pedagogista

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Pedagogista e Pedagogista Giuridico ( CTU e CTP)

venerdì 30 dicembre 2022

lauree abilitanti ad es. psicologia

La Legge sulle lauree abilitanti è operativa dal 2023/24.  Chi si immatricola a settembre 2023 al primo o secondo o terzo anno o il primo o secondo anno della magistrale non deve più fare l' esame di abilitazione post laurea ma svolgerà l' esame di fine corso con tirocinio e si può iscrivere direttamente all' Albo e Ordine. Infatti, grazie alla Legge del 9 novembre 2021 il mondo accademico italiano ha aperto la strada alle lauree abilitanti in Italia e nel 2022 sono arrivati a decidere le modalità di svolgimento della prova, con il Decreto Legislativo DL n. 654 del 5 luglio 2022
che hanno reso effettiva questa novità.
La Legge sulle lauree abilitanti (L. 8 novembre 2021, n. 163 pubblicata sulla G.U. n. 276 del 19-11-2021) prevede l’eliminazione dell’esame di Stato ai fini dell’abilitazione per alcune professioni. In pratica, grazie a questa nuova norma, l’abilitazione si conseguirà già con l’esame finale del corso di studi, previa acquisizione di crediti formativi attraverso tirocini pratici. in Psicologia (DL n. 654 del 5 luglio 2022). 
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lunedì 26 dicembre 2022

metafora del secchio bucato

Le poche emozioni che il narcisista è in grado di esperire vengono provate sulla scia di una chiave di lettura egoriferita della realtà. Volendo fare un'esemplificazione, un narcisista è in grado di provare dispiacere in seguito ad un alterco con la compagna, ma non perché questo possa comportare come conseguenza che si incrini il rapporto con una persona cui è sentimentalmente legato, ma perché il confronto più o meno animato viene interpretato come potenziale messa in discussione della sua persona, come un'accusa rivoltagli. Ciò gli arreca un dolore, in quanto, essendo incapace di accettare aspetti di sé non confacenti con il sembiante perfetto che fa di tutto per tutelare, rappresenta per lui una ferita narcisistica. 
Analogamente, la convinzione di meritare più di quanto riceva o consegua e l'insoddisfazione per quanto ottenuto gli sono cagione di ulteriore sofferenza. 
Si potrebbe pensare, allora, che la stabilità emotiva e l'appagamento gli derivino da rapporti quieti, ma in realtà la condizione di quiete lo annoia: un narcisista, per sentirsi vivo, necessita infatti di sensazioni forti che sopperiscano alla sua incapacità di provare autentica gioia, motivo per il quale, quando una situazione è calma e potenzialmente noiosa, cerca di generarne di tensive.  
Sentimento tipico del narcisista è invece l'invidia. Tutto ciò che l'altro è, quello che l'altro prova o possiede alimenta il desiderio di distruzione del narcisista, cui tale sentimento è sotteso, esacerbato dal suo imperituro desiderio di primeggiare.
Veniamo dunque al concetto di "amore" che, per un narcisista non è un sentimento incondizionato, ma collimante con quello di "utilitarismo": se una persona, alla stregua di un qualunque oggetto, risulta proficua, adempiendo al ruolo/funzione da lui assegnatole, allora risulterà valida e da riutilizzare, altrimenti andrà soppiantata. Questo è ciò che accade quando ad esempio la partner prescelta non contribuisce al mantenimento della maschera di perfezione creata dal narcisista, non si attiene alla recita del copione della coppia o famiglia impeccabile e felice da lui doviziosamente scritto, quando comincia a fargli presenti aspetti biechi di sé che rifugge, rischiando di  intaccare il suo senso di grandiosità, ... Nei casi poc'anzi citati, l'oggettino/partner si rivela non idoneo alla mansione cui a suo avviso sarebbe preposto e dunque svalutato, svilito, distrutto per aver osato intaccare il castello di menzogne da lui eretto e sostituito. 
Per capire meglio come un narcisista concepisca l'amore, oggi mi rifarò ad una metafora impiegata a tal proposito da Ross Rosenberg:

