo la misurazione. Le principali applicazioni dell’attendibilità sono: Attendibilità Consistenza interna: grado di accordo o disaccordo tra loro in ciascuna codifica eseguita Coefficiente α (Alfa) di Cronbach Indice di attendibilità (coerenza interna): media delle inter correlazioni tra tutte le possibili divisioni a metà del test. In pratica, un modello di equazioni strutturali ha rivelato un effetto di mediazione moderata significativo. Come risultati altamente sensibili che avevano partecipato al programma efe hanno diminuito il loro coinvolgimrìrento nellla perpretazione del bullismo riducendo le disstorsioni cognitive rispetto alle femmine e a quelli con bassa e media sensibilità ambientalrìe Questi risultati portano a pensare che tale programma sia edficace e che possa replicarsi con studenti di altre parti nel mondo soprattutto con adolescenti di scuole secondarie di I e II grado. Vittoria Salice
PIANO OFFERTA FORMATIVA A.S. 2002/2003 SINTESI PROGETTO/ATTIVITA’
1.2 Responsabile progetto
1. Descrivere la problematica e l’analisi del contesto l’IPSIA A Pacinotti è una scuola: Istituto professionale di II grado nella città di Foggia. La città di Foggia ha un retaggio culturale molto basso soprattutto gli studenti che frequentano gli Istituti professionali. In particolare, gli studenti frequentanti la scuola IPSIA A Pacinotti di Foggia ereditano una povertà culturale degli ambienti familiari, la scarsità di stimoli socio-culturali, la devianza giovanile, la difficoltà di inserimento lavorativo, e soprattutto l’elevato tasso di mortalità scolastica prima dell’obbligo scolastico ( 2° anno) e l’elevato tasso (15 su 100 studenti) di dispersione scolastica dopo il 3° anno, visto che all’interno dell’ istituto professionale sono presenti delle qualifiche al raggiungimento del 3° anno, bisogna motivare gli studenti e le studentesse al proseguimento degli studi e ad orientarli al diploma più consono, quindi a proseguire fino al 5° anno scolastico. Da molti anni non si fanno progetti in tal senso sono: nel 2002/2003 un PON 5.2 inoltre nel 2022/23 sono stati stanziati fondi di euro 298mila contro la dispersione scolastica dal MIM all’Istituto Pacinotti per un Progetto copilota per contrastare il fenomeno della dispersione con approccio integrato di Fuoriclasse che prevede attività a più livelli (studenti, docenti, genitori). Alcune di queste sono mirate a un target specifico, altre coinvolgono simultaneamente diverse tipologie di attori (studenti/adulti) esso è finito egregiamente a fine a giugno 2023. 2. Finalità e obiettivi e indicatori di risultato Il progetto che intendo attuare in tal scuola consiste nel fornire agli studenti/esse gli strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza le difficoltà relative all’inserimento in molteplici contesti sociali, culturali e lavorativi, al fine di motivare a proseguire gli studi. come? Attraverso strategie che mirano ad aiutare gli studenti ad affrontare quelle che sono le problematiche adolescenziali. Variabile indipendente VI (X) se offrendo strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza i vari passaggi attraverso strategie le problematiche adolescenziali otterremo il fine di motivare gli studenti a proseguire gli studi quindi ad evitare mortalità e dispersione scolastica V.D. (Y)
Il Responsabile del Progetto Data Foggia, 05/06/2003 Dr.ssa Vittoria Salice. ….. …. |
3)
Relazione conclusiva sulle
attività di TPV: |
Inserire
qui la relazione Il caso che andiamo a svolgere tratta della condotta deontologica di una psicologa la Dr.ssa Laura Rosso regolarmente iscritta all’Albo dell’Ordine dei Psicologi e iscritta all’Albo dei CTU del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano e di Appello di Napoli, per una richiesta di annullamento di matrimonio alla Sacra Rota tra il dr. Stefano Caruson e la sig.ra Maria Esposito. Il quesito posto alla Dr.ssa Laura Rosso era la presunta incapacità psichica/psicologica del Dr. Stefano Caruson, architetto nato a Napoli il 02/11/1978. Essendo la dr. Rosso CTU deducente quindi interpares e non CTP facendo gli interessi della parte quindi doveva partire valutando entrambi i partner ma la dr. Rosso pur non avendo avuto la possibilità di incontrare il Dr. Caruson non si è fermata dicendo la verità, interferendo cosi nella vita delle persona del dr. Caruson ledendo quella che è la sua dignità di uomo e di professionista ledendo cosi il decoro e alla dignità e al corretto esercizio della professione secondo quanto previsto dall'art. 26 co. 1 della legge 56/89 art 2 del C.D. ed anche l’art 1. Del CD Che non ammette ignoranza. Per avvalorare la tesi la signora Maria Esposto aveva depositato nel fascicolo molti elementi probatori del dr. Caruson corredati da foto a sostegno, certificati e altro materiale, come agende e diari sulla persona che criticano il comportamento e la sanità psicologica del suo coniuge e chiedeva l’accertamento sulla sua persona. La prima comunicazione è avvenuta il 16/10/2016 ribadita il 14/07/2017 e nello stesso giorno durante l’audizione del dr. Caruson in Tribunale dove era presente anche la Dr. Rosso, cui veniva comunicato insieme agli atti la disapprovazione del materiale prodotto asserendo falsità e ledendo la sua dignità di uomo e di professionista e nelle irregolarità nelle procedure e nella sostanza dell’ iter avviato dallo stesso Tribunale. Al dott. Caruson ovviamente come suo diritto di esporre la sua versione dei fatti e di criticare l’operato della CTU e del Tribunale stesso come alla signora Esposto di depositare il materiale probatorio. Si può ipotizzare che la condotta fosse scorretta della dott. Rosso nell’ irregolarità della procedura nel fatto che non abbia chiesto il consenso informato art 9 dc. per la ricerca e art 24 dc adulti capaci ma nel nostro caso anche se gli psicologi sono professionisti