venerdì 30 dicembre 2022
lauree abilitanti ad es. psicologia
Dr. Vittoria Salice consulente pedagogico via Grecia 28/B Foggia Tel 3209048888.
lunedì 26 dicembre 2022
metafora del secchio bucato
Dr. Vittoria Salice consulente pedagogico via Grecia 28/B Foggia Tel 3209048888.
venerdì 9 dicembre 2022
le mie graduatorie per titoli pedagogista insegnante ss
- 1. Graduatoria III fascia di circolo o d' istituto personale ATA area B:Guardarobiere (GU) solo nei convitti/educandati qualifica professionale di Operatore della moda. Supplenze brevi.
- 2. Graduatoria III fascia circolo o d' istituto ATA area B: Assistente tecnico ( AT) diploma in tecnico di moda sett. Sartoria supplenze brevi.
- 3. Graduatoria ITP , GPS II fascia e III fascia d' istituto isegnante di laboratorio pratico classe B18 diploma in Tecnico di moda. Supplenze a tempo determinato e brevi.
- 4. Il personale educativo PPPP dei convitti e degli educandati, classe di concorso L030 (III) Pedagogia E Didattiche Speciali dell'Insegnamento,
- 5. Graduatoria Personale educativo II fascia GPS o III fascia GI Laurea L 19 educatore sociopedagogico + Laurea magistrale LM 85 scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione. Supplenze a tempo determinato e brevi.
- 6. Graduatoria GPS II fascia e GI III fascia d' istituto insegnante Laurea Magistrale LM 85 scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione, classe A18 in filosofia e scienze umane e classe A 19 in filosofia e storia. Supplenze A tempo determinato e brevi.
- 7. Graduatoria incrociata sostegno insegnante sostegno A18, LM 85 in scienze pedagogiche + 24 CFU abilitazione. Supplenze a tempo determinato e brevi.
Dr. Vittoria Salice consulente pedagogico via Grecia 28/B Foggia Tel 3209048888.
metodi pedagogici nelle scuole d' infanzia e primaria
Dr. Vittoria Salice consulente pedagogico via Grecia 28/B Foggia Tel 3209048888.
metodi tecniche e stategie pedagogiche
tecniche di ricerca di tipo qualitativo, quantitativo, misto e sperimentale:
Di tipo qualitativo ad es. la Grounded Theory;
Di tipo quantitativo e misto ad. es. le narrative inquiry, l’intervista, lo studio di un caso, la ricerca-azione, il fenomenologico, le chek list;
D’indagine sperimentale: l’osservazione diretta o indiretta: che analizza i fatti, interpreta i testi scritti, osserva i fenomeni come punti di partenza, dialoga con scienze affini, in relazione ai fenomeni e fatti concreti, osserva le relazioni che intercorrono nelle famiglie;
Adotta strategie pedagogiche come: la peer education, cooperative learning, problem solving, spaced learning, problem posing e lifelong learning e altri strumenti come l’approccio autobiografico, l’osservazione sistemica, etc.
La grand theory g.t. tipo di tecnica qualitativa: “Proprio al fine di garantire che il metodo non sia concepito come un format, che s’impone sul flusso della realtà educativa, al ricercatore viene suggerito di interpretare la grounded theory research non come un percorso predefinito, ma come una mappa in via di continua elaborazione” (Mortari, 2007).
La g.t. (teoria situata) è un metodo di ricerca qualitativa proposto negli anni Sessanta (Glaser e Strass, 1967) che impiega un insieme sistematico di procedure attraverso cui sviluppare una teoria di tipo induttivo riguardo a un dato fenomeno. I risultati della ricerca danno vita a una formulazione teorica della realtà in esame piuttosto che a un insieme di numeri o a un gruppo di tematiche vagamente correlate.
Mentre il tradizionale approccio positivistico si basa sulla deduzione per costruire una teoria, la g.t. ricorre all’induzione analitica. Lo scopo di quest’ultima è di giungere a un insieme sistematico di proporzioni di applicabilità universale attraverso le revisione progressiva delle ipotesi di ricerca suggerite o smentite dai dati che sono via via raccolti.
Nel manuale di Jensen e Jankowski (1991) vengono descritte le quattro fasi che il ricercatore deve seguire:
– nella fase esplorativa egli estrapola alcuni concetti preliminari del materiale raccolto;
– la fase successiva, detta fase di definizione, implica la costruzione delle variabili basate su questi concetti preliminari; – la difficile formulazione del nocciolo della teoria avviene nel corso della terza fase, detta fase di riduzione;
– la fase finale, definita fase di integrazione, esplicita le relazioni esistenti tra i vari concetti e ne fa la verifica sulla base dei dati raccolti.