“la natura fugace e instabile dell’esperienza amorosa narcisista è spiegata meglio attraverso una metafora, un secchio pieno di buchi. I narcisisti hanno bisogno di un flusso costante di amore, rispetto e cura incondizionati per cercare di mantenere pieno il loro secchio bucato. Nessuna quantità di amore o rassicurazione incondizionata, gentilezza, empatia, ecc. manterrà mai i loro “secchi” pieni! Quindi, il loro bisogno di affermazione, attenzione, ecc. mentre auto-promuovono disperatamente loro stessi, ci dà un’idea del motivo per cui sono motivati, se non dipendenti, dai loro modi narcisistici e del motivo per cui non sono in grado di accontentarsi mai. Ma ecco il problema: possono solo “adorare e amare” le persone che diano loro l’illusione di riempire il secchio bucato che hanno. Per questo fanno davvero “innamorare” queste persone – i loro co-dipendenti – che, disinteressatamente, “li amano”. Un triste stato di cose…
Per inciso, la persona psicologicamente sana ha lo stesso secchio. Ma poiché il secchio è intero anziché bucato, può essere riempito e rimanere così. Un secchio pieno promuove l’amore per se stessi e gli altri. Promuove anche un’avversione verso chi cerca di raccogliere troppa acqua senza poterlo.
Quando il secchio del narcisista è vuoto, il che per loro è un problema perpetuo, la loro esperienza di “amore” svanisce misteriosamente. Ciò che una volta era iniziato come il sogno dell’”anima gemella” si trasforma rapidamente nell’incubo del “compagno di cella”. Faranno tutto il necessario per trovare una fonte da cui possano aspirare tutta l’acqua. Il loro disperato bisogno di tenere il secchio sempre pieno li riporta magneticamente alla ricerca dell’abbraccio amorevole degli innamorati perdonatori, magnanimi e altruisti – i loro co-dipendenti; o li costringe a trovare un’altra fonte ugualmente co-dipendente. E, non appena il partner consolidato o il nuovo co-dipendente riempie ancora una volta d’amore il loro secchio… eccoli vederli nuovamente vuoti per l’idea del tutto soggettiva che si sono fatti delle relazioni[1]”. (Trad. C. Lemes Dias)

Tutto ciò implica, ovviamente, che ovunque ci sia una persona capace di dare incondizionatamente, empatica e desiderosa di aiutare gli altri, ci possa essere anche un narcisista, smanioso di prendere quanto più possibile, senza tuttavia riuscire a trattenere nulla di quello che riceve. Non è infatti inusuale sentire un'ex partner dire che il narcisista si sia comportato come se non serbasse memoria di tutto l'amore da lei profuso, di alcuna delle dimostrazioni d'affetto di cui avrebbe dovuto godere, né di quanto da lei sacrificato nell'anteporre i di lui desideri e bisogni ai propri. 
L'importante è che abbiate ben presente che non siete state voi a non palesare adeguatamente i vostri sentimenti, che non vi sentiate inadeguate come il narcisista vorrebbe accadesse, che non rimpiangiate l'amore dato, perché è più atroce non saperlo accogliere, non poterne godere sulla propria pelle, piuttosto che averlo provarlo seppur per una persona incapace di apprezzarlo.

N.B.: ribadisco che il fatto che il disturbo narcisistico di personalità presenti una maggiore incidenza nei soggetti di sesso maschile non esclude che sia ravvisabile anche nelle donne e non ha a che vedere solo con l'ambito sentimentale. 
Chiedo altresì a tutti la cortesia di non lasciarvi trascinare in polemiche sterili, aizzate da persone afferenti alla pagina con il mero scopo di istigare, presumibilmente perché trovano gli argomenti trattati scomodi. Non lasciatevi strumentalizzare

venerdì 9 dicembre 2022

le mie graduatorie per titoli pedagogista insegnante ss

  • 1. Graduatoria III fascia di circolo o d' istituto personale ATA area B:Guardarobiere (GU) solo nei convitti/educandati  qualifica professionale di Operatore della moda. Supplenze brevi.
  • 2. Graduatoria III fascia circolo o d' istituto ATA area B: Assistente tecnico ( AT) diploma in tecnico di moda sett. Sartoria supplenze brevi.
  • 3. Graduatoria ITP , GPS II fascia e III fascia d' istituto isegnante di laboratorio pratico classe B18 diploma in Tecnico di moda. Supplenze a tempo determinato e brevi.
  • 4. Il personale educativo PPPP dei convitti e degli educandati, classe di concorso L030 (III) Pedagogia E Didattiche Speciali dell'Insegnamento, 
  • 5. Graduatoria Personale educativo II fascia GPS o III fascia GI Laurea L 19 educatore sociopedagogico + Laurea magistrale LM 85 scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione. Supplenze a tempo determinato e brevi.
  • 6. Graduatoria GPS II fascia e GI III fascia d' istituto insegnante Laurea Magistrale LM 85 scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione, classe A18 in filosofia e scienze umane e classe A 19 in filosofia e storia. Supplenze A tempo determinato e brevi.
  • 7. Graduatoria incrociata sostegno   insegnante sostegno A18, LM 85 in scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione. Supplenze a tempo determinato e brevi.