per la salute il consenso informato in qualità di CTU, Perito e CTP non viene chiesto perché tale attività non rientra nell’ambito sanitario ex art. 1 L. 219/17. Inoltre bisognerebbe valutare se la dr.ssa Rosso pur essendo iscritta regolarmente all’ Ordine dei Psicologi di Albo A, sicuramente non ha una Laurea triennale Albo B, perché per iscriversi all’ Albo dei CTU bisogna avere una Laurea Magistrale 5 anni, quindi essendo iscritta come CTU la dr.ssa ha una Laurea Magistrale ed è iscritta all’ Albo A che permette di fare diagnosi ma non sappiamo se sia una psicologa giuridica o forense o se sia una Psicoterapeuta con scuola ad es. cognitivo comportamentale o psicanalisi o altra scuola ne se la sua formazione professionale di approfondimento post laurea consenta di utilizzare dei test specifici per il caso esposto, difatti, questo potrebbe essere verificato se la dott. Rosso ha ad es. acquisito 150 ECM formativi triennali obbligatori sempre, e soprattutto i crediti ECM su un tipo di test specifico per quella data situazione prima di accettare e accertare questo tipo di incarico art 5 d.c. sulla Competenza professionale. La dr.ssa Rosso è responsabile a utilizzare quegli atti nel fascicolo solo dopo aver svolto indagini più tecniche come una batteria di test cognitivi e non cognitivi ad es. test di personalità e colloqui direttamente con la persona, la dr. Rosso è responsabile dei propri atti professionali art 3 d.c., e soprattutto al decoro e alla dignità e al corretto esercizio della professione psicologica art 2 per non incorrere poi in sanzioni disciplinari. 2. Inoltre si può confermare che per la dr. sa Rosso si può ipotizzare violazione Sul fatto che la dr. Ssa Rosso ha inviato comunicazione A/R presso la residenza dei genitori del dr. Caruson e non c/o la sua residenza presuppone che la dr.ssa non abbia rispettato ad es. Legge sulla privacy: 196/03, GDPR 2016/679, D.Lgs. 101/2018, D.Lgs. n. 24/2023 e protezione dei dati nuovo c.d art 17, l'articolo 4 per ciò che concerne il Principio del rispetto e della laicità nella misura in cui il dr. Caruson sceglie liberamente di non presentarsi all’ appuntamento come dice ad es. l’ art 18. inoltre tale mezzo raccomandata A/R e PEC esige una risposta questo è vero ma, non può essere inviata ai genitori essendo il dr. Caruson maggiorenne e con residenza ad altra via quindi ledendo la Salvaguardia dell’ anonimato art. 16. CD Il dott. Carouson ha scelto liberamente di non presentarsi art 4.D.C. e art 18 La dr.ssa Rosso ha insistito mandando nuovamente una PEC che pur al suo domicilio non avrebbe dovuto farlo perché in qualità di CTU, quindi di pubblico ufficiale, avrebbe dovuto, alla prima raccomandata o pec solo verso il suo domicilio e nel caso non si fosse presentato doveva semplicemente produrre una relazione dove diceva che a seguito di pec mandata alla sua residenza volontariamente il dr. Caruson non si è presentato all’ appuntamento, quindi, non è stato possibile condurre direttamente un colloquio e dei test specifici per la valutazione diagnostica. Il Caruson ha scelto liberamente di non rispondere alla dr.ssa del riscontro di pec inoltre seguita da insistenza di telefonate c/o il suo studio andando a ledere quello che è il Segreto professionale: art 622 cpp e art 11 del CD interrompendo un importante riunione di lavoro presentandosi con altre qualifiche quindi presentandosi con falsa identità e abuso di professione art 8 cd. e poteva rischiare una denuncia di stalker dall'art. 612 bis del codice penale. Con la sentenza n. 61 del 2 gennaio 2019 la Corte ha stabilito che sono sufficienti pochi messaggi via Whatsapp ed una telefonata . Inoltre la dr.ssa Rosso che non è riuscita ad incontrare il dr. Caruson, ha redatto e depositato una perizia psicologica falsa sulla persona del dr. Caruson asserendo che il dr. Caruson era affetto da disturbo ciclotimico dell’ umore (asse I ) e i disturbi narcisistico e borderline del cluster B scaturiti dall’analisi dei documenti, su racconti della controparte di altri terzi e ciò che ha sentito in aula durante le udienze e deposizioni del dr. Caruson violando cosi l’art 7 sulla validità e affidabilità dei dati visto che non ha incontrato personalmente il dr. Caruson potendo cosi fare una diagnosi affidabile e valida. Un professionista non puà basarsi sui racconti di terzi e soprattutto della controparte ma doveva incontrare personalmente la parte in tal caso il dr. Caruson ( fare colloqui e una batteria di test psicodiagnostici) per avere la possibilità di poter svolgere quanto richiesto dal Giudice e violando l’art. 6 dimostra di non avere la sua autonomia della professione ossia pur di rispondere al giudice non ha tutelato la persona in tal caso il dr. Caruson per interessi personali, economici o altro. Per non violare gli artt. del C.D. avrebbe dovuto chiedersi prima di accettare se aveva le specifiche qualifiche (ECM e soprattutto quelle per il test in uso) altrimenti avrebbe dovuto chiedere al Giudice istruttore di potersi avvalere di, un Ausiliario CTU percipiente, per i test non di sua competenza, avrebbe dovuto accertarsi dell’ incapacità psichica di entrambi (attore e convenuto) e per fare una diagnosi corretta sulla presunta incapacità psichica /psicologica del dr. Caruson: leggere il libello e tutto il materiale depositato, seguire le udienze, ascoltare i testimoni, ma soprattutto incontrare per colloqui e test personalmente sia la parte attore sia la controparte covenuto, mandare una sola volta la PEC o la raccomandata A/R per l’incontro al suo indirizzo di residenza e se non si presentava scrivere al giudice semplicemente che il convenuto a seguito di pec del giorno tot contenente l’appuntamento per il giorno tot c/o lo studio tot risulta “assente” quindi non è stato possibile fare una valutazione di incapacità psichica.