Il processo completo di ricerca implica la ripetizione del ciclo di riflessione, osservazione e analisi per ciascuna di queste quattro fasi fino a quando tutti i dati sono esauriti.
I ricercatori della g.t. impiegano tre tipi di codifica per scomporre analiticamente i dati qualitativi, concettualizzarli e sintetizzarli in nuovi modi. Essi sono: la codifica aperta, la codifica assiale e la codifica selettiva.
Nel corso della codifica aperta, il ricercatore scompone i dati in piccole unità di significato e a ciascuna attribuisce un’etichetta concettuale. Mano a mano che l’analisi va avanti, le unità che mostrano proprietà o attributi similari sono raggruppate in categorie e sotto-categorie. Ogni nuovo caso viene scrupolosamente confrontato con i casi precedenti già classificati, dopo di che si decide se esso possa essere inserito in una categoria già esistente o se invece occorra crearne una nuova. In questo modo le definizioni concettuali diventano sempre più complete e precise.
Con la codifica assiale – attraverso un continuo confronto tra i dati e la cornice concettuale in via di sviluppo – il ricercatore scopre i rapporti esistenti tra le categorie discrete e costruisce una rete concettuale sistematicamente integrata.
Nella codifica selettiva il ricercatore esamina con cura tutti i dati disponibili per giungere a una teoria ben integrata, in grado, cioè, di riflettere la vita reale dei soggetti presi in esame.
Della g.t. viene apprezzato – oltre all’analitica messa a punto delle varie fasi della ricerca – la decisa affermazione dell’importanza di una teoria interpretativa dei fenomeni; riserve sono state invece avanzate sia sui rischi di uno studio estremamente analitico non guidato da ipotesi ben definite e messe a confronto con gli studi precedenti, sia sulla eccessiva complessità del metodo (è una procedura spesso citata, assai meno applicata).
La narrative inquiry è una tecnica quantitativa e mista di indagine che si focalizza sulla comprensione del modo in cui individui e gruppi danno significato alle loro esperienze intese come narrazioni. Nel framework della narrative inquiry la narrazione è sia fenomeno oggetto di studio sia il metodo di studio (Clandinin, Connelly, 2000). Campi di ricerca collegati sono l’analisi dei testi narrativi, la narratologia e le storie di vita.
L' intervista è una tecnica quantitativa e mista
Tipologie di interviste:
Intervista libera, in profondità, non direttiva: centrata sulla persona, intervistatore stimola a parlare
Intervista strutturata: domande precise, decise in anticipo, ordine prefissato
Intervista rigidamente strutturata: domande e risposte predeterminate e semplici
L' intervista tecnica quantitativa Analisi delle interviste:
Intervista libera: considerate nella loro unicità, interpretate in base all’organizzazione del discorso, la scelta dei vocaboli e degli argomenti
Intervista strutturata: criteri statistici e successivamente interpretate con attribuzione di categorie di significato.
Lo studio di un caso è una tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto
“Lo studio di un caso tecnica quantitativa è una strategia di ricerca che viene attivata quando s’intende acquisire adeguata comprensione di un fenomeno visto nella sua singolarità e originalità. Ciò che si cerca è una comprensione larga e profonda del fenomeno, attraverso la messa a fuoco delle interazioni fra i vari fattori, senza occuparsi di produrre generalizzazioni” (Mortari, 2007).