metodi pedagogici nelle scuole d' infanzia e primaria

Metodi infanzia:
Montessori AAHN infanzia I fascia, Pizzigoni AAIN infanzia I fascia ,
Agazzi AALN infanzia I fascia, 
Metodi primaria:
Montessori EEHN primaria I fascia, Pizzigoni EEIN primaria I fascia,
Agazzi EELN primaria I fascia.

Metodi primaria:
Montessori AAHN infanzia I fascia, Pizzigoni AAIN infanzia I fascia , 
Agazzi AALN infanzia I fascia, 


Il metodo Montessori prevede la costruzione di classi aperte o comunicanti in cui bambini di diverse età possono interagire tra di loro. Il fine di queste interazioni è quello di offrire ai bambini non solo il supporto di un adulto, ma anche quello di un pari, incoraggiando lo scambio di conoscenze e l'aiuto reciproco.

 il metodo Pizzigoni viene stimolata la creatività dei bambini, l'originalità del pensiero, l'autonomia di giudizio, la riflessione. È attraverso processi di riflessione e di elaborazione che i bambini riescono ad organizzare quanto apprendono dalle singole esperienze.

Il metodo Agazzi aveva lo scopo di formare bambini e non scolari. I bambini dovevano vivere in un ambiente familiare che stimolasse la loro creatività, circondati da oggetti tradizionali. In questo modo imparavano a essere indipendenti ma anche a collaborare con gli altri.

metodi tecniche e stategie pedagogiche

Il pedagogista adotta:
metodo: rivalutativo, 
Modello: bio psico sociale,
Approccio di 2 tipi: olistico o sistemico relazionale,
Forma maieutica,
Tecniche di ricerca: qualitative, quantitative miste, sperimentali;
Strategie pedagogiche: ad es lifelong learning, 
I 4 tipi di prevenzione,
Test: A1 A2, B1,
Manuale: ICF-CY + PEI.
Si occupa della parte parte conscia della persona sviluppando e potenziando l'empowerment  della persona esso è un processo dinamico e quotidiano che presenta dei risvolti individuali e sociali. La persona scopre e rafforza le proprie capacità, aumentando la percezione delle potenzialità e dell'autostima (Piccardo, 1995).
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 il metodo rivalutativo con esso intende risaltare la competenza pedagogica in rapporto alle altre scienze umane, sociali, mediche e giuridiche. Tale modello rivalutativo  riconosce i soggetti come protagonisti attivi. Il pedagogista, sà intrecciare i rapporti tra teorie plurali e pratica e sà rielaborare i propri approcci per adeguarli, di volta in volta, al nuovo soggetto senza “estraniarsi dal presente e dal reale” .



un modello bio psico sociale, con un approccio olistico, essa è definita:
 empirica (parte da un’analisi dell’esperienza educativa storicamente determinata), eidetica (registra e descrive quell’ esperienza e va alla ricerca delle costanti che la percorrono), pratica (la sua stessa giustificazione epistemologica è futuristica e trasformativa).
Tale approccio mira a curare la persona, in tutta la sua interezza e quindi non solo corpo, ma anche anima, mente ed emozioni.

L'approccio di tipo sistemico relazionale ossia, il pedagogista  ritiene che, per conoscere fenomeni complessi (come il comportamento umano, le comunicazioni interpersonali e familiari, le organizzazioni aziendali ed istituzionali, le interazioni tra uomo e natura) sia importante indagare le relazioni tra gli elementi di quel fenomeno ed il contesto. 

Utilizza la forma maieutica (reciprocità domande e risposte) tramite la parola e l’ascolto attivo.