In conclusione credo che non bisogna mai ledere la dignità di una persona, certo è difficile stare dentro a tutti i codici ma bisogna cercare di agire nella piena correttezza sia per non ledere la propria professione sia per non ledere la vita e la professione altrui. Inoltre credo che bisogna sempre tutelare l’individuo che viene a porci il suo problema cercando di seguire e rispettare almeno i principi generali ad es. del segreto professionale, la legge sulla privacy, la laicità, la verità, il consenso informato in tutti i casi )io lo utilizzerei anche a livello giuridico anche se siamo già autorizzati dal Giudice e non ne abbiamo bisogno o comunque informando la persona su ciò che stiamo andando a fare almeno le informazioni più importanti se non tutto). Altro di non farci coinvolgere e condizionare da racconti se non incontriamo la persona personalmente e nel setting giusto e fare colloqui e test ed il rapporto con i colleghi o superiori deve essere chiaro senza farsi togliere la propria autonomia professionale. E nel fare dei test controllare se è possibile farlo ad es. avendo i crediti giusti per quel test per seguirne poi il protocollo . Inoltre la formazione post laurea ECM è importante per seguirne l’evoluzione scientifica. Ed infine ma non ultimo l’importante è come dice lart. 1 del CD conoscere il codice deontologico perché non ammette ignoranza e mi sembra una linea guida buona per avvalorare la nostra professione e muoverci nella giusta direzione e nel pieno rispetto dell’ utenza e della nostra professione.
Con l’art. 001 della L.56/89 in vigore dal 15-2-2018 La professione di psicologo di cui alla presente Legge è ricompresa tra le professioni sanitarie, quindi vigila il Ministero della Salute (prima era vigilata dal Ministero di Grazia e Giustizia),. Con la L n. 56/89 art, 5 del 18/02/1989 (in vigore dall’ 11/03/1989) sono stati istituiti: sia il CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi formato da 21 componenti con funzione esecutiva di cui l’attuale Presidente è Davide Lazzari, sia l’Ordine Reginale OPRC Campania e delle altre Regioni e l’Ordine Provinciale di Trento e Bolzano. La Commissione Tutela dell'Ordine degli Psicologi della Campania, è stata istituita, con la delibera n. 64 del 28/09/2020 per vigilare sulla tutela del titolo professionale e svolge, nell'interesse degli iscritti, le attività dirette ad impedire l'esercizio abusivo della professione. Con L 56/89 art 4 co. 1 fu Istituito anche l’Albo dei Psicologi ( gli Albi in generale erano già previsti nell’art. 33 della Cost.), e riportava co.2 L. 56/89 la disciplina dall' art. 622 del codice penale per chi violava il segreto professionale e artt. 11 e 15 del C.D. inoltre l’ Art. 26 e art 28 r.D. e dall’ art 3 del codice deontologico (CD) prevede sanzioni disciplinari per i suoi iscritti, dunque se il fatto non sussiste può essere archiviata mentre se il fatto sussiste a seconda della gravità si emettono una delle 4 sanzioni disciplinari: a) avvertimento, b) censura, c) sospensione dell'esercizio professionale per un periodo non superiore ad un anno;, d) radiazione. La commissione deontologica è parte del Consiglio Regionale formata da 15 componenti istituito con commissione referendaria 1997 in vigore dal 16 febbraio del 1998 essi si occupano attraverso il Codice Deontologico di disciplinare la condotta deontologica dei propri iscritti che formano la comunità dei psicologi. Il Codice Deontologico è stato istituito con commissione referendaria 1997 in vigore dal 16 febbraio del 1998 ( con aggiornamento il 25/09/23 tramite referendum ed entrato in vigore il 01-12-2023) sono codici a cui i propri iscritti, sia di Albo A dove rientrano psicologi del v.o. 4 anni e n.o. (3+2= 5 anni) abilitanti, sia psicoterapeuti con specializzazione 4 anni in una delle scuole psicoterapeutiche, e della sez. B dove rientrano i laureati triennali in scienze e tecniche psicologiche abilitanti. (la divisione in se. A e B è stata decretata dal DPR 328 del 05/06/01 decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105 e la successiva legge 170 dell’ 11 Luglio 2003 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2003. Il Decreto Manfredi Legge n. 163/21 del 8 novembre 2021, GU n. 276 del 19 novembre 2021 (Lauree abilitanti) vigente dall’ a.a. 2023/24. Gli iscritti di ogni Regione che formano la comunità dei psicologi si devono attenere al Codice Deontologico per evitare sanzioni disciplinari esso è formato da 42 art divisi in 5 capi: capo I: principi generali da art. 1 a art. 22,; capo II: rapporto con l’utenza e la committenza da art 23 a art 32; capo III: rapporti con colleghi da art 33 a art 38; capo IV: rapporti con la società artt. 39 e 40; capo V: norme di attuazione artt. 41 e 42. Di cui il I art del codice dice che bisogna conoscere il Codice Deontologico e che non ammette ignoranza. Vittoria Salice ….. …. |
4)
Relazione conclusiva sulle
attività di TPV: |
Inserire
qui la relazione In seguito alla guerra nel 2022/23, Russia contro Ucraina, è stata dichiarata in Italia, per il transito degli Ucraini verso l’ Italia, lo stato allert di maxi emergenza sociale di tipo C, quindi statale, dalla protezione civile, nell’ immediato post impatto che dura 180 giorni che è stato prorogato (come da norma) di altri 180 giorni., con una mappatura delle regioni e dei comuni pronti per il soccorso che deve essere rapido, solitamente appena si attiva la protezione civile, in 24 ore si garantisce l’assistenza sul posto per l’accoglienza in stato emergenziale. La protezione civile è nata con la legge 996/1970 anche se interviene ufficialmente con il terremoto dell’Irpinia del 1980, ma è stata ufficializzata con la L. 225/92 di cui il padre fondatore è Zamberletti. La struttura della protezione civile è molto articolata e complessa. Lo studio 2 del volontariato coordina logisticamente e chiama, come infatti, anche in questo caso, ha chiamato i soccorritori di Area Operativa (con varie formazioni). Nell’ area crash sono presenti sia la parte logistica ad es. il CCS, COM, il COR, e la SOR; e la parte operativa i volontari ODV (di cui fa parte anche la SIPEM SOS Campania: società italiana