La ricerca-azione è un un tipo di buon tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto
” La ricerca-azione intende cercare nuove forme di collaborazione fra chi opera e chi fa ricerca, che garantiscano al tempo stesso l’aderenza ai problemi e ai contesti concreti e la loro verifica in campo da un lato e la rigorosità dei procedimenti e dei risultati della ricerca dall’altro.” (Mantovani, 1995)
Caratteristiche della ricerca-azione:
- lo scopo della ricerca è la trasformazione della realtà sociale e la modificazione dei comportamenti
- esige la partecipazione di tutta la comunità coinvolta nell’indagine e durante tutto il processo
- in genere si interessa dei gruppi più deboli ed emarginati
- le procedure tendono a stimolare una maggiore consapevolezza nei partecipanti rispetto alle loro stesse risorse
- il coinvolgimento della comunità offre maggiore autenticità e completezza all’analisi della realtà sociale
- il ricercatore partecipa alla ricerca, apprende durante la ricerca coinvolgendosi nei processi analizzati
“La Ricerca azione partecipativa si connota per i seguenti aspetti, tra loro connessi, così brevemente riepilogati:
- carattere attivo della creazione dei saperi
- carattere partecipativo della creazione dei saperi
- carattere investigativo della creazione dei saperi
- carattere rappresentativo della realtà nella creazione dei saperi
- carattere trasformativo della creazione dei saperi (Orefice, in Scurati Zanniello 1993, p. 62)
- Ricerca partecipativa: tecniche di ricerca che portano i ricercatori sul campo
- Ricerca intervento: rapporto tra produzione di conoscenza e produzione di ricerca finalizzata ad un cambiamento
- Formazione ricerca: il sapere si alimenta attraverso l’azione e la creazione di esperienze e la sua acquisizione avviene per scoperta
- metodo fenomenologico-eidetico è un tipo di tecnica di ricerca di tipo quantitativo e misto
“Nell’interpretazione eidetica l’oggetto del metodo fenomenologico è quel fenomeno costituito da significato dell’esperienza vissuta così come è percepita dai partecipanti. Affinché tale significato si costituisca come oggetto di indagine viene loro chiesto di descrivere un esperienza che hanno vissuto, non una esperienza vicariante e nemmeno una riflessione sulla loro esperienza, tantomeno considerazioni generali sul tema della ricerca” [...] Ciò che caratterizza il metodo fenomenologico è la postura del ricercatore, che deve astenersi dal formulare supposizioni o ipotesi e deve mantenere sempre il suo pensiero legato ai dati che raccoglie dall’analisi dei fenomeni” (Mortari, 2007.
In pedagogia questi tipi di ricerca rispondono ad un bisogno di maggiore aderenza alla realtà educativa dei contesti studiati, permette il coinvolgimento degli operatori nella definizione del problema da studiare e risulta per questo particolarmente efficace nello studio delle comunità locali e nelle situazioni educative di disagio e marginalità.
La peer education è una metodologia che consente di fare leva sulla dimensione sociale dell'apprendimento, veicolando messaggi di salute e l'insegnamento di life skills idonee a formare e rafforzare il senso di efficacia individuale e collettivo.Nell'educazione tra pari una persona opportunamente formata intraprende attività formative con altre persone sue pari, cioè simili quanto a età, condizione lavorativa, genere sessuale, status, entroterra culturale o esperienze vissute.
Cooperative learning L'apprendimento cooperativo è una modalità di apprendimento che si basa sull'interazione all'interno di un gruppo di allievi che collaborano, al fine di raggiungere un obiettivo comune, attraverso un lavoro di approfondimento e di apprendimento che porterà alla costruzione di nuova conoscenza.
Spaced Learning (o «Apprendimento intervallato») consente di massimizzare la concentrazione e il lavoro cognitivo degli stu- denti, focalizzando l'attenzione su un dato argomento che viene affrontato da punti di vista differenti e con modalità diversificate.
L'educazione secondo il metodo problem-posing si riferisce ad un termine coniato dall'educatore brasiliano Paulo Freire nel suo testo del 1970, Pedagogy of the Oppressed. Il problem-posing si collega ad un metodo d'insegnamento che sottolinea l'importanza del pensiero critico per affrancarsi.
lifelong learning o LLL è un processo individuale intenzionale che mira all'acquisizione di ruoli e competenze e che comporta un cambiamento relativamente stabile nel tempo
L'autobiografia risulta un metodo pedagogico ricognitivo che pone una storia di fronte al legittimo autore, ricostruendo e rimembrando una memoria personale, nel desiderio di autorappresentazione che genera uno specchio di eventi condivisi da altri.
Un'osservazione sistematica significa rivolgere l'attenzione al comportamento effettivamente messo in atto in una precisa situazione, registrando fedelmente le informazioni ricercate; significa operare in contemporanea con lo svolgimento dei fatti, sforzandosi di cogliere le dinamiche all'interno del contesto.
problem solving è il processo per raggiungere un obiettivo superando gli ostacoli, una parte frequente della maggior parte delle attività. I problemi che necessitano di soluzioni vanno da semplici compiti personali a problemi complessi in ambito tecnico e aziendale.
Dr. Vittoria Salice consulente pedagogico via Grecia 28/B Foggia Tel 3209048888.
giovedì 8 dicembre 2022
graduatorie pedagogista
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mercoledì 7 dicembre 2022
nullità e annullabilità annullamento di matrimonio
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