Il QI quoziente intellettivo
ll metodo originale di Alfred Binet (con Théodore Simon) nel 1905
che usava il rapporto tra Età Mentale ed Età Cronologica, soprattutto nei bambini è stato largamente sostituito dalle Weschler, perché il metodo Binet/Simon era meno efficace per gli adulti e per i bambini con età molto diverse dalla media. Anche le scale Stanford-Binet 1916 esistono ancora, ma usano anche loro un metodo di calcolo del QI di deviazione ed oggi sono state largamente sostituite dalle scale Wechsler.
I test psicologici d'intelligenza di Wechsler nacquero nel 1939 con la pubblicazione della Wechsler-Bellevue Intelligence Scale - Form I, nate inizialmente per misurare l'intelligenza verbale e non verbale degli adulti.
Difatti i fattori di QI Quoziente Intellettivo si misurano con i test o scale verbale e non verbale di Weshler, che si dividono oggi per fasce età:
WAIS per adulti dai 16 ai 90 anni;
WISC per i bambini e i ragazzi dai 6 ai 16 anni;
WPPSI per bambini per i più piccoli, dai 2 anni e mezzo ai 7 anni e mezzo).
I test Weshler: WAIS, WISC, WPPSI, in modo diverso, a seconda dell'età, includono le categorie:
1. Comprensione Verbale (abilità linguistiche, conoscenze acquisite).
2. Ragionamento Visuo-Percettivo.
3. Ragionamento Fluido (problem-solving non verbale, logica).
4. Memoria di Lavoro (mantenere e manipolare informazioni a breve termine).
5. Velocità di Elaborazione (velocità ed efficienza nell'esecuzione dei compiti).
Le medie ottenute da ogni categoria delle Weshler (WAIS, WISC, WPPSI), vengono poi misurate in punteggi unici, divisi come segue:
70-79: Intelligenza Limite
80-89: Media Bassa
90-109: Media (La maggior parte della popolazione rientra qui)
110-119: Media Alta (Superiore alla media)
120-129: Superiore (Dotazione superiore)
130+: Molto Superiore (Gifted)
Un altro test sono le matrici di Raven
Le Matrici Progressive di Raven (spesso chiamate semplicemente Scale di Raven) sono un test psicologico non verbale
ideate dallo psicologo inglese John C. Raven nel 1938.
Le Scale di Raven sono nate per misurare il fattore "g", o intelligenza generale, teorizzato da Spearman nel 1904/1927 che ha sviluppato la teoria dell'intelligenza generale, che rappresenta un'abilità mentale generale che influenza le prestazioni in vari compiti cognitivi.
Le scale di Raven sono ampiamente utilizzate per misurare l'intelligenza generale fattore g e la capacità di ragionamento astratto di una persona difatti misura l'intelligenza fluida, ovvero la capacità di risolvere problemi nuovi senza conoscenze pregresse. Ecco cosa sono e a cosa servono: Cosa Sono Le Matrici di Raven sono un test composto da una serie di problemi visivi a scelta multipla (o item), presentati in ordine di difficoltà crescente. Formato: Ogni problema è una figura geometrica (una "matrice") con un elemento mancante. Al soggetto viene chiesto di individuare, tra diverse opzioni, l'elemento che completa correttamente il pattern o il sistema di relazioni della matrice. Contenuto Non Verbale: Il test è interamente composto da figure geometriche e simboli, non richiede l'uso della lingua parlata o scritta. Questo lo rende ideale per la somministrazione a persone di diverse culture, lingue o livelli di istruzione, o a chi ha difficoltà di comunicazione verbale. Misurazione: Misurano principalmente l'intelligenza fluida (G_f), cioè la capacità di ragionare, risolvere problemi nuovi, e cogliere relazioni senza ricorrere a conoscenze acquisite in precedenza (che è invece l'intelligenza cristallizzata, G_c). Esistono diverse versioni adattate a fasce d'età e abilità differenti: Matrici Progressive Standard (SPM): La versione originale e più comune, per adolescenti e adulti. Matrici Progressive Colorate (CPM): Progettate per bambini piccoli (dai 5 anni) e per persone anziane o con capacità intellettive ridotte, utilizzando uno sfondo colorato per renderle più coinvolgenti. Matrici Progressive Avanzate (APM): Per soggetti con un'abilità intellettiva superiore alla media. A Cosa Servono Le Scale di Raven sono utilizzate per una varietà di scopi, soprattutto in ambito psicologico, educativo e lavorativo: Valutazione del Quoziente Intellettivo (Q.I.) Non Verbale: Forniscono una stima del livello di intelligenza e della capacità di ragionamento di un individuo, in modo indipendente dal suo background culturale e dalle sue conoscenze specifiche. Diagnosi Clinica: Sono impiegate per la valutazione delle capacità cognitive in persone con: Deficit cognitivi o ritardo mentale. Difficoltà di comprensione e produzione verbale. Disturbi del neurosviluppo (come il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività - ADHD). Ambito Educativo: Possono aiutare a identificare studenti che potrebbero avere bisogno di supporto speciale o, al contrario, quelli con abilità superiori. Selezione del Personale: Sono usate nei processi di selezione per valutare l'abilità di un candidato di ragionare, risolvere problemi complessi e apprendere rapidamente, che sono competenze chiave in molti ruoli professionali. Ricerca: Sono uno strumento fondamentale nella ricerca psicologica per studiare l'intelligenza, la sua natura e il suo sviluppo. In sintesi, le Matrici di Raven sono uno strumento molto solido e affidabile per misurare in modo efficiente e "culture-fair" (ossia equo tra le culture) l'abilità di una persona di dare un senso alla complessità e di ragionare logicamente su nuove informazioni.