di psicologia dell'emergenza social support e Sipem in tutta Italia: che si occupa di psicologia dell’ emergenza che manda un team dell’ EPE in area crash). Per essere psicologi dell’ emergenza non occorre essere psicoterapeuti perché fa ipotesi di diagnosi a breve termine e non potrebbe neanche per tempo fare psicoterapia, ma segue formazione post laurea in psicologia di psicologia dell’ emergenza). L’ EPE Equipe psicosociale d’emergenza nasce con il CNOP nel 97 in seguito al terremoto Marche ed Umbria che invitava gli psicologi a collaborare, ed in seguito al I convegno nel 1998 ad Assisi che sancisce la nascita della psicologia dell’emergenza, anche se esistevano già dalla guerra del Vietnam del 1975, dove si scopri la sindrome da stress post traumatico. Solo nel 2001, opera in prossimità del PMA posto medico avanzato, nonché, il PASS posto di assistenza socio-sanitaria e ovviamente questi sono posti presso luoghi di raccolta, smistamento e accoglienza, l’EPE Equipe psicosociale di emergenza, lavora sempre in equipe e ci si aiuta: sia in colleganza tra i psicologi dell’ EPE sia tra i vari professionisti presenti ed i volontari: Il PMA e/o il PASS e l’EPE sono vicine per favorire l’accoglienza delle vittime in setting di diverso tipo fatto di fango, acqua, senza sedia e tendopoli ma comunque garantisce gli spazi per i colloqui individuali in riservatezza con segreto professionale da parte degli psicologi e privacy per le vittime. Gli psicologi dell’emergenza, anch’essi operatori, indossano giubbotti o casacche verdi con la scritta PSI, così da poterli riconoscere nell’ immediatezza. Solo il 13/06/2006 abbiamo una svolta epocale con la direttiva del PCM furono riconosciuti e definiti a livello legislativo i criteri di massima della psicologia dell’emergenza per gli psicologi dell’emergenza, cioè di prestare massima attenzione sui soccorritori tutti, psicologi compresi, e sulle popolazioni colpite dalla catastrofe e i loro familiari. Esso deve essere: rapido nel giro di 24 H dalla chiamata, essenziale solo interventi brevi e essenziali e mirati non psicoterapia non ne avrebbero il tempo, ma focalizzati sul qui ed ora ossia sull’ evento traumatico subito al momento non su patologie già pregresse atte ad ampliare tale patologie ma saperle riconoscere, ed eventualmente, nel caso ci siano, inviare queste persone c/o strutture specializzate per questo bisogna essere direttivi e attivi e rimanere calmi e trasmettere sicurezza e bisogna utilizzare tecniche psicologiche attive atte a fronteggiare l’ansia e lo stress (attraverso strategie di coping) dovute allo stress e ai cambiamenti traumatici di situazioni improvvise che cambiano la vita quotidiana della persona nel qui ed ora. L’area di accoglienza è un’area, un dispositivo funzionale per avere tutti i soccorsi ed effettuare le schede di triage, che è uno strumento messo a disposizione dalla protezione civile, sia sanitario sia psicologico, che permette sia di capire che tipo di vittime abbiamo di fronte che possono essere dal I al VI livello, secondo la classifica di Taylor e Frazer 1981, e che classifica come la vittima ha subito l’impatto ad es. direttamente, indirettamente, familiari etc, l’accoglienza fatta con la valutazione dei bisogni assesment, aver preso e dato informazioni certe, sicure, attendibili, in modo continuo, sul ricongiungimento familiare, eventuali Interventi clinici a breve termine (non psicoterapia) e l’identificazione della gravità della tipologia di persona ad es Psi 2 livello intermedio e PSI 3 per casi più gravi codice rosso di inviare e accompagnare le persone c/o strutture specializzate quindi a disposizione a seconda dei casi centri psichiatrici e psicoterapici, nonché, strutture ospedaliere ed eventualmente anche strutture socio educative . Nei casi di PSI 1 lieve, effettuare interventi psico-sociali attraverso la formazione della gestione emotiva PSI 1 con interventi di psico educazione e di eventuale elaborazione del lutto; con le schede triage possiamo riportare e lasciare traccia di tutti gli interventi effettuati. In area crash dove arrivano i soccorritori al centro Hub di prima accoglienza, nel nostro caso, in prossimità del PASS troviamo l’EPE dove al centro Hub per l’accoglienza sono state accolte queste persone dall’ Ucraina che fuggono dal proprio paese. Tra le tante persone che arrivano dall’ Ucraina, nel nostro caso, arriva anche la Signora G. di anni 42, da un ODV viene invitata a scendere dalla sua auto per un ristoro inizialmente la sign. si rifiuta di scendere per vergogna delle sue condizioni igieniche G. inizia a piangere, è evidentemente scossa, accenna al fatto che da quattro giorni viaggia da sola alla guida della sua macchina e non ha ben chiaro dove si trovi al momento. La sign. G. appare molto stanca, affaticata ma alla presenza di stimoli uditivi improvvisi e intensi (come il suono del clacson di un camion di passaggio) tende ad irrigidirsi e a cercare riparo. Una volta scesa dalla macchina riferisce dispnea, tachicardia e sensazioni di mancamento. Viene dunque invitata in infermeria ma i parametri vitali risultano tutti nella norma. La sua priorità è di ricongiungersi con i familiari del marito che vivono in Francia e che il marito ed il figlio sono rimasti in Ucraina per la guerra. Quando andiamo ad operare in qualità di psicologi dell’ emergenza dobbiamo avere chiaro in mente il postulato che dice che: le reazioni ad un evento traumatico sono considerate normali ad esperienze anormali, ossia di fronte ad una condizione emergenziale le risposte che gli individui mettono in atto sono considerate risposte normali e strettamente connesse alle risposte da stress in quanto ciò che non è normale, l’emergenza esterna, che impatta sulla nostra quotidianità. Questo è fondamentale per muoverci con sicurezza che poi trasmettiamo alla persona nei contesti emergenziali (area crash). Secondo la classifica di Taylor e Frazer 1981, nel caso della sig.ra G,. siamo in presenza di vittima di I tipo perché ha subito l’impatto ed è scappata dal luogo dell’impatto cosa che andremo a riportare nel triage psicologico. In fase di accoglienza è lo psicologo che va