2. il pedagogista con quali strumenti ( tecniche di ricerca) lavora?

tecniche di ricerca di tipo qualitativo, quantitativo, misto e sperimentale:

          Di tipo qualitativo ad es. la Grounded Theory;

Di tipo quantitativo e misto ad. es. le narrative inquiry, l’intervista, lo studio di un caso, la ricerca-azione, il fenomenologico, le chek list;

D’indagine sperimentale: l’osservazione diretta o indiretta: che analizza i fatti, interpreta i testi scritti, osserva i fenomeni come punti di partenza, dialoga con scienze affini, in relazione ai fenomeni e fatti concreti, osserva le relazioni che intercorrono nelle famiglie;


Adotta strategie pedagogiche come: la peer education, cooperative learning,   problem solving, spaced learning, problem posing e lifelong learning e altri strumenti come l’approccio autobiografico, l’osservazione sistemica, etc.



La grand theory g.t. tipo di tecnica qualitativa: Proprio al fine di garantire che il metodo non sia concepito come un format, che s’impone sul flusso della realtà educativa, al ricercatore viene suggerito di interpretare la grounded theory research non come un percorso predefinito, ma come una mappa in via di continua elaborazione” (Mortari, 2007).

La g.t. (teoria situata) è un metodo di ricerca qualitativa proposto negli anni Sessanta (Glaser e Strass, 1967) che impiega un insieme sistematico di procedure attraverso cui sviluppare una teoria di tipo induttivo riguardo a un dato fenomeno. I risultati della ricerca danno vita a una formulazione teorica della realtà in esame piuttosto che a un insieme di numeri o a un gruppo di tematiche vagamente correlate.
Mentre il tradizionale approccio positivistico si basa sulla deduzione per costruire una teoria, la g.t. ricorre all’induzione analitica. Lo scopo di quest’ultima è di giungere a un insieme sistematico di proporzioni di applicabilità universale attraverso le revisione progressiva delle ipotesi di ricerca suggerite o smentite dai dati che sono via via raccolti.
Nel manuale di Jensen e Jankowski (1991) vengono descritte le quattro fasi che il ricercatore deve seguire:
– nella fase esplorativa egli estrapola alcuni concetti preliminari del materiale raccolto;
– la fase successiva, detta fase di definizione, implica la costruzione delle variabili basate su questi concetti preliminari; – la difficile formulazione del nocciolo della teoria avviene nel corso della terza fase, detta fase di riduzione;
– la fase finale, definita fase di integrazione, esplicita le relazioni esistenti tra i vari concetti e ne fa la verifica sulla base dei dati raccolti.
Il processo completo di ricerca implica la ripetizione del ciclo di riflessione, osservazione e analisi per ciascuna di queste quattro fasi fino a quando tutti i dati sono esauriti.
I ricercatori della g.t. impiegano tre tipi di codifica per scomporre analiticamente i dati qualitativi, concettualizzarli e sintetizzarli in nuovi modi. Essi sono: la codifica aperta, la codifica assiale e la codifica selettiva.
Nel corso della codifica aperta, il ricercatore scompone i dati in piccole unità di significato e a ciascuna attribuisce un’etichetta concettuale. Mano a mano che l’analisi va avanti, le unità che mostrano proprietà o attributi similari sono raggruppate in categorie e sotto-categorie. Ogni nuovo caso viene scrupolosamente confrontato con i casi precedenti già classificati, dopo di che si decide se esso possa essere inserito in una categoria già esistente o se invece occorra crearne una nuova. In questo modo le definizioni concettuali diventano sempre più complete e precise.
Con la codifica assiale – attraverso un continuo confronto tra i dati e la cornice concettuale in via di sviluppo – il ricercatore scopre i rapporti esistenti tra le categorie discrete e costruisce una rete concettuale sistematicamente integrata.
Nella codifica selettiva il ricercatore esamina con cura tutti i dati disponibili per giungere a una teoria ben integrata, in grado, cioè, di riflettere la vita reale dei soggetti presi in esame.
Della g.t. viene apprezzato – oltre all’analitica messa a punto delle varie fasi della ricerca – la decisa affermazione dell’importanza di una teoria interpretativa dei fenomeni; riserve sono state invece avanzate sia sui rischi di uno studio estremamente analitico non guidato da ipotesi ben definite e messe a confronto con gli studi precedenti, sia sulla eccessiva complessità del metodo (è una procedura spesso citata, assai meno applicata).

La narrative inquiry è una tecnica quantitativa e mista di indagine che si focalizza sulla comprensione del modo in cui individui e gruppi danno significato alle loro esperienze intese come narrazioni. Nel framework della narrative inquiry la narrazione è sia fenomeno oggetto di studio sia il metodo di studio (Clandinin, Connelly, 2000). Campi di ricerca collegati sono l’analisi dei testi narrativi, la narratologia e le storie di vita.