Il calcolo del punteggio delle Matrici Progressive di Raven si basa sul numero totale di risposte corrette (punteggio grezzo).
- Punteggio Grezzo: Si assegna 1 punto per ogni risposta esatta e 0 per ogni risposta errata o omessa. La somma di questi punti è il punteggio grezzo totale.
- Punteggio Standardizzato/Percentile: Il punteggio grezzo viene poi convertito in un punteggio standardizzato, come il rango percentile (o in alcuni casi, un quoziente intellettivo, QI, o punteggio tipico), utilizzando le tabelle di norme appropriate per l'età e/o il livello di scolarità del soggetto.
- Interpretazione: Il rango percentile indica la percentuale di individui nel campione normativo che ha ottenuto un punteggio inferiore a quello del soggetto, permettendo così di classificare la sua capacità intellettiva (ad esempio, media, superiore alla media, ecc.). È fondamentale consultare il manuale specifico della versione del test utilizzata (Standard, Coloured, Advanced) per le norme e le procedure di scoring esatte.
La differenza tra le Weshler e le Raven:
le Weshler e le Matrici di Raven non si usano insieme, sono due test diversi che valutano aspetti differenti dell'intelligenza. Le Weschler sono test completi verbali e non verbali che misurano diverse abilità cognitive, mentre le Matrici di Raven non verbali si concentrano sull'intelligenza fluida, cioè la capacità di ragionare e risolvere problemi nuovi quindi il ragionamento astratto. Questi test mirano a stimare il fattore di intelligenza generale (fattore g).
Le Inteligenze multiple di Gardner
Sebbene la moderna teoria delle intelligenze multiple dello psicologo statunitense Howard Gardner 1983 suggerisce che l'intelligenza abbia molteplici dimensioni non completamente catturate dal solo QI.
I test sulle intelligenze multiple non sono standardizzati e strutturati come i test di intelligenza tradizionali di Weshler e di Raven. Si tratta piuttosto di strumenti aperti domande aperte di valutazione informali, come griglie di osservazione e attività pratiche, che aiutano a individuare i punti di forza di una persona nelle diverse aree dell'intelligenza. Invece di una sola risposta giusta, questi esercizi cercano di capire come pensi e come risolvi i problemi in modi diversi.
Invece di un singolo valore numerico, il risultato di un test sulle intelligenze multiple (come questionari o strumenti di valutazione specifici) si traduce in un profilo che evidenzia il livello di sviluppo relativo (o l'inclinazione) in ciascuna delle
otto (o nove) intelligenze identificate da Gardner:
1. Linguistica
2. Logico-Matematica
3. Visuo-Spaziale
4. Corporea-Cinestetica
5. Musicale
6. Interpersonale
7. Intrapersonale
8. Naturalistica
9. (A volte viene inclusa l'Esistenziale)
Ecco le 9 domande dell'inteligenza multipla:
1. "In che modo il linguaggio che usiamo influenza il nostro modo di pensare e di vedere il mondo?"
2. Come usi le parole per descrivere un problema di matematica e come questo ti aiuta a risolverlo?"
3. Come ti orienti in un luogo nuovo usando solo la tua percezione visiva?" oppure "Come descriveresti a parole un oggetto tridimensionale che hai in mente?"