verso la vittima ed offrire il sostegno e supporto psicologico. Poi saranno loro ad andare dallo psicologo quando saranno pronti, senza forzature, anche se in un setting campale ma è garantita la riservatezza, l’ importante è che: alla sig.ra G. vengano garantite sostenute e supportate i processi d’identificazione dei suoi bisogni primari e riportarli al presente facendo capire alla sign. G quali sono le sue necessità al momento ossia: misurare i parametri vitali in infermeria, di minzione e defecazione, di lavarsi e offrire strumenti igienici (carta, sapone e assorbenti), di ristoro (mangiare e bere), di dormire, e a livello psicologico di ripristinarle l’omeostasi ossia l’equilibrio psicofisico che l’evento traumatico ha destabilizzato per cui lavoriamo sul qui ed ora senza andare nel passato della persona ne sui traumi presenti prima dell’ evento traumatico quindi lavoriamo sullo stress e il trauma dell’ evento emergenziale circoscritto in quel determinato momento, in tal modo, non facciamo un lavoro di psicoterapia. Quando viene la sig. G dobbiamo: ascoltarla in modo empatico in totale privacy, senza dare consigli, quindi senza generare aspettative, ne giudicare. La sign G. parla da sola, senza forzature a parlare da parte nostra, dando sfogo a quelle che sono le sue emozioni, il suo stato emotivo alterato, che noi dobbiamo decomprimere e ed anche le sue reazioni normali che possono essere intense ovviamente non dire di calmarsi o preoccuparsi perché aumenterebbe l’irascibilità, le reazioni normali quali: di paura, di nascondersi ascoltando il suono di un clacson perché rievocano vissuti dolorosi di quel dato momento in seguito alla guerra o di smarrimento comprendendo e normalizzando la situazione. Inoltre, noi dobbiamo rispettare le sue pause, i suoi silenzi, i suoi pianti, per rispetto della sua persona e della situazione appena vissuta, in tal caso, noi dobbiamo solo facilitare la verbalizzazione delle emozioni e facilitarla nel condividere le sue esperienze con noi, normalizzando le sue reazioni aiutandola a ripristinare il suo controllo cognitivo, quindi educarla a spiegare alla persona come mai sta accadendo questa situazione. Aiutare a riguadagnare un senso di controllo sulla situazione e favorire il recupero di un ruolo attivo. Inoltre permettiamo alla sig ra G avere notizie certe e attendibili e continue sui suoi cari, marito e figlio, in Ucraina per il ricongiungimento dei suoi familiari e sulla situazione al momento e fornire informazioni con l’aiuto degli addetti alla comunicazione circa anche i servizi disponibili d’emergenza che può avere, questo farà in modo da offrire sicurezza alla persona sul team che si occupa di lei quindi il messaggio che arriva è: non sono sola. Tutto ciò permetterà di portare la sig. G. a far riemergere, ad attivare e potenziare (empowerment) le risorse cognitive, emotive, adattive di cui già la persona già dispone ma che in questo momento vengono scombussolate e perturbate, come è normale che sia, a seguito dell’ evento emergenziale Utilizzeremo diari di bordo per registrare i dati delle persone su cui effettuiamo gli interventi, cosi da lasciare al team di psicologi che verrà dopo di noi, (perché la durata sarà di 7/10 giorni dopodichè ci sarà il turnover perché anche gli psicologi come operatori subiscono un disturbo da stress postraumatico PTSD), informazioni in modo da poter facilitare il lavoro. Dai sintomi che riferisce (il sintomo è una sensazione soggettiva di cambiamento nel benessere personale che riferisce la persona che le prova), e dai segni verificati dallo psicologo (i segni sono oggettivi e li rileva lo psicologo in caso di disagio psichico per fare una ipotesi di valutazione diagnostica utilizzando il DSM 5 TR e l’ICD 11 e sono tra i sintomi). Si può ipotizzare che la sign. G. presenta un disturbo da stress acuto ASD che si verifica entro un mese dall’ evento accaduto che è un disturbo invalidante che si sviluppa in seguito all’ esposizione diretta ad un evento traumatico è caratterizzata da: pensieri intrusivi, cognizioni e umore negativi, flashback ad es., evitamento dei ricordi dal trauma, stati dissociativi senso di smarrimento, problemi di concentrazione, esagerate risposte d’allarme si nasconde in seguito al suono del clacson, ipervigilanza e disturbi nel sonno iperarousal o iperattivazione ossia il livello di attivazione vari lungo un continuum che va dal sonno all'eccitazione diffusa. La diagnosi si basa su criteri clinici in tal caso la sig. ra G. è indicata come psi 2 intermedia per la quale richiede un trattamento psicopatologico o farmacologico ciò vuol dire che dovremmo accompagnare la sig. ra G. verso un servizio territoriale di salute mentale, non urgente, che possa fare un assesment di valutazione psicodiagnostica più dettagliata, più specifica e profonda e seguire dopo una fase di follow-up a lungo termine. La sig.ra G. riferisce anche di dover raggiungere la Francia per andare dai parenti del marito e le viene concesso di chiamare i suoi parenti in Francia per avvertirli che è arrivata in Italia sta bene e che li raggiungerà quanto prima. Vittoria Salice 3. Il treno AV Alle ore 00,34 il treno AV proveniente dal Sud Italia e diretto a Bologna deraglia sulla tratta ferroviaria tra due piccoli Comuni del Centro Italia. Alle ore 2,30 gli psicologi dell’emergenza ricevono chiamata di attivazione della Sala Operativa Regionale della Protezione Civile. Una squadra composta da 4 psicologi si reca immediatamente sul luogo del disastro. Dalle prime informazioni, ancora confuse, risultano circa 260 passeggeri illesi e 50 feriti in codice giallo già transitati presso l’area triage e allocati temporaneamente presso l’area accoglienza. Già trasportate in Ospedale le 4 vittime in codice rosso. Tre sono i decessi al momento confermati: madre, padre e figlia di 12 anni appena estratti dai soccorritori dalla carrozza sulla quale viaggiavano. Presenti sul luogo molti familiari delle vittime: alcuni di questi inveiscono contro i soccorritori e le autorità e chiedono disperatamente informazioni rispetto ai propri cari. Numerosi gli organi di stampa giunti sul luogo alla ricerca di