L' intervista è una tecnica quantitativa e mista 

Tipologie di interviste:


Intervista libera, in profondità, non direttiva: centrata sulla persona, intervistatore stimola a parlare

Intervista strutturata: domande precise, decise in anticipo, ordine prefissato

Intervista rigidamente strutturata: domande e risposte predeterminate e semplici

L' intervista tecnica quantitativa Analisi delle interviste:

Intervista libera: considerate nella loro unicità, interpretate in base all’organizzazione del discorso, la scelta dei vocaboli e degli argomenti

Intervista strutturata: criteri statistici e successivamente interpretate con attribuzione di categorie di significato.

Lo studio di un caso è una tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto


“Lo studio di un caso tecnica quantitativa è una strategia di ricerca che viene attivata quando s’intende acquisire adeguata comprensione di un fenomeno visto nella sua singolarità e originalità. Ciò che si cerca è una comprensione larga e profonda del fenomeno, attraverso la messa a fuoco delle interazioni fra i vari fattori, senza occuparsi di produrre generalizzazioni” (Mortari, 2007).

La ricerca-azione è un un tipo di buon tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto
” La ricerca-azione intende cercare nuove forme di collaborazione fra chi opera e chi fa ricerca, che garantiscano al tempo stesso l’aderenza ai problemi e ai contesti concreti e la loro verifica in campo da un lato e la rigorosità dei procedimenti e dei risultati della ricerca dall’altro.” (Mantovani, 1995)

Caratteristiche della ricerca-azione:

  • lo scopo della ricerca è la trasformazione della realtà sociale e la modificazione dei comportamenti
  • esige la partecipazione di tutta la comunità coinvolta nell’indagine e durante tutto il processo
  • in genere si interessa dei gruppi più deboli ed emarginati
  • le procedure tendono a stimolare una maggiore consapevolezza nei partecipanti rispetto alle loro stesse risorse
  • il coinvolgimento della comunità offre maggiore autenticità e completezza all’analisi della realtà sociale
  • il ricercatore partecipa alla ricerca, apprende durante la ricerca coinvolgendosi nei processi analizzati

“La Ricerca azione partecipativa si connota per i seguenti aspetti, tra loro connessi, così brevemente riepilogati:

  • carattere attivo della creazione dei saperi
  • carattere partecipativo della creazione dei saperi
  • carattere investigativo della creazione dei saperi
  • carattere rappresentativo della realtà nella creazione dei saperi
  • carattere trasformativo della creazione dei saperi (Orefice, in Scurati Zanniello 1993, p. 62)
  • Ricerca partecipativa: tecniche di ricerca che portano i ricercatori sul campo
  • Ricerca intervento: rapporto tra produzione di conoscenza e produzione di ricerca finalizzata ad un cambiamento
  • Formazione ricerca: il sapere si alimenta attraverso l’azione e la creazione di esperienze e la sua acquisizione avviene per scoperta
  • In pedagogia questi tipi di ricerca rispondono ad un bisogno di maggiore aderenza alla realtà educativa dei contesti studiati, permette il coinvolgimento degli operatori nella definizione del problema da studiare e risulta per questo particolarmente efficace nello studio delle comunità locali e nelle situazioni educative di disagio e marginalità.

  • metodo fenomenologico-eidetico è un tipo di tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto 
    “Nell’interpretazione eidetica l’oggetto del metodo fenomenologico è quel fenomeno costituito da significato dell’esperienza vissuta così come è percepita dai partecipanti. Affinché tale significato si costituisca come oggetto di indagine viene loro chiesto di descrivere un esperienza che hanno vissuto, non una esperienza vicariante e nemmeno una riflessione sulla loro esperienza, tantomeno considerazioni generali sul tema della ricerca” [...] Ciò che caratterizza il metodo fenomenologico è la postura del ricercatore, che deve astenersi dal formulare supposizioni o ipotesi e deve mantenere sempre il suo pensiero legato ai dati che raccoglie dall’analisi dei fenomeni” (Mortari, 2007.
 le check list sono un tipo di tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto 

problem solving è il processo per raggiungere un obiettivo superando gli ostacoli, una parte frequente della maggior parte delle attività. I problemi che necessitano di soluzioni vanno da semplici compiti personali a problemi complessi in ambito tecnico e aziendale.


mercoledì 7 dicembre 2022

nullità e annullabilità annullamento di matrimonio

Chiesa cattolica: nullità.
Civile: nullo e annullamento ( annullabilità)