4. In che modo il movimento e la coordinazione del tuo corpo ti aiutano ad imparare una nuova abilità, come andare in bicicletta o ballare?"
5. "In che modo il ritmo e la melodia di una canzone ti aiutano a ricordare le parole o le informazioni?"
6. "Come ti relazioni con gli altri e come usi questa capacità per raggiungere un obiettivo comune?"
7. Come ti poni degli obiettivi personali e come ti motivi per raggiungerli?"
8. "Come ti relazioni con la natura e come usi questa capacità per capire meglio il mondo che ti circonda?"
9. "Quale è il significato della vita per te e come influisce sulle tue scelte?"
Come si Ottiene il Punteggio (Profilo) dell'intelligenza multipla di Gardner
Il meccanismo di punteggio dipende dal tipo specifico di test utilizzato, ma in generale:
Risposte ai Quesiti: Al soggetto vengono poste domande, affermazioni o attività (a seconda del formato del test) relative a ciascuna delle aree di intelligenza.
Punteggio Parziale: Per ogni area di intelligenza, le risposte vengono sommate o valutate per generare un punteggio parziale (spesso espresso in percentuale o su una scala).
Profilo Finale: L'insieme di questi punteggi parziali costituisce il profilo di intelligenza multipla dell'individuo, mostrando quali intelligenze sono percepite o dimostrate come maggiormente sviluppate o preferite rispetto alle altre.
L'obiettivo di questi test non è stabilire un "livello generale" di intelligenza, ma piuttosto identificare i punti di forza e le diverse potenzialità intellettive di una persona per scopi formativi, di orientamento o di auto-consapevolezza.
Il Q.E. Quoziente Emotivo
La teoria dell'intelligenza emotiva fu sviluppata originariamente dagli psicologi Peter Salovey e John D. Mayer nel 1990.
Salovey e Mayer la definiscono come "la capacità di monitorare le sensazioni o sentimenti e le emozioni proprie e altrui, di discriminarle e di utilizzare queste informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni".
In pratica si concentrarono principalmente sulla capacità di percepire, comprendere e regolare le emozioni.
Successivamente, divenne popolare a livello mondiale grazie al libro scritto nel 1995 dello psicologo Daniel Goleman, che ha ampliato e divulgato il concetto.
Daniel Goleman ha incluso anche la capacità di utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero e l'azione e
ha dato maggiore enfasi al ruolo dell'intelligenza emotiva nel successo personale e professionale. Goleman ha esplicitamente collegato l'IE alle prestazioni eccezionali in ambito professionale e alla leadership, sostenendo che il Quoziente Emotivo (QE) può essere un predittore di successo più importante del Quoziente Intellettivo (QI). I suoi lavori hanno avuto un impatto significativo nel mondo aziendale e della formazione manageriale.
Modello: Il suo modello è spesso orientato alle competenze (un modello misto), che possono essere apprese e migliorate per raggiungere obiettivi.
Ha suddiviso l'intelligenza emotiva in cinque componenti chiave:
1. Autoconsapevolezza (conoscere le proprie emozioni).
2. Autoregolazione (gestire le proprie emozioni).
3. Motivazione (usare le emozioni per raggiungere obiettivi).
4. Empatia (riconoscere e comprendere le emozioni altrui).
5. Abilità sociali (gestire efficacemente le relazioni interpersonali).
Inoltre, Goleman ha sottolineato come queste competenze non siano innate ma possano essere apprese e sviluppate nel tempo.
Peter Salovey e John D. Mayer nel 1997 hanno ampliato questa definizione includendo la capacità di percepire valutare ed esprimere le emozioni, integrandole nel proprio pensiero, comprendendole e ragionando su di esse, e infine regolandole in se stessi e negli altri.
Il modello a quattro rami è stato introdotto da Salovey e Mayer nel 1997. Questo modello descrive l'intelligenza emotiva come una serie di abilità organizzate gerarchicamente in quattro rami, ossia il "Modello di Abilità" dell'Intelligenza Emotiva, che la struttura in quattro aree gerarchiche e interconnesse:
1. Percezione delle emozioni: identificare le emozioni in sé stessi e negli altri.
2. Uso delle emozioni per facilitare il pensiero: utilizzare le emozioni per dare priorità, ragionare e risolvere problemi.
3. Comprensione delle emozioni: analizzare e comprendere le cause, i significati e l'evoluzione degli stati emotivi.
4. Gestione/Regolazione delle emozioni: saper gestire le proprie e altrui emozioni in modo costruttivo per promuovere la crescita personale e intellettiva.
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