informazioni, immagini ad alto impatto e persone (vittime, familiari, soccorritori) disposte a rilasciare interviste. Lo studente descriva le prassi e le linee operative che la squadra di psicologi deve seguire dal momento del suo arrivo nel rispetto delle Funzioni di Comando. Descriva la tipologia e la metodologia degli interventi di supporto attuabili sullo scenario sia in relazione alle vittime che ai soccorritori e ne motivi le scelte Il treno AV italiano che dal sud Italia è diretto a Bologna deraglia a 00,34 tra due piccoli comuni zona centro Italia alle 2,30 di notte l’EPE riceve la chiamata dalla Sala Operativa Regionale SOR della protezione civile una maxiemergenza, disastro visto che il numero dei feriti è maggiore di 50, evento di tipo B in tali casi la SOR diventa UNITA’ DI CRISI e viene convocato il COMITATO OPERATIVO, con il compito di indirizzare e coordinare l’intervento in emergenza., un team di 4 psicologi viene immediatamente mandata in area crash che garantisce la presenza sul posto entro 24 h. sul luogo ci sono già altre figure professionali soccorritori e volontari ODV che sono già arrivati: all’ arrivo dei 4 psicologi dell’ emergenza c/o il PMA o il PASS trovano già in triage 50 feriti in codice giallo già transitati presso l’area triage e allocati temporaneamente presso l’area accoglienza. la situazione è di 260 passeggeri illesi Già trasportate in Ospedale le 4 vittime in codice rosso. Tre sono i decessi al momento confermati: madre, padre e figlia di 12 anni appena estratti dai soccorritori dalla carrozza sulla quale viaggiavano. Presenti sul luogo molti familiari delle vittime: alcuni di questi inveiscono contro i soccorritori e le autorità e chiedono disperatamente informazioni rispetto ai propri cari. Numerosi gli organi di stampa giunti sul luogo alla ricerca di informazioni, immagini ad alto impatto e persone (vittime, familiari, soccorritori) disposte a rilasciare interviste. Arrivati sul luogo del disastro e ricevute le notizie ancora confuse sul reale n. di feriti si applica il metodo Augustus che richiede semplicità e flessibilità quindi si procede in modo tempestivo: 1. Chiaramente visto che le 4 vittime sono state trasportate in ospedale codice rosso vittime di I tipo si manda uno psicologo in ospedale per capire la situazione e completare le schede di triage. 2. si interviene sui 50 feriti in codice giallo vittime di I tipo supportandoli e cercando di contenere velocemente ma sempre con pieno rispetto le persone ferite completando le schede di triage per:. Garantire processi d’identificazione attiva dei bisogni: la valutazione dei loro bisogni assesment, aver preso e dato informazioni certe, sicura, attendibili, in modo continuo, sul ricongiungimento familiare, Ripristinare l’equilibrio psichico che l’evento traumatico ha destabilizzato attraverso eventuali Interventi clinici a breve termine (non psicoterapia) e l’identificazione della gravità della tipologia di persona ad es Psi 2 livello intermedio e PSI 3 per casi più gravi codice rosso di inviare e accompagnare le persone c/o strutture specializzate quindi a disposizione a seconda dei casi centri psichiatrici e psicoterapici, nonché, strutture ospedaliere ed eventualmente anche strutture socio educative . Nei casi di PSI 1 lieve, effettuare interventi psico-sociali attraverso la formazione della gestione emotiva PSI 1 con interventi di psico educazione e di eventuale elaborazione del lutto; solitamente le diagosi sono o di Portare ad attivare le risorse emotive, cognitive, adattive di cui si dispone con le schede triage possiamo riportare e lasciare traccia di tutti gli interventi effettuati. 3. supportare i parenti delle vittime decedute e non, tutte vittime di II tipo acompagnandoli al alla camera ardente e ai funerali e schermando le vittime, ed in fase di post emergenza dopo un anno presenziare all’ evento commemorativo, aiutare a schermare almeno le vittime che non vogliono parlare con la stampa, anche per loro si effettuano schede di triage con le stesse modalità dette nel secondo punto ma soprattutto effettuare gli interventi psicosociali per la gestione del lutto e di psicoeducazione ai familiari ma anche insegnanti e allievi nelle scuole che non hanno subito il lutto ma che hanno subito comunque il trauma delle persone ferite sui comportamenti da tenere nel pieno risptto della persona ferita ovviamente brevi sicuri e concisi.. non ultimo i soccorritori vittime di III tipo, per questo motivo qui
sotto descritto il turnover dei soccorritori deve avere una durata di 7/10
giorni, che rientrano nella direttiva
del DPCM 13 giugno del 2006 di
prestare massima attenzione ai soccorritori tutti ( psicologi dell’
emergenza, medici, infermieri, volontari,
operatori di autoambulanza, operatori di PC, che hanno assistito con
immagini ad alto impatto ( o che hanno vissuto quello scenario in setting
fatto di fango, acqua e altro a seconda della situazione, ricevono un primo
supporto all’ impatto o e si trovano in fase di post emergenza con stato
attivo o concluso in un setting ora tranquillo diverso e parliamo di fase a
medio e lungo termine) si fa per loro attività di gruppo ad es. di defusing o
dibrifing con i soccorritori. I
soccorritori sono chiamati a RICONOSCERE, COMPRENDERE E GESTIRE la tipologia
della situazione critica, la sofferenza fisica e psichica delle
vittime e le proprie reazioni ed i propri limiti Il soccorritore è chiamato ad un ruolo paradossale
dal punto di vista psico-sociale: Funzionare in modo sano in un contesto nel
quale tutti hanno diritto ad avere reazioni eccezionali ad eventi traumatici
Lavorare costantemente a contatto con la sofferenza e con situazioni di
pericolo espone i soccorritori allo stress ed al rischio di traumatizzazione.
TRAUMA VICARIO!!! Gli effetti a breve termine sono medesimi a quelli della
sindrome da stress post traumatico PTSD che persistono dopo 1 mese fino ai 6
mesi a differenza dell’ disturbo da stress acuto che si verifica entro un
mese statisticamente tra il 4 ed il
20% che gli operatori hanno dovuto contenere per salvaguardare la salute
fisica e psicologica degli altri tipi di vittime e poi pensare a se stessi.
Difatti anche gli operatori sono indicati vittime di III tipo vittime “indirette/vicarie”. . Gli effetti conseguenti
all’esposizione a fattori di questo tipo sono lo stress, i comportamenti
violenti, il burnout e la traumatizzazione vicaria. Esse includono: -intrusione,
con cui si intende far riferimento a tutti quei pensieri, immagini e
percezioni ricorrenti relativi all’evento traumatico; In tali casi bisogna promuovere la riduzione delle tensioni emotive legate al lavoro di soccorritore attraverso: due tecniche o il Defusing o il Debriefing esse sono tecniche individuali e collettive che facilitano l’esternazione, il confronto, la comprensione e la normalizzazione, in un contesto informale e solidale. In particolare, il Defusing è una tecnica di pronto soccorso emotivo di gestione dello stress “a caldo” nella fase d’impatto o post impatto in un setting campale a breve termine, di breve durata circa 20/40 min 1 solo incontro, condotta da 2 psicologi dell’emergenza per 6/8 soccorritori che hanno vissuto un esperienza traumatica e disturbante. Il protocollo prevede tre fasi: 1. Fase dell’introduzione; 2. Fase dell’esplorazione; 3. Fase dell’informazione. Il Debriefing è una tecnica di pronto soccorso emotivo di gestione dello stress a ‘freddo’ in fase post emergenza in un setting tranquillo, a medio o lungo termine, di lunga durata circa 2 o 3 ore (si attua 24 –76 ore dopo l’evento stressante), condotta da 2 psicologi esperti in psicologia dell’ emergenza in 2/3 incontri può coinvolgere fino a 15-20 persone, è costituito da una successione di 7 fasi più articolata: 1. Introduzione; 2. Fase dei fatti; 3. Fase dei Pensieri; 4. Fase della Reazione, 5. Fase dei sintomi; 6. Fase della Formazione; 7. Fase del Reinserimento e Conclusione. In queste fasi l’importante è raccogliere le informazioni circa il vissuto emotivo e cognitivo, far riemergere le emozioni decomprimerle, normalizzare la situazione con le stesse esperienze gruppali, restituire la situazione e congedarsi. Vittoria Salice ….. …. |
5) Relazione conclusiva sulle attività di TPV: Psicologia Giuridica (2CFU) |
Inserire
qui la relazione Esame di psicologia giuridica I esercitazione Il caso che vi presento oggi è una CTP giudiziale presentata in una causa civile tra il sign. X e la sig. ra Y riguardante un possibile mobbing genitoriale (PASS sindrome di alienazione parenterale) nei confronti del piccolo Z. Per capire se il bambino deve o non deve essere affidato al padre. La nomina veniva dall’ avv. Marcella Stasulli e da una delle parti la sig.ra Y ed in seguito alla mia relazione il Giudice Istruttore dr. Rizzi ha ammesso e disposto una CTU dr. ssa AB per permettere il contraddittorio, la CTU dopo batterie di test è arrivata alla mia stessa conclusione. La richiesta pervenuta dall’ Avv. fu quella di accertare e verificare se il bambino era in grado di essere ascoltato dal Giudice e di ascoltare degli audio registrati tra padre e figlio. Dopo aver ricevuto la nomina mi sono recata dal Giudice Istruttore dr. Rizzi per ricevere il consenso di poter ascoltare gli audio registrati tra il minore ed il padre e poter fare un test di verifica semplice al bambino secondo l’ordinamento italiano degli art. che tutelano il piccolo ossia artt. 315 bis, 336 bis, 337 octies del c.v. introdotti dalla L. 219/12 e dal D.Lgs 154/13 a livello internazionale è previsto dall’ art. 12, Convenzione di New York e dall’ art. 6 Convenzione di Strasburgo. Il Giudice ritiene con specifica e circostanziata motivazione scritta nella liberatoria quindi con suo consenso che in qualità di CTP giudiziale possa ascoltare gli audio del padre e del minore, ovviamente il G.I. ha chiesto anche al piccolo Z in forma protetta ed ha spiegato con dolcezza le motivazioni per cui questi audio dovevano essere ascoltati e questo test doveva essere fatto. Per essere completamente in regola ho chiesto anche al genitore 1 e al Genitore 2 ed al minore di firmarmi il consenso informato, che dopo qualche resistenza sono stati firmati. Premessa e quesiti Premessa e quesiti In data 25 Gennaio 2021 la sottoscritta dott.ssa Salice Vittoria pedagogista contattata dall’ avv. Marcella Stasulli e dalla sig.ra Y nell’ambito del procedimento n. xxxx/xx R.G. del Tribunale di Foggia per rispondere alla nomina di consulente tecnico di parte CTP giudiziale. Avvertito degli obblighi e delle responsabilità previste dalla legge, venivano posti allo scrivente i seguenti quesiti: “Accerti il consulente incaricato se il minore, Z sia in grado di essere ascoltato dal giudice e di sostenere con serenità il colloquio; “ascoltati gli audio tra il minore ed il padre se tra loro vi siano difficoltà di comunicazione anche al fine di individuare le possibili cause di rifiuto del minore a stare col padre e se vi sia una componente di influenza da parte della madre che possa ostacolare tale rapporto;” “Si chiede al perito di indicarci utili domande da rivolgere al padre onde capire ed individuare le cause del rifiuto del minore a stare con lui”. La consegna finale dell’elaborato peritale veniva fissata entro il 27 Gennaio 2021, altresì le operazioni peritali sono iniziate il giorno 25 Gennaio 2021 alle ore 17.00 presso lo studio privato della dr. Vittoria Salice in via xxxx n. xx, citta Foggia Risultanze incontro Studio privato dott.ssa Salice Vittoria esperta in affidamento condiviso data h ora dalle xx alle xx via xxxxxxx, n. xx, citta Foggia Durante un’attenta osservazione e analisi psicologica la Sig. Y appare calma e tranquilla e non mostra pur provocandola alcun segno di comunicazione aggressiva, dalle domande poste sul piccolo Z risulta emotivamente affettuosa, amorevole e premurosa nei confronti del figlio ma al contempo mostra anche di buon grado come accetta che il figlio sia “altro da se” espressione winnicottiana, e non come il figlio un mero prolungamento del proprio io, ciò consente di vedere con giusto distacco il bambino permettendo al figlio di esprimere liberamente le proprie emozioni, le sue aspirazioni, le sue scelte, nonostante ciò non influisce nel rapporto col padre, anzi, si prodiga per convincere il piccolo ad “andare col padre”. Durante il colloquio ho chiesto di poter ascoltare delle conversazioni registrate come richiesto dal suo avv. Marcella Stasulli tra il padre sig. X ed il bambino Z, ascoltando alcune conversazioni si evince che: · il bambino non desidera andare col padre né stare con la sua compagna né dalla nonna. · ci si può subito rendere conto che in un audio del XX/XX//Xxxx, inserito nel fascicolo, come in altri audio più recenti, che non c’è una comunicazione affettuosa tra padre e figlio, quindi, una mancanza di codice paterno, nella posizione del ”dare” affetto, cura e attenzione” e che è proprio il piccolo a non voler fare qualsiasi cosa col padre, difatti dice: “mamma vuole che venga con te sono io a non voler venire”; · da altri audio ascoltati, inoltre, si può percepire che il bambino pur non avendo un età adulta ha capacità di discernimento ed ha imparato a contenere immediatamente le richieste del padre che invece ha una comunicazione di tipo passivo aggressiva. Il bambino dal canto suo elude le domande con altre domande più leggere, ad evidenziare come il bambino sia dovuto crescere in fretta, oltre alla sua normale capacità di giudizio e di scelte per contenere delle responsabilità più grandi della sua tenera età di 9 anni. Ho potuto fare una valutazione psicologica della situazione dal quale si evidenzia che: il padre ha un atteggiamento simmetrico ossia collusivo col figlio, colpevolizzando la madre, vale a dire che non sappia essere credibile come ruolo dinanzi allo sguardo del figlio, sia attraverso agiti: in quanto il bambino non si sente ascoltato o seguito nelle sue esigenze ed aspirazioni, che di fronte ad un discorso dialogico, difatti, la madre riferisce ad una mia domanda: posta cosi: chiede a suo figlio cosa fa col padre quando è con lui? Lei risponde No. il bambino liberamente dice cosa ha fatto col padre che: il bambino quando è col padre riferisce che: “fa “solo” il giro dei tabacchi, senza cintura e che il padre fuma in macchina e pensa solo a sé stesso, poche volte lo ha portato al cinema o al bowling ed è poco attento alle sue esigenze, quando va a casa sua con la compagna non gli chiede mai cosa preferisce per pranzo o cena o colazione e lo costringono a mangiare del cibo che a lui non piace il bambino riferisce alla madre che si annoia perché non si sente libero di esprimersi in quanto il padre gli fa l’interrogatorio e lui non vuole finire in mezzo”. Inoltre il bambino quando è con la madre non è tenuta a dare informazioni circa dove si trovano in quanto lei è responsabile in toto del figlio quando è con lei e non è tenuta a dirlo per tutelare la sua privacy, spero che non ci siano altri tentativi di strumentalizzare il bambino per sapere “dove è la madre?”. Ho chiesto inoltre alla madre di fare un disegno col figlio dove lui era al centro dei tre cerchi concentrici e gli altri membri significativi li metteva dove voleva senza dire al bambino che il primo cerchio rappresentava la sua famiglia d’origine; il secondo la famiglia allargata, il terzo il sociale: il bambino ha esposto bene nonostante non sapesse cosa rappresentassero i cerchi la struttura familiare come da allegato 1, escludendo il padre. Considerazioni generali Considerato che il bambino si sente poco considerato dal padre e dalla compagna del padre e ha un rapporto nullo con la nonna paterna, ed il bambino stesso che sceglie di non andare da loro cosi come si evince dagli stessi audio. Per evitare ulteriori stress dovuti ad un’eccessiva responsabilizzazione e crescita al bambino stesso, considerato che non è la madre che costringe il piccolo Nicolò a non andare col padre. Considerato che il bambino per crescere sano ha bisogno di fare da solo le proprie scelte mettendo in grado il piccolo durante la crescita di “dargli le ali per volare da solo” e non di sentirsi costretto per poter accontentare il padre che colpevolizza la madre a prescindere. Chiedo al G.I. dott. Rizzi di ascoltare 2 audio tra il piccolo e il padre in data 20 Dicembre 2020 dove si può evincere che il bambino non è costretto dalla madre ma dal paraverbale del piccolo si percepisce come l’ostilità del bambino dipende dall’ atteggiamento anaffettivo e incapace di accogliere i suoi bisogni. Risposte ai quesisti Rispondo ai quesiti posti dall’ avv. Assunta Marcella Stasulli 1. Il bambino pur avendo solo 9 anni ha capacità di discernimento e può essere ascoltato con serenità dal Giudice. 2. ascoltati gli audio si percepisce la distonia comunicativa tra padre e figlio con un tipo di comunicazione passivo aggressiva, simmetrica nel tentativo di avvicinare il bambino, ma il bambino si annoia percependo un padre anaffettivo e con poca voglia di avvicinarsi alle sue aspirazioni, senza ascolto empatico, cure adeguate e il bisogno di soddisfare i bisogni del bambino stesso mostrando disfunzionalità di cure nel rapporto indipendentemente dalla madre. 3. Le domande utili a capire quando le cause del rifiuto del minore a stare con lui sono: 1. c’è qualcosa che le ricorda di sé stesso nell’ atteggiamento di suo figlio? 2. mi può raccontare di quando suo figlio ha bisogno di lei come interviene? 3. quali pensa siano i bisogni di suo figlio? 4. Quali sono i punti di forza e di debolezza nel modo di approcciarsi al bambino? 5. Ascolta le esigenze di suo figlio senza incolpare con lui sua moglie? 6. Quando è con suo figlio e fa i capricci come interviene precisamente per quietarlo di fronte a questi episodi? 7. Quali elementi dello spazio o quali momenti della giornata a suo parere sono più adeguati ad entrare in relazione con suo figlio? 8. Le è mai capitato di pensare meglio a come doversi rapportare con suo figlio per migliorare il vostro rapporto? 9.
10. Mi indicherebbe quali sono i tre obiettivi educativi più importanti cui suo figlio deve ancora soddisfare? 11. Ritiene che sua moglie sia un valido elemento di guida nel raggiungimento delle tappe più o meno importanti della vita di suo figlio? conclusioni Il bambino avendo capacità di discernimento può essere ascoltato dal Giudice Istruttore in tutta serenità, esiste una distonia comunicativa tra padre e figlio ma non è la madre ad ostacolare tale rapporto e i quesiti per avere ulteriore conferma del rapporto distonico sono stati esposti all’ interno di questa relazione. Si consiglia di far seguire al padre un corso di genitorialità e di crescita personale e una consulenza psicologica psicoterapeutica di tipo cognitivo comportamentale per ipotesi di narcisismo patologico da verificare con una psicoterapia di lunga durata. Foggia, 27 Gennaio 2002 la nominata C.T.P. Stragiudiziale Dott.ssa Vittoria Salice |
